Addio a Giorgio Faletti. L’ultimo messaggio: a volte l’età è nemica della gioia

Addio a Giorgio Faletti. Comico, attore, cantante e scrittore, si è spento a Torino all’età di 63 anni. Era nato ad Asti il 25 novembre 1950. Malato da tempo, era ricoverato all’Ospedale Molinette dove lunedì sarà aperta la camera ardente; martedì i funerali ad Asti. Sul sito ufficiale campeggia la sua frase, come ultimo saluto: “Ho sempre sostitutito la paura di non farcela con la speranza di farcela di nuovo”. La sua carriera è iniziata negli anni Settanta, al Derby di Milano, il locale fucina di talenti come Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi e Francesco Salvi. Poi il passaggio in tv e la grande popolarità con i personaggi del Drive In di Antonio Ricci: Vito Catozzo, Carlino, Suor Daliso. A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta si avvicina alla musica, partecipa al Festival di Sanremo (la prima volta con Orietta Berti con la canzone “Rumba di Tango”, poi sfiora la vittoria con “Signor Tenente”), scrive per Mina che canta una sua composizione, Traditore. Nel 2002 sorprende nuovamente pubblicando il suo primo romanzo. Si intitola “Io uccido” ed è un thriller di un grande successo. Nel 2004 esce il secondo romanzo “Niente di vero tranne gli occhi”, nel 2006 arriva “Fuori da un evidente destino”. Nello stesso anno è nel cast del film “Notte prima degli esami” con il personaggio del professor Antonio Martinelli. Ha recitato, fra gli altri, anche in Baarìa di Giuseppe Tornatore e ne Il sorteggio di Giacomo Campiotti. Fra i suoi libri, oltre alla raccolta di racconti “Pochi piccoli nascondigli”, i romanzi “Io sono Dio”, “Appunti di un venditore di donne”, “Tre atti e due tempi”.

L’ultimo messaggio lasciato sul suo sito spiega così l’assenza dalle scene: “Cari amici, purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia. Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tourneé per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo. Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove. Un abbraccio di cuore. Giorgio”. Cordoglio dal mondo della politica e dello spettacolo. “Un talento multiforme, pirotecnico, eppure venato di una amarezza che interpretava perfettamente grandezza e tic degli italiani”, il commento del presidente del Consiglio Matteo Renzi. A ricordarlo, fra gli altri, il presidente del Senato Grasso (“Ricordo bene il Signor Tenente), il ministro della Cultura Franceschini (“Ha toccato il cuore degli italiani”) e poi Ezio Greggio, Fabio Fazio, Enrico Mentana, Pippo Baudo, Antonio Ricci fra i tanti. Si unisce al lutto anche la Juventus che saluta un “dolcissimo amico”.

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