Per Twitter una corsa senza fine: ha migliorato i filtri che semplificano la ricerca all’interno del social network mediante le applicazioni software per dispositivi mobili con iOs e Android. Sono 500 miliardi i messaggi inviati ogni giorno. Raccontano idee, opinioni, testimonianze in diretta. un flusso continuo di informazioni e gli iscritti possono avere difficoltà a orientarsi.

Cosa cambia su Twitter

 Con l’ultimo aggiornamento gli utenti scandagliano soltanto i tweet pi popolari oppure vedono l’intera timeline generata dai loro contatti. Sono in grado di restringere il campo tra quattro categorie: foto, video, notizie e persone. Oppure filtrano unicamente le informazioni pubblicate da coloro che seguono nel social network (chiamati following nel linguaggio di Twitter). Inoltre possono esaminare i dialoghi nelle aree circostanti e consultano una sezione dedicata alle tendenze: ad esempio durante questa mattina il primo argomento pi discusso #ForzaSardegna che riunisce i messaggi dedicati al maltempo.

Una rete sociale aperta 

Quello di Twitter un salto in avanti per coinvolgere gli utenti. Ha sviluppato il design delle applicazioni software: sono un nodo strategico nella competizione con gli altri social network e con le chat. La sfida di catturare l’attenzione del pubblico. La social discovery resta un laboratorio di sperimentazione: le segnalazioni degli iscritti sono una miniera che facilita la ricerca di informazioni. I tweet insieme rivelano uno spazio pubblico di conversazione e gli utenti hanno l’opportunit di esplorare territori oltre il perimetro dei loro contatti a differenza di altre reti sociali online dove le discussioni avvengono pi facilmente tra conoscenti.

Napoli? forse non tutti sanno cos’era la sua storia : 

1735. Prima Cattedra di Astronomia in Italia
1737. Primo Teatro al mondo (S.Carlo di Napoli) 
1754. Prima Cattedra di Economia al mondo 
1763. Primo Cimitero Italiano per poveri (Cimitero delle 366 fosse) 
1781. Primo Codice Marittimo del mondo 
1782. Primo intervento in Italia di Profilassi Antitubercolare 
1783. Primo Cimitero in Europa per tutte le classi sociali (Palermo) 
1792. Primo Atlante Marittimo nel mondo (Atlante Due Sicilie) 
1801. Primo Museo Mineralogico del mondo 
1807. Primo Orto Botanico in Italia a Napoli 
1813. Primo Ospedale Psichiatrico in Italia (Reale Morotrofio di Aversa) 
1818. Prima nave a vapore nel mediterraneo “Ferdinando I” 
1819. Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte 
1832. Primo Ponte sospeso, in ferro, in Europa sul fiume Garigliano 
1833. Prima Nave da crociera in Europa “Francesco I” 
1835. Primo istituto Italiano per sordomuti 
1836. Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel mediterraneo 
1839. Prima Ferrovia Italiana, tratto Napoli-Portici 
1840. Prima fabbrica metalmeccanica d’ Italia per numero di operai 
1841. Primo Centro Sismologico in Italia (Ercolano) 
1841. Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia 
1843. Prima Nave da guerra a vapore d’ Italia “Ercole” 
1845. Primo Osservatorio meteorologico d’Italia 
1845. Prima Locomotiva a vapore costruita in Italia a Pietrarsa 
1852. Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (Napoli) 
1852. Primo Telegrafo Elettrico in Italia 
1856. Expò di Parigi, terzo paese al mondo per sviluppo industriale 
1856. Primo Premio Internazionale per la produzione di Pasta 
1856. Primo Premio Internazionale per la lavorazione di coralli 
1860. Prima Flotta Mercantile e Militare d’Italia 
1860. Prima Nave ad elica in Italia “Monarca” 
1860. Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli) 
1860. Prima città d’Italia per numero di Tipografie (Napoli) 
1860. Prima città d’Italia per di Pubblicazioni di Giornali (Napoli) 
1860. Primo Corpo dei Pompieri d’Italia 
1860. Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli) 
1860. Primo Stato Italiano per ricchezza di Lire-oro (443 milioni) 
1860. La più alta quotazione di rendita dei Titoli di Stato 
1860. La più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia 
1860. La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia 
1860. Il minore carico Tributario Erariale in Europa


CASERTA. Il consigliere dell’Udc presenta una nota al sindaco di Caserta Pio Del Gaudio con la quale chiede di fare chiarezza sulla questione cimitero a seguito dell’inchiesta della Procura. Ecco la nota: La presente per poterLe rappresentare un episodio occorso qualche giorno fa ad una famiglia casertana che, in occasione della morte del capofamiglia e per il tramite della figlia, si è resa conto che l’edicola di famiglia, in cui, peraltro, sono collocate le spoglie dei nonni fin dal 2003, era stata sottoposta a sequestro e, pertanto, non utilizzabile per la tumulazione del caro congiunto. Da qui sono cominciate mille peripezie a partire dal recupero di tutte le carte relative alla titolarietà della cappella, alla spola fatta con gli uffici comunali al fine di acquisire il nullaosta alla tumulazione che, divenuto definitivo diniego, ha prodotto l’esigenza di ritardare di 24 ore la sepoltura, con la spasmodica ricerca di un loculo in una arciconfraternita che ha comportato notevoli ed ulteriori complicazioni di ordine burocratico e l’esborso aggiuntivo alle spese funerarie di altri € 3.230 per l’acquisto di un loculo, da cui poi la salma dovrà essere rimossa trascorsi gli anni prescritti per legge per poter essere ricongiunta al gruppo familiare.

Purtroppo, questi cittadini si sono ritrovati nelle stesse condizioni di disagio di altre centinaia di famiglie casertane che, a seguito di provvedimento giudiziario, vivono il sequestro dell’edicola o della cappella,  in cui sono custodite le spoglie mortali di congiunti la cui dipartita è ascrivibile anche a 15/20 anni fa.

Premesso, che è indiscusso il lavoro della magistratura, si chiede alla S.V. di porre in essere ogni più utile iniziativa affinchè il disagio derivante da una profonda sofferenza non abbia poi a trasformarsi anche in autentica peripezia e tragedia di vita.

Il sottoscritto pone all’attenzione della S.V. la esigenza, nelle circostanze simili a quella rappresentata, di valutare la possibilità di una sepoltura in deroga, salvo ad adottare i provvedimenti consequenziali allorquando sarà fatta piena chiarezza sulla situazione.

