Cancellieri oggi in Aula: o fiducia piena o pronta a lasciare

Il ministro Cancellieri: piena fiducia o me ne vado

“O mi chiedono di rimanere con piena dignità e rispetto, altrimenti non sarò mai un ministro dimezzato”. È stato lo stesso ministro della Giustizia Cancellieri, ieri da Strasburgo, a dare le prime anticipazioni sul discorso che terrà in Parlamento nel pomeriggio. Al centro delle critiche per il caso Ligresti – è accusata di aver favorito la scarcerazione della figlia del patron di Fonsai, Giulia  – e dopo la mozione di sfiducia presentata dal M5S, la Cancellieri va al contrattacco: “O mi fanno fare questo lavoro a testa alta o me ne vado”. Il suo discorso di oggi sarà breve e fornirà una dettagliata ricostruzione dei fatti, a partire dalla telefonata di solidarietà, il giorno stesso degli arresti, all’amica Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti. Quindi la segnalazione al Dap sulle condizioni di salute di Giulia e infine i dati sugli altri 110 casi di detenuti portati all’attenzione dell’amministrazione penitenziaria. E se il Pd risulta diviso sulla vicenda, il premier Letta non ha dubbi e blinda il Guardasigilli: in Aula sarà al fianco del titolare del Viminale.

Rassegna Stampa, i titoli dei giornali e le prime pagine di quelli del Sud

CORRIERE DELLA SERA – In apertura: Più sgravi ai redditi bassi. Editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: Forza, vendette (e giù le tasse). Sotto l’apertura: Berlusconi-Alfano: un’ipotesi di intesa su governo e partito. Di spalla: Il tempo vuoto che Renzi ora teme. Al centro con foto: “Ricordatevi, sono il presidente”. Sempre al centro: Cancellieri: la politica non giochi su di me Piena fiducia o lascio. In un richiamo: Io, che vivo il carcere, la difendo. In taglio basso: A Bologna la classe di soli stranieri.
 LA REPUBBLICA – In apertura: Cancellieri: se serve, me ne vado. Sotto l’apertura: Caro ministro, ecco perché dimettersi è un dovere. Al centro: Pd, Cuperlo in testa nelle province ma i renziani accusano: dati falsi. In un richiamo: L’Istat gela il governo: previsioni sul Pil troppo rosee. Al centro con foto: Morsi alla sbarra: processo farsa. In taglio basso in un richiamo: Appalti sui rifiuti Bassolino assolto dopo dieci anni.

 LA STAMPA – In apertura: Cancellieri: pronta a lasciare. Al centro con foto: L’India nel club del Pianeta rosso. Di spalla: Il partito della rissa continua. Al centro: Pil, l’Istat abbassa le stime del Tesoro.
 IL GIORNALE – In apertura: Sinistra salva ladroni. Al centro con foto: Passera ancora in campo Ma stavolta guarda a destra. Sotto: La Cancellieri stana la sinistra: “Senza fiducia piena mi dimetto”. In taglio basso Cucù di Marcello Veneziani: La nostra vita appesa a un filo. Del telefono.
IL SOLE 24 ORE – In apertura: Banche, più credito per le Pmi. Editoriale di Marco Onado: Rivoluzioni, non ritocchi al margine. Sopra l’apertura l’intervista a Roberto Colaninno: “Errori su Alitalia ma ora è un’occasione”. Di spalla: Cancellieri oggi in Aula: chiarimento o lascio non farò l’anatra zoppa. Al centro: L’Istat taglia le stime del Pil.

 IL MESSAGGERO – In apertura: Più tasse sui guadagni in Borsa. Editoriale di Oscar Giannino: Ora l’Italia si schieri nella battaglia sull’euro. Sotto l’apertura in un riquadro: Alfano rilancia le primarie FI Asse con Napolitano sul governo. Al centro con foto: De Blasio l’italoamericano che fa sognare New York. Al centro: Cancellieri, la sfida è in aula “Sono pronta a dimettermi”. In taglio basso: Quei clienti Ior invitati a chiudere i conti. In un riquadro: Il trionfo di Zalone e la commedia che ci fa sentire tutti più ottimisti.
 IL TEMPO – In apertura con foto: “Così fan tutti” La verità degli ex ministri. Editoriale di Gian Marco Chiocci: L’ipocrisia in passerella. Di spalla: Moschee legali e non La mappa segreta: c’è rischio terrorismo.
IL FATTO QUOTIDIANO – In apertura: Adesso la Cancellieri vuole pure l’applauso. Di spalla: Morry’s Bar di Marco Travaglio. Al centro: L’Italia invia a Bruxelles dati taroccati sul deficit.
MF – In apertura: Auto in panne solo in Italia.

Ritrovate 1.500 opere confiscate da Hitler

Ritrovamento sensazionale da parte degli agenti della polizia doganale, che hanno rinvenuto, nell’appartamento di un anziano signore a Monaco di Baviera, circa 1.500 opere dei maestri della pittura moderna, tra cui quadri di Picasso, Matisse, Chagall, Kokoschka, Marc, Beckmann, Nolde e Klee e molte altre rubate o confiscate durante il nazismo a collezionisti ebrei.
A rivelarlo la rivista tedesca ‘Focus’, che sottolinea il valore stimato dei capolavori, intorno al miliardo di euro. Rolf Nikolaus Cornelius Gurlitt, figlio del noto gallerista Hildebrand Gurlitt, avrebbe vissuto finora indisturbato nell’appartamento della zona di Schwabing, una delle più note della ricca Monaco, senza destare mai il minimo sospetto. Proveniente da una famiglia molto nota, ricca di compositori, esperti d’arte, fra cui il padre Hildebrand, molto conosciuto a suo tempo negli ambienti artistici, e deceduto negli anni ’50 del secolo scorso, sembra sia vissuto finora dei proventi della vendita di alcuni dei quadri rimasti nascosti per decenni nella capitale bavarese. Tra di essi, uno dei celebri Pferde (cavalli) di Franz Marc, Il domatore di leoni di Max Beckmann, venduto ancora nel settembre 2011 da Gurlitt all’asta (Lempertz) per 864 mila euro, il Matisse della collezione dell’ebreo parigino Paul Rosenberg, di cui la nipote Anne Sinclair, moglie di Dominique Strauss-Kahn non sapeva ancora nulla, e tanti altri.
Per il settimanale’ Focus’, il padre dell’anziano signore trovato in possesso delle opere avrebbe acquistato i dipinti tra gli anni ’30 e ’40, mentre il figlio li avrebbe poi conservati per più di mezzo secolo in stanze buie e su scaffali rudimentali, vendendone occasionalmente qualcuna per vivere.
Le indagini sono scattate a partire dalla primavera del 2011, dopo che l’uomo 80enne era stato fermato con una grande quantità di denaro su un treno tra la Svizzera e Monaco. Da qui è partita una vera e propria caccia al tesoro, che in seguito ha portato gli inquirenti ad effettuare una perquisizione nell’appartamento dell’anziano sospettato, dove nascosti tra sacchi di immondizie, giacevano ammassati a dozzine i 1.500 capolavori creduti persi da decenni.

Una rassegna stampa delle principali notizie della giornata

Politica interna

Napolitano: Il 4 Novembre è stato celebrato il Giorno dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo essere andato a rendere omaggio alla Tomba del Milite Ignoto, ha lanciato un ammonimento: “Non servono propagandismi” sulle spese militari, in quanto le Forze Armate sono “garanti di libertà e presidio delle istituzioni democratiche”. Nonostante questo, il Capo dello Stato ha reso pubblica la sua preoccupazione per l’economia italiana e per il fatto che le Forze Armate utilizzino risorse che “scarseggiano”. Ma egli si è mostrato positivo, ricordando l’impegno dei sommozzatori profuso durante la strage di Lampedusa.

Cancellieri: Nella giornata di oggi, il Ministro Annamaria Cancellieri chiarirà la sua posizione riguardo al caso Giulia Ligresti: che cosa ha spinto il Ministro a richiederne la scarcerazione in tempi rapidi? A seconda delle motivazioni, spetterà ai partiti decidere per la sua eventuale defezione. Ciononostante, il Ministro della Pubblica Amministrazione Giampiero D’Alia difende la collega: un suo ritiro forzato equivarrebbe a una pesante perdita all’interno del Governo Letta. Parole di solidarietà arrivano anche dal Ministro Lorenzin. Favorevoli alle dimissioni i renziani, nonostante Matteo Renzi si chiami fuori dalla vicenda. Totalmente contrari a un’eventuale assoluzione i Grillini, i quali hanno presentato una mozione di sfiducia in Senato, paragonando il caso Ligresti al caso Ruby. Accanto alla Cancellieri rimane inoltre il premier Enrico Letta, del quale non si esclude un intervento pubblico oggi o domani in sua difesa.

Pdl: Ancora scontri all’interno del Pdl: ieri sera Silvio Berlusconi e Angelino Alfano si sono incontrati ad Arcore, per discutere sul futuro del partito e del Governo. Alfano vorrebbe le primarie per eleggere il candidato premier Pdl, evitando possibilmente ogni tipo di estremismo e rifiutando l’idea di far cadere il Governo. La reazione di Raffaele Fitto è stata immediata: sul “dopo” Berlusconi sarà l’ex premier stesso a decidere, non gli elettori.

