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Per uno sviluppo del comparto siciliano è fondamentale l’associazionismo tra i frantoiani e gli olivicoltori. L’olivicoltura, infatti, è una pratica molto complessa e occorre valorizzare la millenaria tradizione olivicola siciliana attraverso l’uso consapevole e intelligente delle nuove tecnologie. Per questo motivo l’associazionismo è fondamentale, dai frantoiani dipende la lavorazione e la destinazione del prodotto. Sono loro che in questa partita giocano un ruolo chiave e strategico.
La Sicilia dell’olio e delle olive ha grandissima potenzialità. A parlare chiaro sono i numeri. Nell’Isola esistono circa 150 diverse varietà di olive e la regione è il terzo produttore nazionale dopo Puglia e Calabria.
Nella Regione Sicilia ci sono 619 Frantoi Oleari (*dati fonte Agea), Oleifici attivi, distribuiti in tutte le 9 province siciliane: Provincia di Palermo (124 frantoi), Agrigento (91), Messina (84), Catania (67), Enna (44), Siracusa (36), Ragusa (33), Trapani( 97) e Caltanissetta (43 frantoi). Sei le DOP presenti nell’area olivicola siciliana, rispettivamente nelle province di: Trapani con due Oli DOP (Valli Trapanesi, Valle del Belice), Palermo (Val di Mazara), Messina (Valdemone), Catania (Monte Etna), Ragusa (Monti Iblei).
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