Quasi tutti i giornali di oggi dedicano l’apertura all’incontro di ieri fra il Presidente del Consiglio Letta e il nuovo segretario del PD Renzi, che si sono accordati sulle priorità da raggiungere nell’azione del governo, e sulla formazione della nuova segreteria del Partito Democratico. L’altra notizia a cui viene dedicato grande spazio è quella sulle manifestazioni dei “forconi”, che hanno provocato anche scontri in qualche città ieri, e sul gesto di un gruppo di poliziotti che si è levato il casco davanti ai manifestanti come gesto distensivo.

IL CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Ore di guerriglia nelle città”. Editoriale di Angelo Panebianco: “Il segretario e i suoi nemici”. In alto: “Contratto per un anno e voto nel 2015, Letta e Renzi siglano la prima intesa”. In basso: “Il Muro e l’ordine: sparate sulla folla”.




LA REPUBBLICA – In apertura: “Renzi: cambio io la legge elettorale”. Al centro con foto: “Forconi in piazza: scontri e blocchi in tutt’Italia”. Di spalla: “Il Pulitzer che accusa Obama sulla Siria”. In basso: “Cosa significa finire nella gogna di Grillo”. Accanto: “Arriva un carabiniere per salvare Pompei”.


LA STAMPA – In apertura: “Tra Renzi e Letta un patto per il 2014”. Editoriale di Mario Calabresi: “Sono finiti gli anni Settanta”. Di spalla con foto: “Italia in tilt per i ‘forconi’. Scontri e feriti a Torino”. In alto: “I leader del mondo per l’addio a Mandela”. Accanto: “Uccise un vigile: pena ridotta a 9 anni”. Segue: “Prende al volo il bimbo caduto dalla finestra”.









IL GIORNALE – In apertura: “I poliziotti abbracciano l’Italia dei forconi”. Editoriale di Alessandro Sallusti: “La ricreazione è finita”. Accanto: “Così ‘l’amico’ Sarkozy voleva farci fallire”. In basso: “Con l’amor patrio sconfisse il razzismo”.


IL SOLE 24 ORE – In apertura: “Così si paga il saldo Imu. Sale il rischio maxi-rata”. Editoriale di Alberto Quadrio Curzio: “Perché non serve il dogma rigorista”. Al centro: “Ripresa debole, c’è molta disperazione”. Di spalla: “Renzi vara la segreteria: squadra di trentenni con 7 donne e 5 uomini”. In basso “Forconi proteste e blocchi. Scontri a Torino: 14 feriti”.











IL MESSAGGERO – In apertura: “Governo, le condizioni di Renzi”. Editoriale di Giovanni Sabbatucci: “Il desiderio di novità di un Paese alle corde”. Al centro con foto: “Forconi, caos in tutta Italia. Il garante: tolleranza zero”. In basso: “Vallanzasca e le mozzarelle della camorra”.


IL TEMPO – In apertura: “I laziali come i marò”. Editoriale di Gian Marco Chiocci: “L’applausometro dell’idiozia”. Accanto: “I forconi bloccano il Paese. ‘Assalteranno la Camera’”. Di spalla: “La squadra di Renzi. Tornano correnti e doppi incarichi”. In alto: “Baby squillo, la black-list coi 40 vip”.


IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura: “Renzi: ‘Ora comando io’”. Editoriale di Antonio Padellaro: “Quei tre milioni non ne possono più”. In alto: “Forconi, scontri e blocchi, poi giù i caschi degli agenti”. Di spalla: “Volta&Gabbana” di Marco Travaglio.






Il presidente della Regione Ugo Cappellacci durante il vertice di maggioranza a Villa Devoto ha consegnato agli alleati una bozza del programma per la prossima legislatura 2014-2019: spunti di riflessione, sono stati definiti, con temi cari al governatore come le entrate, la zona franca integrale, i trasporti e la continuita’ territoriale, la green economy, le politiche di sviluppo. Temi sui quali Cappellacci, ufficialmente ricandidato presidente venerdi’ scorso da Silvio Berlusconi, ha chiesto agli alleati di fornire qualunque integrazione e contributo ritengano utile per arrivare al miglior risultato possibile.
Altro tema emerso e’ la data delle elezioni regionali: si potrebbe infatti votare il 23 febbraio e non il 2 marzo, gli uffici tecnici stanno verificando quale sia la data da ufficializzare per chiamare al voto i sardi. Il clima dell’incontro, racconta chi c’era, era rilassato e costruttivo, anche se i Riformatori non si sono mossi di un millimetro dalla loro posizione: “Non parliamo di alleanze finche’ non saranno definitivamente cancellate le province – dice il capogruppo in Consiglio regionale Attilio Dedoni – Solo risolta la questione della riforma degli enti locali decideremo le alleanze e parleremo di candidati alle regionali”. Questione che, pero’, potrebbe essere gia’ sulla via della soluzione, grazie all’intervento del grande mediatore della coalizione, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Pietro Pittalis, che insieme ai Riformatori e con il beneplacito dell’Udc, sta lavorando alla legge di riforma che dovrebbe essere approvata in tempi brevi in commissione Autonomia. Alla fine del vertice, riunione ristretta di Forza Italia per fare il punto della situazione e iniziare informalmente a parlare di criteri e metodi per le prossime candidature. “E’ stato un vertice fuori dai rituali della politica, ci siamo soffermati molto sui programmi e sulle cose da fare – dice Pittalis – C’e’ una grande attenzione da parte nostra alla situazione di grande disagio che vive la Sardegna e l’impegno piu’ profondo a trovare soluzioni che rilancino subito l’economia e il tessuto sociale di un’isola che ha grandi potenzialita’ e deve sfruttarle nel miglior modo possibile”. Tappe irrinunciabili, da qui a fine legislatura, l’abolizione delle province e l’intensificazione della battaglia sulla zona franca


Un quadro delle principali notizie del giorno



Politica interna

 

Forconi: Iniziata la sera di domenica 8 dicembre, la protesta “Fermiamo l’Italia”, organizzata dal movimento dei “Forconi”, ha continuato a creare disagi nelle principali città del Nord e Sud d’Italia: cortei, treni bloccati e chiusure temporanee di alcuni caselli autostradali. I protagonisti: Disoccupati, studenti, pensionati, ultras, ma anche simpatizzanti di estrema destra, tutti accomunati da un senso astio nei confronti del Governo e delle politiche di austerità. Simbolico il gesto di alcuni poliziotti di Torino, i quali si sono tolti il casco innanzi alla folla di manifestanti. Anche per oggi e domani (in vista del voto di fiducia) saranno previsti blocchi e manifestazioni.

