Attenti quando si apre la porta: ecco cosa fare per evitare le truffe agli anziani

Attenti quando si apre la porta: ecco cosa fare per evitare le truffe agli anziani
Secondo un’indagine dell’Associazione nazionale anziani e pensionati, il 41% degli anziani hanno subito almeno un tentativo di truffa a partire dal 2015. 20 mila denunce all’anno da parte di over 65. “I dati sui reati sono stabili ma sono ancora in tanti quelli che dopo aver subito il raggiro non dicono nulla – spiega al settimanale Vincenzo Costa, presidente nazionale dell’Auser, associazione per l’invecchiamento attivo -. Lo fanno soprattutto per vergogna”. Nei vari comuni sono state approntate varie forme di tutela. “A Milano il comune offre un servizio di rimborso per le vittime di truffe, furti, rapine, scippi – ricostruisce Donna Moderna –. Possono richiederlo i residenti con più di 70 anni con un reddito lordo fino a 30 mila euro all’anno. Basta presentare una denuncia a polizia e carabinieri entro sette giorni dal reato, poi aprire la pratica di sinistro contattando il settore Sicurezza del comune”. Per le truffe in cui è stato sottratto denaro la polizia rimborsa fino a 500 euro più eventuali spese mediche. “4 ore su 24 è attivo il numero della polizia locale (02-88456893) per fornire informazioni.

I consigli anti-frode

Altroconsumo, l’associazione per la tutela e difesa dei consumatori più diffusa in Italia, ha realizzato un’ approfondita indagine su questa emergenza sociale dimenticata. “Prendono di mira le persone più deboli (gli anziani) e fanno leva su sentimenti viscerali, sulla fragilità fisica e sull’insicurezza che nasce quando si fa fatica a capire termini in inglese, riferimenti a tecnologie o mode 2.0. I truffatori approfittano di tutti i punti deboli che l’età avanzata lascia scoperti- si legge nell’approfondito studio-. Il profilo del malintenzionato? E’ scaltro, capace di stabilire empatia con la vittima, non ha accento e usa termini tecnici: il truffatore che mira agli anziani fa leva su una situazione di paura o preoccupazione per cui la vittima abbassa le difese”. L’inchiesta di Altroconsumo svela i meccanismi delle truffe agli anziani. Sono decine gli schemi dei raggiri.

I falsi pretesti

Le scuse sono tante (c’è una bolletta non pagata da saldare; bisogna cambiare il contatore perché quello vecchio può essere pericoloso; è necessario fare un controllo alle banconote perché c’è una segnalazione di denaro falso nel quartiere), le promesse pure (ha diritto a un rimborso per la dichiarazione dei redditi; c’è un premio da ritirare). Una volta carpita la fiducia con un comportamento lineare e pulito, documenta Altroconsumo, il malintenzionato introduce la paura: a questo punto, purché la situazione si risolva, la vittima è disposta a concedere denaro o beni. Spesso i truffatori sono in due e hanno un complice telefonico. “Contro le truffe agli anziani si muovono quotidianamente le forze dell’ordine, non solo sul campo ma anche con un’opera costante di informazione, che passa da parrocchie, circoli, Comuni. Informare è un compito di tutti: basta investire un po’ di tempo per spiegare a nonni, zii, ma anche ai vicini soli, i rischi che corrono- avverte l’assiciazione di tutela dei conusmatori-. E se si è vittima di un raggiro bisogna denunciare, senza vergogna”.

I casi più comuni

Auser ha attivato un numero verde (800-995988), il Filo d’Argento, attivo ogni giorno in tutta Italia. “E’ dedicato agli anziani per chiedere sostegno e informazioni di ogni genere, ma anche per parlare”, precisa Costa al settimanale che riporta come a Firenze ci sia un numero verde (800-335588) che “si può contattare anche quando si ha il sospetto che la truffa sia in atto” e che a Genova “c’è la linea antitruffa 800-394839, a cui rivolgersi per dubbi e domande”. Anche l’Anap, associazione nazionale anziani e pensionati, ha attivato un numero nazionale (800-551506) “a cui chiunque può chiedere aiuto”. Gli anziani sono statisticamente i più frequenti bersagli di frodi economiche. “Mio padre anziano è stato truffato da un finto rappresentante del servizio elettrico che ha bussato alla sua porta dicendo di dover riscuotere l’importo di una bolletta – scrive un figlio all’Associazione nazionale consumatori -. A parte l’umiliazione di mio padre quando ha capito di essere stato raggirato e la nostra paura nel pensare a quello che poteva accadere, mi domando: ma è possibile che non si possa far nulla per evitare di essere truffati fin dentro casa propria?”.

Le tecniche del raggiro

Spiega un esperto: “E’ uno dei casi più comuni che persone anziane si lascino abbindolare da finti personaggi in divisa o come in questo caso sedicenti rappresentanti di questa o quella azienda”. La prima arma è la prevenzione: diffidare sempre da estranei che vengono a casa in orari insoliti, non farli mai entrare e se si hanno dubbi chiamare subito il 112. In caso l’estraneo faccia vedere dei documenti dicendo che sono urgenti da firmare è meglio prendere tempo, anche perché non esiste alcun documento o contratto che richieda la firma immediata. Occorre poi ricordare che “nessuna azienda di fornitura di servizi manda funzionari a casa per riscuotere l’importo di bollette, per controllare o per eseguire rimborsi. Le visite di tecnici sono comunicate all’utente specificando l’ora e il giorno della visita e i motivi dell’intervento”. Nel caso poi si sia vittime di un raggiro, è importante “non cedere alla vergogna, ma reagire presentando subito denuncia: è fondamentale perché il reato non è procedibile d’ufficio e se il truffato non presenta querela, le forze dell’ordine hanno le mani legate (eccetto i casi in cui la procura ipotizzi la truffa aggravata)”. Nel caso di persone anziane, si può verificare se il comune abbia un’assicurazione contro le truffe che indennizza le vittime.

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