Caso Ilva, Emiliano a Calenda: non è il Re sole

“A me interessa solo la salute dei cittadini, non ho scopi politici. Andrò dritto con il ricorso se non verranno accolte le nostre ragioni, e da vecchio investigatore aspetterò che il colpevole di turno faccia il suo errore. Primo o poi succede, sempre”. Così in un’intervista al Fatto Quotidiano il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, sulla vicenda Ilva.

“Voglio che questa intesa si chiuda. Ma il mio primo dovere è salvaguardare la salute dei miei cittadini. Piuttosto che riavviare un impianto che va a carbone, costruito con una tecnologia del ‘900, bisogna costruire una o due linee a gas per abbattere le emissioni inquinanti. Tutti i dati epidemiologici mostrano che nella zona di Taranto c’è un proliferare di tumori”. “Spero che il governo – prosegue il governatore – non sia schiavo di quella lobby del carbone che sta dietro al presidente americano Trump e che ha fatto saltare gli accordi di Parigi sulle emissioni. Ricordo a Calenda che lo Stato non è il Re Sole, e che i Tar permettono ai cittadini e agli enti locali di difendere i loro legittimi interessi. Vanno rispettati”.

A Mittal fuggirà “non conviene lasciare un affare del genere. E comunque ci potrebbero essere altri gruppi che si erano già fatti avanti, pronti ad accettare queste condizioni” come la cordata di Jindal e Arvedi: “Avevano argomenti solidi. E questa prospettiva di sviluppo potrebbe andargli bene”, conclude Emiliano.

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