Falsi invalidi, 20.000 i 'furbetti' della pensione
C’e’ il cieco che gioca a carte, quello che guida l’auto o il motorino. Ma ci sono anche quelli che non avrebbero diritto di riceverla. Sono i furbetti della pensione di invalidita’. In Sicilia le stime parlano di oltre 20 mila falsi invalidi a fronte di 292 mila invalidi veri. Un numero impressionante se si calcola che ognuna di queste pensioni ha un importo medio mensile superiore a 400 euro. La Sicilia e’ la seconda regione italiana che truffa lo Stato, preceduta solo dalla Campania. Un raggiro di oltre un miliardo di euro l’anno che coinvolge anche medici, politici e burocrati conniventi. Della ‘fabbrica dei falsi invalidi’ si occupa il nuovo numero di A Sud’Europa, rivista del Centro Pio La Torre. Disoccupati, cassintegrati, poveri e delinquenti. Gli aspiranti falsi invalidi, come rivelato dalle indagini delle Fiamme gialle, vengono dai ceti piu’ bassi della societa’. Ma ottenere un “salario” mensile per una patologia inesistente non e’ una loro iniziativa. Molti non ne conoscono nemmeno l’esistenza. La falsa invalidita’ e’ una proposta. A farla sono personaggi spesso vicini agli ambienti mafiosi, portantini e pregiudicati. Persone che fanno da tramite per ricevere assegni che raggiungono i 5 mila euro. In contanti ed anticipati. 

Ecco la prova che i nostri cari governanti sapevano del grave problema della “Terra dei Fuochi”. E? cosa gravissima….ecco l’elenco dei governanti di allora:1997………Un governo che aveva come presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, ma, soprattutto, con ‘delegati’ nei vari ministeri che ancora oggi sono sulla scena politica nazionale. Basti pensare a Walter Veltroni (allora vice presidente del Consiglio), Anna Finocchiaro, Livia Turco, Lamberto Dini, Piero Fassino, Carlo Azeglio Ciampi, Vincenzo Visco, Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi finendo con l’attuale capo dello stato Giorgio Napolitano che era ministro dell’Interno.

Facebook ha diffuso un comunicato annunciando di avere risolto i problemi tecnici delle ultime ore, causati da alcuni lavori di manutenzione che non sono andati per il verso giusto.

Aggiornamento delle 16:20
Diversi utenti segnalano di essere riusciti a pubblicare nuove cose su Facebook, ma il problema non sembra essere ancora del tutto risolto.

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A partire dalle 14:30 di lunedì 21 ottobre molti utenti hanno segnalato diversi malfunzionamenti su Facebook, confermati da molti siti di tecnologia in giro per il mondo.

Non si riescono a condividere nuove cose sul social network e in alcun casi non funzionano nemmeno i “Mi piace”. La chat sembra funzionare normalmente, così come il sistema di invio dei messaggi privati. Il problema di Facebook sembra essere legato ad alcuni server che non funzionano correttamente, ma per ora non ci sono informazioni più precise e ufficiali.

CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Battaglia sulla legge di stabilità. Dalle pensioni agli statali: chi paga”. Editoriale di Michele Ainis: “Quelle critiche al Quirinale”. Al centro: ‘Anche l’Italia spiata dagli Usa’” Sotto: “Maratona e i cattivi maestri. In basso: “Dimezzato l’assegno per Veronica”. 
LA REPUBBLICA – In apertura: “Manovra, il Pdl allo sbando”. Sotto: “Francia spiata, scontro con gli Usa, intercettati anche i telefoni italiani”. Fotonotizia: “Migranti, contestato Alfano”. Di spalla: “Silicon valley scopre la bellezza della stampa”. 
LA STAMPA – In apertura: “Sciopero contro la manovra, Letta bacchetta i sindacati”. Editoriale di Gianni Riotta: “Trasparenza contro il far West”. Fotonotizia: “Per Maria 10mila segnalazioni da tutto il mondo”. In alto: “Lampedusa, fischi e urla. Contestazione ad Alfano”. 

IL GIORNALE – In apertura: “Tassano pure i Bot”. Editoriale di Nicola Porro: “Sono i risparmiatori a cover scioperare”. Fotonotizia: “Fazio il buonista ‘complice’ di Diego l’evasore’”. Di spalla: “Immigrati ingrati e usati”. 
IL SOLE24ORE – In apertura: “Casa e uffici, ecco quanto si paga”. Editoriale di Guidi Gentili: “Modifiche sì, ma perché su cambi passi”. Al centro: “Pirelli verso l’addio al patto: obiettivo azionariato diffuso”. Di spalla: “Letta sulla manovra: ‘Bisogna dire dei no’. Sciopero dei sindacati’”
IL MESSAGGERO – In apertura: “Fisco, sconti a rischio dal 2013”. Editoriale di Marco Fortis: “Con Bruxelles più difficile l’assalto alla diligenza”. Fotonotizia: “Gestaccio a Equitalia, bufera su maratona”. Di spalla: “Alfano contestato dagli immigrati. Bossi-Fini, si cambia”.

IL TEMPO – In apertura: “Alfano ‘espulso’ dagli immigrati’”. Sotto, fotonotizia: “Ridateci Roma”. Di spalla: “Fazio il censore assolve l’evasore Maradona”. Sotto: “Droga e comune, affari da sballo”. 
IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura a tutta pagina: “Maratona e Verdini, quelli che se ne fregano”. Editoriale di Marco Travaglio: “Scelta cinica”. Al centro: “Il Pdl torna a parlare di scissione. I falchi: “Il Colle promise la grazia”.




















Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e Federculture fin dal 2006 hanno dato avvio a un’iniziativa di studio, di confronto e di proposta sullepolitiche culturali in chiave di sviluppo locale, di livello europeo ed euromediterraneo: “Ravello Lab – Colloqui Internazionali”, la cui ottava edizione è in programma a Ravello (Salerno) dal 24 al 26 ottobre 2013.
Ravello Lab si pone l’obiettivo di fornire proposte e soluzioni alle politiche di sviluppo territoriale centrate sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sul sostegno delle industrie creative, attraverso lo scambio di esperienze tra operatori, amministratori ed esperti italiani ed europei.
La recente grave crisi economica e finanziaria che ha colpito le economie di tutto il mondo, peraltro, pone seriamente la questione di nuovi paradigmi intorno a cui rielaborare nuove strategie di crescita. Si tratta di una crisi che colpisce duramente intere fasce di popolazione, specie giovane, che rischiano di vedersi preclusa per lungo tempo l’esperienza del lavoro. 
Nelle giornate di Ravello è in programma l’approfondimento di tematiche specifiche inserite nel quadro degli indirizzi definiti dalle istituzioni europee, con particolare riferimento alle opportunità che derivano dal nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2014-2020.
I futuri fondi comunitari saranno ispirati a una nuova concezione del ruolo della cultura nell’economia della conoscenza e poggeranno sul nuovo Programma ‘EUROPA CREATIVA’ che, accorpando i precedenti programmi CULTURA e MEDIA, beneficierà di un notevole incremento di fondi messi a disposizione dall’UE e il cui bilancio complessivo nel periodo è previsto in 1,8 miliardi di euro (+ 38%). La cultura riveste, infatti, un ruolo primario nell’economia europea: recenti studi hanno evidenziato che le industrie culturali e creative rappresentano circa il 4,5% del PIL dell’UE e il 3,8% dell’occupazione (8,5 milioni di posti di lavoro diretti e molti di più se si considerano le ricadute in altri settori).

