Auto mon amour: la passione degli italiani per la “seconda casa”

Auto mon amour: la passione degli italiani per la “seconda casa”

Cresce il legame tra gli italiani e le quattro ruote. Un rapporto indissolubile, a giudicare dai dati dell’ultimo rapporto del Censis. Nel 2018, l’ultimo anno di cui si hanno dati completi, il 65,4 per cento degli italiani ha scelto l’auto per i propri spostamenti. Otto punti percentuali in più rispetto all’inizio del nuovo millennio: nel 2001 chi optava per le quattro ruote rappresentava il 57,4 degli italiani.

Più usata del trasporto pubblico, della moto, della bicicletta, l’auto si conferma quindi la regina della mobilità. Quasi una seconda casa. E come il proprio appartamento, che sia un monolocale o una villa di lusso, va tenuto con cura. Accogliente, pulito, sicuro. Non solo un dovere, ma anche un piacere personalizzare l’abitacolo con piccoli dettagli. Anche i più piccoli, quelli apparentemente più insignificanti come la scelta dei tappeti per auto. In realtà i tappetini proteggono il rivestimento originale della vettura da usura, umidità e sporco. Mai come in questi giorni di maltempo ce ne rendiamo conto. Entrare in auto con scarpe bagnate o sporche di fango è inevitabile, ma senza tappetini adeguati, l’umidità e la sporcizia possono lasciare macchie permanenti nel rivestimento, se non addirittura corrodere il fondo dell’auto. Oggi si trovano tappetini di tutti i tipi, fantasie e materiali, e per tutte le tasche.. Alcune aziende forniscono set fatti su misura, disponibili anche con loghi e testi. Un modo, come la scelta del deodorante per interni, per personalizzare la “casa”.

Lo sa bene chi utilizza l’auto tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro. Una recente ricerca condotta dall’istituto CSA Research ha misurato il tempo che gli italiani trascorrono in auto. Ne è uscito un risultato sorprendente, nettamente più alto della media europea. Se nel Vecchio Continente il tempo trascorso sul sedile della propria auto è di 4 anni e un mese, per gli italiani si arriva a 5 anni e 7 mesi. La stessa ricerca ci racconta anche le abitudini dei nostri connazionali alla guida: molti ascoltano musica (5.762 volte nel corso della propria vita), altri cantano (4.955 volte), altri ancora parlano da soli (2.967 volte).

Per i guidatori di tutti i giorni, i cosiddetti “pendolari del volante”, l’auto diventa il prolungamento della casa, dove completare ciò che non si è riusciti a concludere tra le quattro mura: nell’arco della loro vita gli italiani si pettinano (qualcuno perfino riesce anche a radersi) ed il gentil sesso dà l’ultimo ritocco al make-up per un totale di 2.294 volte. Al volante si beve anche acqua o un succo di frutta 3.642 volte, valore che sale a 3.843 se si è seduti sul sedile dei passeggeri. Se l’auto può rendere nervosi (i ricercatori hanno calcolato una media di 219 litigate nell’arco di una vita), in Italia l’auto è anche sinonimo di convivialità (si ride 338 volte) e scambio di effusioni: al suo interno ci si bacia 4.531 volte e per otto volte si trasforma in alcova, il doppio della media europea.

Insomma, se non una seconda casa, una stanza su quattro ruote per spostarsi, ma anche per stare bene con se stessi.

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