SCRIPTA MANENT / PIETRO TRECCAGNOLI: il ventre grigio di Napoli che si rinuncia a capire

scripta manent“Anche quando splende il sole, quando il cielo è azzurro, nelle vene di Napoli, di una Napoli apparentemente irredimibile, sempre sommersa e mai salvata, scorre un sangue grigio che inquina la mnte e trascina con sé l’ombra della morte.

Ma vi siete mai smarriti, voi che non ci siete nati e cresciuti, nei labirinti di tufo e fondaci, di piperno e urina, di araldica ed eroina, di Forcella, della sanità, dei Quartieri? E’ là che viene incontro il Grigio.

Là tutto è grigio: le facce di chi vi guarda dall’unica finestra di un terraneo, l’ombra smorta che si allunga dalle mura sui panni stesi ad asciugare anche se piove, il rumore dello scooter che vi lambisce.

E’ un’afa opprimente persino a gennaio e stronca il respiro. Sono grigi i sentimenti, è grigia la vita, è grigio il futuro ed è grigia la linea che separa la legge dalla camorra, la vita dalla morte.

E’ un universo irrisolto che scivola verso il male perché è la strada più facile, perché è in discesa e porta dritto all’inferno dei vivi dove non si distingue l’innocenza dalla colpa. Bastano cinquanta metri per essere agguantati dalle braccia della Morte Grigia, proiettati per sbaglio in guerre che non hanno nulla di stellare….”

Il Mattino, 6 gennaio 2016, pagg 1-42

a cura di Asco

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