Non regge nemmeno la pace apparente. Quel “tutti uniti intorno a Berlusconi” che doveva riuscire a camuffare la guerra intestina del Pdl dura un battito di ciglia. E così lo scontro tra falchi e lealisti da una parte e filo governativi dall’altra torna a essere apertissimo. E su piú fronti: legge di stabilità solidità dell’esecutivo e decadenza. Con i primi che alzano il tiro e i secondi che rispondono con un documento, firmato da 24 senatori, in cui si chiede di smetterla con le “critiche distruttive all’operato del governo”. In pratica, un modo di far ripartire la ‘conta’ e dimostrare che i numeri per una eventuale scissione ci sarebbero esattamente come – se non di piú – c’erano il 2 ottobre.


Una lotta interna che da tempo il Cavaliere cerca di smorzare chiedendo al partito di rimanere compatto in questo momento in cui é nel vortice processi-decadenza-interdizione. L’ex premier ha trascorso la giornata ad Arcore, come spesso fa il lunedÌ, con figli, vertici delle aziende e avvocati. Domani non dovrebbe fare rientro nella Capitale sempre che la situazione interna al partito non lo richieda.


Quel che riferisce chi ha avuto modo di parlargli nelle ultime ore, comunque, é che Berlusconi resta sempre molto diffidente verso tutti e soprattutto molto concentrato sulle sue faccende giudiziarie. La richiesta ai suoi é stata quella di tenere alta la tensione non solo su questo fronte ma anche su quello della legge di stabilità.  L’ex premier, anche dopo l’inversione a U a cui é stato costretto a palazzo Madama sul voto di fiducia, in questo momento non sarebbe intenzionato ad assumersi la responsabilità  di far saltare il banco. E tuttavia guarderebbe con molta attenzione alle crepe interne agli altri partiti della maggioranza che inevitabilmente stanno indebolendo l’esecutivo.


In questo quadro, i falchi si sentono ampiamente legittimati ad alzare il tiro. Come fa Sandro Bondi che va in pressing sul governo – e in particolare sui ministri del Pdl – e chiede di affrontare con un provvedimento del Consiglio dei ministri la questione della retroattività  della Severino. In realtà  è noto che il premier Enrico Letta ha già  rispedito al mittente tale richiesta. Ma in questo modo – ragionano i lealisti – emerge netta la contraddizione di chi dice che Berlusconi si difende meglio stando nell’esecutivo.


Ma il casus belli di giornata  è una intervista del ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, in cui spiega agli “altri” (cosÌ si chiamano tra loro gli esponenti delle opposte fazioni) che quella di minacciare una crisi è un’arma spuntata giacché© in Senato si ripeterebbe lo scenario di inizio ottobre. Frasi che gli fanno beccare critiche varie più un bel “traditore” dalla senatrice Cinzia Bonfrisco. La reazione dei filo governativi? Il documento dei 24. Ma anche i falchi non se ne stanno zitti: Sandro Bondi chiede ad Alfano e Schifani di stigmatizzare quel testo.


A pesare nella lotta fratricida pidiellina e nel rapporto con il governo è anche la questione del nuovo organigramma da dare al partito. Falchi e lealisti continuano a dire che presto, forse già  mercoledì¬, Silvio Berlusconi riunirà  l’Ufficio di presidenza che segnerà  il primo passo verso il ritorno a Forza Italia con annesso azzeramento degli incarichi. Al momento, tuttavia, non esiste alcuna convocazione ufficiale.

Politica interna
 
Berlusconi: Sabato 19 ottobre la Corte d’Appello ha stabilito che l’ex premier dovrà scontare un’interdizione della durata di due anni dai pubblici uffici; i voti con cui la Giunta per le elezioni ha votato per la sua decadenza da senatore sono 15 su 23. Questi fatti hanno portato Berlusconi, che tra oggi e domani dovrebbe recarsi a Roma, a esprimere ai suoi fedelissimi, nella giornata di ieri, la propria delusione per l’appoggio delle sue vicende giudiziarie da parte del Pdl. Inoltre, l’incontro con Roberto Maroni non ha contribuito a migliorare il suo atteggiamento: la Lega, infatti, è contraria a eventuali elezioni anticipate. Se Berlusconi non facesse ricorso e accettasse la condanna a due anni d’interdizione, decadrebbe da senatore in tempi molto brevi. Tuttavia, se il ricorso andrà avanti, starà al Pd la decisione di sospendere o meno il voto sulla decadenza, che arriverà al massimo ai primi di dicembre.
In un’intervista al Corriere, Gianfranco Fini dichiara come Silvio Berlusconi non sia affatto finito, poiché ha ancora “un vasto consenso, nel Paese e nel suo partito”. Ciononostante, Fini ha ammesso l’impossibilità di “convivere nello stesso partito” col Cavaliere, “esprimendo una posizione diversa”.
 
Pd: Sul sito del Pd sono uscite le mozioni congressuali dei quattro candidati alla segreteria del partito. Matteo Renzi propone un cambiamento radicale sia dal punto di vista ideologico, che per quanto riguarda il gruppo dirigente, definendo il proprio partito come “custode del bipolarismo”. E’ necessaria un “rivoluzione” nell’ambito scolastico, nel fisco e investire nelle nuove tecnologie. Tuttavia, per attuare questo suo programma di “rottamazione”, servirebbero anche i voti da parte del M5S e del Pdl. Di tutt’altra impostazione è la mozione di Gianni Cuperlo, secondo il quale è necessario collocare politicamente il Pd nel Pse e agire attivamente sul deficit previsto dal governo, portandolo dal 2,5% al 2,7%, con lo scopo di destinare 3 miliardi agli esodati, all’occupazione giovanile e a un vasto programma d’investimenti.
Diverse sono le mozioni dei due rimanenti candidati, Pippo Civati e Gianni Pittella: il primo propone un Pd che si collochi “tra Prodi e Rodotà”; il secondo mette in evidenza il fatto di trovare una soluzione per il problema del Mezzogiorno.
 
Politica estera
 
Datagate: Il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato nuovi documenti riservati che dimostrano quanto lo spionaggio americano, portato avanti dalla Nsa, sia presente in Francia. Il Ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius ha annunciato di voler spiegazioni da parte del Segretario di Stato americano, John Kerry, riguardo all’attività della National Security Agency, in particolare  al controllo che gli Usa avrebbero effettuato su 70,3 milioni di registrazioni di dati telefonici prodotti dai francesi, tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013. Alain Charret, esperto di guerra elettronica, ha dichiarato a “France 24” quanto i ministri francesi, dopo lo scandalo Snowden, fossero già al corrente di essere sorvegliati. Gli Usa si sono giustificati ribadendo come il recupero di dati dai paesi esteri faccia parte del loro programma di sicurezza nazionale.  
 