Il racconto prodotto dalla famiglia, di cui per motivi di privacy non riporto il nome, essendo stata prodotta, peraltro, denuncia ai Carabinieri, ha generato una accentuazione dei punti di sofferenza e del disagio che ho, in parte, ascoltato anche da altri cittadini, ciò che sottopongo all’analisi della S.V. al fine di individuare e proporre una formula che, non incidendo sulle indagini in corso, metta anche gli attuali funzionari del Cimitero nella condizione di accompagnare con la massima delicatezza ed attenzione questi momenti di grande dolore.

Auspicando di aver affrontato con garbo una questione difficile e con il solo intento di facilitare la gestione dei tempi delle procedure giudiziarie in atto, porgo cordiali saluti.

Fonte: CasertaFocus.net

Reggio Calabria, Marotta :
È Gerardo Marotta, Fondatore e Presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, l’ospite prestigioso del Liceo Classico “Campanella” di Reggio Calabria.
“Un onore – per il dirigente scolastico Maria Rosaria Rao – conversare con l’avvocato partenopeo e assistere alla lezione di vita e di cultura che lo studioso ha inteso regalare agli studenti reggini”.
Un’iniziativa realizzata grazie a Mario Caligiuri, assessore alla cultura della Regione Calabria, nell’ambito degli eventi per il bicentenario dell’Istituto.
“L’Europa? Finirà per essere una colonia degli Stati Uniti o un’appendice dell’Asia, alla mercé delle regole della finanza e dei mercati” – ha dichiarato Marotta. Eppure oggi è possibile una rinascita “a partire dai proprio dai giovani, attraverso il rilancio della cultura umanistica del Mezzogiorno d’Italia e degli studi filosofici”.
La storia professionale e umana dell’avvocato napoletano è stata ripercorsa attraverso la proiezione del corto “La seconda natura” di Marcello Sannino, nel quale si raccontano le battaglie centrali della vita di Marotta, per prima quella contro la chiusura della storica biblioteca Treves del capoluogo campano.
Libri e volumi che, grazie all’impegno dell’umanista, hanno trovato spazio in un altrettanto prestigioso edificio di Piazza Plebiscito.
“L’Italia deve essere contro ogni forma di violenza è di guerra” – è il messaggio che Marotta ha lasciato agli studenti del Liceo Campanella e ai mezzi di comunicazione “l’impegno ad assumere una ferma posizione rispetto alle questioni nazionali del Paese”.
L’assessore Caligiuri, a margine dell’incontro, ha ribadito l’impegno della Regione per le iniziative culturali e di formazione dei giovani , a partire da un percorso già avviato sullo studio degli scrittori conterranei nelle scuole calabresi. Quanto a Marotta ha dichiarato: “il suo pensiero riscopre l’Europa dei popoli e il recupero della grande tradizione umanistica meridionale, non può che rilanciare l’immagine di un Sud culturale che si scontra con la visione più turpe che insiste nel vedere, nella nostra terra, soltanto radici criminali. Il nostro impegno politico – ha concluso – è quello di camminare di pari passo alla cultura per sostenere le nuove generazioni. E i risultati ci stanno dando ragione con statistiche che vedono i nostri studenti non più ultimi tra i coetanei d’Europa”. 


Hanno lanciato un grido d’allarme le parlamentari Laura Coccia e Valentina Paris in seguito alla visita presso il carcere di Poggioreale. Le rappresentati dei Giovani Democratici hanno denunciato una condizione di grande disagio sia per i detenuti che per il personale. “I numeri sono drammatici. La struttura che potrebbe contenere un massimo di 1200 individui, detiene circa 2600 persone – hanno fatto sapere Coccia e Paris – di questi mille sono definitivi, mille in attesa di giudizio e seicento tra appellanti e ricorrenti”. Secondo quanto hanno riportato le due parlamentari in alcuni padiglioni sono presenti circa 100 persone, con disponibilità di un unico bagno e un solo agente di polizia penitenziaria. Poche le attività di recupero e reinserimento, solo 200 reclusi, su un totale composto per la stragrande maggioranza da italiani, si dedicano al lavoro o attività formative per l’inserimento nel mondo professionale. “La formazione al lavoro e il recupero dell’istruzione perduta negli anni scolastici è fondamentale per evitare la reiterazione del reato. Molti di questi detenuti – ha dichiarato Laura Coccia – entrano ed escono continuamente dal carcere. Il primo modo per evitare la povertà e quindi la recidività è dar loro un’opportunità di lavoro una volta scontata la pena”. La visita rientra nello svolgimento della campagna ‘3LEGGI’ promossa dall’associazione Antigone, alla quale aderiscono i Giovani Democratici.

Libri, Martelli:
E’ stato presentato ieri a Napoli il libro di Claudio Martelli ‘Ricordati di vivere’. L’autobiografia politica dell’ex parlamentare italiano ed europeo era al Maschio Angioino nella sede della Fondazione Valenzi a Napoli. Numerosi gli amici di sempre, colleghi e giornalisti che hanno atteso l’arrivo dell’autore al primo piano del Maschio Angioino. “Ci è voluto molto tempo per scrivere il libro – ha raccontato Marteli – ho cominciato alla fine della mia esperienza, negli anni ’90, ma mi sono accorto che mi dava troppo dolore, molta emozione. E poi non avevo accumulato abbastanza distanza da quegli avvenimenti per poterli valutare e raccontare agli altri senza essere io troppo coinvolto”. L’opera racconta trent’anni di vita politica, senza nascondere le proprie vicende personali. “Da quella storia politica si può anche imparare – ha spiegato Martelli – dallo sforzo dei socialisti di legare due aspetti fondamentali, la modernizzazione dell’Italia, già allora in ritardo e un’affermazione di giustizia sociale ed equità. Mettere insieme questi due elementi, credo sia stato il segreto di quegli anni che hanno prodotto grandi risultati”. Martelli entra dunque nel vivo dei ricordi, di una politica del passato che portava all’Italia risultati positivi:”Se si guarda al bilancio della più importante esperienza di quella fase del governo Craxi – ha continuato l’ex ministro – non solo venne ridotta l’inflazione, ma lo sviluppo fu impetuoso, con una media del 3o% del Pil ogni anno in più. E allo stesso modo conquistammo per la lira la tripla ‘A’, cosa mai ottenuta in precedenza e mai più successivamente. Un bilancio di grandi risultati e dell’affermazione di grande indipendenza nazionale e pure nella totale lealtà di rapporti con la Nato. In quel periodo si affermò – ha affermato l’ex parlamentare – il dovere all’Italia di essere custode del proprio territorio, padrona delle decisioni che riguardano il nostro territorio”. Alla domanda dei cronisti sul futuro del Paese:”Lo sforzo – ha concluso – deve essere il medesimo. Quello di svecchiare, modernizzare, rinnovare l’Italia con coraggio e determinazione senza subire diktat , veti o tabù e avere un occhio attento e preciso soprattutto per interventi mirati a tutela delle fasce più deboli, che io chiamo nel libro ‘il mondo del bisogno’”.

