Capitalismo familiare: Giulia e Salvatore Ligresti

Politica interna
 
Cancellieri: infuria il caso, bufera sul ministro della Giustizia per le due telefonate con i Ligresti, dopo le quali contattò l’amministrazione penitenziaria per sensibilizzarla sulle condizioni di salute dell’allora detenuta Giulia Ligresti. La Cancellieri prova a resistere pur ammettendo di essere amareggiata, ha parlato con gli altri ministri e con il Presidente Enrico Letta ed a tutti ha garantito di non essere venuta meno ai suoi doveri; ma ora  anche il Pd chiede di ascoltare in Parlamento la sua versione dei fatti sulle parole pronunciate con la compagna di Salvatore Ligresti che riguardavano le condizioni di salute della figlia Giulia: “A seguito di quanto dirà, ciascuna forza politica farà le sue valutazioni” ha detto il responsabile Giustizia dei democratici Danilo Leva. Fermo nella richiesta di dimissioni il Movimento 5 Stelle, che presenta una mozione di sfiducia. Schierato su posizioni più garantiste il Pdl, Cicchitto teme soprattutto la deriva che questo affaire potrebbe innescare, la Santanchè invita la Cancellieri a rimanere al suo posto ma, per coerenza, ad inviare gli ispettori alla Procura di Milano per ripristinare la giustizia sul caso della telefonata di Berlusconi in questura per il rilascio di Ruby.   
 
Pd: intervenendo ad una trasmissione televisiva Gianni Cuperlo si dice “angosciato” dallo tsunami dei congressi locali che sta investendo il partito in tutta Italia, con il caos delle tessere false e degli iscritti “gonfiati”. Il principale candidato anti-Renzi alla segreteria dei democratici si appella agli altri concorrenti chiedendo di fermare immediatamente il tesseramento, cambiando le regole in corsa, “per evitare di perdere la nostra credibilità”. Ma i renziani non ci stanno ed anche qualche bersaniano si dice perplesso, mentre Civati rivendica di essere stato il primo a denunciare il problema e Pittella chiede “che si interrompa il confronto muscolare”. Martedì se ne discuterà nella commissione per il congresso, che esaminerà i casi sospetti verificatisi in 12 città.     
 
Berlusconi: il Cavaliere liquida le voci che vorrebbero la figlia Marina candidata alla sua successione, certificando l’impossibilità di cederle il testimone perché lei non vuole, sebbene sicuramente all’altezza della sfida. “Credo comunque sia ancora necessario, in una forma o nell’altra, il mio impegno personale” chiosa Berlusconi che aggiunge “Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del movimento che ho fondato, finché milioni di italiani lo vogliono”. L’ex premier sparge l’impressione che il voto sia realmente dietro l’angolo, a portata di mano, e conferma che il partito non arretra sulla legge di Stabilità; anche i falchi lo seguono e dai loro discorsi si capisce che danno la crisi come praticamente fatta. La colomba Cicchitto parla invece di “un’altra giornata paradossale” ed accusa gli anti-Letta: “Stanno rendendo a Berlusconi un pessimo servizio”.     
  
 
Politica estera
 
Datagate: il capo della Nsa Keith Alexander esce allo scoperto andando in rotta di collisione con Washington ed in particolare con il segretario di Stato John Kerry che ieri aveva affermato ”Dobbiamo ammettere che in qualche occasione siamo andati troppo in là. Le agenzie di sicurezza si sono mosse con il pilota automatico senza consultarsi con i vertici politici. Non deve accadere più”. Secca la replica di Alexander “Io non mi sono sposato con questi programmi, se ci fosse un modo migliore per combattere il terrorismo ne sarei felice. Non siamo stati noi a decidere di spiare diplomatici e leader degli altri paesi, ci è stato espressamente chiesto dai politici, ambasciatori per primi”. L’uscita del capo dell’agenzia spezza un tacito accordo, un equilibrio ed un gioco delle parti che finora aveva retto alla “tempesta Snowden”, con i politici nella parte delle colombe ed i militari-spie nella parte dei falchi.     
 
Grecia: il paese ripiomba nella tensione dopo che due membri di Alba Dorata, il movimento neonazista i cui capi sono in carcere come presunti mandanti dell’omicidio dell’attivista di estrema sinistra Pavlos Fyssas, ucciso a metà settembre, sono stati a loro volta uccisi ieri a colpi di mitra da due sicari in motocicletta. Gli assassini hanno agito con fredda professionalità, secondo la polizia si è trattato di un’esecuzione premeditata, forse una vendetta per la morte di Fyssas, ed ora si teme la reazione di Alba Dorata le cui “squadre” non hanno mai disertato le piazze. Si attende intanto l’arrivo nel Paese dei rappresentanti della Trojika, la commissione mista Ue, Bce ed Fmi che dovrebbe contestare al governo Samaras un ulteriore “buco” da due miliardi.    
 
 
Economia e Finanza
 
Tasse: per evitare la riscossione della rata di dicembre dell’imposta sugli immobili occorrono 2 miliardi di euro. Una delle ipotesi più gettonate al momento sarebbe quella di far anticipare alle banche il versamento di parte dei 2,2 miliardi di euro che dovrebbero pagare nel 2014 per il cambio delle regole di svalutazione dei crediti in sofferenza. In alternativa ci sarebbe l’ipotesi dell’aumento degli acconti, sempre per banche ed assicurazioni, di Ires e Irap. Altro tema incandescente è quello dell’alleggerimento della Tasi, soprattutto dopo gli attacchi dei falchi del Pdl; quanto effettivamente peserà la tassa dipenderà comunque dalle decisioni dei Comuni, ai quali il governo ha messo un tetto al 2,5 per mille garantendo un miliardo di euro per alleggerire il tributo. Se per il centro destra quella sulla casa è la madre di tutte le battaglie, il Pd insiste per le modifiche da applicare al cuneo fiscale in modo da lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori; si ipotizza di concentrare gli sconti nella fascia di reddito tra 26mila e 35mila euro, oltre ad introdurre sgravi per i figli.  
 
Bce: le stime di Eurostat mostrano come l’inflazione europea sia scivolata in ottobre allo 0,7%, lontana dall’obiettivo appena sotto al 2% della stessa Bce; colpisce il dato italiano, con i prezzi scesi dello 0,3% da settembre, per il secondo mese consecutivo. Non è detto che la Banca centrale reagisca subito con un taglio dei tassi d’interesse, benché grandi istituti bancari se lo aspettino per questo mese o per il prossimo. Possibile che martedì il Consiglio si spacchi e dunque probabile un rinvio sulle decisioni da prendere per evitare che la deflazione rimetta radici in Europa. Ma la prospettiva di un taglio dei tassi ha portato sui minimi lo spread Btp Bund tedesco, facendo balzare l’Euro ma senza riuscire a riportare l’ottimismo sui mercati azionari, che hanno tutti chiuso in lieve ribasso.     
 