Immigrazione: Ieri, durante la cerimonia di commemorazione delle vittime dei naufragi del 3 e dell’11 ottobre svoltasi ad Agrigento, si è scatenata una forte protesta nei confronti dei Ministri presenti, tra cui Mauro, Kyenge e Alfano, il quale è stato portato via dalla scorta, sotto il grido di “Assassini”. Tra folla degli immigrati anche Mosè Zerai, il sacerdote portavoce della comunità eritrea in Italia, il quale ha contestato la presenza dell’ambasciatore Zemede Tek: “Invitare i rappresentanti del regime qui offende vittime e familiari”. Da Roma, Enrico Letta ha assicurato come prossimo obiettivo il rafforzamento del Frontex e la presentazione delle misure per risolvere il grave problema degli sbarchi mortali al prossimo Consiglio europeo.
 
 
 
 
 
Economia e Finanza
 
Manovra: Ieri, durante un’intervista al programma televisivo “Otto e mezzo”, il Premier Enrico Letta ha commentato le proposte avanzate dalla Legge di Stabilità, in particolare la questione dei 14 euro, che i lavoratori dipendenti dovrebbero trovarsi in busta in più rispetto alle normali detrazioni, definendoli “un’operazione mediatica […] inventata per farci del male” e difendendo la manovra da lui proposta, grazie alla quale ci sarebbero “miliardi di tasse in meno”.
Sempre ieri, i sindacati hanno deciso uno sciopero territoriale di quattro ore da effettuare entro metà novembre, per protestare contro i provvedimenti del governo, i quali, secondo Susanna Camusso, non contribuirebbero a cambiare la situazione economica. Le proteste sono arrivate anche da Giorgio Squinzi, il quale continua a portare avanti la sua richiesta dell’aumento delle risorse a favore del cuneo fiscale per imprese e lavoratori.
Ribadendo, la manovra prevederà, oltre alla riduzione del cuneo fiscale, all’introduzione di nuove imposte (Trise, divisa in Tasi e Tari)e alla rivalutazione delle pensioni, anche un miliardo di tagli nel 2014, con l’obiettivo di rientrare nei parametri di spesa fissati dall’Europa.


A pochi giorni dal via alle nuove ztl a Napoli, dubbi e proteste non si fanno attendere. I primi a scendere in campo sono quelli di Confcommercio. “Abbiamo appreso dagli organi di stampa che da lunedì 28 ottobre partiranno le nuove ztl di Piazza Dante e via Duomo – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Napoli Pietro Russo – nonostante gli impegni da parte di esponenti dell’Amministrazione comunale di Napoli a prorogare la sospensione relativa ai dispositivi di traffico fino all’Epifania”. Viene contestata dunque la ztl in alcune strade napoletane che taglieranno fuori il centro della città: “Tale decisione, coincidendo con la chiusura di Piazza Garibaldi, dove da tre mesi – ha ricordato Russo – i lavori ancora non hanno avuto inizio, taglia completamente fuori il centro della città, con via Marina da un lato e Corso Garibaldi dall’altro che risultano già paralizzate dal traffico. Appare singolare – ha aggiunto Russo -, che nel momento in cui si cerca di individuare soluzioni condivise, il sindaco De Magistris sceglie di assumere una decisione in controtendenza dando una nuova spallata all’economia del terziario della città”. Tutte le associazioni del territorio che fanno riferimento a Confcommercio di Napoli sono state convocate d’urgenza proclamando lo stato di agitazione. “Sono allo studio – ha poi concluso il presidente Russo – nuove iniziative di protesta che culmineranno nella manifestazione nazionale prevista per 11 novembre prossimo contro l’abusivismo e la contraffazione. In quell’occasione la città di Napoli unirà anche il tema della mobilità cittadina”.

Alfano contestato a cerimonia per vittime Lampedusa
Momenti di tensione ad Agrigento, nella giornata in cui venivano ricordate le vittime di Lampedusa. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha dovuto interrompere le interviste che stava rilasciando per la contestazione crescente di alcuni tra i presenti, in maggior parte attivisti e cittadini di nazionalità eritrea. Molti dei cori uditi durante la contestazione chiedevano l’abolizione della legge Bossi-Fini dando degli “assassini” alle autorità. “I cosiddetti attivisti che gridano ‘assassini’ sono  quelli che vogliono le frontiere libere e gli scafisti in libertà”, ha detto il vicepremier costretto poi ad abbandonare la cerimonia, sotto la scorta della polizia. “Non l’avranno mai vinta – ha chiosato – proteggeremo le frontiere salvaguardando vite umane”.



 Scoppia il caso Maradona dopo il gesto dell’ombrello fatto a Equitalia nell’intervista di ieri sera a ‘Che tempo che fa’. Strali sul pibe da esponenti del governo e strali sul conduttore Fabio Fazio per avere consentito quello che Renato Brunetta definisce “l’indecente episodio”. Duro il vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina: un “gesto da miserabile – osserva – che credo vada perseguito con grande determinazione”. “Stiamo parlando di quasi 40 milioni di euro”, questa la somma rivendicata dal fisco italiano. “Maradona – ha aggiunto – farebbe bene a imparare a rispettare le leggi”. Si difende, ripartendo per Dubai, Diego Armando Maradona attraverso il suo legale: “Quel gesto – ha detto – non voleva essere offensivo ma solo satirico, in risposta all’ennesimo agguato tentato la settimana scorsa davanti a mia figlia, senza che mi fosse mostrata neanche l’autorizzazione del giudice”.


E argomenta nei confronti del vice ministro: “Fassina, che io non conosco e non so cosa abbia fatto per la gente, farebbe bene a considerare miserabili tutti quelli che perseguitano gli innocenti invece di fare emergere la giustizia e la verita’. Se Fassina ha il coraggio, ascolti, com’e’ suo dovere, il mio avvocato il quale gli potra’ spiegare e illustrare la controversia di cui lui parla senza neanche conoscere le carte, senza mai chiedersi come si possano pretendere da un contribuente 40 milioni di euro per spese, interessi e more”. Fassina, ha quindi sottolineato l’ex fuoriclasse del Napoli, “non si e’ mai interessato alla mia questione, come nessun altro esponente del governo italiano. Invece il mondo intero ormai ha capito che non sono mai stato un evasore, e che la presunta violazione fiscale originaria presupposto della richiesta di Equitalia non esiste: dovrebbe chiedermi scusa”. Fabio Fazio ha replicato alle critiche nei suoi confronti questo pomeriggio: il gesto dell’ombrello “certamente si poteva evitare”.


“Durante la puntata di domenica – afferma Fazio – ho ritenuto doveroso porre la questione ‘Maradona-Fisco’ che in questi giorni non era ancora stata affrontata. Trovo positivo il fatto che Maradona non si sia sottratto alla domanda e che anzi abbia dichiarato, non solo di non volere sfuggire, ma di volere andare finalmente in fondo alla vicenda; intenzione ribadita persino dopo il gesto dell’ombrello che certamente si poteva evitare”. Si registra anche una presa di posizione dalla destinataria del triviale apprezzamento. Equitalia, ancorche’ in maniera del tutto officiosa, giudica “assurdo che si possa consentire a Maradona di fare il gesto dell’ombrello su una tv pubblica pagata da tutti quei contribuenti che non evadono il fisco e pagano il canone Rai”.


