Nuovi accessi allo spazio e a costi contenuti. Corridoi che permettono al sistema delle aziende del Distretto aerospaziale della Campania di dar luogo a produzioni che solo in assenza di gravità si possono sperimentare e performare. E un accordo con Banca Intesa volto a supportare l’innovazione delle imprese nel settore aerospaziale e della New Space Economy, presentato a Città della Scienza. Sono le ultime novità provenienti dal sistema dell’aerospazio regionale, che ha nel DAC un cluster di rilievo primario, che ha come caratteristica distintiva la capacità di stimolare l’integrazione sinergica tra imprese grandi e piccole, Università e centri di ricerca di un settore industriale tra i più rilevanti in termini di PIL, valore aggiunto e occupati della Campania. Ed è a Città della Scienza, dove ha sede il Distretto, che è stato presentato l’accordi di collaborazione con il maggior gruppo bancario italiano. All’evento, moderato da Federica Tortora, specialista per l’Innovazione Direzione Regionale Campania, Calabria e Sicilia per Intesa San Paolo, hanno partecipato tra gli altri Luigi Carrino, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania; Giuseppe Mario Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia Intesa Sanpaolo.

L’accordo biennale punta a sostenere la crescita delle imprese del settore attraverso la promozione e la valorizzazione di nuovi progetti innovativi. Investimenti in ricerca e servizi tecnologici, valorizzazione delle filiere produttive, corsi di formazione e opportunità di business in mercati esteri sono i punti salienti del protocollo. Intesa Sanpaolo, grazie alla propria articolazione territoriale e alle strutture specialistiche di cui è dotata, supporterà gli imprenditori del settore sia attraverso un confronto sugli aspetti tecnici e industriali dei progetti, sia mettendo a disposizione le linee di credito più adeguate come Nova+ Space&Security, la soluzione di finanziamento dedicata a investimenti in tecnologie innovative, brevetti e know-how destinati alla realizzazione di nuovi prodotti e servizi tecnologici. “ “Il settore aerospaziale campano – è il commento di Giuseppe Nargi – garantisce da sempre un significativo valore aggiunto all’economia regionale e con questo accordo rafforziamo ulteriormente il nostro supporto per accelerare la crescita dell’intera filiera del comparto. Questa collaborazione con il DAC permetterà infatti di favorire i processi di sviluppo tecnologico e di internazionalizzazione delle imprese della Space Economy attraverso nuovi strumenti finanziari studiati per rispondere efficacemente alle loro esigenze”.

Il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, nato con l’obiettivo di stimolare la collaborazione tra centri di ricerca, università e aziende per creare concrete opportunità di crescita economica, attualmente conta circa 190 soggetti associati. Tra cui 23 grandi imprese, 19 tra centri di ricerca e università (come il CNR, l’ENEA, l’INAF e le cinque università campane con corsi di ingegneria), 145 PMI e altre realtà locali. “Questo accordo – spiega il presidente Carrino – rientra nel solco delle nostre attività volte a generare nuove opportunità per i suoi soci. La possibilità di accedere a linee di credito, finanziamenti agevolati, strumenti di sostegno finanziario moderni e innovativi per gli investimenti tecnologici strategici genera sviluppo e crescita economica per l’intera filiera manifatturiera regionale”.

Aeospazio campano, una filiera che è driver di dinamismo per il contesto economico regionale, in grado di giocare un ruolo in tutti e tre i campi che concorrono a far crescere competitività e resilienza del sistema delle imprese: internazionalizzazione, formazione e innovazione. I dati lo confermano. Le esportazioni della filiera aerospaziale campana hanno raggiunto, nel terzo trimestre del 2021, un valore di 422 milioni di euro, pari al 60,3% del dato meridionale e all’11,7% del dato nazionale. Nel Mezzogiorno si calcola che 100 euro di produzione aerospaziale siano in grado di attivare 32 euro aggiuntivi nell’area e 136 nelle altre regioni e negli altri settori, per un impatto complessivo di 268 euro. In Campania si stima che 100 euro di produzione aerospaziale possano generare 21 euro nella regione e 39 euro nel resto dell’Italia, per un impatto complessivo di 160 euro.

E’ un settore che si distingue per l’alta densità di interazione sistemica tra gli attori protagonisti delle sfide più audaci in un ambito ad alta componente di knowhow specialistico. Il DAC si distingue per il modello che consente di supportare in particolar modo le PMI associate promuovendo processi collaborativi e scambio di esperienze e attivando sinergie strutturali. Ed è proprio in questa cornice che si colloca l’altro accordo di alto profilo strategico con la Nanoraks Space OutpostEurope per consentire alle imprese del Distretto un “corridorio privilegiato” di accesso alle piattaforme e le infrastrutture spaziali in orbita

Il futuro delle infrastrutture spaziali è arrivato. Sfruttando oltre 10 anni di fornitura di servizi commerciali nello spazio, il programma Outposttrasformerà gli stadi superiori dei veicoli di lancio usati in piattaforme controllabili su più orbite. Una forma di “democratizzazione” dell’accesso che rispetta la priorità alla sostenibilità orbitale. Nanoracks è infatti una società specializzata a creare strumenti che consentono il riutilizzo dell’hardware nello spazio e trasformando la “spazzatura spaziale”) in stazioni. Una mission che viene spiegata da Veronica La Regina, amministratrice di NanoRacks Europe: «Vendiamo a prezzi ridotti l’accesso alla Stazione spaziale internazionale dove per primi abbiamo installato laboratori». Strutture spaziali chepossono a giusta ragione essere considerati luoghi di produzione e sperimentazione”.

di Raffaele Tovino