Ludopatia, Fipac: Gioca un pensionato su quattro
Sono 12 milioni di over 65 in Italia e la fascia compresa tra i 65 e 75 anni è maggiormente esposta ai rischi legati al gioco problematico. Sono circa 7.000.000 i pensionati attivi e di questi il 23,7% è interessato al gioco, quasi uno su quattro. E’ la fotografia resa nota da Fipac Confesercenti con il dossier “Ludopatia ai tempi della crisi”.

Allarme ludopatia

 “Secondo le nostre stime – ha spiegato Massimo Vivoli, presidente Fipac Confesercenti – 1.700.000 anziani sono giocatori, di questi però bisogna distinguere tra giocatori problematici e patologici. I primi, rappresentano circa 1.200.000 della popolazione anziana giocatrice, mentre i casi di giocatori (anziani) patologici sono circa 500 mila”. Complessivamente – si legge ancora nel dossier – gli anziani giocano 5,5 miliardi di euro, circa 3200 euro l’anno e 266 euro al mese. Questo dato medio oscilla tra i 100 euro spesi dai giocatori anziani non patologici ai 400 di chi può essere considerato “malato”. “Se a questo dato rapportiamo le ultime modifiche contenute nella Legge di stabilità del Governo in materia pensionistica, ci rendiamo conto che l’impoverimento dei pensionati è ancora in crescita”, ha aggiunto Vivoli. Da Fipac Confesercenti, dunque, arriva una proposta concreta per “aiutare anziani e pensionati” attraverso una rete di sostegno. “Istituiremo diversi sportelli nelle principali sedi dell’organizzazione, dove un’equipe di esperti itinerante saprà rispondere alle richieste di aiuto. – aggiungono dalla federazione pensionati di Confesercenti – Ma questo è solo l’inizio, il nostro obiettivo è portare avanti anche un percorso che veda partecipe anche il Parlamento. Il senso, è quello di restituire al gioco il suo significato iniziale, quello ludico, di puro divertimento, di passatempo”.

Berlusconi, FI e Ncd: Voto su irregolarità Giunta entro il 27
Fare chiarezza sulla regolarità dei lavori della Giunta per le immunità dello scorso 4 ottobre prima del 27 novembre, data in cui l’Aula di Palazzo Madama dovrà pronunciarsi sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. E’ questa la richiesta formale fatta al presidente del Senato Pietro Grasso da alcuni senatori di Forza Italia e firmata anche da esponenti di Gal, Nuovo Centrodestra e Lega. “Speriamo – spiega la senatrice Elisabetta Alberti Casellati – che il presidente Grasso voglia e possa fare chiarezza al più presto e riconvochi il Consiglio di presidenza del Senato”, che si era riunito il 6 novembre per valutare le presunte violazioni alla segretezza della Camera di consiglio della giunta per le immunità, senza arrivare però a una conclusione. “Ci siamo rivolti a Grasso perché chiarisca questa questione prima del 27 – sottolinea Casellati – perché da parte nostra alla seduta del 27 non si potrà procedere, sarà inficiata da una irregolarità e comunque da unaopacità che non può essere nel tempio delle regole”. I senatori Casellati, Gasparri, Barani, Gentile, Malan , Mussolini e Stucchi chiedono quindi di riconvocare il Consiglio di presidenza del Senato. “Essendo stata viziata la seduta segreta che ha deciso sulla decadenza di Silvio Berlusconi – conclude Mussolini – questa irregolarità deve essere assolutamente chiarita. Altrimenti chiediamo che non si svolga la seduta del 27 novembre”. In giornata è stato poi formalizzato il nome del gruppo parlamentare alla Camera: FI-il Pdl-Berlusconi presidente.

Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha incontrato oggi le principali catene della Grande distribuzione organizzata italiana per affrontare la questione delle presunte disdette di contratti di forniture dalle imprese agroalimentari campane a seguito della vicenda della Terra dei Fuochi. Alla riunione erano presenti rappresentanti di Auchan, Federdistribuzione, Ancd-Conad, Conad, Coop Italia, Gs Spa Carrefour, Esselunga Spa. Durante l’incontro i rappresentanti della Gdo hanno confermato che non ci sono state disdette di forniture per tutti quei produttori che hanno dato ampie e approfondite garanzie di certificazione, tracciabilità e qualità. Inoltre, i rappresentanti hanno sottolineato che i prodotti campani in vendita sui loro scaffali sono sottoposti a controlli che vanno ben oltre la norma. Il Ministro ha ribadito il grande impegno del Ministero e degli organismi di controllo ad esso collegati per la tracciabilità e la verifica dei prodotti campani. È inoltre emersa da entrambe le parti la necessità di giungere al più presto a una perimetrazione dei terreni della Terra dei Fuochi interessati, operazione indispensabile per tutelare i produttori e i consumatori.

Ci sono cose da maschi che le femmine non possono fare e ci sono cose da femmine che è vergognoso che i maschi facciano. Tra queste, indossare qualcosa di rosa. Quello dei colori attribuiti in modo automatico a bambini e bambine è uno degli stereotipi più radicati e scontati legati alla differenza di genere, e questo stereotipo ha una storia e un’evoluzione, come racconta l’Atlantic in un articolo di qualche mese fa (riprendendo un libro della storica Jo B. Paoletti dell’Università del Maryland, intitolato “Pink and Blue: Telling the Boys from the Girls in America”). La prima cosa da sapere è che l’associazione tra il rosa e il femminino avviene solo in tempi relativamente recenti e per una scelta arbitraria. Per secoli, infatti, il colore rosa rimase asessuato.
Nel Diciottesimo secolo era perfettamente normale per un uomo indossare un abito di seta rosa con ricami floreali. I bambini e le bambine fino ai 6 anni, inoltre, erano vestiti e vestite con abiti lunghi di colore bianco senza sostanziali differenze tra maschi e femmine, se non qualche piccolo particolare come per esempio la posizione dei bottoni. La scelta del bianco era soprattutto di natura pratica: gli abiti bianchi e i pannolini bianchi di stoffa erano infatti più semplici da lavare e candeggiare. Più che basata sul sesso, la distinzione degli indumenti avveniva per età: differenziava semplicemente i più piccoli dai più grandi.

