Per chi vuole saperne di più dei singoli spettacoli della nuova stagione di prosa. Per chi vuole dialogare da vicino con i protagonisti del cartellone. Per gli spettatori vecchi e nuovi. Per i giovani e gli studenti, ma anche per i fan e i curiosi, per tutti insomma,  il Teatro Stabile di Catania organizza un fitto calendario di incontri che vogliono essere un invito all’approfondimento e al confronto, un’apertura alla città. Ad avviare la serie saranno Laura Sicignano,  autrice e regista del titolo inaugurale “Scintille”, e la protagonista Laura Curino. L’appuntamento è per mercoledì 10 ottobre nel foyer del Teatro Verga alle 18,30, dopo la recita pomeridiana. L’idea in più è di affidare di volta in volta la moderazione di questi approfondimenti a due studenti del Disum che dialogheranno con gli artisti: un’opportunità offerta sul campo ai laureandi, che rientra tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa in vigore tra lo Stabile e l’Università degli Studi di Catania. Si comincia con le studentesse Laura Cavallaro e Martina Rapisarda. Sarà l’occasione per soffermarsi sulle ragioni del testo e della messinscena, che in questo caso è quella di un intenso monologo, pluripremiato in Italia e all’estero, affidato all’interpretazione di un attrice del rango di Laura Curino, maestra del teatro di narrazione. L’interprete è qui chiamata a dare voce alle operaie vittime dell’orribile incendio del grattacielo della TWC di New York: un rogo mortale che gli americani chiamano ancora emblematicamente “The Fire”, sebbene dal fatto sia trascorso oltre un secolo.

Facciamo dunque un salto indietro nel tempo. Sono le 16.40 di sabato 25 marzo 1911. Manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica produttrice di camicette. Al lavoro ci sono circa 600 persone, per lo più donne giovanissime, immigrate italiane o dall’Europa dell’Est, che rappresentano il principale sostegno economico per le loro famiglie. Una scintilla, forse scaturita da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici. In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici, gli avanzi di tessuto ammucchiati in enormi cumuli negli stanzoni, i rocchetti di filo. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. Le operaie dell’ottavo, nono e decimo piano sono imprigionate dalle fiamme. Non rimane che saltare giù. Cento metri dalle finestre al marciapiede. Una cascata di corpi in fiamme.

Al processo, i responsabili resteranno purtroppo impuniti, ma la protesta si levò alta e forte. Non a caso The Fire diventerà uno degli eventi fondanti della Festa della Donna. “Scintille” racconta di quelle 146 morti bianche con vivida partecipazione e profonda sofferenza, trasferendo sulla scena le speranze di donne che credevano nel sogno americano, infranto dalla cinica irresponsabilità di chi ha sacrificato le loro vite alla logica del mero profitto.

Tanti, come si vede, gli argomenti da dibattere in un incontro aperto e partecipato: ne seguiranno altri, uno per ogni spettacolo, per consolidare il rapporto tra il  pubblico e un  teatro che non intende abdicare alla propria funzione sociale e civile.