Pd: Continua lo scontro ‘numerico’ tra Renzi e Cuperlo sul vincitore simbolico dei congressi provinciali: inizialmente erano 45 i successi dei renziani contro i 41 dei cuperliani. Ieri, tuttavia, i risultati sono cambiati: ci sarebbero 49 segretari con Cuperlo e 35 col sindaco fiorentino. Immediata la reazione dei renziani, i quali sostengono la falsità dei dati.
Sul capitolo tesseramento, oggi interverrà il segretario Guglielmo Epifani, tenendo presente che il blocco delle iscrizioni in vista delle primarie dell’8 dicembre appare alquanto improbabile.

Politica estera

Egitto: Ieri mattina, al Cairo, è iniziato il processo contro Mohammed Morsi e i Fratelli Musulmani. L’udienza è breve (poco più di un’ora) e il tutto è rimandato a gennaio: solo allora si saprà se il Presidente deposto sarà destinato alla pena di morte o all’ergastolo. Nel frattempo Morsi verrà trasferito al carcere di Alessandria, al Burj al Arab, sito famoso per le torture ai carcerati. Le accuse: l’invito all’uccisione di otto dei dimostranti che manifestavano davanti al palazzo d’Itihadiya, lo scorso 5 dicembre.

Norvegia: Ieri un cinquantenne d’origine straniera ha assunto il controllo di un autobus, sulla strada cha da Bergen scende verso Oslo, e ha ucciso tre persone all’interno del mezzo, compreso il conducente, per poi essere ferito e prelevato dalle forze dell’ordine e condotto in ospedale. I media norvegesi vedono in questo caso un richiamo non solo della vicenda che vide come protagonista Anders Behiring Breivik, ma anche l’azione dei due britannici d’origine nigeriana che pugnalarono il soldato Lee Rigby, il 22 maggio del 2013. Questa tragedia è accaduta in un paese modello per quanto riguarda la pace sociale e il welfare, ma in cui sembra essere presente, tra le comunità islamiche, l’eco del jihadismo internazionale.

Economia e Finanza

Saccomanni: Ieri, mentre il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni si trovava a Londra per partecipare alla conferenza sul futuro dell’Unione economica e monetaria, l’Istat ha previsto un crollo dell’1,8% per il 2014, nonostante il Governo abbia previsto un aumento del Pil dell’1%. In un’intervista al Finacial Times, Saccomanni ha ribadito che l’Italia ha il “surplus primario più alto fra i Paesi europei” e che, per il capitolo privatizzazioni, qualcosa si sta muovendo.

Manovra: In questi giorni il Senato dovrà trovare delle soluzioni riguardanti i capitoli cuneo, casa e crescita della Legge di Stabilità. Dopo le dichiarazioni dell’Istat, particolarmente problematico risulta essere il terzo punto della manovra, ovvero la crescita, la quale rischia di saltare, se le previsioni dovessero rivelarsi esatte. Eventuali soluzioni? Per Giorgio Santini, relatore Pd al Senato, sarebbe consigliabile l’ipotesi dei Btp “ad hoc per finanziare il credito di imposta sulla ricerca”, opzione che permetterebbe di recuperare 2 miliardi di euro. Per Antonio D’Ali’ (Pdl), invece sarebbe utile una “semplificazione” della service tax sulla casa.

Mesto operato al ginoccio

Giandomenico Mesto si e’ sottoposto ad intervento chirurigico per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. L’intervento, effettuato dal Professor Mariani a Villa Stuart, e’ durato circa un’ora ed e’ perfettamente riuscito. Per l’esterno azzurro, infortunatosi durante la partita con il Catania, i tempi di recupero sono previsti intorno ai 4 mesi.

Benitez suona la carica contro il Marsiglia

Il Napoli dei record si appresta ad affrontare la settimana piu’ importante della prima fase della stagione. In quattro giorni gli azzurri si giocano una larga fetta dell’immediato futuro in Champions League ed in campionato. Mercoledi’ sera al San Paolo arriva il Marsiglia per la prima gara di ritorno del girone del torneo continentale mentre domenica i partenopei andranno a far visita alla Juventus con la quale sono appaiati al secondo posto in classifica, a tre lunghezze dalla capolista Roma. E’ dunque un momento decisivo sui diversi fronti che impegnano la squadra. Fino ad ora il comportamento del Napoli e’ stato eccezionale. Con Benitez alla guida la squadra ha battuto tutti i suoi precedenti primati di risultati ad inizio stagione, dettaglio che riguarda anche lo stesso tecnico che ha migliorato quanto fatto in Inghilterra con il Liverpool ed in Spagna con il Valencia. Il tecnico azzurro e’ sempre piu’ coinvolto nel progetto-Napoli ed e’ sempre piu’ integrato nella citta’ nella quale ”il calcio e’ anche un fenomeno di riscatto sociale” – ha confidato oggi in un’intervista al quotidiano spagnolo ‘el Mundo’ – e che lo carica di ”responsabilita’ maggiori”. E l’amore di Benitez e’ ricambiato dai napoletani, come dimostra la copertina del periodico ‘Chiaia magazine’ nella quale campeggia una foto del tecnico madrileno vestito da San Gennaro, sotto alla quale in caratteri cubitali c’e’ scritto ‘San Rafe”, e un occhiello esplicito: ‘L’unica speranza per la citta’ di Napoli viene dalla Spagna’. ”Qui – ha detto Benitez nell’intervista – il calcio non e’ soltanto uno sport. Per questa gente e’ passione viscerale, e’ anche una rivendicazione sociale del Sud nei confronti del Nord”. A Napoli ”c’e’ sete di vittoria” ha rilevato ancora Benitez il quale ritiene che la societa’ abbia ”operato bene le sue scelte”. ”Albiol e’ il capo indiscusso della difesa” ha ancora detto al giornale spagnolo, esprimendo giudizi lusinghieri anche su Callejon (”ha uno dei migliori dribbling d’Europa”) e Higuain (”E’ un fuoriclasse che e’ stato facile prendere”). Insomma il Napoli vive un momento abbastanza felice anche se qualche nube si addensa comunque all’orizzonte. E’ il caso di Pepe Reina, portiere amatissimo dai tifosi, il quale potrebbe andare al Barcellona per cinque milioni di euro a fine stagione. Il portiere del Napoli, che lo ha avuto in prestito dal Liverpool – secondo quanto scrive oggi il quotidiano iberico ‘El Mundo Deportivo’ – sarebbe il prescelto dalla squadra catalana per la successione a Victor Valdes che ha gia’ annunciato di voler lasciate il Barca a giugno. Altra nota negativa viene dall’infermeria. Nell’infortunio occorsogli sabato sera, Giandomenico Mesto ha riportato la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro ed e’ stato operato a Roma, a Villa Stuart, dal prof. Mariani. Per rivederlo in campo bisognera’ aspettare la prossima primavera inoltrata



Crescita economica, è guerra di cifre tra Istat e Tesoro: l’istituto di statistica ha tagliato le stime del Pil del governo e il ministro dell’Economia Saccomanni ha puntualizzato: “non tengono conto delle riforme”. Secondo il rapporto sulle prospettive dell’economia italiana dell’Istat, l’economia italiana subira’ quest’anno una contrazione dell’1,8% e crescera’ dello 0,7% l’anno prossimo, una percentuale inferiore a quella diffusa dal ministro Saccomanni, che nell’audizione al senato del 29 ottobre scorso aveva parlato di una crescita dell’1,1%.

 La differenza di stime sulla crescita del Pil – ha spiegato il ministro da Londra – e’ “essenzialmente dovuta al processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso e alle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene”: “non so – ha aggiunto – in che misura l’Istat tenga conto anche di questi fattori”. Quello delle stime sulla crescita – ha spiegato Saccomanni – “e’ un tema sul quale evidentemente abbiamo opinioni leggermente diverse”. Il ministro Saccomanni ritiene, in particolare, “che la differenza, che e’ una differenza modesta, sia essenzialmente dovuta all’attivita’ del processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso”. Secondo il ministro del Lavoro Enrico Giovanni, “quelle dell’Istat sono previsioni che confermano per il 2013 un trend molto negativo, e indicano per il 2014 una crescita dello 0,7%, anche se, nello stesso comunicato stampa, si indica chiaramente che, nel caso in cui la fiducia crescesse, si arriverebbe intorno all’1 per cento, se la ripresa economica dovesse continuare”. L’analisi dell’Istat appare quindi a Giovannini “come uno stimolo per fare la legge di stabilita'”.

A ricordare che la situazione e’ ancora difficile e’ intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sottolineando che in questo momento le risorse “scarseggiano”; “la coperta – ha detto il Capo dello Stato – restera’ corta anche se riusciremo con grande sforzo collettivo di responsabilita’ e di coesione a riaprirci presto un sentiero di crescita per l’economia italiana nel quadro europeo e di alleggerimento del debito pubblico e del deficit di bilancio”.