I carabinieri della stazione Arpino di Casoria, nel corso di un servizio di controllo del territorio, sono intervenuti su richiesta al 112 in via Giovanni Pascoli, dove era stato segnalato un furto in corso in abitazione. Sul posto i militari hanno sorpreso sul fatto tre donne, che erano penetrate nella casa di un loro vicino 80enne dopo aver divelto un cancelletto e aver praticato un buco sul muro perimetrale della casa, sbucando nella cucina dell’anziano. Le tre, Lucia Di Vicino, 53enne, Martina De Stefano, 23enne e Stefania De Crescenzo, 31enne, tutte residenti a Casoria in via Pascoli e gia’ note alle forze dell’ordine, sono state arrestate per furto pluriaggravato in concorso. Quando i carabinieri le hanno bloccate le donne si erano gia’ impossessate di biancheria per la casa e di pentole, piatti e vasellame vario. La refurtiva e’ stata recuperata e restituita al proprietario, fatto arrivare sul posto perche’ fuori casa. Alle 3 sono stati sequestrati anche vari arnesi atti allo scasso. Dopo le formalita’ di rito le tre arrestate sono state poste ai domiciliari in attesa di rito direttissimo. 


L’acido lattico accumulato nella partita di mercoledi’ sera al Franchi e’ ancora presente nei muscoli dei calciatori che gia’ si torna in campo. Il campionato, nell’anno del Mondiale, non conosce soste e domani sera al San Paolo si presenta il Catania. I tre punti conquistati in Toscana sono preziosissimi, Benitez e’ felice per il risultato raggiunto, anche se continua ad insistere sul fatto che i margini di miglioramento sono ancora cospicui. ”Direi – spiega il tecnico madrileno in una intervista al quotidiano inglese Independent – che la nostra partenza non e’ male, ma siamo solo al 75 per cento e possiamo sicuramente fare meglio”. Insomma, nonostante i buoni risultati (otto vittorie, un pareggio ed una sconfitta) la percentuale relativa alla forma dei giocatori ed alla loro resa in campo rimane ferma, secondo Benitez, e c’e’ tempo e modo per farla aumentare. La Roma ha vinto anche con il Chievo e le lunghezze di distacco rimangono 5. In questo fine settimana c’e’ una nuova possibilita’ per tentare (e sperare) di ridurre le distanze. ”La Roma – dice Benitez – e’ la sorpresa del campionato ma anche la Juventus che e’ li’ con noi, e’ molto forte. Noi stiamo crescendo: l’affiatamento tra i giocatori va sempre meglio, ogni settimana, ogni mese possiamo dare qualcosa in piu”’. Con il Catania e’ molto probabile, per non dire quasi certo che il NAPOLI batta un record del tutto particolare, quello di aver schierato 11 formazioni diverse in altrettante partite. Intanto la squalifica di Maggio rende necessario lo spostamento di Mesto sulla fascia destra ed io contemporaneo impiego di Armero dall’altro lato. Ma si attende anche qualche altra sorpresa. La verita’ e’ che Benitez effettua un turn over molto sistematico: ad ogni gara fa due, massimo tre innesti rispetto al turno precedente. E cosi’ domani sera dovrebbe nuovamente toccare a Lorenzo Insigne che, negli ultimi tempi, e’ stato lasciato un po’ in panchina per far posto a Mertens, il nuovo protagonista assoluto in casa NAPOLI. Anche Mertens, pero’, deve ogni tanto tirare il fiato e d’altronde anche per lui ci sara’ ancora spazio molto presto, considerato che il NAPOLI mercoledi’ sera sara’ nuovamente impegnato, sempre al San Paolo, nel turno di Champions League contro il Marsiglia e che la domenica successiva, in posticipo, andra’ a far visita alla Juventus in una delle gare piu’ importanti e piu’ ‘sentite’ dalla tifoseria dell’intero campionato. E Benitez e’ molto attento a certi particolari, quali ad esempio il rapporto con i tifosi del quale pure parla nell’intervista all’ Independent. ”L’ambiente – racconta il tecnico al giornale inglese – e’ incredibilmente passionale, mi fa sentire a casa. E poi i tifosi mi chiamano Rafe’ e devo dire che mi piace”


L’inizio e’ un autista diventato cieco per aver trasportato 158 bidoni pieni di sostanze altamente tossiche provenienti da una ditta di Cuneo e sotterrati a Villarica: sei anni prima delle parole di Carmine Schiavone alla Commissione parlamentare d’inchiesta, desecretate ieri. A voler leggere le carte delle inchieste, tutto era chiaro almeno fin dal 1991, 22 anni fa, quando la camorra inizia scientificamente a trasformare la Campania in un immensa discarica, seppellendo in ogni buco ma anche sotto le strade e nelle vasche per l’allevamento dei pesci, tonnellate di rifiuti tossici, con la complicita’ di imprenditori e politici, messi nei posti chiave dai clan e pagati per collaborare. E’ il 4 febbraio del 1991 e alla clinica Pineta Grande di Castelvolturno si presenta Mario Tamburrino, autista di camion. Ai medici dice di aver avuto un fortissimo abbassamento della vista dopo aver scaricato i bidoni di scorie tossiche provenienti dalla ditta ‘Ecomovil’ di Cuneo nella discarica di Sant’Anastasia. Dopo 20 giorni gli investigatori scoprono pero’ che il carico non e’ mai arrivato li’ ma e’ stato sotterrato in un campo tra Qualiano e Villaricca. Tamburrino diverra’ cieco ma il suo racconto apre gli occhi agli inquirenti, che hanno la conferma di quello che la gente dice da anni: ci sono migliaia di discariche abusive di rifiuti tossici utilizzate dalla camorra almeno fin dalla meta’ degli anni ’80. La svolta arriva pero’ nel 1993, due anni dopo, grazie ai pentiti. Tra i primi c’e’ Nunzio Perrella che con le sue parole da il via alla prima indagine della procura di Napoli. Fu lui a rivelare che la discarica di Pianura era gestita dalla camorra e fu lui uno dei testimoni chiave dell’operazione Adelphi, che svelo’ gli intrecci tra camorra e politica. Poi arriva Carmine Schiavone, che non e’ un camorrista qualunque: e’ il cugino di Sandokan ed e’ quello che tiene i conti del clan dei Casalesi. Schiavone riempie decine di verbali e dalle sue parole scaturisce l’operazione ‘Spartacus’ che ha portato alla condanna nel 2005 di 91 persone, di cui 21 all’ergastolo, per un totale di 844 anni di reclusione. Nei suoi verbali c’e’ la genesi del disastro: la camorra, dice tra l’altro, “ha riempito gli scavi realizzati per la costruzione della superstrada Nola-Villa Literno sostituendo il terriccio con tonnellate di rifiuti trasportati da tutta Italia”. E le imprese che avevano ottenuto l’appalto per la realizzazione dell’opera, “oltre a subappaltare una parte dei lavori ad imprese legate al clan Schiavone, hanno pagato alla camorra tangenti pari al 3% sull’importo complessivo dell’appalto”. Alla Dia Carmine Schiavone, dice anche di essere in grado di indicare i siti in cui erano stati interrati residui tossico-nocivi o radioattivi. Il sistema, racconta, funziona cosi’: il clan, dopo aver sfruttato in regime di monopolio le attivita’ estrattive di sabbia e materiali inerti nelle cave del casertano, le ha in seguito convertite in discariche abusive. “L’area e’ piena di rifiuti che il clan sotterra nelle cave, dopo aver preso accordi con trasportatori provenienti da tutta Italia. Nelle cave e nelle vasche ittiche”. In fondo i bidoni, in superficie l’allevamento di pesci. Schiavone racconto’ che anche gli scavi realizzati per il raddoppio della Roma-Napoli sono pieni di bidoni con sostanze di tutti i tipi. Ma il cugino di Sandokan parlo’ anche delle collusioni, dei rapporti di amministratori e imprenditori locali con il clan. Parole che hanno trovato conferma nelle inchieste degli ultimi venti anni. “Accanto a soggetti strettamente riconducibili ai clan – disse nel ’97 alla commissione parlamentare l’allora pm NapoliMelillo – ruota una quantita’ notevolissima di soggetti di impresa che hanno un proprio fine di partecipazione al profitto complessivo che riguarda il ciclo illecito dello smaltimento dei rifiuti”