Pd: Matteo Renzi, vincitore alle Primarie del Partito Democratico, ha formato la “squadra” per la sua segreteria: sette donne (tra le quali Debora Serracchiani) e cinque uomini, con un’età media di 35 anni. Ieri, inoltre, ha avuto un incontro con il Premier Letta a Palazzo Chigi, nel quale i due hanno discusso delle prospettive di Governo per il 2014. Due punti accomunano Letta e Renzi: il primo prevede riforme sia per la crescita e l’occupazione, che sul piano istituzionale (riduzione del numero dei parlamentari, fine del bicameralismo perfetto, azzeramento del finanziamento), oltre a una nuova legge elettorale; il secondo riguarda un “vero contratto di coalizione” che i due, assieme ad Alfano e Monti, dovranno sottoscrivere a gennaio. In un’intervista a Repubblica, Pierluigi Bersani si espresso sul nuovo segretario del partito, affermando che in un paese come l’Italia di oggi, in cui è presente “una certa quota di anarchismo”, è necessario che un “leader carismatico”, qual è appunto Renzi, non sia  la base esclusiva su cui il sistema si regge, ma deve far parte di un “collettivo stabile”. Domani, come richiesto dal Presidente Giorgio Napolitano, Enrico Letta sottoporrà il suo Governo al voto di fiducia.
 
 

Politica estera

 
Ucraina: Continuano le proteste a Kiev. Ieri la polizia ha fatto sgomberare Maidan Nezalehnosti, facendo disperdere i manifestanti. Tra la folla anche Vitaly Klichko, campione di boxe e leader del partito Udar, il quale ha chiesto a donne e bambini di abbandonare la piazza. Nonostante l’azione del Governo ucraino nei confronti della protesta, Arseny Yatseniuk, segretario del partito Batkivshina di Yulia Timoshenko, ha affermato che le manifestazioni proseguiranno a oltranza. Oggi Catherine Aston, Alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri, arriverà a Kiev per incontrare il presidente Yanukovich. Obiettivo: trovare una mediazione tra Governo e opposizione.   
 
Sudafrica: Oggi alle ore 11.00, presso lo stadio Fnb di Johannesburg, verrà celebrato il funerale politico di Nelson Mandela, venuto a mancare il 5 dicembre 2013. Tra i vari leader mondiali saranno presenti il premier Enrico Letta, partito ieri sera da Ciampino, Barack Obama, François Hollande, David Cameron e Raul Castro. Assenti il presidente israeliano Benjamin Netanyahu e la Regina Elisabetta.  
 
Usa: I Big di Internet, tra cui Apple, Google, Facebook, Microsoft, ect… hanno rilasciato una lettera aperta al presidente Barack Obama e ai membri del Congresso, chiedendo di fermare le attività di spionaggio – definite incostituzionali dalla Silicon Valley –  che hanno contribuito allo scandalo Datagate. Proprio questa settimana la Casa Bianca, ben lontana da ignorare la richiesta sopra citata, riceverà i risultati da parte di un gruppo di esperti di diritti civili, incaricati di limitare l’attività della National Security Agency (Nsa)
 
 

Economia e Finanza

 
Manovra: Approvate dalla Commissione Bilancio della Camera e ancora in attesa di essere concretizzate le modifiche più importanti della Legge di stabilità: la mini-Imu 2013 sulla prima casa si pagherà e sarà detraibile dalla Iuc; sul fronte dell’e-commerce e non solo verrà introdotto l’obbligo di acquistare servizi online solo da operatori con partita Iva italiana, monitorata dal Fisco; approvata l’indicizzazione al 100% per il 2014 delle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps (circa 2mila euro mensili); verrà istituito un fondo per la riduzione del cuneo fiscale in cui far confluire le risorse della spending review; passata al vaglio anche la proposta di una nuova Tobin Tax (sostenuta da Pd, Sel, Sc, Ncd, Lega e Centro democratico), grazie alla quale verranno tassate tutte le transazioni finanziarie e che dovrebbe contribuire ad alleggerire i costo del lavoro.

La Giunta comunale su proposta dell’assessore Annamaria Palmieri ha approvato una deliberazione per finanziare con 700 mila euro il progetto esecutivo e cantierabile per la scuola Minniti di Via Consalvo.

Si tratta della seconda tranche del finanziamento complessivo di un milione e settecentomila euro per la manutenzione straordinaria e restauro locativo del plesso scolastico flegreo.

” Con questi lavori- commenta Annamaria Palmieri – riusciremo ad ottemperare a tutte le prescrizioni dell’ASL tutelando al meglio la sicurezza degli alunni e del corpo docente e garantendo la migliore fruizione degli spazi della scuola. “

La Regione Campania, con le risorse del Fondo Sociale Europeo, rilancia il “Fondo Microcredito”.
Vengono messi a disposizione 70 milioni di euro per favorire l’accesso al credito da parte delle microimprese, agevolare l’autoimprenditorialità e l’autoimpiego da parte di soggetti svantaggiati, sostenere lo spin off delle imprese.

A partire da oggi, i soggetti interessati potranno iniziare a registrarsi nel sistema informatico per la presentazione delle domande relative al II° avviso per la selezione di progetti da ammettere al finanziamento del “FONDO MICROCREDITO FSE”, senza però avere la possibilità di precompilare la domanda.

Le domande di accesso al Fondo MICROCREDITO FSE possono essere presentate a decorrere dalle ore 9 del 16 dicembre 2013 alle ore 12 del 16 gennaio 2014, esclusivamente on line, sui siti www.fse.regione.campania.it – www.sviluppocampania.it.

Per agevolare i beneficiari, è stato organizzato un camper informativo che percorre le maggiori piazze della Campania offrendo supporto tecnico e informativo a tutti i cittadini che ne fanno richiesta. Il servizio è gratuito.
Il calendario delle tappe del camper Microcredito è pubblicato sui siti:
www.fse.regione.campania.it – www.sviluppocampania.it.
“Col Microcredito – sottolinea l’assessore al Lavoro Severino Nappi – torniamo a scommettere su chi ci crede: in se stesso e nelle sue idee, nella nostra terra, nel nostro futuro. E’ un segnale importante che dimostra, coi fatti, che questa Regione guarda ai propri giovani, a chi è in difficoltà e a chi, altrimenti, sarebbe stato solo.”