Il rosa e il blu, insieme ad altri colori pastello, furono introdotti nell’abbigliamento per bambini nella metà del Diciannovesimo secolo, ma non implicavano alcun significante di genere. Uno dei primi riferimenti all’attibuzione dei colori al sesso si trova in “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, dove un nastro rosa è usato per identificare la femmina e uno azzurro il maschio. L’usanza però viene definita dalla stessa Alcott come “moda francese”, come a dire che non era ancora una regola riconosciuta ovunque, ma anzi, era un specie di vezzo “esotico”:
(…) – I bambini più belli che abbia mai visto. Qual è il maschio e qual è la femmina? – chiese Laurie chinandosi per esaminare più da vicino i due prodigi.
– Amy ha messo un nastro azzurro al maschio e uno rosa alla femmina, come si usa in Francia, in modo da distinguerli senza sforzo.
A quel tempo, i libri per bambini, gli annunci e i biglietti per le nuove nascite, la carta da regalo e diversi articoli di giornale indicano che non si trattava di una regola e che il rosa poteva essere associato tanto ai neonati maschi che alle femmine. Nel 1918, Earnshaw’s Infants’ Department, rivista specializzata in vestiti per bambini, specificava anzi che «la regola comunemente accettata è che il rosa sia per i bambini, il blu per le bambine. Questo perché il rosa è un colore più forte e deciso, più adatto ad un maschio, mentre il blu, che è più delicato e grazioso, è più adatto alle femmine». Il rosa veniva visto più vicino al rosso (colore forte e virile legato agli eroi e ai combattimenti) mentre il blu veniva associato al colore del velo con cui veniva rappresentata la Vergine Maria. Nel 1927 la rivista Time pubblicò un grafico che confermava questa tendenza e mostrava i colori più appropriati per maschi e femmine secondo i principali produttori e venditori di vestiti negli Stati Uniti.
Tra gli anni Trenta e Quaranta le cose iniziarono però a cambiare: gli uomini cominciarono a vestire con colori sempre più scuri, associati al mondo degli affari, per distinguersi dalle tinte chiare percepite come più femminili e legate alla sfera domestica. L’abbigliamento di bambini e bambine iniziò a venire differenziato in età sempre più giovane, anche a causa della crescente diffusione delle teorie di Freud legate alla sessualità e alla distinzione di genere. Siamo ancora in una fase incerta, comunque: per parecchi decenni, fino alla Seconda Guerra Mondiale, i colori continuarono a essere usati in modo intercambiabile.
Non è chiaro come a un certo punto, negli anni Cinquanta, avvenne una precisa assegnazione dei colori: «Poteva andare diversamente, fu una scelta del tutto arbitraria», spiega Jo B. Paoletti. Il rosa finì per essere identificato con le donne e divenne onnipresente non solo nell’abbigliamento ma anche nei beni di consumo, negli elettrodomestici e nelle automobili. La bambola Barbie fu introdotta nel mercato proprio in quegli anni e consolidò la femminizzazione del rosa. Un esempio si trova anche nel film Funny Face del 1957, quando un personaggio ispirato alla celebre giornalista di moda Diana Vreeland dedica al rosa un interno numero della sua rivista.

Il rosa associato alla femminilità fu fortemente criticato durante gli anni Sessanta e Settanta, con la diffusione del movimento femminista e la messa in discussione dei ruoli tradizionali di genere. Le donne iniziarono ad adottare stili più neutri, privi di dettagli riconducibili al sesso. Paoletti, nel suo libro, fa però notare che la critica delle femministe non fosse tanto contro il colore rosa, ma in quanto faceva riferimento alla sfera infantile. In uno dei testi teorici più importanti per il movimento delle donne dell’epoca, “La mistica della femminilità”, Betty Friedan cercò di dare una spiegazione al «problema inespresso» che rendeva infelici e depresse le donne americane degli anni Sessanta. Il colore rosa, nel saggio, viene nominato solo due volte, mentre si parla molto della donna «infantile» che rimane a casa come «un bambino tra i suoi figli, passiva, senza alcun controllo sulla propria esistenza». Molto apprezzato fu in quegli stessi anni – e non solo per il suo messaggio ambientalista – il fumetto dei Barbapapà, dove non era un caso che il padre fosse rosa e la madre nera.
Furono gli anni Ottanta a imporre definitivamente l’idea dei colori che marcatamente segnalavano il genere d’appartenenza del bambino o della bambina. In quegli anni scomparvero i vestiti unisex e si imposero definitivamente una serie di stereotipi legati all’infanzia e al mondo dei giocattoli: soldatini e costruzioni per i maschi, bambole e pentoline per le femmine. Fu importante anche la diffusione della diagnosi prenatale e della conseguente possibilità di scoprire il sesso prima del parto. A quel punto, spiega Paoletti, ebbero la meglio le strategie di marketing.

fonte: il Post

Ecco la rassegna stampa dei titoli sui giornali nazionali e le prime pagine dei principali quotidiani del Sud

CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Così si muore di maltempo e incuria”. Editoriale di Gian Antonio Stella: “Urla inascoltate della terra ferita”. Al centro: “Letta accetta la sfida di Renzi e spinge il Pd a salvare la Cancellieri”. In basso: “Un cinema su 4 rischia di sparire”. 
LA REPUBBLICA – In apertura: “Il dramma della Sardegna sott’acqua”. Il retroscena di Goffredo De Marchis: “Tutti contro tutti, spunta il rimpasto”. In alto: “Letta sfiduciare me se cade la Cancellieri. E il Pd obbedisce”. Di spalla: “Cosa rimane del mito JFK nell’America di Obama”. In basso: “Putin libera gli attivisti di Greenpeace”. 

LA STAMPA – In apertura: “Sardegna, la strage sconvolge l’Italia”. Al centro: “Cancellieri, Letta convince il Pd”. In basso: “Versi la fiducia sulla legge di Stabilità”. 
IL GIORNALE – In apertura: “Altro che Cancellieri, Via Saccomanni”. Al centro con foto: “I bimbi inghiottiti dall’acqua”. In basso: “Così l’islam vuole bruciare la Santanché”. 
IL SOLE24ORE – In apertura: “In piazza il malessere dei commercialisti”. Editoriale di Alberto Quadrio Curzio: “Come abbattere il debito in 4 mosse”. Al centro: “L’Italia tagli le tasse sul lavoro”. 


