Antonio Bassolino

IL COMMENTO. Primarie PD: tifo Bassolino e dico perché

di Massimo Calise

Da napoletano non residente potrò “solo” tifare per Bassolino, alle primarie PD e, spero, anche alle prossime elezioni amministrative.

La mia preferenza parte anche, ma non solo, da una vicinanza generazionale. Vi è una classe di persone mature che hanno rinunciato alle ideologie ma non agli ideali, che raggiunta una certa serenità esistenziale, relativamente libera da lacciuoli materiali o non, si dedica a ciò che gli piace. E a Bassolino piace la politica e piace, soprattutto, Napoli. Si è gettato nell’impresa con quell’entusiasmo fanciullesco che, a volte, coglie noi non più giovani. Conforta questa mia idea il commento di Marco Damilano (L’Espresso del 25-2-2016) che si conclude con queste parole: “Tiene quello che gli altri non hanno: voglia, fame. Ed è già una vittoria.” E si! È una passione infettiva che occorre per superare gli ostacoli che si frappongono all’elezione a Sindaco e agli altri, ben maggiori, che il governo di una grande città comporta.

È appena il caso di ricordare che il Nostro vanta un’esperienza difficilmente riscontrabile in altri candidati. Deputato e ministro. Eletto e rieletto sindaco, la Sua amministrazione ha lasciato un ottimo ricordo nei napoletani. Meno positiva la sua esperienza di Presidente della Regione che ha avuto qualche strascico giudiziario, poi positivamente superato.

Una persona, insomma, con un passato significativo che, tuttavia, sembra utilizzare non come piedistallo ma come rampa di lancio, guardando al futuro, ai giovani.

Bassolino, negli incarichi istituzionali ricoperti, ha sempre dialogato con le altre Istituzioni accantonando le divergenze personali, partitiche, politiche con l’obiettivo di assolvere al meglio il suo mandato.

Una visione ampia della politica dove la cura dei problemi contingenti non nasconde la prospettiva e la cura della propria “casa” non impedisce di guardare fuori.

E una visione non angusta del proprio mandato è indispensabile per Napoli, una città decisiva per il futuro del meridione e, quindi, d’Italia. La cura dei suoi mali, la soluzione dei suoi problemi specifici non può prescindere dal contesto: Italia, Europa e Mediterraneo.

Solo, mi permetto, una esortazione. Napoli non ha, a mio avviso, mai avuto una classe politica di valore, nonostante, innegabilmente, abbia espresso individualità di rilievo anche nazionale. Questa carenza è emersa con particolare forza negli ultimi anni funestati da scandali politici di ogni sorta e depressi da diffuse inadeguatezze. Anche ciò rende indispensabile che Bassolino si avvalga di una squadra di giovani preparati e motivati; ciò sarà utile non solo a governare ma contribuirà, nel contempo, a formare una nuova e necessaria classe dirigente. Per questo duplice compito, di Amministratore e di allenatore, ad Antonio Bassolino va il mio “in bocca al lupo!”.

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