Arsenal - Napoli

Higuain ci crede, il NAPOLI ci crede. L’impresa e’ difficile, qualcuno dice addirittura disperata, ma le voci di dentro alimentano qualche speranza. I giocatori azzurri non si sentono gia’ fuori dalla Champions e, a dispetto del momento non proprio felice, le proveranno tutte pur di ribaltare il pronostico, vincendo la partita di mercoledi’ sera – ultimo turno del girone – al San Paolo con l’ Arsenal con tre gol di scarto. E poi c’e’ sempre la possibilita’ che il Marsiglia, con l’allenatore nuovo di zecca dopo l’esonero di Baup, faccia il miracolo, strappando una vittoria o quantomeno un pareggio con il Borussia Dortmund. Chi provvede a tenere accesa la fiammella della speranza e’ proprio il giocatore piu’ rappresentativo della squadra, uno che la Champions League l’ha attraversata piu’ di una volta e che nella sua carriera ne ha gia’ viste di tutti i colori. ”Contro l’Arsenal – dice Gonzalo Higuain – sara’ una partita difficile, ma noi siamo una squadra forte e dobbiamo avere la convinzione di poter vincere e qualificarci per gli ottavi”.

 ”Anche con il Dortmund e il Marsiglia – osserva l’argentino – siamo riusciti a fare bene e vincere al San Paolo anche grazie all’entusiasmo del pubblico a cui vogliamo dare una gioia mercoledi”’. Lo spirito battagliero del Pipita finisce per coinvolgere anche i compagni di squadra, tanto e’ vero che il concetto relativo alle possibilita’ di qualificarsi per gli ottavi di finale lo ribadisce anche Christian Maggio: ”E’ una partita importante e allo stesso tempo difficile. Abbiamo il vantaggio di giocarla in casa e dobbiamo cercare di portare a casa il massimo possibile”. Higuain analizza poi con serenita’, piu’ in generale, anche il momento difficile della squadra. ‘
‘Abbiamo perso tanti punti in casa ma abbiamo cambiato modulo e non e’ facile. Non possiamo permetterci di perdere tanti punti in casa, ma il progetto di questo NAPOLI e’ nuovo e necessita’ di tempo. La squadra ha giocato per tanto tempo con cinque difensori e ora gioca con quattro, c’e’ stato un forte cambio di modulo e la gente deve sapere non e’ facile adattarsi”. ”Siamo una squadra di alto livello – conclude l’attaccante argentino – e stiamo migliorando. Certo la Juventus resta la piu’ forte ma io sono tranquillo, questo gruppo mi piace, cosi’ come il progetto. Io leader del NAPOLI? Sono venuto qua perche’ si tratta di una squadra forte. So di avere un ruolo importante nel club e ho la fiducia di tutti”.

 (ANSA).

Ronaldo, Ribery e Messi

Cristiano Ronaldo, Franck Ribery e Lionel Messi sono in corsa per il Pallone d’Oro 2013.
Il trio è stato scelto dalla lista dei 23 campioni, che comprendeva Gareth Bale. Il giocatore mondiale dell’anno sarà rivelato il 13 gennaio. Messi del Barcellona ha vinto quattro anni di fila, ma il Real Madrid, con Ronaldo è il favorito di quest’anno.
Per le donne, il trio è formato da Nadine Angerer (Germania), Marta (Brasile) e Abby Wambach (USA).
Fifa ha inoltre confermato la finale per l’allenatore dell’anno. In lizza l’ex capo del Manchester United Sir Alex Ferguson con l’ex-allenatore del Bayern Monaco Jupp Heynckes e del Borussia Dortmund Jurgen Klopp per il premio.
I vincitori, che saranno annunciati in una cerimonia a Zurigo, saranno decisi da una votazione tra i capitani e gli allenatori di tutte le squadre nazionali maschili affiliate Fifa, nonché da rappresentanti dei media internazionali selezionati dalla rivista France Football.
Oltre a Bale, altri cinque giocatori della Premier League non sono riusciti ad arrivare fra i primi tre: il centrocampista dell’Arsenal Mesut Ozil,  Eden Hazard del Chelsea, Luis Suarez del Liverpool, Yaya Toure del Manchester City e l’attaccante Robin van Persie del Manchester United.
Wolfsburg Ralf Kellermann, Germania Silvia Neid capo e Ct della Svezia Pia Sundhage sono la finale tre per allenatore l’anno delle donne.

Italia, Francia e Romania ad Avellino per il primo meeting di “Villages of Tradition”, progetto internazionale di cooperazione che coinvolge i Gal irpini, campani, francesi e romeni e che vede il Gal Partenio quale soggetto capofila. Attraverso “Villages of Tradition”, progetto sviluppato nell’ambito dell’Asse 4 Leader, si è dato vita ad una rete europea del turismo rurale, un network internazionale composto dai Gal Partenio (capofila), Cilsi, Irpinia, Serinese Solofrana, Taburno (Benevento), Colline Salernitane (Salerno), Casacastra (Salerno), Othe Armance (Francia) e Timis Torontal Barzava (Romania).

“Il progetto Villages of Tradition – dichiara Luca Beatrice, presidente del Gal Partenio – vedrà la presenza in Irpinia di rappresentanti di Gal italiani, francesi e rumeni per un’occasione di confronto soprattutto sugli aspetti che disciplineranno il network. Sarà un momento di rilievo perché avremo la possibilità di mettere in parallelo le nostre esperienze per trarne spunti e stimoli da applicare ciascuno nell’ambito dei propri territori di riferimento”.

L’accordo di cooperazione muoverà i suoi primi passi proprio ad Avellino nell’ambito del primo meeting di Villages of Tradition, in programma mercoledì 11 dicembre: alle ore 9.30, presso il Circolo della Stampa di Avellino, si terrà un primo momento di confronto, principalmente sulle norme che andranno a costituire il disciplinare che dovrà essere adottato dagli Stati membri del network, e che segnerà l’avvio della fase progettuale; a seguire ci si sposterà a Montefusco e Bisaccia per una visita a due dei villaggi che fanno parte della rete internazionale. All’incontro parteciperanno, oltre ai presidenti e ai coordinatori dei Gal irpini e campani, anche il presidente del Gal Timis Torontal Barzava dalla Romania, Gigi Duta, e, dalla Francia, il presidente del Gal Othe Armance, Gérard Caillat, il coordinatore Steven Delai, il sindaco di Ervy-le-Châtel, Roger Bataille, e la responsabile del consiglio regionale di Champagne-Ardenne, Adeline Henry.

“Il progetto Villages of Tradition – dichiara Maurizio Reveruzzi, coordinatore del Gal Partenio – ha come obiettivo primario lo sviluppo del turismo rurale. I nostri territori hanno tutte le carte in regola per attività di valorizzazione del patrimonio urbanistico e delle emergenze paesaggistiche. Proprio per questo abbiamo la convinzione che la rete europea di esperienza e best practice possa avere una sua evidente utilità in termini di circolazione di idee e di scambio proficuo dal punto di vista tecnico e normativo”.

