Basilicata, il farmacista con il papà di destra che unisce il centrosinistra: tocca a Trerotola

Basilicata, il farmacista con il papà di destra che unisce il centrosinistra: tocca a Trerotola

La 48 ore di trattativa serrata da tutte le forze del centro-sinistra ha raggiunto lo scopo. Dopo il passo indietro di Carme Lasorella è arrivato anche quello dell’ex governatore, Marcello Pittella. Ultimo tassello per sancire la ritrovata unità  del centrosinistra dietro un nome a sorpresa.  quello del farmacista potentino Carlo Trerotola, un esponente della società civile che non ha mai ricoperto alcun incarico istituzionale. Però non è proprio estraneo alla politica: proviene da una famiglia che ha un antico rapporto con la politica. Ma la sorpresa è proprio qui; il papà Nicola è stato il sindaco di Balvano. E’ stato tra i fondatori in Basilicata del MSI, amico personale di Giorgio Almirante, con il quale ha condiviso anni di passione civile e impegno politico, senza mai rinunciare quando il partito glielo chiedeva,a mettere la faccia per candidarsi alle diverse competizioni elettorali. Ma ha avuto la soddisfazione di vincere e di essere eletto nel 1970,sindaco nella sua amata Balvano. Stesso ruolo ricoperto dal fratello Ettore per conto di Alleanza Nazionale. Ora Carlo Trerotola dovrà vincere con la bandiera del centrosinistra. A sostenerlo, uno schieramento largo che dovrebbe comprendere i dissidenti di MPS, Verdi, + Europa. Articolo uno non ha ancora sciolto la riserva, Piero lacorazza che vuole confrontarsi con i suoi incontrare il candidato prima di decidere.

Già nei giorni scorsi c’era stato un forte pressing del centrosinistra lucano su Pittella – indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Matera sulla sanità lucana e dimessosi lo scorso 24 gennaio – perché facesse un passo indietro. Anche perché Leu (che alle politiche 2018 aveva preso in regione oltre il 6%) non ne voleva sapere del governatore uscente. Il pressing è poi aumentato dopo che il centrodestra unito (Fi-Lega-FdI) il 18 febbraio ha ufficializzato il candidato governatore: il generale (in pensione) della Guardia di Finanza Vito Bardi, in quota Forza Italia. Un centrosinistra diviso, infatti, avrebbe rischiato di finire terzo, anche dietro ai 5 stelle, che già da agosto scorso hanno messo in campo il candidato governatore Antonio Mattia.

Al nome di Bardi il centrodestra è arrivato dopo mesi di fibrillazione. Secondo gli accordi “romani”, il candidato governatore doveva sceglierlo Forza Italia in Basilicata, così come in Piemonte. Il nome di Bardi (in quota Forza Italia, appunto) in prima battuta è stato bocciato dalla Lega. Sono circolati perciò altri nomi: dal patron del Potenza calcio Salvatore Caiata (eletto tra le fila del M5S ma espulso a seguito di una indagine per riciclaggio e finito nel gruppo Misto), all’ex dg dell’ospedale San Carlo Michele Cannizzaro. Nomi respinti al mittente però da Salvini. Alla fine era circolata anche l’ipotesi di un Carroccio (in costante crescita di consensi in Basilicata: è accreditata oltre il 20%) al contrattacco con la discesa in campo del 44enne senatore leghista lucano Pasquale Pepe, sindaco di Tolve molto popolare. Ma poi il braccio di ferro si è concluso con una vittoria di Berlusconi, che è riuscito a far digerire a Salvini il nome di Bardi.

Share this post