LA LETTERA. Terra dei Fuochi, così l’Istituto di Sanità ha nascosto i dati

Di PAOLA DAMA

Illustre Governatore della Campania,

in seguito alla lettera dei Presidenti delle Sezioni dei Medici per l’Ambiente delle Province di Caserta e Napoli, Dr. Gaetano Rivezzi e Dr. Giuseppe Comella, che chiedono la rimozione dall’incarico di responsabile del registro tumori Mario Fusco, Le scriviamo indignati per quello che riteniamo un atto di accusa infamante e falso.

Il Dr. Fusco ha da tempo lamentato l’uso strumentale dei dati in possesso dell’ISS da lui stesso fornitigli. Un “mea culpa” ammesso dalla stessa Dr. Loredana Musmeci in un articolo de Il Mattino del 12 gennaio scorso.
L’avere omesso parte dei dati ha significato non solo non evidenziare i limiti del modello di analisi utilizzato, ma anche compiere un grave atto di disinformazione scientifica: si e’ impedito, di fatto, alla comunità scientifica, oltre che ai mezzi di informazione e alla collettività, di avere accesso alla completezza della informazione e trarre le proprie valutazioni in merito.

Il Dr. Fusco e’ stato il fondatore del primo Registro Tumori in Campania che oggi lo vede impegnato nella costituzione della rete regionale dei tumori e in opera di tutoriato del Registro Tumori Infantili regionale e dei Registri Tumori della Napoli 1, Caserta, Benevento e Avellino.
Le accuse di una ostinata negazione di qualsiasi correlazione con il grave impatto di inquinamento non trovano riscontro in un lavoro preciso come solo un serio ricercatore puo’ fare. Indagini epidemiologiche corrette e con risultati attendibili necessitano di un approccio metodologico rigoroso.

Sosteniamo con forza le parole del Dr.Fusco.

“Il dramma dell’emergenza rifiuti in Campania resta tale a prescindere dai suoi possibili effetti sulla salute. Le ferite inferte a intere aree del territorio campano utilizzate come sversatoio illegale non hanno bisogno della dimostrazione di possibili effetti sull’andamento della patologia oncologica per essere rimarginate: le bonifiche vanno avviate e concluse al più presto, a prescindere dai tempi e dai risultati delle varie analisi e indagini epidemiologiche attivate sul territorio.

In merito all’andamento della patologia oncologica sul territorio e alla sua possibile correlazione con il dato ambientale si continua a fare riferimento, anche in modo strumentale e distorto, a studi epidemiologici, quale lo studio SENTIERI, che pure presentano limitazioni e criticita’. Non possiamo che essere indignati ancora una volta di fronte a tale disinformazione che nei confronti dei bambini diventa ancora piu’ indegna.

L’approccio metodologico da utilizzarsi in Campania, contrariamente a quanto fin’ora fatto, deve essere mirato allo studio di microaree geografiche.
Il Registro Tumori della ASL Napoli 3 sud è già da anni impegnato in questo tipo di studi di epidemiologia ambientale, l’unico, a nostro avviso, che possa permettere una: migliore definizione geografica delle aree a rischio; capacità di individuazione di effetti sanitari localizzati; acquisizione ed analisi di dati su potenziali sorgenti inquinanti puntuali e la valutazione dei relativi livelli di esposizione; migliore possibilità di mettere in relazione gli effetti sulla salute con possibili determinanti ambientali. Anche il Registro Tumori della ASL di Caserta ha avviato gli stessi studi ed in prospettiva l’intera rete di registrazione oncologica regionale potrà condurre tali studi nelle rispettive aree di riferimento.” Questo grazie alla grande intuizione e dedizione del Dr. Mario Fusco.

“L’individuazione di effetti sanitari localizzati, inoltre, è fondamentale per indicare in modo puntuale dove agire e quali misure adottare per la salvaguardia della salute delle popolazioni esposte ed a rischio.
Non trascurabili in Regione Campania, sono i gravi problemi legati alla gestione della patologia oncologica, anche infantile; questi problemi sono documentati e più volte sono stati denunciati, ma attengono alla gestione dei percorsi diagnostico-assistenziali regionali e alle numerose criticità del Sistema Sanitario Regionale, tutt’ora presenti ed aggravatisi nel tempo.” Ed anche in questo il Dr.Fusco e’ impegnato in prima persona.

“Le attività di prevenzione e cura che un sistema sanitario efficiente deve garantire per legge a tutta la popolazione residente su di un territorio (diagnosi precoce, percorsi diagnostici e terapeutici efficienti, qualità delle cure secondo standard definiti), non vanno confuse con le indicazioni aggiuntive e mirate che possono derivare da studi puntuali su aree specifiche in relazione a possibili rapporti di correlazione tra cancro e inquinanti ambientali.”

Le motivazioni della richiesta di dimissioni che, secondo Rivezzi e Comella, trovano fondamento sulla mancata e fallace azione di epidemiologia e prevenzione regionale, vengono a cadere alla luce di quanto fin qui scritto.

Purtroppo la patologia oncologica è un dato con cui bisogna confrontarsi e su cui migliaia di ricercatori sparsi nei laboratori di tutto il mondo sono quotidianamente impegnati, nella dura ma tenace ricerca per identificarne le cause e mitigarne gli effetti.

Le banalizzazioni, le semplificazioni e ancor più le strumentalizzazioni delle tragedie dei bambini con cancro, anche se finalizzate a denunciare il degrado ambientale, potranno solo creare confusione e aumentare l’angoscia delle loro famiglie.

In merito alla Terra dei Fuochi siamo convinti che il degrado ambientale criminalmente indotto in Campania debba essere gestito e risolto a prescindere dalla incidenza e mortalità oncologica rilevata sul territorio; gli studi di epidemiologia ambientale hanno tempi, metodologie e standard che sono propri della ricerca scientifica, ma ciò non può, né deve rappresentare un alibi per i decisori politici per dilazionare nel tempo il problema del recupero ambientale.

Certi del suo ascolto e di un suo immediato provvedimento contro la disinformazione scientifica e contro chi tenta di diffamare un professionista serio che con grande umanita’, ha dedicato la sua vita alla nostra Regione,

Le lasciamo i nostri cordiali saluti.

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