“Villages of Tradition” si pone quale obiettivo lo sviluppo e la promozione del turismo rurale attraverso una intensa attività di animazione, comunicazione, marketing e strumenti innovativi operativi, in grado di supportare la creazione di una rete di villaggi europei, possibile meta di viaggiatori che prediligono la scoperta di luoghi realmente caratteristici, con le proprie tradizioni e tipicità che provengono dalla storia di un territorio, senza finzioni né paesaggi artefatti a misura di turista. Oltre all’aspetto turistico, il progetto di cooperazione internazionale si propone anche di tutelare e salvaguardare il patrimonio culturale dei luoghi interessati.  

I forconi bloccano l'Italia, a Torino scontri e feriti
“Quella in corso non è l’iniziativa dell’autotrasporto, non ne interpreta le esigenze e non ne condivide gli obiettivi, soprattutto non ne rappresenta il carattere sinceramente democratico”. Lo afferma Assotir rispetto alla protesta del movimento dei “Forconi” che ha provocato disagi in tutta Italia con presidi blocchi autostradali e ferroviari e qualche scontro con le forze dell’ordine. “Ogni manifestazione si deve svolgere nella legalità” ha detto il neosegretario del Pd Matteo Renzi. “Le proteste in Italia sono legittime se rispettano le leggi. Noi impediremo che vengano violate e faremo valere la forza dello Stato” sottolinea il ministro dell’Interno Angelino Alfano a chiarire l’atteggiamento nei confronti dei manifestanti che si sono dati appuntamento per mercoledì a Roma in concomitanza con il voto di fiducia al governo che intendono mandare a casa. I manifestanti hanno preso di mira anche le assemblee regionali. Per un lancio di petardi di fronte alla regione Lazio sono stati fermate undici persone, mentre a Torino dove si sono registrati scontri con le forze dell’ordine, alcuni manifestanti hanno anche tentato di forzare l’ingresso della Giunta regionale piemontese. Ma la protesta ha provocato disagi soprattutto alla circolazione con gravi ripercussioni sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia mentre la circolazione sul nodo ferroviario del capoluogo ligure è stata paralizzata per ore. I manifestanti rappresentano un blocco di associazioni anti tasse che minacciano uno sciopero a oltranza nel caso in cui nelle prossime ore il governo Letta ottenesse la fiducia in Parlamento. Una situazione ad alta tensione dato il rischio segnalato di infiltrazioni nel Movimento a cui aderiscono una molteplicità di sigle e di categorie non organizzate. Il Movimento dei Forconi che anima la manifestazione “Fermiamo l’Italia” riunisce nella protesta diverse anime produttive dal mondo agricolo al settore dei trasporti, passando per i pastori e i commercianti anti tasse si propone di allargare la protesta a tutte le classi lavorative. Prima del governo Letta, nel mirino era stato messo l’esecutivo a guida Monti per le politiche di austerità e gli aumenti della benzina, dell’Irpef e più in generale delle tasse. Il Garante degli scioperi ha promesso sanzioni in caso di violazioni della legge nel fermo dell’autotrasporto annunciato fino a venerdì e che potrebbe bloccare l’Italia come è già avvenuto a gennaio del 2012. Il Viminale ha nel frattempo attivato prefetti e questori, invitati a valutare la possibilità dell’eventuale disponibilità di mezzi speciali dei vigili del fuoco, ritenuti idonei per superare eventuali emergenze.

Renzi presenta la sua squadra (7 donne e 5 uomini) e rassicura Letta
L’idea di ritirare la fiducia al governo “non è un tema all’ordine del giorno”. Così il neo segretario Pd Matteo Renzi nella conferenza stampa svolta accanto al suo predecessore Guglielmo Epifani per ratificare (anche se l’ufficialità arriverà solo domenica prossima dall’assemblea nazionale del partito) la sua vittoria nelle primarie di ieri. E la conferma del fatto che, almeno per ora, il sindaco di Firenze non farà la guerra al Premier arriva dallo stringatissimo comunicato che Palazzo Chigi emana dopo il successivo faccia a faccia di oltre un’ora fra il presidente del Consiglio e il nuovo leader dei Democratici. “Abbiamo avuto un incontro lungo, positivo e fruttuoso – si legge nella loro nota congiunta – Lavoreremo bene insieme”. Renzi comunque oggi ha anche annunciato la sua squadra di lavoro nel partito. E’ composta da 12 nomi, cinque uomini e sette donne i membri della nuova segreteria Pd. Si tratta di: Luca Lotti, all’organizzazione; Stefano Bonaccini, (enti locali); Filippo Taddei (responsabile economia); Davide Faraone (Welfare e scuola); Francesco Nicodemo (comunicazione); Maria Elena Boschi (riforme); Marianna Madia (lavoro); Federica Mogherini (Europa e affari internazional); Deborah Serracchiani (Infrastrutture); Chiara Braga (ambiente), Alessia Morani (giustizia), Pina Picierno (Sud); Lorenzo Guerini (portavoce). Subito prima Guglielmo Epifani, segretario uscente, aveva comunicato sul dato dell’affluenza alle urne per le primarie che “il dato, non ancora ufficiale, si avvicina intorno ai 2,9 milioni, è un dato in parte inimmaginabile – ha commentato -, la migliore risposta al sentimento di antipolitica che attraversa il Paese”. Prima di recarsi all’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Renzi ha ribadito che chiederà “tre cose” a Enrico Letta. “Come detto in campagna elettorale, al governo chiediamo tre cose: il taglio dei costi della politica, un piano per il lavoro e una nuova idea di Europa”. Quindi ha spegato, circa i rapprti con il resto del partito che non ci sarà nessun “braccio di ferro” con i gruppi parlamentari. “Avverto la necessità di dare immediatamente dei segnali, non c’è un minuto da perdere”, ha detto. “Domani all’assemblea dei gruppi parlamentari e domenica all’assemblea nazionale – ha sottolineato – la linea uscita dalle primarie avrà i primi momenti di condivisione”. “Se c’è bisogno di fare una discussione la faremo. Mi limito a dare i tempi: c’è un’urgenza di cambiamento che le primarie hanno dato”, ha spiegato. Il neo segretario Pd ha anche chiarito che non intende dimettersi da sindaco di Firenze: “Non mi dimetto, questo tema non è all’ordine del giorno”, ha tagliato corto.