L’ex presidente della Regione Campania ed ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino e altri 27 imputati sono stati assolti con formula piena nel processo per gli illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Il dibattimento era davanti ai giudici della quinta sezione penale collegio C del tribunale di Napoli. Tra i reati contestati ci sono a vario titolo la truffa, il falso, la frode in pubbliche forniture. Il pm Paolo Sirleo nel corso della sua requisitoria aveva chiesto l’assoluzione per Antonio Bassolino per intervenuta prescrizione dei reati anche se “aveva concorso nella sua commissione”. Assoluzione anche per Pier Giorgio Romiti, Armando Cattaneo, ex top manager Fibe. “La sentenza emessa dai giudici dimostra la verita’ dei fatti, cosi’ come sono andati e ripaga Antonio Bassolino di un calvario di sofferenza”. E’ questo il commento a caldo degli avvocati dell’ex Governatore della Campania Antonio Bassolino, ovvero i penalisti Massimo Krogh e Giuseppe Fusco, i quali hanno commentato l’assoluzione con formula piena per alcuni reati e quella per prescrizione per altri reati contestati. Tra gli assolti dalla quinta sezione penale del tribunale di Napoli ci sono anche Raffaele Vanoli, ex sub commissario all’emergenza rifiuti, per il quale il pm aveva chiesto la condanna. Per la societa’ Impregilo era stata chiesta anche la condanna al pagamento di 750mila euro e a due anni di interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione. Per il processo sul ciclo dei rifiuti in Campania numerosi capi di imputazione furono gia’ dichiarati prescritti dalla V sezione del tribunale. Il collegio aveva infatti gia’ emesso una sentenza predibattimentale in cui dichiarava la prescrizione di svariate imputazioni di falso e abuso d’ufficio risalenti ai primi anni Duemila, prosciogliendo contemporaneamente gli imputati senza entrare nel merito. A causa delle lentezze che fin dal primo momento hanno caratterizzato il processo, era stato ipotizzati fin dal suo avvio nel 2008 che molti capi di imputazione si sarebbero prescritti. Gli imputati erano 28, 549 i Comuni campani che figurano tra le parti offese. Quella di oggi e’ una sentenza che assolve gli imputati, tra i quali Antonio Bassolino, per il reato piu’ grave ovvero quello di truffa perche’ “il fatto non sussiste” e li scagiona per gli altri reati per intervenuta prescrizione.

“La Regione Campania – scrive Caldoro su Twitter – ha già investito 300milioni per le bonifiche ma servono più fondi. In base a quanto riferito dagli esperti, servono quasi 950milioni. Abbiamo chiesto al Governo una legge speciale che intervenga sulle bonifiche e sulla salute del cittadino. Bisogna intervenire presto perchè c’è il rischio di discesa di agenti inquinanti nella falda acquifera. Parliamo di 30 anni di saccheggio del territorio.
Sono per la massima trasparenza, è bene che tutti sappiano, soprattutto i cittadini, cosa sta accadendo. Le dichiarazioni del pentito Schiavone circa i rifiuti interrati nel territorio regionale, sono oggetto già dal 1997 del lavoro di magistrati e forze dell’ordine che sono intervenuti verificando cosa c’era sul territorio, e già da anni il lavoro di perimetrazione delle aree si sta facendo con grande efficacia. Siamo solo all’inizio. Per me questa è la vera, grande sfida, a cominciare dal nucleo di maggiore inquinamento, controllarlo per dieci, venti anche 100 volte. è un problema serissimo e noi dobbiamo intervenire con la massima efficacia.
Bonifiche, controlli e repressione: stanno in queste tre parole le azioni che Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, indica come percorso da seguire per il contrasto all’abbandono e ai roghi di rifiuti sversati illegalmente. ”Sicurezza e repressione con pene piu’ dure – dice – Azione di sanita’ pubblica e un controllo anche maggiore di quello che gia’ si fa sul prodotto”. ”Non bastano solo le istituzioni, ma cittadini, imprese, gli organi medici – dice – Avremo tanti nemici, non credo che la camorra restera’ a guardare perche’ ha tutto l’interesse a che il sistema non funzioni”. Una sfida che deve riguardare la salute e l’ambiente e deve coinvolgere ”una intera comunita’ che deve riprendere orgoglio e forza”. ”Le cattive abitudini sono dure a morire – afferma – E’ mai possibile che ancora oggi c’e’ chi, cittadini e imprenditori sconsiderati, pensano di risparmiare, buttando i loro rifiuti nei campi e facendoli incendiare?”. Caldoro ricorda che ”la Campania almeno fino al 2006, era un’area che veniva saccheggiata. Tante imprese che non volevano pagare lo smaltimento – aggiunge – hanno preferito risparmiare e interrare dove c’era chi glielo permetteva, dove la camorra lo consentiva”. Il presidente della Giunta regionale parla di ”dramma”, una ”questione non ordinaria” che va affrontata ”senza fare un solo passo indietro”. ”E’ una sfida che riguarda tutti – conclude – Non solo la Campania, perche’ e’ un tema europeo e italiano”.

Mi hanno chiesto perché il Sud puzza e di che cosa.

