E’ stato convocato in caserma dai carabinieri Daniel Ciocan, il ventunenne rumeno indagato dalla Procura per l’omicidio e la violenza sulla piccola Maria rinvenuta priva di vita in una piscina di un casale a San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento. In caserma ad interrogarlo il procuratore della Repubblica Giovanni Conzo e il Sostituto Isabella Scamarcio. Ciocan è entrato in caserma accompagnato dal suo avvocato Giuseppe Maturo. Per oltre 10 ore, in caserma, erano stati sottoposti a interrogatorio anche i genitori della bimba. Successivamente è giunta in caserma anche la madre di Ciocan. “Non siamo stati noi, non è stato mio figlio. Cercherò io chi ha ucciso la bimba”, ha detto la donna. Daniel , nello studio del suo legale confessa di temere di essere arrestato da innocente. “Non sono mai entrato nel resort”, ripete, in quel luogo dove si è manifestato l’orrore da quando, domenica sera, il cadavere della bimba è stato trovato nudo nella piscina. Il giovane è tra le persone che per ultime hanno visto la piccola Maria. E con lei è stato in auto, nel tardo pomeriggio di domenica, per andare da San Salvatore Telesino alla vicina Telese, dove però – secondo il racconto dello stesso giovane – non sarebbero mai arrivati perché le strade erano chiuse al traffico a causa dello svolgimento di una gara podistica. Poi il ventunenne, amico dei genitori della piccola, e la bambina sarebbero tornati a San Salvatore Telesino, dove Maria “alle 8 è uscita dalla vettura dinanzi alla chiesa, dove – aggiunge Daniel – ci hanno visto tante persone”. Poi sostiene di essere stato in giro con l’auto, a casa di un vicino del fratello nel comune di Castelvenere e infine a Telese, in compagnia di diversi amici.
Daniel indica luoghi, orari e persone che proverebbero la sua completa estraneità alla vicenda che ha portato il suo nome ad essere iscritto nel registro degli indagati. Un atto dovuto prima dell’autopsia, per consentire all’indagato di nominare un perito di fiducia per l’autopsia sul corpo della bambina, dalla quale sono emerse realtà agghiaccianti: la piccola ha subito violenza sessuale ed è morta per annegamento. Non è stato ancora stabilito dai periti a quando risale la violenza e neanche se si possa essere essersi trattato di episodi ripetuti nel tempo. Per stabilirlo occorrerà attendere l’esito degli ulteriori esami medico legali disposti dalla procura di Benevento.
“Non vogliamo sbattere il mostro in prima pagina ma intendiamo scoprire la verità, e per farlo c’è bisogno di tempo e di professionalità”, sottolinea il procuratore Giovanni Conzo . Il legale del 21enne, l’avvocato Maturo, auspica che siano seguite dagli investigatori anche altre ipotesi. Noi abbiamo fornito altri profili della vicenda – spiega ai giornalisti – C’e’ qualcosa che non quadra e va approfondito”. Il legale chiede che vengano fatti accertamenti su cittadini stranieri che potrebbero essere venuti a contatto con la bimba.
Oggi i Ris dei carabinieri hanno lavorato per ore nel resort alla ricerca di tracce. E per ore sono stati ascoltati in caserma i genitori di Maria, alla ricerca dei dettagli anche minimi su come la bimba abbia trascorso le ultime ore di vita, ma anche sulle sue amicizie, frequentazioni, su eventuali persone che l’avessero infastidita. “Dall’autopsia sono stati rilevati dei graffi sulla schiena”, informa Michele D’Occhio, avvocato della famiglia di Maria. Un elemento che secondo il difensore di Daniel potrebbe contribuire a scagionare il suo assistito: i graffi infatti potrebbero essere stati causati dall’ingresso nel resort attraverso un piccolo foro nella rete di recinzione, da cui potrebbe essere passata una personcina esile come la bimba, ma non Daniel. Almeno senza procurarsi graffi che, insiste l’avvocato, non ha.