Parte anche da Napoli l’offensiva dei bersaniani contro il premier

il voto di giugno può diventare l’ultima possibilità per la minoranza del Partito democratico di riuscire a «contenere» Matteo Renzi e a evitare che il segretario consolidi definitivamente la sua leadership. A Milano i bersaniani e i dalemiani non proveranno l’affondo. Danno per persa quella partita. Ma a Roma e a Napoli ritengono di avere delle «chances». Nella Capitale, infatti, il Pd è ridotto al lumicino e in tutti i sondaggi viene superato nei consensi dal Movimento 5 stelle. Il candidato scelto da Renzi per il Campidoglio ha agli occhi di molti ex Ds un insopprimibile difetto: non è della «Ditta». Roberto Giachetti, infatti, viene da una lunga esperienza al Comune con l’allora sindaco Francesco Rutelli e ha militato nella Margherita. Ma come aggirare il rischio che alle primarie, alla fine, la maggioranza del Pd , com’è probabile, l’abbia vinta? E come coinvolgere una più ampia area della sinistra al di fuori del Pd che non ama il presidente del Consiglio? Semplice. Non partecipando alle prima-rie e facendo in modo che nasca una candidatura dalla «societ à civile» e non dalle file degli ex Ds. E quella candidatura c’&egrav e; già, sempre che alla fine Massimo Bray (che di d’Alema è buon amico) decida di rompere tutti gli indugi e di presentarsi. L’idea è questa: l’ex ministro dei Beni culturali si presenterebbe alle elezioni con una sua lista civica, affiancato dalla lista di Ignazio Marino (altro buon amico di D’Alema). Ma l’obiettivo ancora più ambizioso è quello di cercare di convincere Stefano Fassina, candi-dato di Sel e dei transfughi del Pd, a fare un passo indietro e a sponsorizzare anche lui Bray.

Su Napoli, scrive il Corriere della Sera, il governo si è già concentrato. Mentre la minoranza sta supportando Antonio Bassolino e la maggioranza sta cercando un candidato da contrapporgli alle primarie, il premier ha già lanciato la sua offensiva. Certo, ufficialmente a palazzo Chigi negano che le amministrative c’entrino qualcosa, ma appare quanto meno come una singolare coincidenza il fatto che negli ultimissimi tempi il presidente del Consiglio abbia rivolto tutta la sua attenzione proprio in quell’area. La bonifica di Bagnoli (che Renzi dovrebbe visitare entro marzo), l’accordo con la Apple che aprirà un centro a Napoli e farà 600 assunzioni, la Cisco che investirà in Italia e farà base a Scampia, sono tutti tasselli di una grande offensiva «a favore del Sud». E non è un caso, allora, se il premier ha preso di punta il sindaco Luigi De Magistris: «Lui fa manifestazioni di piazza contro di noi e noi facciamo le cose, è il solito meccanismo».

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