In realtà quella puzza sta a segnare un risveglio, importante, che sta cambiando il Sud. La sua società, sta costruendo una nuova comunità, che si dà delle regole, quando non vengono rispettate quelle che dovrebbero governare una società. Al Sud questa nuova società si manifesta attraverso la nascita di centinaia di comitati, associazioni, gruppi di cittadini, che si uniscono per risolvere problemi che le istituzioni non hanno risolto e che addirittura in alcuni casi hanno aggravato.
Si va dall’inquinamento alla lotta alla mafia, alla mancanza di lavoro, e questo titolo è nato proprio in una delle zone del sud che in questo momento, anche se la cosa dura da trenta anni, è più nota, ovvero la Terra dei Fuochi. La piana del Volturno, a nord di Napoli, fino anche nella provincia di Caserta, il Monte Massico, che chiude quella piana. La terra più fertile del continente, 4 raccolti l’anno. Questo incredibile paese di pazzi, ha scelto quella zona per trasformarla nell’immondezzaio nazionale e non solo! Lì nella Terra dei Fuochi sono state disseminate centinaia e centinaia di discariche abusive e anche non abusive, di rifiuti tossici, radioattivi, con una crescita di casi di cancro. Lì si muore con una diffusione di malattie orribili,impressionante.
Stavo intervistando uno di costoro, protagonista di uno dei comitati più attivi, Enzo Tosti di Atella, e gli dicevo: “Scusa, ma questa roba va avanti da trenta anni, come mai tutti vi state muovendo nell’ultimo anno e mezzo?” Perché il numero di comitati, associazioni, di lotta nati in un anno non sono nati nei 10 anni precedenti.
E lui mi ha risposto: “Io mi svegliavo con l’odore di mandarini, e poi la puzza ci ha svegliato!”
Gli avevo creduto, poi però mi sono ricordato che io sono cresciuto nell’ultima palazzina, popolare, del Rione Settembre a Taranto, dinanzi a cui a un certo punto eressero lo stabilimento siderurgico, sono stato lì fino all’età di 23 anni. Noi la puzza non la sentivamo, perché a tutto ti abitui e quella puzza diventa parte, come dire, della tua colonna olfattiva, non la senti più. Allora ho capito che la puzza non li ha svegliati, ma quando si sono svegliati hanno sentito finalmente la puzza. E non ci stanno più, non la vogliono più.
Per esempio a Taranto 24 associazioni di cittadini hanno fatto quello che in mezzo secolo non hanno fatto il governo, la regione, la provincia, il comune: hanno dimostrato l’inquinamento e di quali agenti inquinanti è composto, con dati inoppugnabili da parte degli stabilimenti industriali. Si è giunti a ottenere la condanna dei dirigenti che non hanno rispettato le regole nella produzione dell’acciaio. E’ agli arresti domiciliari Riva padre, è latitante Riva Figlio, i proprietari, il più grande sequestro di soldi della storia della magistratura: 10 miliardi di Euro. Il commissariamento dell’azienda che viene diretta da persone non nominate dai proprietari, ma dal governo, per rispettare le regole fino a ora violate, e persino la minaccia di in procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia per avere fatto produrre acciaio non rispettando le norme europee. Tutto questo in un pugno di mesi, dopo mezzo secolo.
In Calabria c’è una vera e propria rifondazione della società, quali sono i problemi più grossi della Calabria? La Ndrangheta e la mancanza di lavoro, bene, la zona più mafiosa quale è? La Locride, restiamo lì.
Nella Locride, una cooperativa per la produzione di frutti di bosco, ideata da Monsignor Bregantini, allora Vescovo della Locride, era fatta da giovani di famiglie mafiose, per sottrarli al rischio che diventassero complici nella gestione mafiosa del territorio. Il certificato antimafia, la cooperativa lo dovette fare a nome del suo vescovo, perché quelli avevano cognomi troppo imbarazzanti per poterlo chiedere. Vincenzo Linarello ha lasciato tutti i privilegi della sua famiglia per costruire una casa di liberazione, in cui tutto viene messo in comune. E’ sorto il gruppo Goel, che in ebraico significa colui che riscatta gli altri dalla schiavitù, senza avere nessun interesse personale. Questo gruppo oggi è la realtà economicapiù grande della Locride. Dalla coltivazione di frutti di bosco, prodotti Bio, etc., fino all’alta moda con la linea Cangiari, che ha Versace come consulente e sfila a New York. Milioni di Euro di fatturato, oltre un centinaio di dipendenti fissi, tutti in regola, cultura, economia, comunità non mafiosa nel cuore del regno della ndrangheta. Sta cambiando la società, ne hanno passate di tutti i colori, gli hanno distrutto tutto e hanno ricominciato.
In Sicilia forse uno degli esempi più clamorosi e più noti è quello di Addio Pizzo, una specie di holding della sana società. Partì con un gruppo di sette ragazzi, che volevano aprire un negozietto di prodotti bio, consumo solidale. Nel business plan trovarono una voce e dice: “Scusa, ma questo che cosa è?”- “Questo è il pizzo!” –
“E dice no, ma noi non lo vogliamo pagare!” Annunciarono a tutta Palermo, inondandola di volantini, che loro non avrebbero pagato il pizzo. Fu una vera e propria rivoluzione, cioè nessuno pensava che si potesse osare così tanto, Libero Grassi, che aveva fatto lo stesso, è diventato un eroe alla memoria, come tanti altri.
Ad Addio Pizzo oggi aderiscono 800 negozi che espongono “Io non pago il Pizzo” e mettono il bollino su quello che compri, e ci sono altri due mila aspiranti a entrare, più di un migliaio di esercizi con la rete antiracket.
La più grande associazione antiracket di Italia ha oltre un centinaio di aderenti, e in un paesino di 17 mila abitanti, Scordia, dove la mafia uccideva, la media era un morto ogni 400 abitanti. Adesso il vero potere in quel paese è l’antimafia!
La Lucania è un caso a parte, fa venire i brividi perché è in corso la desertificazione della regione, una delle più deserte d’Europa, ma il problema della Lucania quale è? Ha troppo petrolio e i più grandi giacimenti di petrolio non offshore d’Europa sono qui. In Lucania si stanno applicando metodi di coltivazione dei giacimenti che sono adatti ai deserti, ci sono pozzi di petrolio a poche centinaia di metri dalla piazza del paese.
Basti pensare che la più grande tragedia ambientale, ecologica, di sempre, dovuta al petrolio, che fu l’esplosione di un pozzo della piattaforma nel golfo del Messico devastò le coste di 4 stati americani, era a 80 chilometri di distanza, a Marsico Vetere c’è un pozzo di petrolio a 400 metri dall’ospedale.
In Irpinia, stanno perforando, se sono aggiornato, un pozzo di petrolio a 300 metri dal paese! Riuscite a immaginare che cosa succede lì? Ebbene lì si stanno muovendo molte associazioni. Solo a Matera ci sono un centinaio di associazioni, ognuno con le sue idee, anche in conflitto tra di loro, però tutta questa comunità si dà terribilmente da fare per migliorare la sua vita.
Per capire che cosa sta accadendo ho applicato a questi fenomeni sociali alcuni criteri della geometria delle reti, che ti aiuta a capire che cosa succede tra gli esseri umani.
La geometria delle reti studia i collegamenti tra nodi, che possono essere persone, comitati, cellule cerebrali, centrali elettriche, etc. Quando questa rete raggiunge la connessione totale si ha un cambio di stato. In matematica si dice che è emersa una componente gigante, in fisica che si è avuta una percolazione, il cambio di stato può essere per esempio l’acqua che passa dallo stato liquido allo stato solido, tra gli esseri umani, in sociologia, si dice che è nata una nuova comunità. E’ in atto al sud la nascita di un cambio di stato, cioè di una comunità che cerca regole, le fa rispettare e quando non le ha se le dà.
E’ un fenomeno pazzesco, anche perché una branca della geometria delle reti, che è la teoria dei lampi e delle raffiche, spiega che in questo universo le cose succedono così, per moltissimo tempo non succede niente in tempi molto ristretti, velocemente, accade di tutto, poi ancora per molto tempo non succede niente, ed è esattamente quello che sta accadendo al Sud.
Per 50 anni a Taranto non si è mosso niente, in un anno e mezzo l’ira di Dio, per trenta anni nella terra dei fuochi non è successo quasi niente, negli ultimi 15 mesi l’ira di Dio.
In Calabria da sempre la ndrangheta era la padrona del territorio, adesso le padrone dell’ndrangheta , cioè le madri, le mogli di quei mafiosi, hanno creato il fenomeno del pentitismo nell’ndrangheta che è uno dei più interessanti che ci sia, viene studiato dagli antropologi come un nuovo fenomeno, dice ma perché? Perché siccome nella ndrangheta la cosca coincide con la famiglia, se tu ti penti devi denunciare papà, mamma, fratello, marito, figli, e questo sta accadendo. Sta cambiando la società al sud, sta nascendo una società migliore, più grande, corretta, più grande d’animo, che sta imponendo regole civili a una parte importante e martoriata del paese.

Pino Aprile


Otto mozioni sulle azioni di bonifica nella Terra dei fuochi, tutte più o meno simili anche se con accenni diversi: dai gruppi di maggioranza all’opposizione (con l’eccezione della Lega Nord, che non ha presentato mozioni), le richieste sono quelle: controllare, verificare, coordinare, agire, avviare, adoperarsi, monitorare. Il tema è quello dell’area campana in cui sono stati illecitamente bruciati rifiuti tossici. Le mozioni, che verranno discusse oggi in aula alla Camera, dalle 12,15, seguono la desecretazione, da parte dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio, dell’audizione dell’ex boss della camorra Carmine Schiavone, nel 1997 di fronte alla commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

M5S: SERVE UNA CAMPAGNA DI INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE La mozione dei 5 stelle, primo firmatario il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (originario di Avellino), chiede innanzitutto di ‘porre in essere tutte le forme di controllo incisivo del territorio campano atte a far cessare il criminale e illecito sversamento di rifiuti tossici in zone agricole e ad alta densità  abitativa’. Inoltre per il M5s è necessario ‘intraprendere gli improrogabili interventi di bonifica del territorio campano, al fine di cercare almeno di limitare i danni di decenni di scellerate politiche di gestione ambientale del territorio’. E ancora: ‘Avviare, con un adeguato coinvolgimento del ministero della Salute, una massiccia campagna di indagini epidemiologiche finalizzate a fare luce sull’impatto delle contaminazioni sulla salute delle popolazioni residenti, anche dando ampia pubblicità  ai risultati, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla nocività  di certi comportamenti criminali, non essendo concepibile che gli unici dati a disposizione siano quelli forniti dalla Nato’. Il M5s chiede inoltre di ‘istituire un tavolo tecnico permanente, che funga da cabina di regia, presso il ministero dell’Ambiente, nel quale siano coinvolte le associazioni e i comitati di cittadini da anni impegnati nelle lotte a difesa del territorio, personalità  del mondo scientifico competenti in materia e rappresentanti di regione ed enti locali’. 

MISTO: ELABORARE UN PIANO NAZIONALE PER LE BONIFICHE Anche i deputati del Misto hanno presentato una mozione in merito, prima firmataria l’ex Movimento 5 stelle Vincenza Labriola (seguita dalla pattuglia socialista e da Pino Pisicchio di Centro democratico). I deputati (13 in tutto) chiedono al Governo di ‘attivare e aumentare le risorse finanziarie pubbliche per fare decollare il settore delle bonifiche; elaborare un piano nazionale per le bonifiche, con la tempistica cronologica degli interventi, che preveda nuovi investimenti produttivi con nuove infrastrutture ad alta sostenibilità  ambientale’. E ancora: ‘Adottare un piano di sorveglianza sanitaria mirata, che coinvolga il ministero dell’Ambiente, quello della Salute e gli enti locali’; inoltre l’esecutivo dovrebbe adottare ‘un piano per l’aggiornamento dei tecnici delle Pubbliche amministrazioni in merito alla modalità di valutazione della qualità  ambientale’. Altro problema sollevato quello delle aree dei poligoni di tiro: per i deputati del Misto si tratta di ‘definire, in accordo con gli enti locali coinvolti, in maniera concreta, i tempi e la strategia di utilizzo degli stanziamenti previsti per la bonifica dei siti inquinati nelle aree dei poligoni di tiro’. Un accenno anche al cibo: si chiede infatti all’esecutivo di predisporre gli strumenti idonei a valutare in tutti i siti di interesse nazionale per le bonifiche ‘il contributo all’esposizione derivante dal potenziale ingresso nella catena alimentare dei contaminanti riscontrati nelle varie matrici ambientali.