AUDIZIONE CARMINE SCHIAVONE:

 Massimo Scalia, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse Gruppo Misto, Centro Sinistra Gianfranco Saraca, Forza Italia Giovanni LUBRANO DI RICCO, Gruppo Verdi-L’Ulivo Roberto NAPOLI, CCD Giuseppe SPECCHIA, Alleanza Nazionale Governo Prodi-I (dal 17 maggio 1996 al 20 ottobre 1998) Ministri Presidente del Consiglio dei ministri PRODI prof. Romano, Deputato al Parlamento Vice presidente del Consiglio dei ministri VELTRONI Walter, Deputato al Parlamento Ministro senza portafoglio per la solidarieta’ sociale TURCO Livia, Deputato al Parlamento Ministro senza portafoglio per la funzione pubblica e gli affari regionali BASSANINI prof. Franco, Senatore della Repubblica Ministro senza portafoglio per le pari opportunità FINOCCHIARO Dott.ssa Anna, Deputato al Parlamento Ministro senza portafoglio per i rapporti con il Parlamento BOGI prof. Giorgio, Deputato al Parlamento (dal 14 marzo 1997) Ministro senza portafoglio per gli italiani all’estero DINI Dott. Lamberto, Deputato al Parlamento Ministro senza portafoglio per il coordinamento della protezione civile NAPOLITANO dott. Giorgio Ministro senza portafoglio per i problemi delle aree urbane COSTA prof. Paolo (dal 21 novembre 1996) DI PIETRO avv. Antonio (fino al 21 novembre 1996) Ministro senza portafoglio per lo spettacolo e lo sport VELTRONI Walter, Deputato al Parlamento Affari esteri DINI Dott. Lamberto, Deputato al Parlamento Interno NAPOLITANO dott. Giorgio Grazia e giustizia FLICK prof. avv. Giovanni Maria Tesoro (1) CIAMPI Dott. Carlo Azeglio Bilancio e programmazione economica CIAMPI Dott. Carlo Azeglio (fino al 31 dicembre 1997) Finanze VISCO prof. Vincenzo, Deputato al Parlamento Difesa ANDREATTA prof. Beniamino, Deputato al Parlamento Pubblica istruzione BERLINGUER prof. Luigi, Deputato al Parlamento Lavori pubblici COSTA prof. Paolo (dal 21 novembre 1996) DI PIETRO avv. Antonio (fino al 21 novembre 1996) Risorse agricole, alimentari e forestali (2) PINTO avv. Michele, Senatore della Repubblica Trasporti e navigazione BURLANDO Claudio, Deputato al Parlamento Poste e telecomunicazioni (3) MACCANICO Dott. Antonio, Deputato al Parlamento Industria, commercio e artigianato BERSANI dott. Pier Luigi Lavoro e previdenza sociale TREU Prof. Tiziano, Deputato al Parlamento

Fonsai, polverone su Cancellieri. La Guardasigilli: non ho interferito
È bufera politica sul ministro della Giustizia. Secondo alcune indiscrezioni di stampa la Guardasigilli si sarebbe infatti spesa ai limiti di quanto previsto dal suo ruolo a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti, figlia di Salvatore, detenuta per la vicenda Fonsai. E il tutto sarebbe avvenuto perché il figlio del ministro è stato un importante dirigente della compagnia assicurativa al centro delle indagini dei magistrati. Non si è fatta attendere la replica della Guardasigilli, che si è detta disposta a riferire in Parlamento sulla vicenda. Cancellieri, che in giornata è stata ricevuta al Quirinale per illsutrare le misure per combattere il sovraffollamento carcerario, ricorda “l’attenzione e l’impegno” riservati “fin dal primo giorno” del suo mandato ministeriale per “le condizioni in cui versano i detenuti; condizioni che, troppo spesso, hanno portato, specialmente le persone più vulnerabili, a compiere scelte estreme”. Inoltre, la ministro evidenzia come “non ci sia stata, quindi, né poteva esserci, alcuna interferenza con le decisioni degli organi giudiziari e nella sua comunicazione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria “non vi è stato nel modo più assoluto, come ampiamente dimostrato, alcun riferimento a possibili iniziative finalizzate alla eventuale scarcerazione della Ligresti”.

A chiedere risposte e chiarimenti dalla Cancellieri sono state un po’ tutte le forze di opposizione, ma anche qualcuna di maggioranza. Dopo la pubblicazione di stralci di un verbale riguardante il suo interrogatorio alla procura di Torino sul presunto intervento a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti, i membri della commissione Giustizia del M5S hanno chiesto al ministro di smentire la notizia. “Diversamente – si legge in una nota del M5S -, nel caso in cui, quindi, abbia effettivamente fatto pressione sul Dap per la scarcerazione di un detenuto eccellente, il Ministro deve assumersi le proprie responsabilità e rassegnare immediatamente le dimissioni da Guardasigilli”. Altrettanto duro il commento della Lega. “Ti chiami Ligresti? Allora arriva l’aiutino del ministro della Giustizia – ha dichiarato Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio al Senato – . Quello che oggi pubblicano alcuni giornali sulla vicenda della scarcerazione di Giulia Ligresti è di una gravità inaudita. Il fatto che il ministro Cancellieri abbia ‘sensibilizzato’, come per altro ha pure ammesso, i due vice capi dipartimento del Dap dopo aver ricevuto al richiesta di aiuto da parte dello zio ha davvero dell’incredibile. Fatto sta che da quella segnalazione si muove tutta la macchina che porterà alla scarcerazione di Giulia dopo appena 11 giorni”. 