Venerdi’ scorso al campione e’ stato notificato l’avviso di mora e Equitalia “sta facendo tutto il possibile per verificare se presso terzi ci sono dei crediti che si possono pignorare visto anche che Maradona e’ in Italia per sponsorizzare una collana di Dvd promossa dalla Gazzetta dello Sport e Rai-Eri”. Brunetta tuttavia punta il dito su Fazio e ha depositato un’interrogazione al presidente della Vigilanza Rai. “Piu’ grave del comportamento dell’ex calciatore – dice il capogruppo Pdl alla Camera – appare quello di chi gli ha approntato il palcoscenico”.

Immediata la replica di Maradona che non solo difende la sua posizione ma annuncia anche che farà causa al Fisco italiano. La telenovela continua.

 Ci sono stati momenti di tensione stasera, a Rende, durante la visita del Ministro dell’Istruzione, Maria Grazia Carrozza, all’Universita’ della Calabria. Alcuni studenti dell’ateneo hanno inscenato una manifestazione di protesta nel momento in cui il rappresentante del Governo e’ giunto davanti l’ateneo. C’e’ stato anche un lancio di pietre e uova contro il corteo di auto che accompagnava il ministro. Due carabinieri che facevano parte del servizio d’ordine, colpiti dai sassi lanciati dagli studenti, sono rimasti leggermente contusi. ”Posso assicurare che nessuno studente mi ha lanciato uova o pietre contro la macchina”, ha scritto il ministro su Twitter, aggiungendo che la notizia della contestazione “e’ stata amplificata troppo” e di aver parlato con gli studenti “faccia a faccia”. Gli studenti hanno atteso l’arrivo del Ministro davanti l’ingresso dell’Universita’, scandendo slogan di protesta e chiedendo la liberazione dei giovani arrestati a Roma durante i cortei organizzati dal Movimento antagonista. Tra le richieste degli studenti che hanno inscenato la protesta, anche la riduzione delle tasse universitarie, garanzie sul diritto allo studio ed il reddito minimo garantito. A conclusione della visita il Ministro Carrozza ha incontrato una delegazione degli studenti che avevano inscenato la manifestazione, che le hanno esposto i motivi della protesta. Il Ministro ha avuto anche parole di comprensione nei confronti dei contestatori. ”Vengo dal mondo dell’Universita’ – ha detto – e capisco queste situazioni. Bisogna conoscere le ragioni della protesta”. La deputata del Pdl Jole Santelli, in una dichiarazione, ha parlato di “vergognoso attacco al ministro Carrozza all’Universita’ di Cosenza. Mi spiace che, per colpa dei soliti facinorosi violenti, l’Universita’ di Arcavacata faccia una pessima figura. Una minoranza rissosa e intollerante – ha aggiunto – non puo travolgere la maggioranza degli studenti corretti e seri”. Il ministro Carrozza, accolta all’Universita’ della Calabria dal rettore, Giovanni Latorre, ha effettuato un sopralluogo al campus e ha inaugurato un complesso residenziale.

L. stabilità, sindacati proclamano quattro ore di sciopero
Uno sciopero di quattro ore contro la legge di stabilità. È quanto deciso dai sindacati che si sono riuniti a Roma per discutere delle iniziative da intraprendere dopo il varo della manovra. Lo sciopero si terrà nel mese di novembre. Secondo il leader della Cgil Susanna Camusso occorre “trovare risorse per la riduzione fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati”. E questo “si può, anche a saldi invariati”. Secondo la sindacalista “se la legge di stabilità è stata confezionata in questo modo vuol dire che non c’è sufficiente convinzione nel governo che bisogna cambiare passo”. Cgil, Cisl e Uil scendono in piazza contro un provvedimento che non piace nemmeno a Confindustria.

IL MONITO DI CONFINDUSTRIA – Da Viale dell’Astronomia si sono già levate critiche per delle misure ritenute insufficienti e stamattina il presidente Squinzi ha ribadito che l’esecutivo ha mancato di coraggio sulla riduzione della spesa pubblica. Il governo Letta “ha fatto passi nella giusta direzione, ma si tratta di interventi insufficienti”. Per Squinzi “Confindustria seguirà con tenacia il dibattito parlamentare, affinché le imprese vengano messe in condizione di cogliere questo barlume di ripresa. Ho espresso il forte timore che nella fase di passaggio di conversione della legge di stabilità non saltino fuori le porcherie, le ‘porcate’ del passato. Mi auguro che questo non succeda”. 

LETTA ANNUNCIA DEI ‘NO’ – E sul fronte governativo, il premier Enrico Letta sembra voler rassicurare Squinzi: “In questi mesi – afferma il premier – ho imparato che si blocca tutto quando non si scioglie alla radice il problema dei cosiddetti concerti, quando cioè non si riesce a dire ‘no’ a un ministero. La prima cosa da fare è quella di stilare le priorità e dire chi comanda. Meno concerti ci sono e piu’ una cosa funziona”. Intervenendo al convegno “Italian Digital Agenda Annual Forum”, il presidente del Consiglio asserisce che “bisogna partire sciogliendo una serie di nodi. Questo per la Pubblica amministrazione è il più grande dei problemi. Meno concerti ci sono, più le cose funzionano. Bisogna dire con chiarezza chi comanda: in prima, seconda e terza battuta”. 

EPIFANI E IL PDL – Al premier offre una sponda politica il segretario del Pd Guglielmo Epifani, per il quale “bisogna evitare” che durante l’esame parlamentare della legge di stabilità “ci sia la somma delle richieste e l’inconcludenza dei risultati”. “Noi dobbiamo fare esattamente il contrario: selezionare le richieste e i miglioramenti e scegliere le cose che servono di più al Paese”, afferma il leader democratico al tg1, che per il provvedimento immagina in Parlamento “un cammino, come sempre avvenuto, molto complicato”. Il centrodestra va già all’attacco auspicando una “riscrittura del provvedimento”, nella convinzione che la legge di stabilità “non fa che aumentare ulteriormente le tasse”. Domenica il ministero dell’Economia ha diffuso una precisazione per confutare proprio la tesi di un appesantimento delle tasse con il superamento dell’Imu, tuttavia, si ammette, il Parlamento dovrà sistemare alcune criticità e ambiguità. Ma senza cambiamenti radicali, dato che non ci sono margini, ha avvertito il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, che ha aperto a “modifiche e miglioramenti” ma “a saldi invariati”. Nello specifico, ha replicato a quanti temono che con la nuova service tax si pagheranno più tasse di prima, “la nuova tassa abolisce l’Imu sulla prima casa e la vecchia Tares” e, aliquote alla mano, “possiamo escludere che la nuova tassa superi, per ammontare la sommatoria delle due imposte che va a sostituire”