SEL: RENDERE PUBBLICI I NOMI DELLE SOCIETA’ COINVOLTE I deputati di Sinistra ecologia e libertà  (primo firmatario il capogruppo a Montecitorio Gennaro Migliore) chiedono al Governo di ‘svolgere immediatamente analisi a tappeto nel vasto territorio interessato, a cominciare da quello indicato dai vari collaboratori di giustizia (leggi Schiavone; Ndr) come luogo di sversamento dei rifiuti tossici da parte della criminalità  organizzata’. Altra richiesta di Sel è quella di ‘rendere pubblici i nominativi delle società  coinvolte a qualsiasi titolo nella produzione, nel trasporto e nello smaltimento illecito di materiali tossici’. Inoltre il partito guidato da Nichi Vendola chiede all’esecutivo di nominare ‘una commissione di esperti, trasversali, con la presenza anche di medici, che studi un metodo di smaltimento delle ecoballe che non peggiori il già  altissimo livello di inquinamento del territorio giuglianese’.

 PD-SC: RIVEDERE LE FUNZIONI DELLE ARPA Una delle mozioni della maggioranza, firmata da un gruppo di deputati Pd e Scelta civica (prima firmataria Michela Rostan del Partito democratico), impegna il Governo a ‘perpetuare una politica di inasprimento delle pene per i reati ambientali, da assimilarsi, a tutti gli effetti, sostanziali e processuali, a quelli di stampo mafioso e terroristico’. Viene poi chiesto di ‘istituire quanto prima un tavolo interministeriale’, e soprattutto di ‘adottare ogni iniziativa di competenza, specie di tipo normativo, per una revisione delle funzioni delle agenzie regionali per la protezione ambientale, valutando – se del caso – di assegnare al personale delle stesse anche i poteri di polizia giudiziaria’. Una mozione praticamente uguale è stata presentata anche da Antimo Cesaro (Sc) insieme alla stessa Rostan. 

PD: COINVOLGERE ISS, CNR E ISPRA La mozione ‘ufficiale’ del Pd è firmata dalla deputata campana Pina Picierno, seguita dal capogruppo Roberto Speranza e dal segretario nazionale Guglielmo Epifani. Al Governo si chiede di valutare ‘l’opportunità, eventualmente con il coinvolgimento dell’Istituto superiore di sanità e del Consiglio nazionale delle ricerche, di avviare un’indagine accurata sulla salubrità  dei terreni […] anche al fine di prevenire allarmismi generalizzati’. Un’altra richiesta è quella di ‘accertare, con il coinvolgimento dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, i danni ambientali cagionati dall’interramento illegale di rifiuti industriali e tossici nei terreni del basso Lazio e della Campania e ad attivare l’avvocatura dello Stato affinchè compia al più presto l’attività  istruttoria per il procedimento di costituzione di parte civile’. E ancora: ‘Definire un piano di bonifiche nazionale’ e ‘considerare la possibilità  di affidare l’eventuale monitoraggio in itinere dei risultati delle operazioni di bonifica all’Ispra’.

 CD: SERVE UN COORDINAMENTO CENTRALE La mozione del partito guidato da Bruno Tabacci (primo firmatario l’ex Idv Nello Formisano) chiede di ‘modificare, entro il mese di novembre 2013, la legislazione in campo ambientale, in particolare per quel che riguarda le sanzioni per i reati commessi nella Terra dei fuochi, ipotizzando anche l’introduzione di uno strumento penale più efficace’ Inoltre si chiede al Governo di ‘adoperarsi, anche con opportune iniziative normative, per l’istituzione di un coordinamento centrale di tutte le attività  volte alla lotta contro l’emergenza rifiuti’, anche con ‘iniziative di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza circa le cause e gli effetti negativi sulla salute pubblica dei roghi e dei comportamenti illegali, anche non legati alla camorra’.

 PDL: PREDISPORRE UN ‘PIANO MARSHALL’ DI BONIFICHE Infine, la mozione del Pdl (primo firmatario Paolo Russo, con lui anche l’ex ministro Mara Carfagna, campana): al Governo si chiede innanzitutto di ‘definire un sistema straordinario di presidio e controllo del territorio interessato per bloccare il fenomeno degli sversamenti illegali e dei roghi tossici, coinvolgendo, in primis, le Forze armate’. Poi si chiede di ‘predisporre uno screening epidemiologico e di delimitare ‘le cosiddette aree food certificate e quelle che, invece, necessitano di misure di tutela ambientale’; i pidiellini parlando poi della necessità  di ‘predisporre un ‘piano Marshall’ di bonifiche che, in maniera scientifica, indichi l’ordine delle priorità , l’approccio tecnico e le modalità  operative’. E ancora: ‘Istituire una struttura centrale di gestione degli appalti per le attività  di bonifica e ripristino con un sistema impermeabile alle organizzazioni criminali sul modello di Expo 2015; utilizzare le ‘risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fers) e del fondo di coesione europeo e nazionale per la bonifica dei siti inquinati campani, escludendo le risorse così utilizzate dai vincoli del patto di stabilità‘. Infine: ‘Disegnare un sistema di tracciabilità assoluta che coinvolga l’intera filiera agroalimentare campana’, introducendo ‘il reato di disastro ambientale nel codice penale’.

 
Che potesse trasformarsi nell’ennesima guerra agroalimentare fra Nord e Sud lo si era intuito subito. La Terra dei Fuochi utilizzata come grimaldello per bloccare io prodotti del made in Campania. Tanto da suscitare la reazione adirata della Regione. “Il Nord non puo’ permettersi di essere ‘untore’ dei prodotti agroalimentari del Sud in quanto gran parte delle responsabilita’ dell’avvelenamento e dell’emergenza ambientale in Campania grava proprio su alcune aziende del Settentrione”. Nel mirino la campagna pubblicitaria della Pomi che sta scatenando un fuoco di fila di proteste. “L’azienda in questione deve ritirare immediatamente la pubblicita’ e risarcire il danno materiale e morale provocato ai nostri territori” – aggiunge Romano -, che sottolinea: “nel passato aziende del Nord hanno sversato i propri rifiuti illegali nel nostro territorio, con la complicita’ della camorra, e oggi vorrebbero imporci il doppio danno di massacrare le nostre produzioni agroalimentari? E’ gravissimo e inammissibile!”. Il numero uno del parlamento regionale campano sottolinea, inoltre, di essere d’accordo con il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: “la magistratura ha gia’ ricostruito i fatti delittuosi e colpira’ le relative responsabilita’ – ha detto Romano -; ma, adesso, cio’ che conta e’ reagire e procedere alla individuazione e alla delimitazione delle aree avvelenate, dimostrando che i prodotti campani sono salubri e soprattutto facendo partire le bonifiche”. Ma non è la prima volta che succede. Basta ricordare la campagna contro le mozzarelle alla diossina, tralasciando il fatto che le mozzarelle che diventavano all’improvviso blu dopo l’acquisto provenivano da stabilimenti del Nord. La cosa drammatica è che si continua a speculare sulla pelle della gente, utilizzando una tragedia a fini commerciali. E questo è davvero inconcepibile.
A.T.

L. Stabilità, Tesoro: 1 miliardo in meno di tasse per le famiglie
Le famiglie italiane dovrebbero beneficiare di una riduzione della pressione fiscale di circa 1 miliardo di euro a seguito delle misure comprese nella legge di Stabilità. A chiarirlo – mentre da più parti osservatori e commentatori lanciano l’allarme sull’impatto fiscale della Legge di Stabilità – ci ha pensato il ministero dell’Economia. “Per la prima volta negli ultimi anni, la manovra finanziaria riduce la pressione fiscale di un decimo di punto percentuale (da 44,3 a 44,2% del PIL) – si legge nel testo – segnando una inversione di tendenza: obiettivo prioritario del Governo è di ridurre le tasse e la diminuzione della pressione fiscale sarà più marcata negli anni successivi (43,7% nel 2016, che potrebbe diminuire ulteriormente grazie alla revisione della spesa recentemente avviata). Le famiglie sono quindi tenute al riparo da significativi incrementi di imposta (sono solo parzialmente interessate dall’aumento dell’imposta di bollo su conti deposito titoli e altri strumenti finanziari e dalla revisione delle detrazioni) mentre sono oggetto di sgravi fiscali (1,5 miliardi di maggiori detrazioni IRPEF) e di un intervento in favore dei comuni pari a 1 miliardo teso a ridurre l’impatto delle imposte sugli immobili. Complessivamente – aggiunge la nota – le famiglie dovrebbero beneficiare di una riduzione della pressione fiscale di circa 1 miliardo di euro. L’incremento del gettito fiscale prodotto dalla manovra finanziaria (che – ricordiamo – interviene sul quadro definito dalla legislazione vigente, quindi modifica entrate e spese già precedentemente determinate, entro gli spazi consentiti da un quadro caratterizzato da un elevato debito pubblico) nel 2014 è pari a 973 milioni. A questo incremento di gettito contribuiscono prevalentemente misure che riguardano gli intermediari finanziari (2,6 miliardi) e altre misure di carattere volontario come la rivalutazione delle partecipazioni e dei beni delle imprese”.


