Campania, piccoli imprenditori crescono: premiate 7 startup

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Diletta Capissi

Nel bel Salone liberty “delle Grida” della Camera di Commercio di Napoli, si è conclusa la prima edizione di Tech Hub, il progetto di accelerazione e di creazione di start up innovative realizzato da Banco di Napoli, Università Federico II e Camera di Commercio. Una folta platea di giovani start up ha presentato con accuratezza il proprio progetto aziendale suscitando l’interesse degli investitori ma anche dei tanti catturati dall’idea e dalle potenzialità di un percorso professionale alternativo. Una bella comunità di donne e uomini che esprimono competenze, passione e voglia di sperimentarsi, di mettersi in gioco per creare una impresa innovativa e qualificata sul mercato globale.

Ciò che li guida è un sano realismo. Infatti il rischio dell’intrapresa è in agguato ma la fiducia risiede nelle capacità del team di sviluppare un coerente modello di business, un piano di fattibilità economico – finanziario, mirate strategie di mercato. A Tech Hub, nel corso del 2014, sono giunti circa cento progetti/idee ma ne sono stati selezionati venticinque. Ai  proponenti è stata fornita una “cassetta degli attrezzi” contenente  un percorso  di formazione, di mentoring, con imprenditori e manager di altissimo profilo e di networking.

“Grazie allo sforzo congiunto di tutti i soci istituzionali – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio, Maurizio Maddaloni – siamo riusciti a realizzare per la prima volta a Napoli nel settore dell’innovazione e delle start up, una qualificatissima ‘arena di investitori’ che ha ascoltato, dalla voce dei protagonisti, ovvero delle 25 imprese selezionate che hanno superato tutte le fasi dell’alta formazione tecnica, i contenuti delle loro idee imprenditoriali, tutte pronte a trasformarsi in occasione di business e di sbocco sui mercati nazionali e internazionali”.

Sette dunque i progetti premiati dalla giuria e si tratta per lo più di spin-off start up universitarie nel campo della ricerca innovativa. Nuove molecole per la terapia antitumorale che modificano le attività dei geni senza alterare la sequenza del Dna e un enzima sintetico che rivoluziona le analisi immunologiche permettendo diagnosi precoci: questi i due progetti di Epic-C e InKidia, rispettivamente spin-off della Sun e della Federico II, vincitrici della prima edizione di Tech Hub, a cui è stato assegnato un finanziamento di 50mila euro ciascuno. Gli altri cinque premi del valore di 30mila euro sono stati destinati ad una piattaforma di produzione di dolcificanti proteici (Isweetch, team composto da docenti della Federico II ) e ad una tecnostruttura per le infrastrutture di rete (NM2, spin-off ancora della Federico II).

La ricerca scientifica universitaria ha fatto l’en plein nel Salone delle Grida dove sono stati finanziati inoltre un sistema di controllo biometrico con piattaforma integrata (BS Cube, spin-off dell’Università di Salerno); una rete di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico da particolato (ALA, spin-off della Federico II e del Cnr) ed infine un processo di produzione di strutture di osso sintetico personalizzabili (Fastbone). La Camera di Commercio di Napoli ha erogato 250mila euro mentre gli altri partner hanno messo a disposizione servizi, consulenza, formazione.

Per il rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi “Tech Hub rappresenta un elemento importante dell’ecosistema che la nostra Università sta creando per trasformare le idee in impresa”. Tecnologia ed innovazione sono dunque i pilastri di questa prima edizione voluta dalla Camera di Commercio, dall’Università Federico II e dal Banco di Napoli che già ne ha in progetto una seconda e punta a sostenere progetti imprenditoriali caratterizzati da un vantaggio competitivo evidente e sostenibile.“E’ questo il nostro  compito – ha sottolineato il professor Arturo De Vivo – spendersi per il proprio territorio nella speranza che i nostri giovani non siano costretti ad andar via”.

Queste le imprese start up che non hanno vinto ma che vanno segnalate, una ad una, per le grandi potenzialità innovative dei progetti presentati in ciascun settore economico: Appetitoo, Artrooms, Bluesquare, Detoxizyme, Digital Bottega, EnvEyron, Goodschange, Housetravelling, Igoon, Optosensing, PizzaNow,  ReArt, Rehub, Ristogame, Smart Inn 24, Volumeet, Youbiquo, Zeesty.

“Noi siamo convinti che questo sia il modo giusto per creare un circolo virtuoso – ha detto Marco Gay, presidente nazionale di Giovani imprenditori nonché  componente della giuria – ma vanno previste risorse idonee ed un più facile accesso al credito”. È suggestivo che si possa delineare una nuova fisionomia del Sud con volti nuovi, modalità di buona cooperazione tra soggetti diversi che possano sviluppare un ecosistema imprenditoriale all’insegna della innovazione nella provincia di Napoli. “Questo territorio riesce ad esprimere molte capacità – ha concluso Il presidente Maddaloni – ha poca voglia di piangersi addosso ed ha tanta voglia di fare”.

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