Quattordici mesi di alta formazione universitaria retribuiti con una borsa di studio da 18.750 euro. E’ la grande occasione riservata a 18 laureati eccellenti (con laurea magistrale o del vecchio ordinamento ed una votazione di almeno 105/110) dal Centro di Ricerca “Scienza Nuova” dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Il percorso formativo è un nuovo Master di II Livello dedicato alle “Metodologie e tecnologie digitali per le scienze sociali e umane”, che nasce nell’ambito del progetto di ricerca “Scienza Nuova: laboratorio integrato di nuove tecnologie per le scienze sociali” finanziato dal Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013.
L’obiettivo del Master è quello di formare figure professionali in grado di gestire ed utilizzare attrezzature, strumenti e infrastrutture tecnologiche del laboratorio integrato “Scienza Nuova”, che lavora per avvicinare alle esperienze più avanzate dello sviluppo scientifico e tecnologico le scienze umane e sociali, con particolare riferimento ai temi della modellazione e simulazione sociale, dei giocattoli e dei supporti educativi, della comunicazione multi- e cross-mediale, dei beni artistici e culturali, delle nuove metodologie per la ricerca sociale, delle dinamiche di integrazione tra saperi umanistici e tecnici, della promozione di processi di internazionalizzazione nella ricerca, del trasferimento tecnologico e dello sviluppo di iniziative imprenditoriali innovative.
Un percorso di alta formazione così variegato da essere aperto a figure molto diverse: ingegneri, comunicatori, sociologi, psicologi, giuristi, storici dell’arte, conservatori e restauratori di beni culturali e non solo.
In particolare sono ancora aperte fino al 28 Ottobre le selezioni per i due profili riservati agli ingegneri informatici, elettronici, meccanici e delle telecomunicazioni. Quattro i posti disponibili. Due nel campo dell’informatica per la formazione di una figura di esperto di modellazione, implementazione e simulazione di sistemi sociali e organizzativi complessi e due nel campo della ludotronica per la formazione di una figura di esperto nella progettazione, nel controllo e nell’attuazione di giocattoli e sistemi interattivi di carattere ludico.
Un antidoto concreto alla fuga dei cervelli. “Questo nuovo percorso formativo – spiega il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro – dimostra da un lato il consolidamento della nostra vocazione di Centro di Ricerca, unico nel Mezzogiorno, impegnato nello studio delle interconnessioni tra le nuove tecnologie e le scienze umane (con gli esempi virtuosi del Museo del Giocattolo multimediale o delle collaborazioni con la Fiat sui temi dell’interazione uomo-macchina) e dall’altro inaugura un nuovo sistema di reclutamento di giovani eccellenti da parte dell’Università che sceglie di utilizzare dei finanziamenti europei per formare i futuri manager della ricerca offrendo ai più meritevoli una chance concreta di un inserimento più duraturo”.
Ed in effetti in tempi di crisi economica l’occasione appare molto interessante. In pratica un “contratto” di 14 mesi da 1300 euro al mese semplicemente per “studiare”. Sembra il modello di formazione e reclutamento al lavoro di molte aziende e centri di ricerca internazionali verso cui abitualmente “fuggono” i nostri cervelli. E stavolta, invece, c’è un’occasione concreta per rimanere. O magari per ritornare.

Info e Bando:
http://www.unisob.na.it/universita/dopolaurea/master/scienzanuova/bando.htm?vr=1

“Bassolino ritorna in politica? Se questo è il nuovo che avanza”. Ha risposto con ironia alle domande dei giornalisti il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sull’ipotesi di un ritorno dell’ex presidente della Regione Campania ed ex ministro Antonio Bassolino. “Se dovessi decidere di ricandidarmi e mi trovassi Bassolino come competitor, mi sentirei molto più rincuorato- ha continuato il Primo cittadino partenopeo – Se si vuole candidare o ripresentare in politica sarà sicuramente una persona con la quale non ci sarà nessuna alleanza politica, perchè mi considero alternativo a tutto tondo alle politiche di Bassolino, a differenza di quelle del Pd con il quale invece sono molto interessato a un dialogo”. Sono solo rumors quelli che si stanno diffondendo su un’ipotetica ricandidatura a sindaco di Antonio Bassolino, De Magistris sembra però restare fermo sulle sue posizioni:”Penso a quello che Bassolino ha lasciato in questa città – ha spiegato il Sindaco di Napoli – dopo venti anni di potere assoluto in Comune e in Regione. Un disastro, tranne il periodo effimero iniziale, economico e ambientale dal quale si è salvato solo con la prescrizione”. De Magistris sul futuro della politica cittadina ha dichiarato che tra i candidati dovrebbero esserci soprattutto giovani:”Se questo è il nuovo che avanza, rimbocchiamoci le maniche e favoriamo la nascita di giovani in politica. Il mio obiettivo è quello di cercare di stimolare giovani a candidarsi, oppure – ha poi concluso De Magistris – anche i meno giovani che hanno entusiasmo e non sono compromessi con il passato”.
Immediata la replica dell’ex governatore della Campania. De Magistris ”ora lasci stare le elezioni e pensi a fare il sindaco. Mi si chiede cosa rispondo a de Magistris. Mah… Nella sua nota modestia dice che si sentirebbe rincuorato se dovesse avermi come competitor alle prossime elezioni e se fossi io il nuovo che avanza. Ma io non mi sono candidato a nulla, non sono il nuovo che avanza perche’ questo e’ gia’ ben rappresentato da lui, il sindaco l’ho gia’ fatto, e penso non male, ho scritto un libro e svolgo ora una attivita’ fondamentalmente culturale. De Magistris – sottolinea Bassolino – ha tutto il diritto e il dovere di ricandidarsi per sottoporsi al giudizio dei cittadini. Ma ora lasci stare le elezioni e pensi a fare il sindaco”.


Juventus e Napoli riaffacciano alla Champions League con l’obiettivo di dimenticare al più presto i pesanti stop rimediati in campionato, che le hanno viste allontanarsi dalla vetta della classifica, il Milan testa lo stato della sua convalescenza dopo aver vinto le ultime due di campionato grazie al carneade Birsa. Certo che Real Madrid e Barcellona sono, rispettivamente per bianconeri e rossoneri, ostacoli altissimi da saltare. Ma molta attenzione dovrà  far anche il Napoli con il Marsiglia. Domani la sfida di maggior prestigio sarà  senza dubbio quella di San Siro tra Milan e Barcellona, anche se i rossoneri al contrario che in campionato sono quelli messi meglio in classifica dopo due giornate rispetto alle altre italiane. “Bisognerà  prestare attenzione nella fase difensiva, ripetere la partita dello scorso anno con grande aggressività  cercando di non concedere spazi – spiega Massimiliano Allegri in conferenza stampa – Il Barcellona ha soluzioni diverse davanti Neymar che attacca la profondità , oltre a Messi, Xavi, Iniesta e Fabregas”. Secondo il tecnico livornese, se possibile, “il Barcellona con Neymar è migliorato. E’ uno dei più forti del mondo ed è ancora giovane. Ha migliorato la qualità  li davanti e si vede. Restano i più forti del mondo. Io credo che noi dobbiamo fare un risultato positivo per aumentare le nostre chance di passaggio del turno. Ci vorranno 100 minuti di grande pazienza concedendo il meno possibile”. 
Il Napoli di Benitez è volato invece da Roma a Marsiglia con qualche certezza in meno dopo il ko di venerdì sera all’Olimpico: in campionato adesso la vetta è lontana 5 punti e in Champions serve una sterzata contro l’Olympique dopo che il ko con l’Arsenal ha vanificato l’impresa dell’esordio contro i vicecampioni del Borussia Dortmund. Rispetto alla squadra che ha perso con la Roma, dovrebbe rientrare davanti Higuain (la cui esperienza europea servirà eccome), mentre Zuniga è stato operato e sarà  indisponibile ancora per un po’. 
Condizioni simili per la Juventus, che però vola al Bernabeu ad affrontare il Real Madrid di Ancelotti: sfida improba se sarà la stessa Juve del secondo tempo di Firenze,