Dalle mozzarelle ai terreni agricoli, dai ristoranti all’ autrosporto, il business dell’agromafia fattura in Italia  circa 14 miliardi di euro. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’operazione anticamorra nel basso Lazio che ha coinvolto anche Antonella D’Agostino, moglie di Renato Vallanzasca, che avrebbe avuto un ruolo di intermediazione in un’operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende usuraie ed un progetto per vendere mozzarelle a Milano. Le associazioni criminali trovano terreno fertile nel tessuto economico indebolito dalla recessione secondo il rapporto Coldiretti/Eurispes del 2013. L’agricoltura e l’alimentare sono considerate aree prioritarie di investimento dalla malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché del cibo, anche in tempi di difficoltà, nessuno potrà fare a meno, ma soprattutto perché consente di infiltrarsi in modo capillare la società civile e condizionare la via quotidiana della persone in termini economici e salutistici. Per questo le mafie – sottolinea Coldiretti – hanno già imposto il proprio controllo sulla produzione e la distribuzione di generi alimentari del tutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, del caffè, dello zucchero, dell’acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilità di capitale e sulla possibilità di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilità rispetto all’imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Alcune stime – precisa Coldiretti – valutano almeno 5.000 locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalità organizzata (bar, ristoranti, pizzerie), nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono solo profitti diretti, ma vengono utilizzati anche come copertura per riciclare denaro sporco. In alcuni casi agenti dei clan rappresentano specifici marchi alimentari, che impongono in tutta la loro zona di influenza. Per raggiungere l’obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe ai danni dell’Unione europea.  Quasi un immobile su quattro confiscati alla criminalità organizzata e’ terreno agricolo a dimostrazione della strategia di accaparramento delle campagne messa in atto dalla criminalità organizzata, secondo la Coldiretti. Su 12.181 beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, oltre il 23 per cento (2.919) – sottolinea la Coldiretti – sono rappresentati da terreni agricoli. Ma le mani della Mafia Spa – conclude la Coldiretti – si allungano lungo tutta la filiera e, su un totale di 1.674 aziende confiscate, ben 89 (5,3 per cento) operano nei settori “Agricoltura, caccia e silvicoltura” e 15 (l’1 per cento circa) nei settori “Pesca, piscicoltura e servizi connessi”, 173 (10 per cento) nella ristorazione ed alloggio e 471 (28 per cento) nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, anche nell’agroalimentare. Le organizzazioni mafiose sono consapevoli che, pur non trattandosi del settore che garantisce i guadagni più consistenti e nel più breve tempo, il cibo costituisce la necessità primaria, di cui nessuno potrà mai fare a meno. Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno inoltre la possibilità di affermare il proprio controllo sul territorio. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – conclude la Coldiretti – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare prof


 Sara’ il generale dell’arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, gia’ alla guida del comando carabinieri Tutela patrimonio culturale dal 2007 al 2010, il direttore generale del Grande Progetto Pompei, mentre a Fabrizio Magani, direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo e responsabile del progetto l’Aquila, va la vicedirezione. Le nomine sono state comunicate dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal ministero dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo. Nistri, si legge in una nota, “si e’ distinto nei compiti di responsabile di uno dei piu’ prestigiosi e riconosciuti nuclei di tutela del patrimonio storico artistico del nostro Paese, dimostrando sensibilita’ e determinazione nel contrasto delle forme di illegalita’ dei beni culturali, contribuendo a dare al nucleo una rilevanza internazionale”. Magani ha coordinato il piano di restauro del centro storico dell’Aquila colpito dal terremoto del 2009 “gestendo con puntualita’ i progetti del ministero che hanno come scopo principale quello di restituire i beni culturali della citta’ ai suoi abitanti”. Direttore e vicedirettore lavoreranno “con l’impegno di mettere in sicurezza e riqualificare uno dei siti archeologici piu’ importanti del mondo – si legge ancora nella nota – insieme agli enti locali, le associazioni, le universita’ e il Gruppo di lavoro per la legalita’ e la sicurezza del Progetto Pompei, e per trasformare l’area in uno dei poli di attrazione di punta del turismo italiano”.


Operazione anti camorra della polizia di Frosinone che, insieme alla Squadra mobile di Caserta e Latina, ha smantellato un giro di usura gestito, dalla Campania alla Lombardia, dal gruppo dei ‘Perfetto’ diretta espressione del clan ”La Torre”. Tra le 18 persone arrestate – riferisce una nota – vi e’ anche una donna residente a Milano, legata sentimentalmente a Renato Vallanzasca, noto esponente della criminalita’ a partire dagli anni ’70 piu’ volte condannato per gravi reati il quale, secondo gli inquirenti, sarebbe ancora in rapporti con la criminalita’ organizzata. Piu’ nel dettaglio, agli arrestati si contestano i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso (416 bis CP) nonche’ quelli di usura ed estorsione, nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni: sono state sequestrate 5 societa’ e bar, ristoranti, beni mobili ed immobili degli indagati per un valore di milioni di euro. Le indagini sono partite nel 2011 dal commissariato di Cassino (Fs) a seguito di episodi di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino ed il basso Lazio. Intimiditi dagli atteggiamenti mafiosi dei camorristi, nessun imprenditore ha voluto collaborare con la polizia che ha dovuto avviare una riservatissima attivita’ investigativa durata oltre due anni. Il gruppo camorristico approfittava dello stato di bisogno delle vittime concedendo prestiti, per i quali poi pretendeva, oltre alla restituzione del capitale, ingenti maggiorazioni di interessi usurari, ottenendoli grazie alla forte intimidazione esercitata ricorrendo a concrete minacce che andavano dalla sottrazione dei beni e cessione dell’attivita’ fino ad arrivare a quelle di morte. Via via le indagini si sono allargate a macchia d’olio fino all’Agro di Mondragone, militarmente controllato dal clan ”Perfetto”, del quale sono stati individuati il capo, il luogotenente, coordinatore del braccio armato, i mediatori, il cassiere ed i gregari. Tra le persone arrestate anche la compagna di Vallanzasca la quale, in base alle indagini, e’ risultata strettamente legata ai vertici del clan mondragonese, cosi’ come ad alcuni esponenti del clan Esposito, radicato nel territorio di Sessa Aurunca. Secondo l’ipotesi accusatoria la donne ha avuto un ruolo di intermediazione in un’operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone ed in alcune vicende usuraie. L’attivita’ di indagine ha inoltre consentito di raccogliere elementi riguardanti il coinvolgimento di Vallanzasca che – scrivono gli inquirenti – risulta aver mantenuto rapporti con gruppi criminali. 

