Via libera al decreto milleproroghe che recupera norme del Salva Roma all’ultimo momento ritirato e via libera a una riallocazione di 6,2 miliardi di fondi europei. Anche nel nostro Paese serve un’azione di riforma complessiva del procedimento legislativo: è una questione di cui si è molto discusso nel Consiglio dei ministri secondo quanto ha detto il presidente Enrico Letta durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Il 2014 – ha aggiunto – sarà l’anno in cui dobbiamo metter mano al riordino del procedimento legislativo e il bicameralismo paritario è uno dei temi in questione”. Il procedimento legislativo, ha rilevato Letta, “in Italia non è più quello di una democrazia moderna”, ne occorre uno “più lineare” e che “tenga conto anche di quello che è accaduto nel mese di dicembre”. Il decreto proroghe approvato Cdm è stato costruito “attraverso l’originario decreto proroghe con altre necessarie misure su alcuni impegni che abbiamo dovuto, come ogni anno mettere”: dunque “norme essenziali del testo cosiddetto salva Roma che abbiamo deciso di non portare a termine in Parlamento per l’eterogeneità delle norme che ne erano venute fuori”. Durante la riunione odierna sono state anche inziate le procedure per la conferma di Giovanni Tria a presidente della scuola superiore della Pubblica amministrazione e la nomina di Piercarlo Padoan a presidente dell’Istat. “Buttiamo via i soldi europei perché non siamo in grado di usarli in tempi giusti. Il ministro Trigilia e il ministro Lupi – ha spiegato il premier – hanno fatto un gran lavoro per un complesso intervento per salvare questi fondi Ue: 6,2 miliardi potranno e dovranno essere utilizzati in questa coda 2014-2015 con una diversa allocazione”. Quanto alla ricognizione dei fondi europei “è un intervento amministrativo che assegna 2,2 mld al sostegno delle imprese, 700 mln a favore dell’occupazione, 300 per il contrasto povertà e 3 miliardi a sostegno alle economie locali”. Dei 6,2 miliardi 1,2 riguardano il credito alle imprese “per finanziare un intervento già contenuto nella legge di Stabilità. C’è inoltre 1 miliardo per l’autoimprenditorialità giovanile. Sull’occupazione – ha sottolineato Letta – ci sono ulteriori 150 milioni per la decontribuzione dell’occupazione giovanile; 200 milioni sono previsti per interventi per l’occupazione giovanile e per i lavoratori più anziani; 350 al sostegno della ricollocazione di lavoratori disoccupati. La terza voce riguarda la povertà: con questo intervento aggiungiamo risorse nella trincea della lotta a questo fenomeno che si è aggravato, con la sperimentazione del Sia, lo strumento di inclusione attiva”. Tra le altre voci inserite in questo capitolo il rifinanziamento del Piano nazionale delle città, del programma 6000 campanili e per la valorizzazione dei beni storici, culturali ambientali e la promozione turistica anche in vista di Expo. Infine la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

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