Quello che ci proponiamo di fare è quello di trasformare un problema in una opportunità;                                quelle balle sono piene di materia, materia che se recuperata è materia prima – seconda,  aprendole con sistemi idonei e  già esistenti, in loco senza alcun trasporto, separando le varie frazioni  tutta la materia recuperata è da riammettere in un ciclo di riciclo, ossia in una filiera.                                                                       Tutta la materia secca, quella che comunemente viene definita “secco non riciclabile” e quindi normalmente avviata a termodistruzione, contrariamente già da tempo è considerata  riciclabile tramite il sistema dell’estrusione, sistema  che con la commistione divari tipi di plastiche triturate, pressofuse e sanificate,  diventano a loro volta materia prima seconda, utilizzabile N volte nel campo dei polimeri e delle plastiche e in svariati usi nel campo edile, in Germania anni fa si è realizzato un intero ponte pedonale con questo prodotto,  questo materiale nelle sue forme, dalla sabbia da usare come inerte nell’edilizia ai blocchetti da rifondere come plastiche, o tritati come inerti per colate cementizie, ha ormai un mercato in espansione ed una richiesta considerevole nel resto d’Europa, questo materiale è normato  e certificato dall’Europa  e nel campo edile ha dimostrato di avere ottime caratteristiche termiche e di fono assorbenza.                                                                                                                                                       Tenendo conto che il CDR depositato a Taverna de Re non possedeva i requisiti richiesti per essere considerato tale,  quelle  Balle furono appunto denominate “ECOBALLE” perché non avevano subito alcun trattamento e che conseguentemente il loro potere calorifero era pari a 1200KJ non rispondente ai 15000 KJ richiesti perché contenevano troppa materia umida, (Vedi processo Impregilo-Bassolino+27) oggi dopo più di 12 anni, la materia organica in esse contenuta si è essiccata, ed il loro potere calorifero è quasi raddoppiato, le Balle sono mummificate. Conseguentemente a ciò nell’aprire le balle,  avremo  un considerevole quantitativo di quest’organico essiccato, un materiale simile ad un terriccio, però commisto con quanto contenuto nel  tal-quale  non lavorato, tipo pile medicinali ed altro; quindi questo materiale “terriccio” va trattato in loco con tecniche opportune, tipo Bioremediation e Landfarming formandone “Biopile” da poter  trattare con il sistema più opportuno atto a disinquinarle per  poi  poter  essere utilizzato una volta depurato come terriccio per le future bonifiche dei  terreni  massacrati.

Tenuto presente ancora che lo smog è uno dei più importanti agenti cancerogeni, come dichiarato ufficialmente l’IARC, l’agenzia di ricerca sul cancro dell’Oms, che ha deciso  di inserire gli inquinanti dell’aria nel gruppo(1), quello dei sicuri Cancerogeni, così come amianto e benzene. E’ la prima volta che l’organizzazione mondiale della Sanità dichiara ufficialmente che l’inquinamento dell’atmosfera può causare il cancro. In precedenza l’agenzia aveva dichiarato nocivi solo alcuni componenti dello smog, come ad esempio i gas combusti del gasolio.

Siamo nell’ex Campania Felix, dove dal 1982 si è sversato tramite l’uso della mano d’opera della cosiddetta “camorra” ogni tipo di rifiuto, dagli scarti cimiteriali ai camion interi contenenti rifiuti tossico nocivi di ogni tipo e provenienza in ogni buco disponibile legale e non ne è stato riempito, con il bene placet delle istituzioni tutte;  oggi TERRA DEI FUOCHI, dove si appiccano roghi perenni per disfarsi di materie di scarto delle lavorazioni industriali atte a soddisfare la lavorazione di svariati merci pregiate di alta manifattura artigianale dai guanti alle borse, agli abiti, e quant’altro realizzati a nero nei nostri territori, ultima economia trainante in Campania, ma ben gestita e venduta dalle grandi marche, tutte aziende del NORD;  accoppiati e sovrapposti da altri materiali di ignota provenienza ma di sicuro non Campana, che alimentano gli innumerevoli roghi tossici quotidiani, altamente nocivi per la salute umana.                                                                                                                                        Terra dove hanno già infierito nel tempo innumerevoli impianti industriali altamente nocivi dalla Monte- Fibre di Acerra all’Ilva di Bagnoli e tante altre, non ultimo proprio l’inceneritore di Acerra o l’attuale centrale di turbogas dell’Enel nell’area di Ponte Riccio tra Giugliano e Qualiano  impianto altamente nocivo posto in classe 1, dove l’Ing. Carotenuto ha ritenuto opportuno ubicare il nuovo impianto proposto di Termodistruzione, per tutte le Ecoballe Campane,  da qui la nostra proposta guidata non solo dal buon senso e dalla convinzione che  “L’ERA DEL FUOCO E’ FINITA” ma anche suggerita da una direttiva Statale: Il principio di “precauzione”; o forse per i bandi emanati solo 5 giorni prima il principio non vale?   

E’ utile ricordare il Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4227, del 21 agosto 2013 Ambiente in genere. Diretta applicabilità Principio di Precauzione:
“Il principio di “precauzione” direttamente discendente dal Trattato Ue che, per ciò solo, costituisce criterio interpretativo valido in Italia, a prescindere da singoli atti di recepimento delle direttive in cui esso si compendia, fa obbligo alle Autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell’applicazione delle migliori tecniche proprie del principio stesso. L’applicazione del principio di precauzione comporta che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali”.
Ormai che gli Inceneritori siano dannosi per la salute Umana e per l’Ambiente è risaputo ed acclarato,                      ma per di più  inaccettabile se tenuto conto dello stato in cui ormai versa il territorio prescelto.                                      Il progetto realizzato dal M5S che prevede il recupero della materia dalle “Ecoballe” senza alcuna combustione o produzione di biogas. Progetto mirato alla creazione del più grande e avanzato “Distretto per il Riciclo” atto al recupero della materia e sperimentazione per le bonifiche mai pensato al mondo, che ha come obiettivo il disinquinamento e la bonifica del territorio, la creazione di lavoro reale, la ricerca e lo sviluppo.  Con il nostro progetto miriamo a dimostrare che un altro Mondo è possibile.

Napoli,20/10/2013
Cittadini al Parlamento:  Salvatore Micillo, Vilma Moronese, Paola Nugnes.

Cittadino in Movimento: Giuseppe Cristoforoni.


Danni all’Erario per 1,5 milioni di euro sono stati scoperti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta che ha scoperto emolumenti non dovuti ma erogati dall’Asl di Caserta a circa 400 medici di base per l’assistenza sanitaria a 5.988 persone che non ne avevano diritto. Si tratta di 1.215 persone decedute, 2.010 emigrate all’estero e 2.763 trasferitesi fuori provincia. Nelle indagini, cominciate alla fine dello scorso anno, le Fiamme Gialle hanno analizzato e incrociato migliaia e migliaia di dati acquisiti nei 104 comuni della provincia di Caserta con quelli contenuti nell’anagrafe tributaria e nel “database” in uso al servizio di gestione e sistema informativo dell’Asl.

