Pensioni, spunta l’ipotesi del prestito per lasciare il lavoro prima

Incontro di circa un’ora ieri tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e il sottosegretario alla presidenza Tommaso Nannicini, secondo una notizia diffusa dall’Ansa e non smentita dai diretti interessati. Sul tavolo dell’incontro il tema della “flessibilità in uscita”, ma probabilmente anche le tensioni delle ultime settimane tra lo stesso Boeri e il governo. Nel merito delle ipotesi allo studio, quella più percorribile, secondo le indiscrezioni, è il cosiddetto prestito pensionistico con il coinvolgimento del sistema bancario e assicurativo: al lavoratore cui manchino 2 o 3 anni alla pensione potrebbe essere data la possibilità di richiedere un anticipo del trattamento previdenziale sotto forma di prestito, un mini assegno in cifra fissa o calcolato con una penalizzazione rispetto alla pensione piena di 3 o 4 punti percentuali per ogni anno di anticipi. Al decorrere della pensione di vecchiaia il lavoratore comincerebbe a restituire il prestito in piccole r ate trattenute sull’assegno. Le assicurazioni garantirebbero il rimborso dal rischio di morte prematura del pensionato. Il costo dello Stato potrebbe limitarsi alla remunerazione degli interessi sul prestito e del servizio prestato da banche e assicurazioni. Se la proposta farà strada lo si capirà più avanti e in ogni caso, ripete il governo, le decisioni verranno prese con la legge di Bilancio 2017.

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