Anche uno psicologo nei nuovi centri per l’impiego. La Card con il reddito di cittadinanza arriverà per posta

Anche uno psicologo nei nuovi centri per l’impiego. La Card con il reddito di cittadinanza arriverà per posta

Molta tecnologia, ma anche un impegno capillare degli psicologi del lavoro: la prima bozza della riforma dei centri per l’impiego è arrivata sul tavolo di Luigi Di Maio. A firmarla è Mimmo Parisi, sociologo e docente universitario alla Mississippi State University negli Usa e direttore del National Strategic Planning and Analysis Research Center, che vanta anche una lunga esperienza nel campo dei centri per l’impiego degli Stati Uniti.

Il reddito di cittadinanza secondo quanto previsto nella bozza verrà erogato a partire da maggio attraverso una carta elettronica. Quest’ultima verrà consegnata tramite posta a chi beneficerà del sussidio

Lo studioso ha presentato al ministro del Lavoro uno schema (oltre una trentina di pagine) su come cambiare la struttura italiana, fondamentale nei piani dei Cinque Stelle per lanciare il reddito di cittadinanza. I tempi sono stretti: il progetto dovrebbe partire già a novembre e seguire un iter a tappe forzate per erogare i primi sussidi a maggio 2019. Tre i focus individuati: idoneità (ossia la fase di preparazione e lancio dei centri e degli strumenti collegati), forza lavoro (dall’elaborazione delle domande per il sussidio al primo bilancio a fine 2019) e, in seguito, l’integrazione del sistema, con il meccanismo a regime a partire dal 2020.

Nei centri per l’impiego oltre al personale destinato a seguire le pratiche saranno impiegati psicologi del lavoro, che avranno il compito di seguire il percorso formativo dei beneficiari del sussidio

La riforma, come spiegato nella bozza con esempi pratici, prevede che chi ha intenzione di richiedere il reddito di cittadinanza possa procedere sia di persona sia via web, tramite un sito dedicato. L’idea è che proprio la componente tecnologica diventi fondamentale. Parisi propone la realizzazione di un software per la gestione delle informazioni relative ai richiedenti e di una applicazione per poter accedere al proprio profilo via smartphone. In sostanza chi vorrà il sussidio potrà gestire — potendo — la pratica direttamente dal telefono: ricevere sms (con tanto di link con eventuali notifiche online), ma non solo. Cruciale nel progetto la funzionalità labor exchange (ossia un «incrocio in tempo reale tra domanda e offerte di lavoro»), che nell’applicazione dedicata permette di cercare direttamente un impiego, oltre ad aggiornare i dati su profilo lavorativo e formativo. Dal telefono si potrà controllare anche l’importo disponibile sul proprio account. Già, perché il reddito di cittadinanza — secondo questa bozza—verrà erogato attraverso una carta elettronica che verrà consegnata tramite posta.

Fonte Corriere della sera

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