“Mi chiedo – si è domandato ancora Bitonci – se il Guardasigilli si attivi con la stessa solerzia per ogni detenuto che soffre di anoressia, depressione o simili. Mi chiedo dove sia finito il senso dell’etica o della giustizia in un Paese dove se conosci il ministro ricevi l’aiutino extra. Il ministro riferisca in Aula al Senato su quanto accaduto e spieghi a tutti i cittadini se quelli che possono vantare la sua amicizia sono un pochino più uguali degli altri”. “L’intervento del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti per anoressia – hanno affermato i senatori di Sinistra Ecologia e Libertà Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto-Sel e Peppe De Cristofaro -, presenta aspetti molto discutibili e inquietanti che devono essere chiariti sul piano politico e non solo su quello giudiziario”. “Non abbiamo nulla da eccepire sulla scarcerazione di una detenuta, oltretutto in stato di carcerazione preventiva, perché malata o anoressica. Pensiamo anzi che troppo spesso il nostro sistema carcerario ignori situazioni nelle quali sarebbe invece urgente intervenire. Troviamo invece grave che l’intervento in questione sia stato richiesto da una telefonata privata e che abbia riguardato una classica detenuta eccellente. Per questo – hanno concluso i due senatori di Sel – riteniamo necessario che il ministro si presenti al più preso nell’aula del Senato per riferire e chiarire al di là di ogni ragionevole dubbio questa vicenda”. 

Anche Scelta Civica ha espresso perplessità sulla vicenda. “Quanto emerso oggi da indiscrezioni sulla stampa in merito all’intervento del Ministro Cancellieri per la scarcerazione di Giulia Ligresti – ha dichiarato in una nota il deputato centrista Gianfranco Librandi – rende necessario un chiarimento direttamente alle Camere da parte dello stesso Guardasigilli. Vanno infatti da subito fugati dubbi sul fatto che vi siano state disparità di trattamento nei confronti di altri detenuti che abbiano fatto richiesta di scarcerazione per motivi di salute”. Tra le poche voci in difesa di Cancellieri quella di Luigi Manconi. “Di fronte a una detenuta che rifiuta di nutrirsi è buona prassi e indice di una elevata sensibilità istituzionale e umana, il che non guasta, attivarsi per capirne le ragioni e verificare che non stia maturando una incompatibilità con lo stato di detenzione – ha affermato il senatore del Partito Democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama -. Questo ha fatto, opportunamente, il ministro Cancellieri. E questo hanno fatto, opportunamente, i funzionari dell’Amministrazione penitenziaria e i sanitari che hanno valutato del caso. Analogo comportamento è stato adottato in passato a favore di detenuti privi di nomi e cognomi importanti – ha concluso Manconi – che si trovavano in condizioni simili: e mi auguro che così sempre venga fatto”.

Alitalia vale zero, Air France ha azzerato la quota del capitale, il presidente Colaninno si è dimesso, il governo cerca una soluzione ma il destino della compagnia appare sempre più incerto. Ma che cosa sta succedendo? Cerchiamo di capirlo con questo articolo.

Giovedì 31 ottobre i giornali italiani hanno dato molto risalto alla notizia che la compagnia aerea Air France ha azzerato nel suo bilancio il valore delle azioni di Alitalia, società di cui attualmente è proprietaria per il 25 per cento. La notizia è contenuta nell’ultima relazione trimestrale del gruppo franco-olandese Air France-KLM, che è stata consultata dall’agenzia di stampa Radiocor.

La decisione di annullare il valore in bilancio delle azioni di Alitalia è stata presa «tenuto conto delle incertezze che pesano sulla situazione», scrive il Sole 24 Ore. La notizia è arrivata mentre già da alcuni giorni si parla molto, sui giornali italiani e francesi, della possibilità che Air France non partecipi all’aumento di capitale, una decisione che avrebbe pesanti conseguenze di immagine per la società e che metterebbe in difficoltà tutto il piano di rilancio economico (Air France è la principale azionista).

Nell’aumento di capitale deciso l’11 ottobre, Air France dovrebbe partecipare con 75 milioni di euro. Ma in cambio ha chiesto diverse garanzie: vorrebbe avere un ruolo maggiore sia nella rinegoziazione del debito di Alitalia che nelle decisioni concrete della società, dato che Air France ha progetti strategici per la compagnia italiana molto diversi da quelli degli altri azionisti. Comescrive oggi il Sole 24 Ore, «apparentemente nessuna delle condizioni poste da Air France-Klm per aderire all’aumento di capitale è al momento rispettata». Le parti interessate hanno tempo fino al 14 novembre per sottoscrivere l’aumento e alcuni, tra cui le banche Unicredit e Intesa San Paolo,hanno già versato le proprie quote.

Il quotidiano finanziario francese La Tribune ha scritto il 30 ottobre che, secondo “fonti concordanti”, la possibilità che Air France partecipi sono “quasi nulle”. Ma ha anche scritto che la vicenda assomiglia a una “partita a poker” e che non sono esclusi colpi di scena dell’ultimo momento. Air France potrebbe annunciare una partecipazione parziale all’aumento e le mosse di questi giorni potrebbero avere un valore dimostrativo. Se invece deciderà di non partecipare, la sua partecipazione in Alitalia verrebbe “diluita” fino al 10 per cento circa, ma la compagnia italiana, scrive La Tribune, rischierebbe di trovarsi di nuovo in difficoltà finanziarie nell’arco di qualche mese.

Come si è arrivati all’aumento di capitale
Pochi giorni fa, Alitalia sembrava di nuovo sul punto di fallire. I fornitori del carburante dissero che il 12 ottobre avrebbero sospeso le forniture, se non si fosse trovato il modo di saldare i grandi debiti precedenti della compagnia: a quel punto, ad Alitalia non sarebbero rimaste molte altre possibilità rispetto al proverbiale “portare i libri in tribunale”, cioè chiedere a un giudice di dichiarare il fallimento.

Ma l’11 ottobre il consiglio di amministrazione di Alitalia ha votato all’unanimità un aumento di capitale che avrebbe permesso alla compagnia aerea di sopravvivere e di portare nelle casse un totale di 500 milioni di euro. La situazione di crisi è stata sbloccata in primo luogo dalladecisione di Poste Italiane di intervenire, entrando nel capitale della società con 75 milioni di euro. L’intervento è stato molto criticato: non è del tutto chiaro che cosa possa servire una compagnia aerea a un’azienda che si occupa di servizio postale – anche se l’amministratore delegato delle Poste Massimo Sarmi si dice convinto da giorni dell’esistenza di “sinergie” – e, in secondo luogo, molti tra cui il presidente di Confindustria hanno parlato senza mezze misure di “intervento della mano pubblica in una società privata”, perché Poste è al 100 per cento di proprietà del ministero dell’Economia.

Nel 2008 Alitalia si trovava in una situazione simile a quella attuale. All’epoca Air France si offrì di acquistarla (insieme ai debiti che la appesantivano) per circa un miliardo e mezzo di euro. Il governo Berlusconi fece fallire la trattativa e organizzò una cordata di imprenditori per acquistare Alitalia e preservarne “l’italianità” con il gruppo dei cosiddetti “capitani coraggiosi”. L’operazione, a detta di quasi tutti i commentatori, si è rivelata un disastro: non solo la CAI (il nome ufficiale della cordata che comprendeva quasi tutti gli attuali azionisti) acquistò Alitalia per 700 milioni di euro in meno rispetto all’offerta fatta da Air France – KLM, ma acquistò soltanto la parte “sana” della compagnia. Debiti e personale in più furono trasferiti in una cosiddetta “bad company” che rimase a carico dello Stato e che fino ad ora è costata alla collettività circa 5 miliardi di euro.