CORRIERE DELLA SERA – In alto: “Cancellieri offre 2 volte le dimissioni. Letta: resta, è giusto andare avanti”. Editoriale di Angelo Panebianco: “Non basta dire no ai populisti”. Al centro: “Il caso dei bonus ai giovani”. Ancora al centro con foto: “Il Toro ferma la Roma dei record. Barbara Berlusconi contro Galliani”. Di spalla: “Il disagio dei renziani ai tempi della Rete”. In basso: “Un miliardo in quadri: il tesoro nazista”. 
LA REPUBBLICA – In apertura: “Cancellieri, Letta blinda il governo”. Di spalla: “Pretty baby, gli amori disperati delle bambine mascherate da donne”. Al centro: “L’Aquila, il dossier segreto Ue: sprechi e mafie nel dopo terremoto”. Accanto: “Il Paese che perde i suoi giovani”. 
LA STAMPA – In apertura: “Epifani: manovra da cambiare”. Editoriale di Marcello Sorgi: “Inizia una nuova stagione”. Al centro con foto: “Il Toro ferma la Roma. E fa un favore alla Juve”. In alto: “Cancellieri, maggioranza blindata”. 

IL GIORNALE – In apertura: “Sette mosse per salvare la casa”. Editoriale di Nicola Porro: “La bagarre sul fisco”. In un box, Brunetta: “Perché riscrivere la legge di Stabilità”. Al centro con foto: “Di Pietro vuole multare gli ex. E nasce l’Equitalia dei valori”. Di spalla, Marcello Veneziani: “Il 4 novembre ricordiamo il milite ignaro”. 
IL SOLE24ORE – In apertura: “Si riapre il rebus dell’Irap per i piccoli contribuenti”. Editoriale di Enrico De Mita: “Furbizie di Stato e diritti ignorati”. Al centro: “Fiducia in lento recupero”. 
IL MESSAGGERO – In apertura: “Casa, tornano le detrazioni”. Editoriale di Marco Fortis: “L’Europa latina e la riscossa industriale anti Germania”. In alto, il retroscena: “Quella richiesta al premier di unire legge di stabilità e decadenza”. Al centro, Cancellieri: “Se Letta mi chiede di lasciare poi lo dovrà spiegare al Paese”. 
IL TEMPO – In apertura: “Basta chiacchiere, contate i morti”. Editoriale di Gian Marco Chiocci: “Un cazzotto all’indifferenza” Al centro con foto: “La Roma torna sulla terra”. 

IL FATTO QUOTIDIANO – In alto: “D’Alema, Renzi e il delitto politico di Bersani”. Ancora in alto: “Stabilità e larghi malintesi su 43 euro di sconto fiscale”. Al centro con foto: “Italia tutte curve”. Di spalla, Marco Travaglio: “Ma mi faccia il piacere”.




























Politica interna

M5S – Per Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, l’incentivo che avrebbe dovuto favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro “ha fallito miseramente”. La misura, varata dal governo Letta, avrebbe dovuto garantire 200mila assunzioni, ma i dati pubblicati ieri dal Corriere della Serafissano a quota 13.770 gli incentivi prenotati dalle aziende per assumere lavoratori tra i 18 e i 29 anni. Una critica, quella di Grillo, che replica alle parole di Letta dello scorso 26 giugno. Il premier aveva, infatti, accusato Grillo di dire inesattezze circa i requisiti necessari per usufruire del bonus giovani varato dal governo, sottolineando che l’esecutivo mette il lavoro tra le sue priorità e che non mollerà questa lotta “a dispetto del disfattismo di chi pare non riuscire a non criticare chi cerca di agire e di fare le cose per bene, quasi solo per la soddisfazione di vedere le cose andare ancora peggio, oltreché per la necessità di caratterizzarsi solo e soltanto per contrasto”.
Pdl – Lo scontro tra “lealisti” e “governativi” all’interno del Pdl rimane acceso. E a Silvio Berlusconi va il difficile compito di tenere unito il partito. Ieri il leader del centrodestra ha ricevuto ad Arcore una pattuglia di “lealisti”, guidata dalla Santanchè, e oggi o domani vedrà invece Alfano. Sul tavolo, oltre alla tenuta del partito, anche il modo di conciliare la difesa dell’ex premier (che passa anche per l’ipotesi di uscita dalla maggioranza) con il sostegno al governo (giudicato imprescindibile da Alfano e dai suoi “innovatori”). Decisivi saranno i prossimi passaggi, quali il Consiglio Nazionale anticipato a metà novembre (richiesta perentoria dei “lealisti”), la scelta su quale atteggiamento tenere sulla legge di Stabilità, che sarà votata entro novembre al Senato, e infine il voto sulla decadenza.
Cancellieri – Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sarà chiamata domani pomeriggio davanti a Camera e Senato per spiegare i motivi del suo intervento per far scarcerare in tempi rapidissimi Giulia Ligresti, la figlia dell’ex patron di Fonsai. Solo dopo averla ascoltata i partiti decideranno se assolverla o meno. E se da un lato il M5S già oggi depositerà a Montecitorio e Palazzo Madama le mozioni di sfiducia individuali, dall’altro il Pdl sembra fare quadrato attorno a lei. “Il ministro Cancellieri non deve dimettersi e lo diremo anche in Parlamento”, annuncia Renato Brunetta. E ancora: “Ho già espresso piena solidarietà al ministro, oggetto di un attacco insopportabile. Ma a Berlusconi, per una telefonata in Questura, son stati dati 7 anni di galera. E allora dico: no a due pesi e due misure. Questo paragone secondo me non è azzardato, piuttosto ritengo ipocrita non farlo”. Sulla vicenda il Pd appare diviso. Per Civati “il ministro si dovrebbe dimettere”, mentre Cuperlo non è per “il fuori subito”. E aggiunge: “Vista la sua personalità e il suo spessore, ascolteremo la Cancellieri con attenzione. Vorrei però che nessuno utilizzasse questo episodio per colpire il governo Letta”.
Pd – C’è una battaglia sui voti all’interno del Pd. Chi ha vinto, al netto di ricorsi, polemiche, veleni, sospetti di brogli, tra Gianni Cuperlo e Matteo Renzi nei congressi provinciali Pd di tutta Italia? Le votazioni sono quasi concluse e adesso si cominciano a fare i conti. Dal comitato di Cuperlo, qualche giorno fa, erano usciti i primi dati, favorevoli al deputato triestino: 49 segretari provinciali per lui, 25 per Renzi. Lo staff del sindaco di Firenze dà però una versione molto diversa: “Finiremo 50 a 50…”, dicevano gli uomini a lui più vicini. Secondo questi conteggi, al momento Renzi sarebbe addirittura in vantaggio: 45 per lui, 41 per Cuperlo.
Politica estera
Egitto – John Kerry, il segretario di Stato Usa, ieri è arrivato al Cairo per ricucire i rapporti con il nuovo regime guidato de facto dal generale Adbel Fattah Al Sisi. La sintesi dell’incontro durato sei ore la dà un Kerry conciliante nella conferenza stampa con il ministro degli Esteri Nabil Fahmi: “Una riflessione politica basata sulla nostra legge”. Sempre il segretario Usa ha definito l’Egitto un “partner vitale” che “pare intenzionato a proseguire sulla via della democrazia”. Poi un impegno-richiesta: “La nostra alleanza sarà certo più forte quando questo Paese sarà rappresentato da un governo civile, inclusivo, eletto democraticamente e basato sul rispetto della legge e delle libertà fondamentali”.
Israele – Il fiume Giordano è destinato a cambiare fisionomia. Sulla sua sponda occidentale sarà costruita una barriera ad alto contenuto tecnologico per bloccare intrusioni ritenute pericolose o sgradite. Il premier Benyamin Netanyahu ha detto ieri che “il Giordano deve restare il nostro confine di sicurezza”. In Cisgiordania, ha lasciato intendere, c’è spazio per un compromesso con Abu Mazen. Ma la valle del Giordano mantiene un significato importante per gli strateghi israeliani. In primo luogo la barriera servirà a scongiurare il pericolo che centinaia di migliaia di siriani, sfollati in Giordania, possano incamminarsi verso la Cisgiordania. La barriera avrà anche un chiaro valore politico: segnalerà ai palestinesi la determinazione israeliana a impedire che assumano il controllo del confine orientale del futuro Stato indipendente.
Economia e Finanza
Fisco – Si prepara la carica anti-tasse delle sentinelle del Pdl. Mentre il Tesoro risponde al fuoco da Via Venti Settembre, il presidente del Consiglio Letta cercherà di sminare il terreno della manovra incontrando da domani il Pd e poi il Pdl. Tutto ciò in vista dello showdown di giovedì, quando in Commissione Bilancio del Senato arriveranno gli emendamenti. Il capogruppo Brunetta avvisa: “O si cambia la tassazione sulla casa o il governo Letta non c’è più”. “C’è una supe-stangata”, ha rincarato Capezzone. Sul fronte governativo il ministro per le Infrastrutture Lupi (Pdl), tira il freno a mano: “No a regolamenti di conti interni sulla manovra”. Ad accendere la miccia dello scontro è stata la sortita della Cgia di Mestre che ha osservato che dalla legge di Stabilità il prossimo anno verrà un miliardo di tasse in più. Tesi contestata dal viceministro del Tesoro Fassina.
Btp Italia – Tutto pronto per la quinta emissione di Btp Italia. Le sottoscrizioni si apriranno domani e saranno garantite per almeno una giornata e mezza, fino alle 14 di mercoledì. Questo è il periodo di tempo minimo qualora il ministero dell’Economia decidesse di avvalersi della facoltà di chiudere in anticipo la sottoscrizione nell’evenienza di ordini eccessivi. Per questa nuova emissione domani il Tesoro comunicherà al pubblico il tasso reale minimo, che potrà rimanere invariato o essere rivisto al rialzo al termine del periodo di collocamento.

