Ancora guai per i grillini candidati

Brutta storia anche per il capitano Gregorio De Falco, candidato del M5s. Una settimana fa la moglie Raffaella, senza poi sporgere denuncia, ha raccontato alla polizia che il marito aveva alzato le mani su di lei e tirato per i capelli la loro figlia appena maggiorenne. Il capitano ha replicato che, dopo vent’anni, si stanno separando e c’è stato un alterco per questioni economiche, ma nessuna violenza. Di Maio, ieri ospite di Barbara D’Urso: «Chiedo alla signora di inoltrare la denuncia in modo che possiamo accertare i fatti e capire se c’è stata un’aggressione». Il capitano De Falco divenne famoso al tempo del naufragio della Concordia, quando si seppe che aveva intimato a Schettino: «Salga a bordo, cazzo».
Le Iene denunciano altri casi di grillini che hanno fregato i capi del M5s sui rimborsi (stavolta taroccando bonifici con photoshop). Ultimi nomi: Emanuele Scagliusi, Francesco Cariello (già espulso), Federica Dieni, il consigliere regionale Gian Luca Sassi. Continuano anche a venir fuori massoni piazzati senza volere in liste grilline. Siamo a quota quattro.
Avvocato, rinuncia al seggio se glielo chiedono i 5 Stelle? «Assolutamente no. Mi devono uccidere per farmi rinunciare». Dicono che lei sia o sia stato massone. «Guardi, sono basito. Ho qui il passaggio preciso del codice etico per i requisiti. Vediamo, dov’è. Ecco. Qui ci sono le frasi in cui si dice che devi essere bello, buono, bravo. Ah ecco qui: il candidato non deve essere iscritto a movimenti massonici». E lei lo è? «No. Quindi sono in regola». Ma dicono che sia stato un gran maestro, in passato, del Grande Oriente d’Italia e che ora si sia messo in sonno. «E questi sono fatti miei. Nel codice etico c’è scritto al presente» 

Vai a TOP