Calabria, aperte le porte del carcere per frantoi, sartorie e forni

Protocollo d’intesa tra il presidente della regione e il Ministero della Giustizia. In Calabria il carcere cerca il territorio e il territorio entra in carcere attraverso un frantoio, una sartoria sociale e un laboratorio per la panificazione. Ci lavoreranno detenuti, detenute e minori in esecuzione penale, anche esterna.
È il contenuto del protocollo di intesa siglato presso il dicastero di via Arenula tra il presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio e il ministro della Giustizia Andrea Orlando il 19 ottobre scorso. Un accordo inserito nella programmazione comunitaria 2014-2020 nel segno dell’inclusione e reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro che dà seguito alla collaborazione inter-istituzionale già avviata con la precedente stipula dell’Accordo interregionale del 27 aprile 2011.
È il tredicesimo protocollo che viene sottoscritto dall’insediamento del Governo, facendo seguito a quelli già siglati con le regioni Campania, Friuli- Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Umbria, Puglia, Sicilia, Lombardia, Molise, Piemonte e Basilicata, mentre altri due, con le regioni Emilia- Romagna e Toscana, erano stati firmati dal ministro Cancellieri. “Le risorse finanziarie per l’attuazione delle progettualità”, cita il documento, “sono provenienti da fondi nazionali, regionali e comunitari a disposizione del Ministero della giustizia e della Regione Calabria che saranno individuati dalle singole amministrazioni con successivi adempimenti amministrativi”. Beneficiari dell’iniziativa saranno i detenuti e le detenute dell’istituto di pena di Laureana di Borrello, in provincia di Rc, mentre un altro progetto di inclusione formativa e lavorativa coinvolgerà i minori dell’Istituto penale per minorenni “S. Paternostro” di Catanzaro. Il protocollo prevede anche un progetto pilota per il reinserimento socio-lavorativo dei giovani adulti, detenuti negli istituti penitenziari della Regione Calabria, per l’accesso alle misure alternative alla detenzione, per un importo complessivo pari a 200 mila euro.

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