Arrivano 2,2 miliardi per i bus elettrici, il 35% andrà al Sud

Sono stati stanziati alle Regioni 2,2 miliardi di euro per l’acquisto di nuovi BUS ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture, sulla base delle disposizioni del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile. L’obiettivo, si legge in una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è quello di rinnovare il parco dei BUS con mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni. riducendo la l’età media del parco vetture per promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea.

“In tante città d’Italia, soprattutto nella pianura padana ma non solo, è emergenza smog. Non possiamo permetterci di continuare a respirare aria inquinata e le misure dei comuni da sole non bastano. Serve una rivoluzione nella mobilità urbana: abbiamo già assegnato 2,2 miliardi alle Regioni per l’acquisto di nuovi BUS ecologici. Altri 400 milioni saranno destinati a breve direttamente alle città assediate dalle polveri fini. Sono investimenti per l’ambiente e per il futuro”, sottolinea la ministra Paola De Micheli.

Lo stanziamento prevede, inoltre, che alle regioni del Sud sia destinato circa il 35% delle risorse stanziate. Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possano essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (es. metano, idrogeno, elettrica).

Nello stesso decreto, firmato dal Mit di concerto con il ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre alle modalità di erogazione e ai vincoli di destinazione, sono riportate anche le diverse graduatorie, sia relative all’attribuzione dei punteggi ed all’assegnazione delle risorse applicando gli indicatori previsti dal Dpcm, che quelle relative alle regioni del centro Nord e del Sud, per tenere conto nell’assegnazione delle risorse del criterio di proporzionalità rispetto alla popolazione residente nelle Regioni del Sud.

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