AS Roma v AC Chievo Verona - Serie A

Nel posticipo della decima giornata della Serie A la Roma ha battuto in casa il Chievo per 1 a 0 (gol di Borriello al 22esimo del secondo tempo). La Roma è prima in classifica, ha 30 punti ed è ancora imbattuta in campionato. Ora ha la certezza di avere stabilito il record assoluto della miglior partenza nella storia della Serie (si poteva dire già alla scorsa giornata, ma c’era ancora qualche dubbio). Il prossimo turno si giocherà tra sabato 2 e lunedì 4 novembre.

Classifica
Roma 30
Napoli 25
Juventus 25
Inter 19
Verona 19
Fiorentina 18
Lazio 15
Udinese 13
Atalanta 13
Milan 12
Parma 12
Torino 11
Genoa 11
Cagliari 10
Livorno 9
Sampdoria 9
Bologna 9
Catania 6
Sassuolo 6
Chievo 4

Prossimo turno
Parma – Juventus (2/11, ore 18)
Milan – Fiorentina (2/11, ore 20.45)
Napoli – Catania (2/11, ore 20.45)
Livorno – Atalanta (3/11, ore 12.30)
Lazio – Genoa (3/11, ore 15.00)
Sampdoria – Sassuolo (3/11, ore 15)
Udinese – Inter (3/11, ore 15)
Verona – Cagliari (3/11, ore 15)
Torino – Roma (3/11, ore 20.45)
Bologna – Chievo (4/11, ore 20.45)

E’ il Verdicchio il vino bianco fermo più premiato dalle guide italiane per il 2014. A rivelarlo, a pochi giorni dalla pubblicazione delle guide enologiche più influenti del settore, uno studio del prof. Gabriele Micozzi, docente di marketing dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), che ha catalogato i vini vincitori e i premi assegnati dalle sei pubblicazioni più autorevoli (Bibenda, Slow Wine, Gambero Rosso, Vini d’Italia de L’Espresso, Veronelli, Vinibuoni d’Italia 2014). L’indagine è stata strutturata su due diversi filoni: i vini vincitori di almeno un premio assegnato nelle recensioni e una seconda analisi su credibilità, affidabilità e diffusione delle guide stesse tra i consumatori.
Dal primo filone è emerso che, tra i vitigni a bacca bianca (con almeno l’85% del vitigno di riferimento), il Verdicchio si posiziona in testa alla classifica dei bianchi fermi più premiati dalle guide 2014. Complessivamente, il vino ambasciatore delle Marche si aggiudica 57 massimi riconoscimenti davanti a Fiano (35), Sauvignon (31), Soave (30), Friulano (27) e Chardonnay (26). Per il direttore dell’IMT (il consorzio che con 850 aziende e 16 denominazioni, rappresenta il 90% dell’export enologico delle Marche), Alberto Mazzoni: “L’apprezzamento delle guide riflette la crescita del Verdicchio e il grande lavoro fatto dai suoi produttori verso la qualità totale. Un lavoro che è lo specchio dell’unicità di un vitigno autoctono che dà origine a un vino longevo e di grande struttura. Negli ultimi 10 anni il bianco fermo campione d’Italia ha aumentato il fatturato di quasi il 500% ed ha visto una crescita importante del prezzo medio per bottiglia. Un’impennata che si riflette anche nell’export, che quest’anno si avvia verso un altro risultato in doppia cifra (10%)”. “Il successo del Verdicchio – ha aggiunto il professore dell’Università Politecnica delle Marche, Gabriele Micozzi – è l’esempio di come sarebbe opportuno partire dal Verdicchio per fare sistema a livello regionale e  sviluppare un progetto complessivo di valorizzazione del brand territoriale. Un unico progetto, che sfrutti le risorse previste nei Piani di sviluppo rurale (Psr) e nell’Ocm vino e che faccia da volano per l’affermazione sui mercati internazionali anche delle altre Doc e Docg regionali”.
Al fine di proiettare l’indagine in un contesto ‘consumer’, si è studiata anche l’affidabilità e la credibilità delle guide attraverso un questionario diffuso a livello nazionale su 1357 soggetti individuati in modo stocastico e rappresentativi dell’intera popolazione Italiana. Dall’analisi poi si è ricavato un “indice di credibilità” delle guide stesse, che vede in testa il Gambero Rosso (indice: 0,86), mentre Veronelli (0,77) e Bibenda (0,72) si piazzano rispettivamente al secondo e al terzo posto. Ponderando infine il numero di premi vinti dalle tipologie di vino per l’indice di credibilità, il Verdicchio si impone in modo assoluto come il miglior vino bianco italiano seguito a distanza dagli altri della top 6 che così si modifica rispetto alla classifica dei soli premi ricevuti: Verdicchio (33,18), Sauvignon (22,18), Fiano (20,39), Chardonnay (18,21), Soave (18,07) e Friulano (15,11).


Con 240 mila quintali di uve prodotte nella campagna 2013, il Verdicchio è il primo vino prodotto sul territorio marchigiano e il più esportato con oltre il 50% delle bottiglie destinate all’estero. L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini ne garantisce l’autenticità in tutte le sue numerose declinazioni e supporta dal 1999 tutti i suoi produttori.


Top Ten dei vini più premiati in base ai riconoscimenti ottenuti dalle Guide
VINO TOTALE PREMI GUIDE
1° Verdicchio 57
2° Fiano 35
3° Sauvignon 31
4° Soave 30
5° Friulano 27
6° Chardonnay 26
7° Passito 22
8° Malvasia 20
9° Moscato 18
10° Pinot bianco 17


Top Ten dei vini più premiati incrociati con l’indice di credibilità delle Guide
VINO PUNTEGGIO COMPLESSIVO
1° Verdicchio 33,18
2° Sauvignon 22,18
3° Fiano 20,39
4° Chardonnay 18,21
5° Soave 18,07
6° Friulano 15,11
7° Passito 14,23
8° Pinot bianco 13,19
9° Riesling 10,99
10° Moscato 10,88

Politica interna
 
Centrodestra – Silvio Berlusconi ha chiesto ad Angelino Alfano di sottoscrivere il documento approvato dall’Ufficio di presidenza in cui sono stati decisi l’azzeramento delle cariche e il ritorno a Forza Italia, compresa la scelta di anticipare il Consiglio nazionale. Intanto sul fronte decadenza, 22 senatori della corrente vicina ad Alfano si sono rivolti al presidente del Senato Pietro Grasso affinché ignori la decisione della Giunta per il regolamento di Palazzo Madama, che ha votato per lo scrutinio palese per la decadenza di Berlusconi.
 
