Yari Gugliucci e Billy Sacramento, il nostro alter ego 2.0

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Yari Gugliucci, attore e scrittore, è al suo secondo libro in vetta alle classifiche. Al cinema è stato Giancarlo Siani, tra fiction e teatro con Michelle Pfeiffer e Kevin Klein. Gugliucci, attore di calibro e talento talento, è stato definito dal Guardian “period face” per la sua interpretazione al film “A room with the view” di Renton. Billy Sacramento, il suo secondo libro, è già un cult, un libro che non puoi non leggere. Il passaparola è contagioso e tra i suoi lettori molti personaggi noti dello spettacolo da Lina Wertmuller a Claudia Gerini, Asia Argento, Kim Rossi Stewart. Anche Lucio Dalla apprezzò il primo Billy.
Billy Sacramento è una “bio slogia”, così lo definisce l’autore. Billy è l’alter ego di tutti noi, è l’essenza della generazione 2.0, anno duemila. Il libro inizia con una morte apparente. La morte di Billy incuriosisce tante gente, divi del cinema,amici, parenti. Fanno la fila molti rappresentanti di religioni diverse, anche i supporters del WHam ci vanno.
Perché incuriosisce questa morte? Chi è Billy Sacramento? E da qui che parte la storia, questa Odissea. Sacramento è l’alter ego di tutti noi che nell’odissea metropolitana londinese/mondiale, cerca di sfuggire al primo dei suoi problemi come l’ansia che placa con il sesso sfrenato quasi fosse un antidolorifico e decide di re “basta”.
 Esplode una vera e propria degenerazione del personaggio. Quel corpo che nel primo Billy si era nutrito della società dell’io, dove tutto e niente ti lega alle persone, alle cose e una vita frammentata, ora si trasforma. Billy ha bisogno d’altro. Vuole resettare e ricominciare, poter cancellare gli ultimi 40 anni della sua vita. Scappare dalla società forte dell’io, dell’apparire, dove non ci sono vincoli di religione, di matrimonio, di genitorialità, di governo. Billy ora vuole riscrivere una nuova vita e nuove leggi morali.
Per salvarsi ricomincia da zero, dall’abc. Ecco perché la metafora ironica della morte. Si rende conto che aveva lottato contro la corrente umana, ora cerca di riprenderla e inseguirla. Ha bisogno del respiro delle strade, delle persone, dell’umanità che si sparge ovunque nel mondo e sceglie di vivere a Londra, città metropolitana e multirazziale. Billy si rende conto che “non devi essere per forza il migliore per vivere, non c’è bisogno di tradire per amare oppure odiare i propri genitori!”.
La sua rinascita è una riscrittura del vademecum per poter sopravvivere, le regole necessarie dove tutti i valori sono crollati. Billy si costruisce un’armatura. E’ un guerriero moderno. Nel primo libro Sacramento è un naufrago, si distrugge. Nel secondo riparte da capo, con la sua Arca. E’ un animo sensibile “che decide di non suicidarsi ma di rinascere” e la sua rinascita è la sua terra promessa. Billy, in questa crisi di identità decide di essere un anonimo, si tuffa nella gente perché “siamo molecole dell’umanità” non siamo frammenti sparsi e sperduti. Sacramento ha bisogno di tanti  e vuole guardare in faccia l’umanità e allora eccolo alle file ai botteghini, alle mense dei poveri, alle stazioni in biglietteria: vuole sentirsi parte del mondo ed è in questi bagni di folla che Billy “respira”.
 Seguendo quest’onda umana, gli accade qualcosa che potrebbe cambiargli la vita: a questa cosa dice no lasciando increduli i suoi amici. La sua vicina di casa leggerà il suo testamento bellissimo e profondo, e in quelle parole il lettore si ritroverà, come Billy, in cerca della nuova vita. Billy Sacramento è un uomo del nostro tempo: Sacramento è uno di noi.

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