L’apertura di tutti i giornali di oggi è per la vittoria di Matteo Renzi nelle primarie per l’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico con quasi il 70% dei voti, e molti giornali sottolineano anche il dato dei votanti, superiore alle attese della vigilia. Le altre notizie che trovano spazio sulle prime pagine sono la protesta del “movimento dei forconi”, che minaccia di bloccare i trasporti in Italia, le manifestazioni in Ucraina, con l’abbattimento della statua di Lenin, e il lancio da parte di Berlusconi dei club “Forza Silvio”. I quotidiani sportivi aprono sui risultati del campionato di calcio, con la vittoria della Roma che torna a 3 punti dalla Juventus e il pareggio dell’Inter.

CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Il trionfo di Renzi: adesso tocca a noi”. Sotto: “‘Vedrete che infilo un paio di botte”. Editoriale di Antonio Polito: “Il peso del successo”. Di spalla: “Fantascienza del diritto e interpreti spericolati”. Al centro: “In maschera: (quasi) una moda antismog ”. Accanto: “Il Viminale ordina il sequestro dei mezzi in caso di blocchi”. In basso: “L’uomo che voleva essere il più grasso”. 

LA REPUBBLICA – In apertura: “Il trionfo di Renzi: cambio subito il Pd”. Editoriale di Ezio Mauro: “Nuova stagione”. Al centro: “Il premier: ora Matteo dovrà sporcarsi le mani”. Accanto: “Grillo e Forza Italia all’attacco del Colle: scardina la Costituzione”; “La miseria della gogna e i diritti delle idee”. In basso a sinistra: “Ucraina, la rivoluzione per l’Europa abbatte anche la statua di Lenin”. A destra: “L’Italia si scopre meno cattiva da 150 anni mai così pochi omicidi”.
LA STAMPA – In alto: “Rajoy: ‘In Europa il peggio è passato adesso la crescita’”. In apertura: “‘Ora mi gioco tutto in due mesi’”. In un riquadro: “Non ho patti, Enrico dica cosa vuol fare”. Editoriale di Elisabetta Gualmini: “Da oggi iniziano le vere sfide”. Al centro, fotonotizia: “La primavera ucraina abbatte anche Lenin”. Acanto: “I Forconi alzano il tiro ‘Marceremo sulla Capitale’”. In basso: “Owens, un altro record 77 anni dopo”. 
IL GIORNALE – In apertura: “Renzi sgomina il Pd”. Sotto: “Ascoltiamo i forconi anti-governo”; “Caro Alfano, hai sei mesi per non fare la fine di Fini”. Editoriale di Laura Cesaretti: “Chiude la ditta il Pci non esiste più”. Al centro: “Se il pm può dire in tv che Forza Italia è mafiosa”. In basso: “La società dell’irresponsabilità”.
IL SOLE 24 ORE – In apertura: “Fisco e contribuenti in lite: una partita da 28 miliardi”. Accanto: “L’e-commerce di Natale viaggia su smartphone e tablet”. Editoriale di Francesco Del Santo e Alessandro Santoro: “Il conto della crisi”. Al centro: “Imu, il giorno delle aliquote”. In basso: “Un Canton Pechino nel cuore dell’Europa”.
IL MESSAGGERO – In apertura: “Valanga Renzi: cambio tutto”. Editoriale ai Stefano Cappellini: “Leadership di rottura ora la sfida è sul governo”. Al centro, fotonotizia: “Destro vincente, la Roma riprende lo show”. Accanto: “Il piano di Alitalia, stipendi tagliati sopra 40mila euro”. 
IL TEMPO – In apertura: “Un Dc si mangia i comunisti”. Editoriale di Gian Marco Chiocci: “Metamorfosi di un sindaco aspirante premier”. Al centro: “E Berlusconi si cucina Grillo”.
IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura: “Trionfa Renzi battuti Letta e il Colle”. Di spalla, Marco Travaglio: “Clemenza senile”. In basso: “Mandela e Reid, più forti della livella”.

Politica interna
Pd – La consultazione pubblica per decidere il nuovo segretario ha registrato un’affluenza oltre ogni previsione, con oltre due milioni e mezzo di votanti. I sondaggi della vigilia sono stati rispettati, ma il successo di Renzi ha assunto proporzioni quasi plebiscitarie, con il 68% dei consensi. Cuperlo si è fermato al 18%, mentre l’outsider Civati ha ottenuto il 14%. Grande la soddisfazione del sindaco di Firenze: “Tocca a noi, a una nuova generazione e questa volta il cambiamento sarà vero”. E non è mancata una frecciata ai molti big di scuola diessina schierati con Cuperlo: “Non finisce la sinistra, ma una vecchia classe dirigente”. Da parte sua, Cuperlo ha allontanato lo spettro della scissione, assicurando che “nessuno scenderà dal treno”. Tra i primi a congratularsi con Renzi, è stato proprio il Premier Letta, il cui esecutivo secondo alcuni commentatori potrebbe essere terremotato dal pressing costante già annunciato dal nuovo segretario: “Lavoreremo insieme con spirito di squadra”.
Forza Italia – In un comizio romano Silvio Berlusconi ha lanciato i “Club di Forza Silvio”, che dovranno essere 12 mila in tutta Italia, un baluardo “per la nostra libertà, per non avere un futuro illiberale” e per non rivivere l’incubo degli ultimi 20 anni, periodo in cui “ci sono stati quattro colpi di stato”, da Tangentopoli all’impennata dello spread del 2011. L’ex Premier ha invocato una nuova legge elettorale “che rispetti il bipolarismo”, per realizzare la quale si è detto disposto perfino a “un nuovo esecutivo con M5S e Sel”. Infine, degne di nota le bordate di fischi riservate ad Angelino Alfano, quando Berlusconi ha ricordato che “quando gli ho lasciato il partito era al 37%, quando l’ho ripreso era arrivato all’11,7%”.
Giorgio Napolitano – Ha risposto al fuoco incrociato di Forza Italia e Movimento 5 Stelle, che dopo la bocciatura della legge elettorale da parte della Consulta chiedono ora a gran forza lo scioglimento delle Camere; e lo ha fatto citando proprio il parere di un costituzionalista molto stimato negli ambienti grillini, a suo tempo addirittura proposto proprio per salire al Quirinale: “Apprezzo molto la risposta di Zagrebelsky e di Onida. Gli argomenti dal punto di vista politico e istituzionale sono inoppugnabili”. I due costituzionalisti avevano sostenuto che i parlamentari non devono decadere “per il principio di continuità dello Stato. Perché lo Stato è un ente necessario”. Grillo tuttavia in serata ha rilanciato: “Napolitano, che è stato eletto due volte con il Porcellum, è un Presidente incostituzionale al quadrato”.
Politica estera
Ucraina – Non si placano le proteste di piazza, con il centro di Kiev che ha ospitato ieri 500 mila persone per la più grande manifestazione dalla rivoluzione arancione. E proprio la protagonista ora in carcere di quella stagione, Yulia Tymoshenko, ha incitato i cittadini che sostengono l’emancipazione del Paese dalla Russia a non fermarsi. Ieri militanti del partito nazionalista Svoboda hanno abbattuto e distrutto una statua di Lenin, intonando l’inquietante coro “Yanukovich, il prossimo sei tu”.
Spagna – Alla vigilia del decisivo Eurogruppo odierno sull’unione bancaria il Premier spagnolo Rajoy, intervistato da La Stampa, si mostra ottimista poiché “in Europa il peggio è passato (…), i sacrifici hanno avuto un senso” e ora è arrivato il tempo per “crescita e integrazione”.
Economia e Finanza
Grecia – Il Parlamento greco ha approvato il budget statale per l’anno 2014. Sono previsti 3,1 miliardi di tagli, ma anche il ritorno alla crescita dopo sei anni di recessione. Qualche ora prima la troika aveva congelato l’ultima tranche da 1 mld di euro a causa di alcune perplessità per gli sforzi di risanamento compiuti da Atene.
Irlanda – Ė ufficialmente fuori dal programma europeo di protezione finanziaria, chiesto e ottenuto circa due anni fa. Lo ha annunciato Klaus Regling, Presidente del fondo salva-Stati (Efsf), secondo cui “l’impegno del governo irlandese ad attuare il programma di aggiustamento e il sostegno della popolazione sono state le vere chiavi del successo”. Nel febbraio 2011 l’Europa aveva stanziato 17,7 mld di euro a beneficio di Dublino, il cui sistema creditizio era sull’orlo del default.   