 

Accusa choc del leghista Arrigoni sui veleni che il Nord ha seppellito, con la complicità della camorra, in Campania, avvelenando la Regione. Prima di partire per la Terra dei fuochi, aria compresa tra Napoli e Caserta flagellata dalla presenza dei rifiuti tossici, il senatore della Lega Paolo Arrigoni, componente della commissione, su Facebook ha scritto questo: “E’ la conferma che l’Italia e’ proprio divisa in due! Al Nord c’e’ la cultura della legalita’ e della gestione dei rifiuti, anche perche’ s abbandoni in giro un pezzetto di cemento armato ti prendi una stangata pesantissima. Al Sud, invece, regna il menefreghismo e l’impunita’ assoluta”. E poi, ancora: “Chi paghera’ la bonifica della Terra dei fuochi non puo’ essere sempre pantalone”. Il post del senatore e’ stato segnalato al presidente della commissione Ambiente del Senato.
Su Facebook Arrigoni ha annunciato che stava partecipando ad un sopralluogo nelle aree interessate dallo smaltimento illegale di rifiuti e dai roghi tossici. “E’ l’ennesima situazione scandalosa che si presenta al Sud: montagne di rifiuti solidi urbani, speciali e pericolosi – ha scritto – disseminati per anni in un territorio vastissimo, che hanno inquinato i terreni e le acque di falda, con gravi conseguenze per la salute dei cittadini. Molti rifiuti sono prodotti da imprese illegali non autorizzate”. Arrigoni ha rilevato inoltre: “come puo’ succedere tutto questo? Dove erano i sindaci, i presidenti di Provincia e della Regione (Bassolino) le Asl, le Arpa, le forse dell’ordine che dovevano controllare? E’ la conferma che l’Italia e’ proprio divisa in due”. Gia’ stamattina, a margine della visita della commissione, Arrigoni ha chiamato in causa la “necessaria svolta culturale del popolo campano”, a chi gli faceva presente che ad inquinare la Terra dei fuochi sono state anche numerosissime aziende del Nord.
La risposta e’ arrivata dal presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano. “I commenti del senatore Arrigoni a margine della visita alla Terra di Fuochi sono irricevibili – ha detto – Bisogna essere degli struzzi per continuare a pensare che il nostro Paese e’ composto da un Nord roccaforte della legalita’ e da un Sud in cui caos e indifferenza la fanno da padroni. Non serve ricordare che sono tante le aziende del nord che hanno sversato rifiuti tossici in Campania e che e’ soprattutto grazie alla coscienza civica di semplici cittadini che la problematica e’ diventata un caso nazionale. E’ vero che siamo in democrazia- aggiunge Romano- ma mai come in questo caso noi, rappresentanti istituzionali, dovremmo ascoltare ed imparare dalla gente che, giustamente, ci chiede risposte concrete. Diversamente- conclude- meglio starsene in silenzio o a casa propria, piuttosto che andare in gita in una delle zone piu’ difficile del nostro Paese. La Campania non ha bisogno di passerelle”

