Il boom del welfare aziendale

Grazie alle detassazioni sono migliaia i nuovi contratti che lo hanno introdotto. E siamo solo all’inizio Oltre i premi di produttività Il 2017 è stato l’anno del boom per il welfare aziendale. Dopo decenni in cuinelnostro Paese non avveniva nulla, la legge di Stabilità per il 2016 ha introdotto una serie di norme, inclusa la detassazione dei premi destinati dalle aziende ai propri dipendenti, sotto forma di welfare aziendale. Non solo previdenza e sanità integrative,ma anche i servizi di assistenza per i familiari non autosufficienti, la conciliazione fra vita e lavoro, il sostegno all’istruzione dei figli, e contributi importanti anche alle voci cultura e tempo libero.

Fino alla detassazione integrale per le somme concesse daidatoridi lavoro aipropridipendentiper gli abbonamenti aimezzi di trasporto, siano essi treni, tramo autobus. Ha contribuito parecchio all’esplosione delwelfare privato l’aumento del tetto di detassazione fino a 3mila euro l’anno. Una cifra importante. Capace di innescare una radicale inversione di tendenza. I numeri diffusi dal Ministero del Lavoro testimoniano la svolta. Degli 8.363 contratti aziendali e territoriali attivi, ben 3.449 prevedono misure di welfare. Un numero inimmaginabile fino all’inizio del decennio. A documentare l’evoluzione del welfare aziendale è un ponderoso rapporto che Generali dedica annualmente al fenomeno.

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