Addio a Marquez, cento anni di solitudine e di letteratura

Addio a Marquez, cento anni di solitudine e di letteratura

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Gabriel García Márquez, uno dei più grandi e amati scrittori del mondo, è morto giovedì a Città del Messico: aveva 87 anni, era nato in Colombia e aveva vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1982.

La notizia è stata confermata da fonti vicine alla famiglia e, al Post, da fonti del suo editore italiano, Mondadori. Márquez era molto malato da tempo, e le sue condizioni erano peggiorate nelle ultime ore, come avevano riportato molti media messicani e internazionali, dopo il suo ricovero in un ospedale di Città del Messico all’inizio di aprile.
Il più celebre romanzo di García Márquez, Cent’anni di solitudine, fu pubblicato per la prima volta nel 1967: tra gli altri suoi libri più famosi ci sono L’autunno del patriarca, Cronaca di una morte annunciata e L’amore ai tempi del colera. Il successo dei suoi romanzi e scrittori fu tra i principali responsabili di una grandissima crescita di interesse per la letteratura sudamericana. Il necrologio del New York Times lo associa a Dickens, Hemingway e Tolstoj nella capacità di farsi amare dai critici e dalle masse di lettori.
Il solo incipit di Cent’anni di solitudine è leggendario e adorato dai suoi lettori, ed è considerato da molti uno dei più straordinari della storia della letteratura.

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