Matteo Renzi comincia la cavalcata da leader del Pd nel migliore dei modi: con una vittoria che sa di trionfo e un’affluenza massiccia, dalla quale il sindaco rivendica la forza per dettare la linea dentro il Pd e soprattutto verso il governo. Il rottamatore ha intenzione di incassare subito i dividendi del successo: domani mattina, senza “fare accordi con nessuno”, annuncera’ la nuova segreteria di 12 persone. Ma Renzi punta soprattutto a “cambiare verso” nel rapporto con il governo, incontrando quanto prima il premier Enrico Letta e chiedendo all’assemblea di martedi’ la ‘fiducia’ dei parlamentari su 3 punti, riforma elettorale maggioritaria in primis. Il Pd cambia era: il rottamatore, vissuto con fastidio fino ad un anno fa e battuto a dicembre scorso da Pier Luigi Bersani, si prende il partito, con l’appoggio di una parte della vecchia guardia, come Veltroni e Franceschini, e soprattutto di elettori molti non militanti. E sconfiggendo chi, come Massimo D’Alema, ha cercato di frenarlo fino alla fine. Sara’ un Pd diverso gia’ nella forma snella quello che Renzi vuole costruire. A partire dalla sua presenza a Roma che non sara’ fissa: il sindaco non ha intenzione di prendere casa nella capitale e fara’ avanti e indietro tra Firenze e il Nazareno. Fedele alla linea che un partito deve ”stare tra la gente” e non nel chiuso delle stanze di un partito. Nonostante la decisione di fare il segretario-sindaco, Renzi ha gia’ annunciato che non avra’ un vice, figura da lui considerata come un premio di compensazione nella geografie delle correnti, che il neoleader annuncia di voler azzerare. Il vero uomo-macchina del Pd a trazione renziana sara’ Luca Lotti, deputato e braccio destro del sindaco che ha gia’ organizzato la macchina delle primarie. Lotti dovrebbe essere l’unico toscano della segreteria, che sara’ composta da 6 uomini e 6 donne. Un altro uomo in un dipartimento operativo dovrebbe essere l’attuale coordinatore della campagna delle primarie Stefano Bonaccini, ex bersaniano di solida tradizione politica emiliana. Un altro fedelissimo in segreteria dovrebbe essere Angelo Rughetti, campano, classe 1967, gia’ segretario dell’Anci. Tra gli outsider, secondo i rumors, potrebbe entrare nella squadra come responsabile economico Tito Boeri e personaggi molto vicini al sindaco, come il patron di Eataly Oscar Farinetti e lo scrittore Alessandro Baricco. Tra le donne sembra certa la presenza della governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani mentre c’e’ attesa per capire se il responsabile economico del Pd sara’ Yoram Gutgeld, manager di McKinsey, considerato il guru economico di Renzi. Come il sindaco, non dovrebbe trasferirsi a Roma lo storico portavoce di Renzi Marco Agnoletti e sembra ancora presto per capire chi prendera’ le redini della comunicazione in un partito dove, in realta’, il leader ha gia’ grandi capacita’ comunicative. La visita alla Terra dei Fuochi dovrebbe essere la prima tappa simbolica del neosegretario, che sara’ proclamato ufficialmente domenica 15, a Milano, dall’assemblea appena eletta con le primarie. Ma piu’ che ai gesti simbolici, Renzi punta ad imprimere ”una svolta radicale” nel ruolo del Pd rispetto al governo. Sono 3 i punti su cui il segretario incalzera’ il premier gia’ a partire dall’incontro che avverra’ prima del voto di fiducia di mercoledi’: riforma della legge elettorale in senso maggioritario, di cui Renzi vuole la titolarita’ dell’iniziativa che ”non spetta al governo”. Un piano per un miliardo di tagli ai costi della politica e una posizione piu’ combattiva dell’Italia verso l’Europa, che possa portare in prospettiva anche a chiedere una revisione dei parametri di Maastricht. Su queste 3 priorita’ il neoleader non prendera’ tempo per andare alla conta nei gruppi parlamentari: gia’ all’assemblea alla vigilia della fiducia di mercoledi’, chiedera’ un voto a deputati e senatori, convinto che in ogni caso gli unici titolari della sua investitura sono gli elettori delle primarie. (ANSA).