IL MESSAGGERO – In apertura: “Sardegna, strage senza allarme”. Al centro: “Letta salva la Cancellieri, il Pd rinuncia alla sfiducia”. In basso: “Tasse sulla prima casa, c’è l’intesa su detrazioni e aliquota più bassa”. 
Il piacere”


IL TEMPO – In apertura: “Natura assassina. Per colpa di chi?”. In alto: “Letta blinda la Cancellieri e il governo”. Editoriale di Gian Marco Chiocci: “Il sospetto e la gogna politica”. Accanto, Antonio Di Pietro: “Favori agli amici, vada via”. 
IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura: “Colpa della pioggia e colpa dei politici”. Editoriale di Ferruccio Sansa: “Gli abiti prestampati di chi non fa nulla”. Al centro: “Cancellieri, il Colle e Letta piegano il Pd”. Di spalla, Marco Travaglio: “Ma mi faccia i

Politica interna 

Sardegna – Mentre il bollettino dell’alluvione si fa di ora in ora più tragico e si contano già 16 vittime, 10 dispersi e 2.300 sfollati, le Istituzioni si muovono per arginare l’emergenza. In un Consiglio dei Ministri straordinario il Governo ha stanziato 20 milioni di euro per i primi soccorsi, la Regione Sardegna 5 milioni. Il Premier Letta è volato sull’isola per testimoniare che “lo Stato c’è”, promettendo che “i territori colpiti avranno sicuramente l’esenzione dal Patto di Stabilità”. E alle prime polemiche su presunti ritardi dei soccorsi e mancanze nella prevenzione la risposta, di eccezionale durezza, è arrivata dal Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli: “L’allerta nazionale era stata diffusa già domenica scorsa: chi si aspettavano che intervenisse, la cavalleria?”.
 
Cancellieri – Si voterà oggi alla Camera la mozione di sfiducia individuale presentata dal M5S in seguito all’affaire Ligresti. E ieri sera all’assemblea del gruppo Pd, Enrico Letta si è speso per spingere i deputati a votare “no” in maniera compatta considerando la mozione come “un attacco politico al governo”, che inoltre prende le mosse “da una campagna molto aggressiva e slegata dal merito”. E il partito sembra essersi ricompattato intorno a Letta, con Renzi, Cuperlo ed Epifani intenzionati a “non fare sgambetti”. Il solo a non raccogliere l’appello è stato Civati, secondo cui “a perdere è stato il Partito democratico”.
Intanto la Procura di Torino ha trasmesso per competenza territoriale gli atti sulle intercettazioni al Guardasigilli alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per ora senza ipotesi di reato né indagati.
 

Politica estera

 
Libano – Una doppia esplosione kamikaze all’ambasciata iraniana ha sconvolto ieri un quartiere sciita di Beirut, causando la morte di 23 persone, oltre all’addetto culturale della rappresentanza diplomatica. L’attentato è stato rivendicato dalle brigate qaediste Abdullah Azzam e in molti ritengono che l’attacco sia una ritorsione degli estremisti sunniti per il sostegno militare di Hezbollah nella guerra civile siriana. Tuttavia il governo di Teheran è partito all’attacco di Israele, denunciando “il complotto dei sionisti e dei loro mercenari”.
 
Iran – Il Ministro Emma Bonino ha incontrato a Roma il suo omologo iraniano, Javad Zarif, alla vigilia dei negoziati di Ginevra sul nucleare. Quest’ultimo ha mostrato ottimismo sulla possibilità che “il dialogo sia coronato da successo, a condizione che la soluzione sia fondata sul rispetto reciproco e sui diritti di tutte le parti”. Zarif ha però anche accusato Israele, la cui ambasciata a Roma ha definito “prematura” la visita del diplomatico, di “non essere interessata” a un esito positivo. Si è parlato poi anche dalla crisi siriana: “L’Iran deve essere parte della soluzione, essendo parte del problema”, ha ammonito la titolare della Farnesina.
 

Economia e Finanza

 
Legge di Stabilità – La scissione del Pdl potrebbe avere ripercussioni sul provvedimento, la cui approvazione finale rischia infatti di slittare. Forza Italia non sarebbe disponibile a tagliare le decine di emendamenti presentati in Commissione a meno che il Governo non faccia proprie alcune sue proposte, dallo stop alla tassazione sulla prima casa alla vendita degli stabilimenti balneari e all’aumento dell’uso del denaro contante. Non è escluso a questo punto che il Governo non ricorra al voto di fiducia. E domani il Consiglio dei Ministri potrebbe decretare la cancellazione della seconda rata Imu, mantenendo però l’imposta sul comparto agricolo. In Consiglio arriverà anche l’atteso taglio delle bollette elettriche.  
 
Ocse – L’ultimo rapporto dell’organizzazione ha rivisto al ribasso le stime sull’economia italiana, che chiuderà il 2013 con un Pil in calo dell’1,9% invece che l’1,8% stimato a maggio. Per l’anno venturo tornerà la ripresa, ma non si andrà oltre un +0,6% (+1.4% nel 2015) e non s’invertirà dunque il trend negativo della disoccupazione, che toccherà un picco al 12,4%. L’Ocse ha poi evidenziato l’eccessivo peso fiscale che zavorra l’Italia e la necessità di “un programma più ambizioso di consolidamento” che acceleri la riduzione del debito.
 
Industria – Gli ordinativi del comparto industriale italiano sono aumentati dell’1,6% a settembre rispetto al mese di agosto. L’incremento su base annua rilevato dall’Istat, pari al 7,3%, rappresenta invece il rialzo più alto dal maggio 2011.

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Fonte: Banca d’Italia. Elaborazione dati a cura di Filippo Teoldi


Gli ultimi dati Istat (settembre 2013) ci dicono che il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il 40,4 per cento certificando ancora una volta la drammaticità della condizione dei giovani nel mercato del lavoro italiano. Si sente spesso ripetere che questa è la prima generazione di figli che starà peggio dei propri padri ma è poi difficile supportare tali affermazioni con dati puntuali. In linea di principio si dovrebbe osservare l’intera sequenza dei redditi percepiti dalla persone nel corso della propria vita ma dati di questa natura che contengano informazioni su individui di diverse generazioni, quindi nati in anni molto distanti tra loro, sono estremamente difficili da raccogliere.
Sappiamo però che le condizioni di ingresso nel mercato del lavoro hanno una forte influenza sul futuro percorso di carriera. Chi entra sul mercato con salari bassi farà molta fatica a rimontare. Per questo motivo i dati riportati nel grafico qui sopra sono particolarmente interessanti perché mostrano il reddito medio dei trentenni (1) rispetto alla media dell’intera popolazione in anni diversi. Chi è nato nel 1947, e quindi ha trent’anni nel 1977, guadagnava circa il 10 per cento in più del salario medio dell’intera popolazione. Questo premio si assottiglia notevolmente già per i trentenni nel 1984, i quali guadagnavano poco meno del 3 per cento in più della media, e si azzera quasi completamente per i trentenni nel 1991. Dopodiché crolla. Chi nasce nel 1980 arriva ai trenta anni guadagnando il 12 per cento in meno del reddito medio dell’intera popolazione. E, fortunatamente, non abbiamo ancora a disposizione dati più recenti