Cancellieri – Bufera di polemiche sul ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri per una telefonata intercettata in cui il Guardasigilli si interessò alla salute di Giulia Ligresti, che in carcere aveva smesso di mangiare e che alcuni giorni dopo fu messa agli arresti domiciliari. Il ministro Cancellieri ha escluso di avere interferito con le decisioni degli organi giudiziari per favorire la scarcerazione di Giulia Ligresti e si è detta pronta a chiarire la sua posizione in Parlamento.
 
Napolitano – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera al presidente della Corte d’Assise di Palermo Alfredo Montalto per comunicare di essere pronto a testimoniare perché sia fatta chiarezza sulla trattativa Stato-mafia. Il capo dello Stato ha fatto sapere che testimonierà nei limiti delle sue conoscenze e non parlerà delle intercettazioni delle telefonate con Nicola Mancino.
 
Letta – Il presidente del Consiglio Enrico Letta, in un’intervista alla Stampa, ha lanciato l’allarme contro i populismi presenti in Europa: “Sarebbe molto preoccupante se alle prossime elezioni europee i movimenti populisti superassero il 25%”. Inoltre Letta ha garantito che è intenzione del governo eliminare il finanziamento ai partiti e cambiare la legge elettorale.
 
Politica estera
 
Datagate – Al termine del vertice del Comitato interministeriale sulla sicurezza convocato dal presidente del Consiglio Enrico Letta sul Datagate, l’Italia ha confermato il suo ruolo di mediazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti “al fine di chiarire i contorni della vicenda e di impostare per l’avvenire i rapporti su basi di piena fiducia e collaborazione”.
 
Siria – L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) ha annunciato che le apparecchiature siriane per costruire armi chimiche sono state distrutte e gli agenti prodotti finora sono stati sigillati, in attesa di eliminarli entro la metà del 2014. Intanto Israele ha colpito con un raid aereo un carico di missili anti-aerei diretto in Libano.
 
Economia e Finanza
 
Crisi – L’Istat ha comunicato che a settembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 12,5%, 1,6% in più rispetto al 2012, per un totale di 3,2 milioni di senza lavoro. Inoltre risultano disoccupati il 40,4% dei giovani con meno di 24 anni, il 4,4% in più rispetto al 2012 e il record assoluto dal 1977. Intanto in ottobre il tasso di inflazione è rallentato per il secondo mese consecutivo, dello 0,3% rispetto a settembre. Su base annua è sceso allo 0,7% dallo 0,8% di settembre e l’inflazione acquisita per il 2013 è calata all’1,2% dall’1,3% di settembre.
 
Usa-Germania – Il Tesoro degli Stati Uniti, nel suo rapporto semestrale, ha accusato la Germania di penalizzare l’intera ripresa europea, utilizzando politiche simili o peggiori di quelle della Cina. Infatti la politica tedesca di contenere i consumi interni e spingere le esportazioni starebbe frenando tutta l’Europa. Berlino ha definito “incomprensibili” le critiche di Washington e ha negato l’esistenza di squilibri.
 
Alitalia – Il presidente di Alitalia Roberto Colaninno ha annunciato che dopo l’aumento di capitale non sarà più disponibile a incarichi di vertice. Intanto Air France-Klm ha azzerato il valore del suo 25% in Alitalia e vuole acquisirla senza accollarsi il debito.
 

 
Un affare da 600-700 milioni di lire al mese, che ha devastato terre nelle quali, visti i veleni sotterrati, si poteva immaginare “che nel giro di vent’anni morissero tutti”. Parole che mettono i brividi quelle pronunciate nel 1997 dal pentito dei casalesi Carmine Schiavone davanti alla Commissione ecomafie, in una audizione i cui verbali sono stati desecretati oggi. La sentenza senza appello pronunciata dall’ex boss riguardava tanti centri del Casertano, “gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e cosi’ via, avranno, forse, venti anni di vita”. Rifiuti radioattivi “dovrebbero trovarsi in un terreno sul quale oggi ci sono le bufale e su cui non cresce piu’ erba”, raccontava Schiavone. Fanghi nucleari, riferiva, arrivavano su camion provenienti dalla Germania. Nel business del traffico dei rifiuti, secondo il pentito, erano coinvolte diverse organizzazioni criminali – mafia, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita – tanto da fare ipotizzare che in diverse zone di Sicilia, Calabria e Puglia, quelle cosche abbiano agito come il clan dei Casalesi. Ma i veleni non venivano nascosti solo in provincia di Caserta: rifiuti tossici, a suo dire, sono stati interrati lungo tutto il litorale Domitio e sversati anche nel lago di Lucrino, specchio d’acqua che si trova nell’area flegrea, in provincia di Napoli. Il collaboratore di giustizia si soffermo’ sulle modalita’ di smaltimento. “Avevamo creato un sistema di tipo militare, con ragazzi incensurati muniti di regolare porto d’armi che giravano in macchina. Avevamo divise e palette dei carabinieri, della finanza e della polizia. Ognuno aveva un suo reparto prestabilito”. ”Si tratta della prima volta che la presidenza della Camera – senza che questo sia richiesto dalla magistratura – decide di rendere pubblico un documento formato da Commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto”, sottolinea la presidente della Camera, Laura Boldrini. ”Lo dovevamo in primo luogo ai cittadini delle zone della Campania devastate da una catastrofe ambientale cosciente e premeditata: cittadini che oggi hanno tutto il diritto di conoscere quali crimini siano stati commessi ai loro danni per poter esigere la riparazione possibile”


Folla di turisti per la tradizionale vendemmia negli scavi di Pompei: in centinaia, italiani e stranieri, hanno assistito al Foro Boario al taglio delle uve pompeiane della qualita’ “piedirosso” e “sciascinoso” che consentira’ la produzione del Villa dei Misteri, vino con caratteristiche uniche in quanto realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa. I vigneti “sperimentali”, nati nel 1994, si trovano oggi anche Triclinio estivo, della Domus della Nave Europa, della Caupona del Gladiatore, di Eusino, e nell’Orto dei Fuggiaschi; al Foro Boario e’ possibile ammirare anche la cella vinaria e un modello di torchio. Gli studi erano partiti su un’area limitata degli scavi, grazie al Laboratorio di Ricerche Applicate e alla collaborazione in con l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino. Oggi la coltivazione interessa tutte le aree a vigneto delle Regiones I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di poco piu’ di un ettaro ripartito su 12 appezzamenti di diversa estensione e per una produzione potenziale di circa 30 quintali per ettaro. “La Soprintendenza – si legge in una nota – e’ orgogliosa di aver consolidato un’esperienza cosi’ unica dovuta alla straordinarieta’ della sua collocazione e con l’occasione vuole fortemente ricordare e dedicare questa giornata alla pioniera di questa iniziativa, la d.ssa Annamaria Ciarallo che per lunghi anni ha diretto il Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza, e grazie al cui impegno, studio e passione e’ nato ed e’ stato promosso questo progetto scientifico, oggi anche elemento di valorizzazione degli scavi”. 