 
Niente record europeo per la Roma: il Torino ha fermato a 10 la serie di vittorie consecutive, dall’inizio del campionato, e il primato rimane del Tottenham ’60/’61, con 11 successi di fila. La corazzata di Garcia resta imbattuta, ma Napoli e Juventus si sono rifatte sotto, a -3 dai giallorossi. E’ stata un’impresa da Toro, i cui giocatori alla fine della partita hanno festeggiato come se avessero vinto. Cosi’ si e’ scaldato anche il pubblico granata, all’inizio un po’ tiepido. L’1-1 vale quanto un successo per la squadra di Ventura, ancora molto incerottata (ma anche la Roma aveva assenza importanti, come Destro, Totti, Gervinho e Leandro Castan) ma combattivi e soprattutto bravi tatticamente . Al gol di Strootman nel primo tempo ha risposto Cerci, all’ottavo centro in campionato, il primo, lui che e’ romano e romanista, alla sua ex squadra. Per il bomber del Toro c’e’ stata la standing ovation quando Ventura l’ha tolto a pochi minuti dalla fine, per coprirsi con un altro difensore, Maksimovic. La Roma ha protestato per due episodi dubbi in area, soprattutto il secondo quando Maicon e’ venuto a contatto con Bellomo mentre stava per crossare dal fondo. Per l’arbitro Banti e i suoi collaboratori e’ stato tutto regolare. Ma l’episodio non declassa l’importante risultato colto dal Torino, che Ventura ha schierato senza timori reverenziali e senza paure di schierare una squadra spavalda il giusto, Nella Roma qualche segnale di stanchezza, per Garcia il rimpianto forse di avere messo in campo troppo tardi Ljajic che ha seminato lo scompiglio tra centrocampo e difesa granata. Dai suoi guizzi e da qualche battuta a vuoto di Glick, molto provato nel finale, sono venuti i pericoli per Padelli, che tra i pali ha confermato di essere molto piu’ bravo che nelle uscite, respingendo una insidiosa punizione proprio del serbo. Duemila tifosi giallorossi hanno seguito l’armata invincibile (fin qui) di Garcia all’Olimpico di Torino dove invece il tifo granata e’ piu’ compassato del solito, deluso forse dagli ultimi risultati o rassegnato alla sconfitta. Il Torino ha provato ad arginare la Roma con un 4-3-3 ben organizzato. I giallorossi hanno iniziato al piccolo trotto, con fitti fraseggi a centrocampo intessuti da De Rossi, Bradley e Strootman. La Roma, con Liajic in panchina, ha atteso con pazienza di piazzare il colpo, preoccupandosi anche di impedire il pericoloso contropiede del Toro imperniato sugli scatti e le progressioni di Cerci, che comunque ha fatto sempre soffrire i difensori avversari. Cosi’ fino al 12′ Toro e Roma sono state pari in tutto, con un tiro alto per parte, il primo vero pericolo lo ha pero’ corso De Sanctis, che ha iniziato la partita con un’imbattibilita’ da 681′: tiro alto di El Kaddouri dopo un tentativo di ‘sfondamento’ di Cerci. Ma al 25′ la Roma ha impresso la prima accelerazione: destro al volo, su azione da calcio d’angolo, di Florenzi, con pallone che sfiora la rete sopra la traversa. E’ stato il prologo al vantaggio giallorosso, firmato dall’ottimo Strootman che ha sfruttato un assist di Pjanic bucando la non perfetta difesa granata. La porta di De Sanctis, tuttavia, ha corso altri due pericoli prima dell’intervallo, sempre ad opera di Cerci, prima con una punizione finita alta di poco, poi con un sinistro del bomber granata deviato con qualche difficolta’ in angolo dal portiere giallorosso. Al 45′ ancora Cerci, scattato in contropiede, ma praticamente senza compagni al seguito: e’ poi arrivato El Kaddouri ma il suo tiro e’ stato facilmente bloccato da Sanctis. Il Torino e’ partito forte nel secondo tempo ed al 20′ ha ottenuto il meritato pareggio: forse aiutandosi con una spinta – Benatia ha protestato – Meggiorini ha messo al centro dal fondo, per il guizzo vincente di Cerci. De Sanctis, battuto dopo 744′ (l’unico a fargli gol era stato finora Biabany del Parma) ha poi salvato il risultato respingendo una botta al volo di Meggiorini su cross di Basha. Ventura non ha pensato solo a difendersi, restando con tre attaccanti: Immobile dentro per Barreto. Garcia ha poi giocato la carta Lijaic senza pero’ riuscire a centrare l’11/a vittoria


Vendevano i numeri che regolano la fila negli uffici postali. Chi pagavi di più¹ poteva acquistare il numero più basso. Quattro persone sono state denunciate dai carabinieri delle compagnie Stella e Vomero nel corso di servizi antirapina predisposti nei pressi di uffici postali del rione Sanità  e dei quartieri di Secondigliano e Piscinola. Sono ritenute responsabili di interruzione di pubblico servizio. I militari dell’Arma hanno posto attenzione a quello che era diventato un odioso fenomeno: le liste per il turno agli sportelli regolate a piacimento e a fini di lucro da abusivi, che dalle prime ore del mattino si impossessavano degli scontrini emessi dalle apparecchiature eliminacode delle poste per regolare l’afflusso agli sportelli. I denunciati ridistribuivano o sostituivano con riproduzioni i biglietti in cambio di corrispettivo in denaro. Chi pagava di piu’ riceveva il biglietto per l’attesa piu’ breve, attivita’ che aveva seriamente turbato la regolarita’ del servizio determinando lamentele dei cittadini e preoccupazione degli addetti. Ai distributori abusivi sono stati complessivamente sequestrati circa 100 euro in monete e banconote, il frutto del comportamento illecito


Per ogni pizza venduta, dieci pizzerie di NAPOLI doneranno 25 centesimi. E lo faranno per finanziare progetti di contrasto alla violenza delle baby gang nel Centro storico. L’iniziativa partirà il prossimo 6 novembre e continuerà , per sei date, settimanalmente fino a gennaio. Il ricavato sarà  utilizzato dalla Fondazione di Comunità  del Centro storico di NAPOLI nata nel 2009 con l’obiettivo di sviluppare attività  a favore delle fasce deboli della società .


 Inter e Verona vincono e tornano davanti alla Fiorentina. I nerazzurri passano con un netto 3-0 a Udine, gli scaligeri battono 2-1 il Cagliari e si confermano macchina da punti al Bentegodi. Lombardi e veneti si dividono la quarta piazza, con 22 punti, alle spalle delle lanciatissime Roma (stasera in campo a Torino), Napoli e Juve. Nelle altre due gare altrettante vittorie esterne. Il Genoa vince 2-0 a Roma contro la Lazio che esce tra i fischi dell’Olimpico, mentre a Marassi il Sassuolo si aggiudica lo scontro diretto contro la Samp vincendo 4-3 e mettendo a rischio la panchina di Delio Rossi, mentre Di Francesco salva la propria. Tornando alla vittoria dei nerazzurri, sono Palacio (al settimo gol in campionato), Ranocchia e Alvarez a regalare a Mazzarri un successo convincente, sul campo di un’Udinese alla seconda sconfitta interna consecutiva dopo quella con la Roma. Buona prova per l’Inter che ha chiuso la partita nel primo tempo, per poi controllare la ripresa (palo di Guarin e terza rete di Alvarez). Il Verona, invece, supera 2-1 il Cagliari con il quinto gol di Toni e la rete di Jankovic, mentre non serve il gol della bandiera di capitan Conti ai rossoblu’. Vola l’Hellas, splendida quarta, mentre si fa difficile la classifica dei sardi alla terza sconfitta consecutiva, la quarta nelle ultime 5 partite. Perde in casa la Lazio, ko per le reti di Kucka e Gilardino (su rigore, mano di Ciani in area) nella ripresa. La squadra di Petkovic non riesce a ritrovarsi e si preannunciano altri giorni caldi dalle parti di Formello. I liguri si portano fuori dalla zona che scotta a quota 14 punti, a -1 dalla Lazio. Vittoria fondamentale per il Sassuolo che vince a Marassi e aggancia la Samp al terzultimo posto a quota 9 punti. Pozzi illude i doriani, nella ripresa cambia la gara: Berardi pareggia, poi la Samp resta in 10 (espulso Costa), ancora Berardi (rigore) e quindi Floro Flores portano sull’1-3 il Sassuolo, poi Eder e De Silvestri resuscitano la Samp, ma sul 3-3 Berardi, ancora su rigore, fissa il risultato sul 3-4.Di Francesco salva la panchina, Rossi rischia. 