Cancellieri, Grillo: logica Pd da "manuale del perfetto idiota"
“Dario Franceschini del pdmenoelle ha detto che potrebbe accettare la sfiducia della Cancellieri, ma non quella proposta dal MoVimento 5 Stelle. Franceschini assomiglia a quel tizio che si tagliava i gioielli di famiglia per fare un dispetto alla moglie. Non è giusto ciò che è giusto, ma è giusto ciò che è contro il M5S”. È quanto si legge in un post che Beppe Grillo pubblica sul blog con il titolo “Qualcuno volò sul nido dei cuculi” corredato da un fotomontaggio di Letta, Renzi e Civati. “Una logica da manuale del perfetto idiota pdmenoellino. Se la mozione l’avesse presentata Berlusconi, Franceschini si sarebbe affrettato a sottoscriverla come è avvenuto in passato per leggi, emendamenti, mozioni del pdl in cui è venuto in aiuto il Soccorso Rosso con la benedizione del Colle. Quando le mozioni le presenta il pdmenoelle, se ritenute corrette dal M5S, quest’ultimo le vota ma il pdmenoelle si astiene, come è avvenuto per la decadenza del Porcellum proposta da Giachetti. Quindi, se la proposta è giusta, ma viene dal M5S, come per la Cancellieri, non si può votare, se la proposta è giusta, come la cancellazione del Porcellum, e viene dal pdmenoelle, non si può votare lo stesso. Questi sono da ricoverare, meritano un TSO accurato – si legge ancora -. Si credono Machiavelli e sono solo dei politicanti”. 

“Il pdmenoelle è formato da un numero impressionante di cuculi. Il cuculo, detto anche cuculus canorus, depone l’uovo nel nido di altri uccelli e Il piccolo che nasce si sbarazza delle altre uova presenti. I due cuculi più attivi del pdmenoelle sono Renzi e Civati. Quando un’iniziativa osteggiata dal loro partito, ma proposta dal M5S, diventa ineluttabile e l’opinione pubblica chiede un cambiamento, si illuminano come un albero di Natale. La Cancellieri è arrivata al punto di cottura, allora Renzi si scaglia contro la perfetta imitazione femminile di Jabba the Hut e Civati annuncia la sua mozione di sfiducia. Il gruppo parlamentare che fa capo a Renzi, quello che ha votato contro Prodi presidente, poteva proporre la sfiducia insieme al M5S. Non lo ha fatto. Ora che la Cancellieri non è più difendibile neppure da Perry Mason, Cipollino Renzi, per motivi elettorali, ne chiede la cacciata, ma solo per finta. Cu-cu. Cu-cu. La legge sul finanziamento elettorale rifiutato dal M5S? Una battaglia del cuculo Letta che ne ha fatto propaganda per mesi senza cambiare una cippa. I tagli delle Province chiesti dal M5S? Una priorità, mai rispettata, dei cuculi Letta, Renzi, Civati. Cu-cu. Cu-cu. Qualcuno volò sul nido del cuculi e non trovò nessuno” conclude Grillo.

fonte: Il Velino

Poggioreale, Oggi i funerali di Perna. Il 34enne morto in carcere
“Mio figlio era malato non doveva stare lì. Si trovava nel Padiglione Avellino, nella cella 6, assieme ad altre 11 persone. In tre anni non sono stati capaci di trovare una comunità. Alla fine ero riuscita a trovarla io, ero disposta anche a pagare io tutto, ma me l’hanno assassinato”. E’ disperata Nobilia Scafuro, la mamma di Federico Perna, un giovane di Latina, 34 anni, è morto l’8 novembre scorso nel carcere di Poggioreale dove era detenuto. I funerali di Federico si sono svolti oggi. La donna si è affidata a due legali per poter capire la causa reale della morte di figlio. “Il Perna – come hanno comunicato gli avvocati Camillo Auteri e Fabrizio Cannizzo – era carcerato dal 2010 e stava scontando la pena detentiva per aver scippato una borsa ed un cellulare, sempre al fine di potersi successivamente procurare la droga, infatti il soggetto era tossicodipendente. Dalle successive notizie apprese la causa morte è stata ipotizzata in ‘ictus’. Sembrerebbe incompatibile tale versione con lo stato in cui è stato ritrovato il Perna, ovvero perdita di grossi getti di sangue dalla bocca, cosa che sembrerebbe essersi ripetuta anche nell’autoambulanza durante lo spostamento da poggio Reale al Pronto Soccorso. La perdita di sangue dalla bocca, il Perna l’aveva confessato alla madre qualche giorno prima durante l’ultima visita”. La mamma di Federico non riesce a darsi pace. ”Quando l’ho visto due giorni prima che morisse – ha spiegato la Scafuro – aveva lividi e stava male”. L’autopsia, disposta dopo la denuncia presentata alla Procura di Napoli, è stata eseguita il 14 novembre dal medico legale Giugliano, nominato dalla Procura. All’autopsia ha assistito anche il medico scelto dalla famiglia di Federico. Per il deposito della perizia si dovrà attendere 90 giorni. “Federico era affetto da cirrosi epatica in stadio avanzato. Si tratta di una patologia grave – ha raccontato la mamma – e necessitava di cure specifiche”. A conferma delle dichiarazioni della Scafuri c’è la documentazione presentata dai legali della donna:”A causa di questa malattia – hanno spiegato gli avvocati Auteri e Cannizzo – il Perna aveva già avuto 2 dichiarazioni di incompatibilità con il regime carcerario, a firma dei Direttori dei Carceri di Viterbo e di Secondigliano suffragate da perizie dei medici interni alle strutture carcerarie, istanze promosse alle Procure della Repubblica di riferimento ed al Magistrato di Sorveglianza che comunque non le accoglieva non acconsentendo al ricovero del Perna presso le Strutture e Comunità protette all’uopo dedicate”. Le indagini sono state affidate dalla Procura della Repubblica di Napoli al Pubblico Ministero Pasquale Ucci