Antonio Marfella
In questi giorni stiamo assistendo ad una una gara di pubbliche confessioni sul disastro NAZIONALE dello scorretto smaltimento dei RIFIUTI INDUSTRIALI E NON URBANI CHE DA CIRCA TRENTA ANNI sta distruggendo l’intero Paese, con epicentro del danno in Campania e in Terra dei Fuochi e dei Veleni. Abbiamo dovuto apprendere , all’improvviso e senza alcuna possibilita’ di rimediare, almeno sinora, che ogni giorno circa mille tonnellate di materiale di scarto invisibile al fisco, prodotto in regime di evasione fiscale, viene smaltito scorrettamente  avvelenando coi roghi le nostre campagne migliori e addirittura distruggendo i nove km di viadotti dell’asse mediano, apparentemente costruiti non gia’ per snellire il traffico ma per garantire terreno demaniale “proprieta’ di nessuno” dove mettere ogni giorno dei drappelli di disgraziati a completare il ciclo produttivo “in nero” bruciandolo. 
Grazie e medici “pazzi” e preti “sciacalli” questa tragedia è stata smascherata e ad essa si è aggiunta , in tutta la sua evidenza di strage scientificamente programmata, l’avvelenamento sistematico del nostro territorio nazionale con il tombamento  di quel terzo di attivita’ produttiva nazionale prodotta in regime di evasione fiscale!
 Finalmente nel 2013 Coldiretti NAZIONALE ammette che risulta avvelenato un territorio nazionale pari a circa una intera regione come il Friuli Venezia Giulia, e non solo qualche ettaro come da decenni si è cercato di convincere i circa tre milioni di cittadini avvelenati di Napoli nord e Caserta. 
Eppure, ancora oggi , NESSUNO PAGA PER QUESTO, PER TUTTE QUESTE OMISSIONI, VOLUTE, SCIENTIFICAMENTE CREATE, CONFESSATE EPPURE ANCORA NEANCHE DELIMITATE, CIRCOSCRITTE, messe in sicurezza o riconvertite da tempo in parchi pubblici o coltivazioni no food.  
A Brescia, caso Caffaro, in tre mesi del 2001, circa 16 ettari di ottimo terreno furono isolati, bloccati alle coltivazioni e messe a parco pubblico dove oggi ognuno puo’ entrare ma non correre a piedi nudi! A Giugliano, sui circa 200 ettari interessati dalla tragedia della RESIT , dove ormai sappiamo metro per metro cosa è accaduto e come camminano ogni giorno i veleni della bonifica della Val Bormida , i terrificanti veleni chimici dell’ACNA di Cengio , ancora neanche un metro quadro risulta non dico bonificato ma addirittura almeno messo a “no food” e si consente a qualunque coraggioso reporter con un minimo di indipendente intraprendenza, di cogliere pomodori e dimostrare quanto sono avvelenati da metalli pesanti !
I metalli pesanti le istituzioni non li cercano, perche’ cercano solo i composti organici volatili…provenienti dai roghi, che con i veleni dell’ACNA di Cengio non hanno nulla da spartire! quando dobbiamo essere presi in giro sul danno sanitario da roghi tossici, si dosa la diossina nei cassonetti in fiamme e non nel sangue dei cittadini residenti o dei pompieri. 
Quando dobbiamo essere presi in giro sui tombamenti di rifiuti tossici, si cercano invece i composti tossici derivanti dai roghi tossici anziche’ i tossici presenti nei tombamenti. 
Accadeva cosi nel 2008, quando la delibera regionale n 1493 del dicembre 2007 attestava che le pecore di acerra erano rimpinzate di diossina dal traffico veicolare di motori a scoppio a benzina o diesel. 
Avviene cosi oggi, quando ancora oggi nel 2013 ho letto di professori di chimica attestare che la diossina a Napoli c’e  ma proviene dalla combustione dei motori a scoppio a benzina o diesel. Afffermazioni da premi Nobel per la chimica, visto che di norma la benzina contiene benzene al 3% come antidetonante, benzene il massimo degli inquinanti cancerogeni e leucemogeni, ma NON dovrebbe contenere cloro, che produce diossina nella combustione….
quando io , di conseguenza, nel 2008 chiesi le centraline alla diossina, con le firme di oltre 1500 cittadini del centro storico, mi dissero che ero pazzo…..
e ancora il registro tumori, sotto ferreo controllo nella NON PRODUZIONE PUBBLICA E TRASPARENTE DI DATI , continua a essere sotto stretto controllo dei medesimi dirigenti regionali che da sempre negano ci sia alcun problema , neanche con le ormai note circa 14 tonnellate al minuto di rifiuti industriali campani di cui almeno 4 scorrettamente smaltiti, e la circa 1 tonnellata al minuto di rifiuti tossici del nord, regolarmente importati e sversati in campania da trenta anni e che possono costituire solo un “tocco” di salute per noi cittadini residenti ma mai alcun problema sanitario , semplicemente perche’, come confessato candidamente da tutti i RESPONSABILI DEL DISASTRO , nessuno mai ha neanche cercato il nesso di causalita’ , ma solo contato i morti e paragonati questi numeri con i cittadini del nord dove , a loro volta, smaltiscono veleni in casa propria in modo anche doppio rispetto a noi. 
E ammettiamo candidamente, senza piangere e disperarci,  che una donna su sette si ammala giovanissima di cancro della mammella senza volere neanche vedere come e quanto ci stiamo rimpinzando di plastica e veleni in tutta Italia!
 E’ terribile e atroce, per uno che ne capisce un pochettino, sentire ammettere candidamente il responsabile del registro tumori che da noi in CAMPANIA si muore di piu non solo e non gia solo perche’ i camorristi sversano veleni, (questo non lo possiamo sapere perche’ non lo studiamo), ma perché la regione Campania non crea , come dovuto, il giusto equilibrio tra strutture pubbliche e private e quindi crea un danno sanitario , da ritardato o improprio accesso alle NON CURE, tale da produrre una mortalità maggiore dal 3 al 7 percento di tutti i tumori! 
Posto che in campania abbiamo circa 100 nuovi casi di cancro al giorno , questo dato attesta che con responsabilità esclusivamente a carico della regione campania e non anche dei camorristi avvelenatori, da tre a sette cittadini campani al giorno si ammalano di cancri della peggiore specie , e ne muioiono tra atroci sofferenze, perche’ la regione campania non procede, DA SEMPRE, alla verifica del corretto numero e dei perfetti accreditamenti delle strutture sanitarie private, privando di risorse e di rete oncologica efficiente le strutture pubbliche. 
e infine, per comprendere il danno sanitario, identificarne le correlazioni, quantizzarne la entita’, dal momento che il danno sanitario NON PUO’ NON ESSERCI IN QUESTA ENORME TRAGEDIA GESTIONALE TRA SVERSAMENTO ILLEGALE DI RIFIUTI INDUSTRIALI PRODOTTI IN REGIME DI EVASIONE FISCALE ED ECCESSO DI STRUTTURE SANITARIE PRIVATE, INSICURE PER LA CORRETTA DIAGNOSI E TERAPIA DEL CANCRO , la regione campania COSA FA?
 STABILISCE UNA COMMISSIONE DI ESPERTI PER STUDIARE CAUSE E correlazioni tra tossici e cancro, ma  SENZA TOSSICOLOGI NE’ PAZZI NE’ SAVI, SENZA NESSUN TECNICO ESTERNO E/O STAKEHOLDERS CON CUI ALMENO CONFRONTARSI E RISPONDERE IN TRASPARENZA A LEGITTIME DOMANDE MA COMPOSTA DA CHI NON PUO’ FARE ALTRO CHE NEGARE DISPERATAMENTE CHE IL DANNO CI SIA e si possa o debba studiarlo , QUANDO ORMAI TUTTI SAPPIAMO CHE ESISTE E VA IMMEDIATAMENTE quantizzato, non più sempre e solo negato………E POI DICE CHE TRE MILIONI DI CITTADINI SI ARRABBIANO…….e ringraziate il Cielo che questi tre milioni di cittadini vanno ancora a piangere ai piedi di un prete “sciacallo” mentre voi continuate a cercare non solo di salvarvi dalla Giustizia Divina e Umana, ma di continuare a mantenere questo Potere IRRESPONSABILE CHE ha creato un disastro ambientale unico al mondo! 
Antonio Marfella

Apre sulla legge speciale per bonificare la cosiddetta “terra dei fuochi”, il triangolo delle discariche e dei roghi tossoci che avvelena i comuni a Nord di Napoli fino a Caserta. Ma, nel frattempo, il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, chiede almeno tre cose: un intervento speciale sul fronte repressivo, anche inasprendo le sanzioni e le pene, una mappatura delle aree a rischio e un registro delle patologie di quell’area. Perché, spiega, “bisogna agire sulla base dei numeri e non dell’emotività”.
Ministro, è d’accordo sull’ipotesi di una legge speciale per bonificare la “Terra dei Fuochi”?

“Io penso che una legge organica per l’intervento in quell’area sia auspicabile. Il rischio che arrivi un po’ troppo tardi. E nel frattempo ci sono tutta una serie di provvedimenti che si possono ancora assumere e sui quali il governo sta lavorando”.
Che cosa si può fare nell’immediato in attesa della legge? Può fare qualche esempio concreto?

Si può in primo luogo rafforzare l’intervento repressivo. E’ indubbio che ci siano stati alcuni progressi negli ultimi mesi sui numeri, abbiamo una riduzione del 40 per cento dei roghi. Ma non sono progressi sufficienti. Siamo in presenza di un fenomeno che conta ancora 600-700 fuochi, una cosa inaccettabile. Occorre un maggiore coordinamento fra le forze dell’ordine. Ma pensiamo anche a interventi speciali dal punto di vista della repressione del fenomeno”.
Nel frattempo, però, sta crescendo la preoccupazione sui prodotti coltivati in quelle aree. Allarme giustificato?

“Ho già scritto al ministro dell’Agricoltura chiedendo che ci sia una classificazione dei suoli. E’ giusto sapere dove i terreno sono già contaminati e dove, invece, la situazione è del tutto sotto controllo. Non credo che sia utile aggiungere il danno economico a quello che già subiscono queste aree, penalizzando le coltivazioni agricole. Il marchio generico della “terra dei fuochi” rischia di coinvolgere anche aree che non hanno mai avuto problemi dal punto di vista dell’inquinamento ambientale”.
Ma cresce, però, in quelle aree il numero dei tumori è molto più elevato rispetto ad altre aree del Paese. Come intervenire?

“Ho scritto al ministro della Sanità, Lorenzin, affinchè si estenda al registro delle patologie anche la provincia di Napoli. Dobbiamo quantificarlo e non lasciarlo in mano all’emotività. Occorre avere un quadro certo, agire con i numeri e non sulla base dell’emotività. E, questo, non per ridimensionare il fenomeno. Occorre rassicurare quando ce ne sono le condizioni ma anche intervenire laddove esistono giustificati elementi di allarme”.
Antonio Troise