Con la nascita di un nuovo partito di centro destra, alla mafia e’ venuto meno un asse politico di riferimento. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, ospite di Lucia Annunziata nel programma “In mezz’ora” di Raitre. Secondo Lari, l’attuale scenario politico, pur essendo ancora incerto e confuso, e’ contrassegnato da alcune novita’ a cui Cosa nostra guarda con grande attenzione: un nuovo partito che ha spaccato lo schieramento tradizionale di centro destra, un ministro dell’Interno alleato con il centro sinistra che “viene in Sicilia per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza”, “manifesta la sua vicinanza ai magistrati che promette di tutelare con ogni mezzo” ed esprime una “linea in forte contrasto con la criminalita’ organizzata”. “Questi fatti – ha aggiunto Lari – hanno un significato ben preciso. La linea del centro destra non e’ stata mai cosi’ vicina ai pm antimafia”


E’ dedicata a Roberto De Simone, che ha recentemente compiuto 80 anni, la serata di Rai5 di domani che, a partire dalle 21.15, vede in programma ”La Gatta Cenerentola” e ”La cantata dei pastori”. Il primo spettacolo, forse il capolavoro di De Simone, e’ una commistione di melodramma, opera buffa e musical colto dalle tinte barocche. Andata in scena per la prima volta al Festival dei due mondi di Spoleto nel 1976, si ispira all’omonima fiaba contenuta nel seicentesco ”Lo Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile, alle sue varianti tramandate oralmente nell’area campana e non solo. Ma fondamentale per l’opera e’ stato anche il profondo lavoro di ricerca musicale e antropologica fatto da De Simone nel corso degli anni Sessanta e Settanta, inerente le tradizioni non scritte, le ritualita’ e i miti di un sud legato al culto della terra, del sole e della luna. La fiaba e’ reinventata e ambientata in una Napoli caratterizzata dalla magia del ”munaciello”, dalla tragedia del ”femminiello”, dalle lavandaie, da una matrigna sette volte vedova, da sette sorellastre, dalla soldataglia spagnola padrona del campo. Una Napoli dove la perdita della ”scarpetta” durante tre notti da parte della protagonista e’ forse metafora di un mondo scomparso ma ancora reale, nella variegata e tormentata citta’. Lo spettacolo e’ proposto in una versione integrale, in tre atti, girata appositamente per il piccolo schermo e trasmessa su Rai2 nel 1999. A seguire va in onda ”La cantata dei pastori”, del 1077, con Giuseppe Barra, Isa Danieli, Mario Merola e Giovanni Mauriello. Nato con propositi educativi, racconta le congiure di Belfagor e del suo demoniaco seguito per scongiurare la nascita del Bambino e tutti i tentativi di uccidere Giuseppe e Maria, sventati di volta in volta dall’Arcangelo e da Razzullo, uno scrivano partenopeo impegnato nel censimento della popolazione ma smarritosi nelle campagne.

”Oggi a Napoli i bambini sono stati i protagonisti in una vera e propria ‘Villa dei Balocchi’, con l’obiettivo di far vivere la magia del Natale attraverso attivita’ ludiche con la presenza di ‘Babbo Natale’ e dei suoi folletti”. Lo ha detto Arianna Cavallo, presidente di Confcommercio Terziario Donna, che fa riferimento alla Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli, guidata da Pietro Russo, commentando l’iniziativa che ha trasformato per l’occasione ‘Villa Diamante’ nella casa di ‘Santa Claus’, con ingresso gratuito, promossa nell’ambito del progetto ‘ La Nostra Napoli’, patrocinato dall’assessorato alla scuola e all’istruzione del Comune di Napoli, in collaborazione con le scuole della citta’. ”I piu’ piccini – ha aggiunto il numero uno di Confcommercio Terziario Donna – hanno avuto l’opportunita’ di partecipare alle rappresentazioni di spettacoli teatrali, cori gospel, balli ed ai laboratori di ceramiche e pittura. Poi hanno scritto i loro desideri, per la citta’ del futuro, sulle pergamene, addobbando ‘l’Albero dei Desideri’ e presentandolo al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha apprezzato l’inziativa e si e’ soffermato a parlare con i bimbi leggendo le loro richieste”. Durante tutto il percorso i vari folletti di Babbo Natale si sono trasformati di volta in volta in artigiani e artisti di strada, con il coinvolgimento di giocolieri, clown, ballerini, trampolieri, maghi, fatine, ritrattisti, trucca-bimbi, animatori, circensi ed una banda musicale che ha allietato la giornata. Alla kermesse, organizzata dalla GpAdv, sono stati esposti i prodotti dell’imprenditoria femminile ed era presente anche l’Unicef che ha raccolto i fondi per l’emergenza nelle Filippine

Reagire. Serve una scossa dopo il pareggio interno con l’Udinese e bisogna farlo immediatamente perche’ mercoledi’ sera al San Paolo arriva l’Arsenal ed il NAPOLI, sia pure con poche speranze di spuntarla, si gioca l’ultima chance per qualificarsi agli ottavi di finale di Champions League. Ma come si fa a reagire? Rafa Benitez continua a dire, ormai da troppo tempo, senza che si veda alcun progresso: ”Dobbiamo migliorare”. Facile a dirlo, meno a farlo. L’impressione che il NAPOLI ha dato fino a questo punto della stagione e’ ormai chiara: la squadra e’ ben attrezzata in attacco, ha qualche problema (soprattutto quantitativo) a centrocampo, e’ addirittura imbarazzante per la fragilita’ difensiva. A questi problemi tecnici se ne aggiunge uno di natura tattica di cui e’ responsabile in prima persona Benitez: il tecnico madrileno concepisce un solo disegno e non lo cambia mai, neppure in corso di partita. Ed invece in certe gare, contro determinati avversari, la squadra evidentemente non regge le quattro punte. Due centrocampisti sono pochi, non c’e’ densita’ e filtro a centrocampo e la difesa, che gia’ non brilla di suo, e’ resa ancora piu’ fragile ed esposta agli attacchi avversari. Dunque la prima reazione possibile non puo’ che essere quella gestita direttamente dalla societa’, vista l’occasione che si presenta fra tre settimane, cioe’ migliorare la rosa intervenendo sul mercato. De Laurentiis, tempo fa, sostenne di essere in grado di spendere a gennaio fino a 50 milioni di euro. Fino ad ora c’e’ stata la solita girandola di nomi, piste piu’ o meno calde, trattative a 360 gradi. Fra poco sara’ necessario concretizzare, a prescindere dal fatto che il NAPOLI prosegua la sua strada in Champions o sia costretto, come appare a questo punto molto piu’ probabile, a ripiegare sull’Europa League. Oggi Benitez, come e’ ormai consuetudine, ha concesso una giornata di riposo alla squadra. A Castel Volturno si sono allenati soltanto Cannavaro, Uvini, Mertens, Radosevic e Zapata che non hanno giocato (o quasi) ieri sera contro l’Udinese. Al lavoro anche Reveillere che ha bisogno di ritrovare una piena condizione atletica e che ha svolto corsa leggera. Terapie e massaggio per Behrami e Reina. Il gruppo al completo riprendera’ la preparazione domani. Per il tecnico ci sara’ da intervenire molto sul piano psicologico per cercare di infondere qualche certezza in piu’ in un gruppo che obiettivamente comincia a perdere autostima e concretezza. D’altronde, con l’Arsenal alle porte, non c’e’ altra terapia da seguire. (ANSA).