L’obiettivo e’ uno: spegnere i roghi nella Terra dei fuochi. Tutelando la salute dei cittadini e mettendo in sicurezza il territorio. Il governo lavora un decreto per inasprire le pene per chi abbandona i rifiuti o vi da’ fuoco, con la reclusione da due a cinque anni. Chi sversa materiale pericoloso, rischia invece da tre a sei anni di prigione. ”L’iniziativa va nella direzione di rendere piu’ incisiva la repressione del fenomeno. Sono norme che possono dare un risultato immediato, anche in termini di deterrenza”, spiega all’Adnkronos il prefetto Donato Cafagna, capo della task force del Viminale per l’emergenza nella ‘Terra dei fuochi’, un’ampia area del territorio campano nel quadrilatero compreso tra il litorale domitio, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano e vesuviano I dati, del resto, sono allarmanti. Solo quest’anno si sono avuti 6.000 roghi. Al momento, si legge sul sito www.utgnapoli.it, sono circa 6.000 i pattugliamenti in corso sulla produzione e smaltimento illegale di rifiuti; 4.243 le persone identificate in occasione dei controlli, 142 le contravvenzioni a veicoli per il trasporto illegale di rifiuti speciali; 126 le persone denunciate all’autorita’ giudiziaria per crimini ambientali, senza contare gli arresti per trasporto e incendi di rifiuti speciali pericolosi. ”Dobbiamo continuare questa lotta -rimarca Cafagna- e’ un impegno forte su questo territorio, bisogna procedere in maniera sistematica e concreta”. Il 15 ottobre scorso, in un’audizione al Senato, il commissario antiroghi, ha spiegato di aver avanzato una proposta al ministero dell’Interno per introdurre il reato di incendio doloso di rifiuti. Una linea che Cafagna oggi ribadisce: ”C’e’ un lavoro che si sta facendo anche normativamente -spiega- per rendere ancora piu’ inviciva ed efficace l’azione di contrasto. Occorre una fattispecie autonoma di reato che consenta di poter intervenire subito nei confronti di chi da’ fuoco ai rifiuti, ma anche di allungare i tempi per la prescrizione dei reati. E strumenti di indagine piu’ penetranti, come le intercettazioni per colpire chi svolge in maniera organizzata questa attivita”’.

Su ‘Prometeo’, il portale della lotta agli incendi dei rifiuti in Campania, sono attualmente 22 le segnalazioni di possibili casi di smaltimento illegale e roghi. ”Anche le denunce anonime -spiega il prefetto Cafagna- sono utili perche’ permettono di evidenziare situzioni che vengono prese in considerazone in tempo reale dalla task force e dalle amministrazioni comunali”. Non solo. Sul sito e’ possibile seguire lo stato di ”pianificazione e le riunioni presso i comuni individuati per rafforzare i controli anche sulle attivita’ economiche che producono e smaltiscono illegalmente irifiuti. In parallelo -rimarca il commissario antiroghi- c’e’ un’attivita’ di supporto per le amministrazioni comunali, concordata con la regione Campania, per mettere a disposizione delle amministrazioni comunali risorse per interventi di riqualificazione e videoroveglianza delle aree in cui vengono smaltiti illegalmente i rifiuti. In questo modo, vogliamo evitare il fenomeno della recidiva”. Grazie a un accordo tra Ecopneus e il ministero dell’Ambiente, e’ partita anche ”la campagna per il prelievo straordinario dei pneumatici fuori uso, abbandonati sul territorio”. Le vecchie ruote e copertoni, infatti, sono uno dei ‘combustibii’ usati per i roghi. ”Sono stati prelevati a Scisciano circa 4.000 tonnellate di pneumatici -scandisce il prefetto antiroghi- ma interventi sono stati effettuati anche a Caivano e Napoli, per altre decine di tonnellate di pneumatici” E ”c’e’ anche una nostra direttiva: dai prossimi giorni partira’ l’attivita’ di recupero da parte deii comuni di tutta la Terra dei fuochi, per liberare i territori dai pnumatici abbandonati. I roghi -scandisce Cafagna- rappresentano uno degli aspetti di questa emergenza, ma il problema principale resta l’abbandono deirifiuti”.Un altro campo di interventi della task force del Viminale costituita da tutte le forze di polizia territoriali presenti sul territorio, riguarda poi lo smaltimento illegale di rifiuti edili. ”Il problema e’ all’attenzione dei comuni -assicura il commissario antiroghi- ho chiesto di predisporre ordinanze e regolamenti che consentano alle polizie municipali controlli sostanziali tra la quantita’ di rifiuti prodotti dall’attivita’ di manutenzione edilizia e quelli che sono diretti allo smaltimento. Esiste un’iniziativa legislativa in questo senso, attualmente all’esame del consiglio regionale campano, che discplina in maniera rigorosa lo smaltimento di rifiuti edili e in particolare dell’amianto’. Dietro lo smaltimento illegale di rifiuti e le fiamme nere dei roghi che si alzano dalla Terra dei fuochi, c’e’ la mano della criminalita’ organizzata. ”Tutta l’attivita’ investigativa e’ condotta in maniera accurata dalle procure -spiega il prefetto Cafagna- ma il nemino non e’ uno solo. Ci sono tanti nemici, perche’ tante sono le matrici e le modalita’ di smaltimento illegale che interessano questo territorio”. Quanto alla proposta, avanzata in maniera bipartisan da diversi parlamentari, di destinare risorse per la bonifica utilizzando i proventi dei beni confiscati alla criminalita’ organizzata, per il commissario antiroghi si tratta di un percorso che ”corrisponde a un’esigenza concreta , quella di avere risorse utili e necessarie per la bonifica. La priorita’ -conclude il prefetto Cafagna- resta la salute dei cittadini. Anche per questo, la task force del Viminale sta operando con il ministero della Salute e dell’Agricoltura. Qui spegnere i roghi vuol dire tornare a vivere”.

Incendiavano rifiuti pericolosi nel casertano: due arresti
Nell’azione di tutela ambientale e di lotta all’inquinamento della terra dei fuochi, i carabinieri del reparto territoriale di Aversa, quelli della atazione di Trentola Ducenta e del Nucleo operativo ecologico di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nei confronti di due persone accusate di tentato incendio doloso di rifiuti pericolosi speciali e non. Gli uomini dell’arma hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, che è stata emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale Santa Maria Capua Vetere. Non sono agli arresti domiciliari, ma altre 15 persone sono state denunciate alla magistratura per smaltimento illecito di rifiuti.

Per moltissime delle giovani coppie under 35, alle prese con l’acquisto della prima casa di proprietà, l’accensione di un mutuo resta un sogno proibito. Le cause sono presto dette: la crisi, il credit crunch, la desolante sfiducia delle banche che si oppongono al concedere soldi ai “non bancabili”. Dov’è finito il fondo statale di 50 milioni di euro che avrebbe dovuto garantire ai giovani under 35 l’accesso al mutuo? Dopo due anni, questo finanziamento risulta erogato a solo 96 coppie. Tanto che, comunica la Consap (società del Tesoro che gestisce il fondo) al Sole 24 Ore, dei 50 milioni ad aprile 2013 ne risultava impegnato appena uno. Il motivo? “Quando i ragazzi si presentano agli sportelli, le banche rispondono che questo fondo non esiste”. Inutile ricordare che se tra il 2006 e il 2011 il volume dei mutui ipotecari era di 55 miliardi di euro annui, nel 2012 è sceso a 26 miliardi di euro, principalmente a causa della debolezza delle prospettive occupazionali e del reddito degli aspiranti proprietari di casa. Insomma, nonostante i soliti proclami, i soldi messi a disposizione dagli ultimi tre governi non sono mia arrivati nelle tasche degli aspiranti mutuatari.

