Addio a Claudio Abbado, il rivoluzionario della musica

Il Maestro se n’è andato. Claudio Abbado si è spento “serenamente, circondato dalla sua famiglia” questa mattina alle 8.30, nella sua casa a Bologna. Aveva 80 anni e da tempo era malato. Tanto che quando il presidente della Repubblica lo aveva nominato senatore a vita – appena lo scorso 30 agosto – aveva auspicato di avere la salute necessaria per onorare questo impegno. E oggi, in un messaggio di cordoglio, Napolitano scrive: “Rendo omaggio – non solo da amico e ammiratore di antica data, ma da rappresentante della collettività nazionale e delle istituzioni repubblicane – all’uomo che ha onorato in Europa e nel mondo la grande tradizione musicale del nostro paese, contribuendo in pari tempo con il suo eccezionale talento e la sua profonda sensibilità civile all’apertura di nuove strade per un più ricco sviluppo dei rapporti tra cultura e società. (…) Restano non solo le tracce durature della sua altissima qualità di interprete rigoroso e creativo, ma l’eredità delle orchestre che egli ha saputo costruire valorizzando intere schiere di giovani musicisti. In questo spirito Claudio Abbado sarà ricordato dagli italiani e da quanti lo hanno conosciuto ascoltandolo in tutto il mondo”.

Anche il capoluogo emiliano si è stretto intorno all’illustre concittadino (sebbene originario di Milano): il consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio all’inizio della seduta e numerosi sono stati i messaggi postati sui social network da politici e semplici cittadini. Il presidente della Regione, Vasco Errani, ha parlato di “perdita incalcolabile per tutti noi, per il mondo della cultura, per quello della musica, per quanti pensano che promuovere l’arte sia sempre una grande prova di democrazia e impegno civile”. Il sindaco, Virginio Merola, scrive su Facebook: “Grande impegno e forte passione, con lo sguardo rivolto ai giovani. Al maestro Claudio Abbado il caro saluto della sua Bologna”.

Abbado nasce a Milano il 26 giugno 1933. Suo padre è un insegnante di violino. Nel 1955 si diploma in pianoforte e direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano e solo tre anni dopo arriva il primo grande riconoscimento con il primo posto al concorso Koussevitsky a Tanglewood (Massachussets) trampolino di lancio per la New York Philarmonic. Solo due anni dopo, nel 1960, a 27 anni, esordisce alla Scala. Da allora è stata una escalation: la sua ascesa è stata inarrestabile. Nel 1963 fu invitato da Herbert Von Karajan a dirigere i Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo. Nel 1968 il debutto al Covent Garden di Londra e quello alla Metropolitan Opera House di New York. Poi la direzione della Scala fino al 1986, dove portò un profondo rinnovamento nella programmazione e nelle scelte artistiche, riscoprendo i classici e proponendo autori contemporanei. Nel 1971 divenne direttore principale del Wiener Philharmoniker, dal 1979 al 1987 fu direttore musicale della London Symphony Orchestra. Dal 1989 al 2002 ha diretto i Berliner Philharmoniker.

La musica, i valori, l’impegno sociale. Questi ambiti sono sempre stati uniti per Claudio Abbado. Nel 1972 è stato lui ad aprire le sale ai “Concerti per studenti e lavoratori”, per avvicinare alla musica persone distanti. Ha sempre crduto che la musica avesse una funzione terapeutica, quasi salvifica: “La musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga: facendo musica insieme trovano se stessi” ha detto con riferimento al Sistema venezuelano e ha provato a importarlo in Italia. Anche er questo si è dedicato alla creazione di varie orchestre giovanili. Tra le ultime l’orchestra Mozart di Bologna (nata nel 2004), di cui era direttore artistico, e che dieci giorni fa ha sospeso l’attività (decisione su cui la malattia del Maestro avrebbe inciso più delle serie condizioni economiche). Una orchestra protagonista nel tessuto sociale del capoluogo emiliano: dal 2006 organizza attività condotte da musicisti e da musicoterapeuti in ambito sanitario e socio-assistenziale, dedicate in particolare ai bambini; collabora con la Casa Circondariale di Bologna, dove si tengono laboratori e concerti e ha dato vita a uno specifico progetto per laboratori di canto corale destinati ai detenuti. Le prove generali dei concerti sono di norma aperte gratuitamente a scuole e associazioni culturali. Nel 2012, la “Prova di solidarietà”, il concerto realizzato con “La Repubblica delle idee” per sostenere la ricostruzione dell’Emilia colpita dal sisma

Go to TOP