Sardegna in ginocchio, Letta: Lo Stato c’è e sta facendo il massimo
“Lo Stato c’è, sta facendo il massimo”. Così il presidente del Consiglio Enrico Letta, sbarcato a Olbia per fare il punto sull’emergenza causata dal ciclone “Cleopatra” e “incoraggiare” la popolazione dell’isola. “Sono qui per dire che i 20 milioni messi a disposizione” dal Consiglio dei ministri nella riunione con cui è stato proclamato lo stato d’emergenza, “sono una prima parte di impegno per uscire dall’emergenza”, ha detto Letta spiegando che i sindaci, da lui incontrati, “hanno giustamente chiesto l’esclusione dal patto di stabilità”. Le vittime, secondo le informazioni della Protezione civile, sono 16 mentre sono circa 2.700 le persone sfollate ospitate in strutture o da parenti. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando nel corso dell’informativa alla Camera sull’alluvione che ha colpito la Sardegna. Sull’isola strade allagate, ponti crollati, paesi isolati, treni bloccati, centinaia di sfollati e crolli, diversi dispersi. Il maltempo ha imperversato da sud a nord: l’Oristanese e la Gallura le zone più colpite dove si sono concentrate le squadre di pronto soccorso. Il ministro ha spiegato che il fenomeno particolarmente eccezionale che ha colpito l’isola ha portato i valori delle piogge che si sono abbattuti “oltre i 450 millimetri” in poche ore da associare “a valori plurisecolari” visto che la serie storica mostra precipitazioni “medie annue di mille millimetri” e questo ha messo in crisi “il sistema idrografico”. Orlando ha ricordato che il 17 novembre la Protezione civile aveva emesso un avviso di criticità indirizzato alla Regione Sardegna “che si colloca a livello massimo in una scala su tre livelli” e che prevede tra gli scenari allagamenti erosione, occlusione del deflusso dei canali e possibili perdite di vite umane. Per fronteggiare l’emergenza sono stati impiegati 430 vigili del fuoco, 92 mezzi e 2 elicotteri di ricognizione, ha aggiunto il ministro che ha concluso ricordando che sono circa 10.200 le utenze elettriche disalimentate. 

IL CDM – La Sardegna è in ginocchio ed è già cominciata la conta dei danni. Un Consiglio dei ministri straordinario ha dichiarato lo stato di emergenza e stanziato 20 milioni di euro per i primi interventi. Tali fondi, ha spiegato il premier Letta al termine della riunione, “sono una scelta che riguarda l’immediato e sono destinati agli interventi di emergenza: salvataggio vite umane, assistenza alle popolazioni sfollate e ripristino viabilità ordinaria e straordinaria”. Mentre “per l’eventuale lavoro di ricostruzione sarà necessario rivedere, più in là, le stime necessarie”. “Quando c’è una situazione calamitosa l’allentamento del vincolo di stabilità è una condizione che considero assolutamente naturale”. “In questo momento – ha concluso il premier – tutto ciò che è l’apparato dello Stato sta facendo di tutto, in una situazione straordinaria. È già partita una catena di solidarietà”. 

LA PROTEZIONE CIVILE – “Non ci possiamo più permettere la perdita di 18 vite, quindi o facciamo sistema oppure ognuno andrà per fatti suoi – ha detto Franco Gabrielli in conferenza stampa dopo essersi recato sull’isola -. Dal 2004 nel nostro paese esiste un sistema di allertamento nazionale e tutte le zone colpite ieri avevano il livello massimo di criticità elevata. Il sistema nazionale ha fatto il suo dovere e se qualche signore per avere qualche click in più va farneticando, come leggo in queste ore, di ritardi ne risponderà nelle sedi competenti”, ha detto il capo della Protezione civile che ha definito queste persone “biscazzieri del web”. Gabrielli ha replicato duro alle critiche che sono arrivate per le anticipazioni meteo: “Noi non facciamo previsioni meteorologiche, ma previsioni degli effetti al suolo delle precipitazioni. Noi operiamo in base a norme piaccia o non piaccia. L’evento di ieri è stato eccezionale – ha aggiunto –. Non si riesce a capire che in alcune zone è precipitato sul territorio in 24 ore un quantitativo di acqua pari a quello che precipita sul territorio nazionale in sei mesi. Ci sono piene dei fiumi che sono state giudicate ultramillenarie”, ha ammesso Gabrielli chiedendosi: “Ma chi doveva intervenire nel territorio se non il territorio? Chi doveva esserci la cavalleria?” La prevenzione senza la pianificazione è poca cosa. L’atteggiamento dei cittadini, che sono i primi attori di protezione civile è fondamentale”: il sindaco di un paese vicino Olbia, ad esempio, ha dato l’ordine di lasciare il territorio “ma molti cittadini non si sono voluti allontanare dalle loro case, salvo poi richiedere l’aiuto di elicotteri a tarda notte”. 

L’ESERCITO – Intanto è pronto ad arrivare in Sardegna anche il ministro della Difesa Mario Mauro che ha garantito l’intervento dell’esercito per aiutare la popolazione. Il reparto del Genio civile della caserma di Macomer è pronto a intervenire per rimettere in sesto i ponti crollati. “Diverse centinaia di uomini sono impegnate, della Brigata Sassari, della Marina Militare, in diversi comparti”, ha riferito il ministro. Il compito della Difesa, ha proseguito, è di “alleviare le condizioni di bisogno in cui versano oggi la popolazione, le infrastrutture, le imprese, e soprattutto restituire alla Sardegna un po’ di quel tanto che ha dato sempre in questi anni attraverso lo sforzo dello Stato”. Ma l’allerta è alta anche sulla penisola, dove si sposta l’ondata di maltempo, in particolare sulle regioni tirreniche, compresi Lazio e Roma. Qui le previsioni annunciano forti piogge e anche il Tevere è tenuto sotto osservazione.


 L’Italia sta uscendo dalla recessione ma si sta avviando verso una ripresa debole e lenta, che vedra’ la disoccupazione restare a livelli elevati e il debito pubblico salire ancora, rendendo opportune nuove misure di consolidamento. E’ la diagnosi contenuta nell’Economic Outlook dell’Ocse. In particolare, l’organizzazione prevede che l’economia italiana, dopo una contrazione dell’1,9% nel 2013, cresca dello 0,6% nel 2014 e dell’1,4% nel 2015. “Il ritorno alla crescita e’ sostenuto dalle esportazioni, che dovrebbero accelerare ulteriormente nei prossimi due anni grazie all’aumento della domanda estera”, afferma l’Ocse, “la domanda interna prendera’ slancio durante il 2014 in coincidenza con l’inversione di tendenza degli investimenti”. La disoccupazione nei prossimi due anni e’ pero’ “destinata a restare alta, in quanto e’ probabile che l’impatto della crescita della domanda si traduca inizialmente in un aumento dell’orario di lavoro medio delle persone gia’ occupate”. L’outlook prevede che il tasso di disoccupazione italiano salga nel 2014 al 12,4% dall’attuale 12,1%, per poi tornare al 12,1% nel 2015.
Quanto ai conti pubblici, l’Ocse riconosce il successo del governo nell’abbassamento del deficit, che e’ stimato pari al 3%, al 2,8% nel 2014 e al 2% e nel 2015. Il debito pero’, anche a causa della debolezza dell’economia, appare orientato a salire dal 145,7% del Pil nel 2013 al 146,7% del Pil l’anno successivo, per poi ripiegare al 146,1% del Pil nel 2015, numeri che richiedono un “consolidamento fiscale almeno pari a quanto programmato”. L’inflazione, infine, continuera’ a scendere, toccando l’1% nel 2015, generando “una crescita dei redditi” e trainando i consumi privati”. “Essenziale” per stimolare questa debole ripresa, secondo l’Ocse, e’ proseguire sulla strada delle riforme strutturali, in particolare riducendo ulteriormente le tasse sul lavoro. Un ulteriore traino, aggiunge l’outlook, potrebbe arrivare dal saldo dei debiti della pubblica amministrazione, il cui impatto potrebbe rivelarsi piu’ sensibile del previsto. I maggiori rischi arrivano invece dalla salute del settore bancario, un ulteriore deterioramento del quale potrebbe “interrompere il normale ciclo di investimenti” e pesare sulla gia’ problematica offerta di credito, “notevolmente” piu’ costosa che in molti altri paesi dell’Eurozona