A cura del Centro Elaborazione dati 33%


Vorrei tanto che la lettera di questa giovane donna fosse ripresa dai giornali e portata sulle scrivanie di chi ci governa. 
“Buonasera Padre Maurizio 
mi perdoni se l’assillo questa sera con i ” soliti problemi “. Dieci minuti fa ho ricevuto una chiamata. Mia sorella mi avvisava che a una nostra cugina , ricoverata oggi d’urgenza , le è stato diagnosticato un tumore alle ossa. Grave la situazione . Grave come per tanta povera gente , che ultimamente viene colpita da questo male . Pensavo che per la mia famiglia fosse giunto il tempo di una pausa . Mio padre morto dello stesso male e cosi anche le sue 3 sorelle . Un’altra mia cugina , bellissima giovane mamma , ha lasciato lo scorso aprile 4 figli. Mio suocero è finito per lo stesso male il 1 luglio di quest’anno. Per non parlare della famiglia di mia madre …
Mi perdoni Padre , non sono qui per farle la lista di tutte le persone finite della mia famiglia . Qui , siamo tutti un’unica famiglia , accomunati da un triste destino. Mi domando: “ perché?”. Perché va sempre peggio ?
Sono desolata. Dopo la telefonata di stasera ho detto a mio marito : “trasferiamoci , andiamocene al nord , scappiamo via di qui , da questa terra “maledetta” che io amo tanto” . Mio marito sa cosa mi ha risposto ? “ Non voglio andare via , qui abbiamo ancora le nostre mamme , fratelli , nipoti…”
Non è vigliaccheria la mia , ma non ce la faccio piu’ a veder morire tutte queste persone a me care , tutta questa povera gente , bambini , anime innocenti. Che fare? Forse per lo Stato , per l’Italia , noi campani , facciamo parte dei ” soliti problemi “? Purtroppo questa cara amica non è la sola ad avere il cuore rigonfio di angoscia. Il vero dramma che stiamo subendo per il disastro ambientale è l’aumento vertiginoso delle patologie oncologiche. Perciò non c’è più tempo da perdere. La gente non solo è stanca di ammalarsi ma è stanca di aver paura per i propri cari. L’ansia che accompagna le giornate del popolo campano, la qualità della vita al ribasso, le tante famiglie già povere che si ritrovano a dover curare uno o più parenti ammalati di cancro, debbono essere presi in seria considerazione da coloro che ci governano.


 Padre Maurizio PATRICIELLO

Infrastrutture, la giunta Crocetta sblocca 501 mln
La Giunta regionale ha approvato tre delibere con le quali sono state recuperate o sbloccate risorse finanziarie per un totale di 501 milioni di euro per investimenti nei settori delle opere pubbliche e del project financing. L’occupazione statistica attesa è di 8.500 addetti, di cui 6.000 diretti e 2.500 nell’indotto. Lo ha reso noto oggi il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito, inaugurando a Catania il convegno “Project financing: strumenti e prospettive in Sicilia” organizzato da Ance Sicilia e Ance Catania con il Comune di Catania. In dettaglio, con la delibera relativa alla legge 388 del 27 dicembre 2000 (Programma di interventi per la ristrutturazione e riqualificazione del trasporto merci siciliano), sono stati recuperati 241 milioni di fondi statali, cui si aggiunge il 30% di finanziamento regionale disponibile, per un totale di 313 milioni di euro. Con questa delibera è stato approvato il piano di interventi e sono state assegnate risorse alle prime due importanti opere. Si tratta di 115,8 milioni per il collegamento Ss 115-autoporto di Vittoria-aeroporto di Comiso-Ss 114, che permette di fare rientrare lo scalo fra gli aeroporti di interesse nazionale (con l’Enac che paga gli oneri dell’assistenza al volo e del servizio antincendio) e di 26 milioni di euro per il collegamento viale Gazzi-approdo Fs per via don Blasco a Messina, che risolverà il problema dei Tir che oggi attraversano la città dello Stretto. Una seconda delibera ha sbloccato fondi per 104 milioni di euro del “PO FESR Sicilia 2007/2013 – Asse 6- Obiettivi Operativi 6.1.1, 6.2.1 e 6.2.2 – fondi Pac terza fase”, destinati a opere di risanamento e riqualificazione urbana, approvando lo scorrimento della graduatoria che avvia a realizzazione 56 interventi nei Comuni siciliani. Una terza delibera, dedicata alla riprogrammazione del Fondo di sviluppo e coesione 2007-2013 che non si sarebbe fatto in tempo a spendere, conferma che i 227 milioni di euro dirottati dal completamento della Nord-Sud saranno recuperati con un pari stanziamento all’interno del Contratto interistituzionale di sviluppo. Infine, per quanto riguarda il project financing, è stata stilata la graduatoria del bando che assegna 17 milioni di euro come contributi della Regione ad iniziative miste fra Comuni ed imprese private per il recupero di aree da destinare a social housing ed edilizia sociale e residenziale. Sono stati ammessi a finanziamento 9 interventi che sbloccano (fra Regione, Comuni e privati) investimenti per un totale di 44 milioni di euro: Noto, 9,4 mln; Favara, 4,2; Floridia, 4,5; Vittoria, 7; Palermo, 3,4; Canicattini Bagni, 1,2; Piedimonte Etneo, 2,7; Petralia Soprana, 2,2; Niscemi, 9,3. Ed ancora, sarà pubblicata a breve la graduatoria relativa a 40 milioni di euro riguardanti opere di riqualificazione urbana nei Comuni con meno di 15mila abitanti. “Adesso ci auguriamo che il governatore Crocetta riesca anche a velocizzare la macchina amministrativa che si occupa degli appalti, come gli Uffici regionali gare – ha dichiarato Salvo Ferlito – . È la condizione indispensabile affinché queste lodevoli iniziative si traducano subito in ricadute economiche ed occupazionali per un comparto da troppi anni nella palude della crisi. Inoltre – ha concluso il presidente di Ance Sicilia – confidiamo che il presidente della Regione riesca a mantenere l’impegno assunto lo scorso mese di luglio, ossia sbloccare entro la fine dell’anno altre gare d’appalto per circa 100 milioni di euro, attivare in tempo l’utilizzo di 1,1 miliardi di euro per le 95 opere idriche e fognarie inserite nella delibera Cipe numero 60 del 2012 e formalizzare, in base alla delibera Cipe numero 62 del 2011, i Contratti interistituzionali di sviluppo per infrastrutture di trasporto che valgono ulteriori 1,2 miliardi”.