Si fa sempre più incandescente la situazione del Pd a Cosenza. Ecco la lettera che i renziani hanno inviato al sindaco di Firenze per denunciare la situazione di caos che ha portato Franco Laratta, candidato alla segreteria provinciale, a ritirare la candidatura.

“Caro segretario,
quello che è accaduto nella Federazione provinciale di Cosenza è ormai noto.
In conseguenza delle palesi e continue violazioni di norme regolamentarie, il candidato alla segreteria provinciale, on. Franco Laratta, ha ritirato la candidatura.
Da evidenziare come:
-molte assemblee si sono tenute, e continuano a tenersi, alla presenza di garanti che si distinguono ed operano, non già come elementi di terzietà, bensì come pasdaran faziosi, indicati dall’organo provinciale di garanzia, già viziato nella terzietà sin dalla sua costituzione non paritetica, che si è distinto sin dal primo momento per assoluta faziosità, inducendo alcuni dei commissari ad abbandonare per protesta i lavori.

– in data odierna, la Commissione di garanzia provinciale, ha deciso, in assenza dei componenti dell’ Area Renzi, di bocciare tutti i ricorsi (l’unico ricorso fin qui accolto, è stato presentato dal candidato dell’Area Cuperlo!). Ricorsi finalizzati ad ottenere il rispetto delle regole, anche in vista della celebrazione della gran parte delle assemblee congressuali, previste in data odierna.

-La scarsa trasparenza dell’intero processo congressuale in corso ( per come segnalato nei diversi ricorsi a tutti i livelli degli organi di garanzia), ha già prodotto condizioni di impraticabilità delle assemblee congressuali di circolo, nelle quali non sono mancati problemi di ordine pubblico, mentre alcune sono state sospese o a più riprese interrotte. In tutte, comunque, si è registrata l’impossibilità per diversi simpatizzanti pd, di iscriversi al partito,. Fatto quest’ultimo denunciata regolarmente nei ricorsi trasmessi ai diversi livelli degli organi di garanzia.

In data odierna, si è celebrata un’affollata e condivisa assemblea provinciale in un cinema cittadino di Cosenza. Abbiamo così voluto manifestare l’assoluta irregolarità con cui si sono svolte e continuano a svolgersi, i congressi di circolo, da ieri anche in assenza del candidato alla segreteria, Laratta, che ha denunciato ‘l’assoluta impraticabilità del campo e la continuano violazione delle regole”!

Per quanto su esposto, i sottoscritti chiedono al Segretario nazionale di intervenire, nell’ambito delle sue funzioni e competenze, affinchè venga ristabilita la legalità statutaria nell’ambito di un congresso provinciale che si è svolto e continua a svolgersi ad di fuori di ogni principio democratico.


On. Franco Laratta, già candidato alla Segreteria provinciale di Cosenza
On. Ernesto Magorno deputato
On. Stefania Covello, deputato
On. Sandro Principe, capogruppo Pd consiglio regionale Calabria
On. Mario Maiolo, consigliere regionale
On. Cesare Marini, già parlamentare e sindaco di San Demetrio Corone
Dott. Domenico Bevacqua vice presidente provincia di Cosenza
On. Mario Franchino, consigliere regionale
Avv. Salvatore Perugini già sindaco di Cosenza, capogruppo Pd
Roberto Rizzuto (Sindaco Villapiana)
Domenico Lo Polito (sindaco Castrovillari)
Leofranco Rizzuti (sindaco Serra Pedace)
Pasquale De Rose (sindaco Altilia)
Fabrizio Grillo (Sindaco Di Cropalati)
Alessandro Tenuta (sindaco Marano Marchesato)
Raffaele Pirillo (sindaco Mangone)
Francesco Gerundino (Presidente Gd Cosenza)
Pino Salerno (consigliere Comunale Marano M.)
Marco Ambrogio (Vice Capogruppo Pd Cosenza)
Francesco Lo Giudice (Capogruppo Pd Bisignano)
Eugenio De Gattis (Segretario E Capogruppo Pd Lattarico)
Matteo Salfi (Capogruppo Pd Pietrafitta)
Vincenzo Pugliano (Consigliere Comunale Amantea)
Antonio Nicoletti (Consigliere Comunale S. Giovanni In Fiore)
Stefano Borrelli (Assessore Comunale Piane Crati)
Domenico Mancuso (Capogruppo Pd Panettieri)
Francesco Alimena (Segretario Gd Cosenza)
Simone Scarcelli (Segretario Gd Pietrafitta)
Davide Lauria (Segretario Gd Montalto)
Mimmo Middonno (Segretario Gd Cassano)
Giuseppe Arcangelo (Segretario Gd Pietrapaola)
Giuseppe Cervarolo (Coordinatore Comitato Pro Renzi Torano)
Alessandro Porco (Coordinatore Comitato Pro Renzi Aprigliano)
Felice D’alessandro (Sindaco Di Rovito)
Biagio Iaquinta (Consigliere Comunale Crosia)
Antonio Micciullo (Capogruppo Pd Rossano)
Claudio Bruno (Segretario Gd Fiumefreddo)
Domenico Salatino (Segretario Gd Rossano)
Ottorino Mazzotta (PD Lago)
Valeria Capalbo (PD Corigliano)
Amedeo Muoio (Segretario Gd Amantea)
Antonio Mandato (Segretario Pd Roggiano Gravina)
Giuseppe Rizzo (Sindaco Di Cerzeto)
Francesco Crescente (Vice Segretario Pd Castrovillari)
Armando Garofalo (Consigliere Comunale Castrovillari)
Vincenzo Rossi (Dirigente Pd Verbicaro)
Salvatore Papa (Segretario Pd Verbicaro)
Francesco Macri’ (Segretario Pd S. Cosmo Albanese)
Pasquale Torrano (segret. Pd Diamante)
Pietro Marino (Segretario Pd Santa Maria Del Cedro)
Pietro Midaglia (Dirigente Provinciale Pd)
Ermanno Cennamo (Vice Sindaco Cetraro)
Andrea Guccione (Capogruppo Pd Luzzi)
Ugo Massimilla (Dirigente Pd Belvedere Marittimo)
Luigi Gagliardi (Dirigente Pd Provinciale)
Saverio La Regina (Assessore Trebisacce)
Natalino Loria (Assessore Mirto Crosia)
Francesco Gervasi (dirigente Pd Mendicino)
Giulio Lepera (Assessore Di Aprigliano)
Anna Maria Di Cianni (dirigente Pd San Marco Argentano)
Mario Guaragna (assessore Cerchiara Di Calabria)
Umberto Mazza (Assessore Caloveto)
Felice D’alessandro (sindaco Rovito)
Michele Spadafora (consigliere Comunale Rovito)
Pietro Covello (consigliere Comunale San Vincenzo La Costa)
Arcangelo Giuseppe (Segretario Pd Pietrapaola)
Antonella Gioia (Consigliere Comunale San Lucido)
Vincenzo Iusi (dirigente Pd Lattarico)
Giuseppe Cervarolo (dirigente Pd Torano Castello)
Mario Amodeo (consigliere Comunale Pd Calopezzati)
Giannino Ramundo (assessore Fuscaldo)
Alfredo Muto (assessore Montalto U.)
Mauro Marrelli (consigliere Comunale Montalto U.)
Giampiero La Regina (Presidente Consiglio Comunale Trebisacce)
Elvira Martino (consigliere Pd Fuscaldo)
Francesco Cataldo (consigliere Comunale
Giovambattista Genova (già Sindaco Corigliano C.)
Luigi Formoso (consigliere Comunale Pd Cosenza)
Carmine Bozzo ( Dirigente Pd Cosenza)
Silvia Marano ( Dirigente Pd Spezzano Sila)
Eugenio Covello (Pd Pedace)
Antonello Pezzi (PD Pedace)
Luigi Femia (Pd Aprigliano)
Enzo Misuraca (PD Cosenza)
Franco Lo Feudo (PD Cosenza)
Gaspare Perri (vicesindaco Pd Aiello Calabro)
Sonino Bruni (consigliere Pd Lago)
Franco Raimondo (consigliere Comunale Torano C.)
Antonio Veltri (Pd Belmonte C.)
Anna Crocco (Presidente Consiglio Comunale Cerisano)

Ancora bugie dalla Padania. Secondo il giornale Leghista ci sarebbe una nuova rapina al Nord dal punto di vista delle tasse. E invoca subito i costi standard della sanità che, così come i criteri che hanno ripartito i fondi per l’Università, favorirebbero esclusivamente le imprese sanitarie delle aree più ricche del Paese. Il giornale (e i leghisti) dimenticano che attualmente, a causa dei dissesti dei Comuni, la pressione fiscale è più alta al Sud che al Nord così come il saldo dei trasferimenti pubblici. Non c’è nessuna rapina al Nord. Caso mai è il contrario: è il Sud che è stato prima saccheggiato e poi invaso dai rifiuti industriali seppelliti in Campania che hanno avvelenato intere porzioni del territorio. Ancora una volta, con questa logica della contrapposizione, non si risolvono i problemi ma si creano solo le premesse per una ulteriore spaccatura del Paese.