Antiriciclaggio e legalità: oltre l’80% delle segnalazioni di operazioni sospette effettuate dai professionisti italiani proviene dai notai (nello specifico 3950 su 4700 segnalazioni). Sono dati relativi al 2017, recentemente elaborati dalla Commissione Sicurezza finanziaria del ministero dell’Economia: li ha citati il presidente del Consiglio notarile di Catania e Caltagirone Giuseppe Balestrazzi durante l’incontro formativo che si è svolto stamattina (13 luglio, presso la sede etnea del Consiglio)), a cui hanno partecipato gli iscritti alla categoria professionale e i rappresentanti del comando provinciale etneo della Guardia di Finanza, guidato dal gen. Antonio Nicola Quintavalle Cecere.

«Quella del Notariato è una “collaborazione attiva” al contrasto del riciclaggio di denaro» ha spiegato Balestrazzi, introducendo la relazione del tenente colonnello Francesco Ruis, comandante del Nucleo speciale di Polizia economico-finanziaria della GdF di Catania. «La nostra attività – ha continuato il presidente – supera certamente il mero assorbimento formale degli obblighi normativi, e si pone come “azione di sentinella” a supporto di coloro che svolgono le indagini».

Nel suo intervento Balestrazzi ha poi esposto i dubbi che ancora oggi persistono all’interno degli studi notarili, a seguito dell’introduzione della normativa nazionale che ha recepito la direttiva europea in materia: «Rispetto ad altri professionisti, il notaio non ha un rapporto continuativo con il cliente – ha spiegato il presidente – spesso è difficile agire sulla base di contatti diretti sporadici. Inoltre, la nostra professione ha un Dna prettamente civilistico, lontana da funzioni investigative e di controllo. Fino a che punto spingersi? Come comprendere quella zona grigia in cui può celarsi l’attività criminosa? Da più di un anno siamo in attesa che il ministero dell’Economia approvi le regole tecniche elaborate dal Notariato nazionale. È necessaria una maggiore definizione del comportamento che la normativa ci richiede, anche ai fini dell’applicazione della stessa».

Una maggiore chiarezza che i notai chiedono anche nell’ambito della protezione dei dati personali, altro aspetto di cogente attualità che ha interessato gli studi notarili dopo la recente entrata in vigore del GDPR. Su questo tema è intervenuta il notaio Gea Arcella, sottolineando come «rispetto al passato, la tecnologia ha reso molto più semplice l’accesso ai dati pubblici. Dunque, nella prospettiva di un crescente eccesso di tracciabilità e consultazione, è necessario adeguarsi ai nuovi obblighi, superando le difficoltà iniziali riscontrate dalla maggior parte dei professionisti».