Bimbo ucciso a Pompei, lite tra i parenti al funerale

 Si sono celebrati in un clima di profonda commozione e di dolore i funerali del piccolo Giuseppe, il bimbo di sette anni ucciso la scorsa domenica a Cardito con calci, pugni e colpi di scopa dal compagno della madre. Prima e dopo il rito funebre, che si è svolto nella chiesa San Giuseppe Sposo della Beata Vergine di Pompei, c’è stato anche qualche momento di tensione tra i parenti del padre del bimbo e i familiari della madre del bambino, presente anche lei alle esequie. I due genitori, seduti nei banchi in prima fila, non si sono degnati di uno sguardo, ma la donna ha lasciato la chiesa prima dell’uscita del feretro. Dopo aver dato un bacio alla bara bianca, la madre della piccola vittima, è andata via sorretta da due donne, da un ingresso secondario posto dietro l’altare ed è stata scortata fino all’auto dalla polizia municipale. Prima dell’inizio della funzione religiosa, officiata dall’arcivescovo della città mariana, Tommaso Caputo, alcuni parenti del padre di Giuseppe hanno inveito contro la donna: “Non è giusto che sta qua. Questa tragedia si poteva evitare”, ha urlato probabilmente una zia del bambino portando una corona di fiori bianchi. Al rito funebre hanno preso parte anche i sindaci di Pompei e di Massa Lubrense, città di origine dei genitori del bimbo, e di Cardito dove si è consumata la tragedia, ma anche tante persone comuni. La piccola bara è stata accolta da un lungo applauso mentre dei palloncini bianchi sono stati lanciati in cielo quando il feretro è stato posizionato sul carro funebre. Per l’omicidio del bimbo e il ferimento della sorella di otto anni, ricoverata ancora presso l’ospedale Santobono di Napoli, è in carcere il 24enne Tony Essoubti Badre, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi e lesioni aggravate. L’altra sorellina, di appena quattro anni, è stata affidata ai servizi sociali.

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