 I rifiuti della discarica a cielo aperto presente in un campo rom a ridosso dell’aeroporto di Capodichino sta creando problemi agli aerei, che spesso impattano contro grandi gabbiani attirati in zona dalla presenza di rifiuti. La circostanza e’ emersa nel corso della riunione della Commissione Politiche sociali e dell’immigrazione del Consiglio comunale di Napoli, svolta questa mattina congiuntamente alla Commissione mobilita’. La riunione ha affrontato, anche con la partecipazione del presidente della Quarta Municipalita’ Armando Coppola, la questione del campo rom in Via del Riposo che, ha spiegato il consigliere Carmine Sgambati nella sua introduzione, “rappresenta un problema drammatico in quanto, comprendendo al suo interno una discarica a cielo aperto, abusiva, crea un rischio igienico sanitario per i cittadini, essendo nella zona presente un forte insediamento abitativo”.
I rifiuti della discarica creano pero’ anche problemi all’aeroporto di Capodichino, come confermato dalla dottoressa Pizzinetti dell’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile: sono numerosi infatti i casi segnalati di impatto tra gli aerei e i grandi gabbiani, attirati in zona proprio dalla presenza di rifiuti. Le misure che la comunita’ aeroportuale mette in atto per vigilare e mitigare il fenomeno sono state esposte dal direttore della Gesac, Sandro Mattia: dissuasori e vigilanza 24 ore su 24 sulle piste.
Tuttavia, il fenomeno, seppure sotto controllo, resta preoccupante. L’assessore al welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta, presente alla riunione, ha raccolto l’allarme, impegnandosi ad “analizzare il problema con i diversi soggetti coinvolti per la legalita’, l’igiene e la salute”, precisando che “la materia dell’intervento sui campi rom e’ complessa e articolata”. Sull’insediamento di Via del Riposo, ha concluso Gaeta, “si sta lavorando, in collaborazione con gli assessorati all’Ambiente e al Patrimonio, innanzitutto a coinvolgere tutte le autorita’ presenti sul territorio allo scopo di trovare una soluzione, coscienti che il semplice sgombero di un campo non risolve il problema, come e’ stato dimostrato in altri recenti casi”.



Nei primi mesi del 2013, in Campania il calo dell’economia è rallentato. I segnali di ripresa si collocano a un livello intermedio fra quelli, relativamente più intensi, del Centro-Nord e quelli, mediamente più deboli delle altre regioni del Sud. Lo rileva la Banca d’Italia nell’aggiornamento congiunturale, presentato oggi a Napoli. Per Bankitalia, un ritorno alla crescita del Pil nel 2014 appare possibile, soprattutto se proseguirà  l’accelerazione nella spesa dei fondi strutturali dell’Ue.
 I segnali di ripresa economica in Campania, nei primi nove mesi del 2013, si sono manifestati, secondo i dati della Banca d’Italia, soprattutto per le imprese industriali di maggiori dimensioni, per quelle esportatrici e per i comparti dei servizi meno dipendenti dalla domanda delle famiglie. Crescono lievemente le esportazioni (+0,3%) e anche i flussi turistici, mentre resta sostanzialmente stabile il numero degli occupati che crescono nel settore dell’industria ma continuano fortemente a calare in quello delle costruzioni. Continua a crescere, pero’, il numero di persone in cerca di lavoro che in Campania sono 440.000, circa il doppio del livello pre-crisi. ”I primi segni di ripresa – spiegano Giuseppe Boccuzzi, direttore della sede di NAPOLI della Banca d’ Italia, e Giovanni Iuzzolino, responsabile della divisione ricerca e analisi economica territoriale della Campania per la Banca d’Italia – vengono percepiti subito dalle imprese in termini di ordinativi; i secondi a percepirli siamo noi analisti; poi vengono le banche che registrano una migliore performance della restituzione dei prestiti. Solo alla fine del ciclo gli effetti si vedranno anche per le famiglie, quando cioe’ le imprese ricominceranno a investire. Una fase, questa, a cui non siamo ancora giunti, visto che ci troviamo al secondo step e che gli imprenditori per ora attendono una stabilizzazione dei segnali positivi prima di programmare investimenti”


In merito all’accordo tra Comune di Napoli, Governo e fondazione Idis, il MoVimento 5 Stelle non può che esprimere la sua forte opposizione alla ricostruzione di Città della Scienza nel sito del rogo del 4 Marzo 2013, sito sul quale non sarebbe mai dovuta sorgere. Ancora una volta, disinteressandosi del tutto di quelli che sono i progetti e i bisogni dell’area e la volontà dei cittadini, si compromette il recupero ad uso balneare del litorale di Bagnoli, violando la legge 582/96, la Variante per l’area occidentale del 1998, il PUA del 2005 e la delibera d’iniziativa popolare sostenuta da 13mila napoletani, nonché dal MoVimento 5 Stelle, ed approvata il 25 settembre 2012 dal Consiglio Comunale, che impegna Sindaco e Giunta a destinare ad uso balneare gratuito tutta la costa tra Nisida e La Pietra. Sulla questione, interviene con una nota anche la senatrice Paola Nugnes: ”L’incendio di Città della Scienza è stato per il Quartiere e la Città tutta una forte amputazione, anche se quel museo non doveva essere costruito lì, sulla spiaggia, dove il piano regolatore prevede il recupero della linea di costa. E’ chiaro che la Città della Scienza va ricostruita, ma non nello stesso luogo in cui si è verificato il rogo”. Il MoVimento 5 Stelle concretizzerà a breve la sua opposizione con azioni politiche ed informative a tutti i livelli.