Un’Aida post-apocalittica aprirà la stagione del San Carlo


Sara’ ‘Aida’ di Giuseppe Verdi, nel bicentenario dalla nascita del compositore, rappresentata l’ultima volta al San Carlo nel 1998, ad inaugurare il prossimo 5 dicembre la nuova stagione lirica del Teatro di San Carlo di napoli. In scena andra’ una rilettura del titolo verdiano mai vista prima, post apocalittica e astratta, che sembra evocare, anche nelle scene e per i costumi, le atmosfere di un film cult come ‘Blade Runner’. la versione dell’opera e’ firmata da Franco Dragone e sul podio vi sara’ Nicola Luisotti. Il contrasto tra la brutalita’ della guerra e la purezza dei sentimenti dei protagonisti offre alla vicenda la possibilita’ di collocarsi in una dimensione atemporale, dove scontri ed incontri tra culture diverse segnano i destini dei singoli e travolgono le esperienze collettive. Proprio come in ‘Blade runner’, tutto corre sul filo del rasoio, tutto e’ al limite, sempre pronto a disgregarsi, tra apparenze e realta’ parallele che si confondono e non trovano assoluzione; con i protagonisti mescolati agli ‘invisibili’, testimoni silenziosi, profughi, borderline, gli esclusi della ‘grande storia’ che Verdi ama raccontare. Dragone, artista poliedrico, nato a Cairano, paesino della provincia di Avellino, formato alla scuola della commedia dell’arte e del teatro popolare, si e’ trasferito negli anni ’80 in Canada, dove si e’ distinto come regista di spicco del Cirque du Soleil, per il quale ha firmato dieci spettacoli di grande successo, alcuni ancora in tourne’e, tra cui ‘Saltimbanco’ (1992), ‘Myste’re’ (1993), ‘Alegri’a’ (1994), ‘Quidam’ (1996). Portano la sua firma la cerimonia di apertura degli Europei di Calcio 2000 e grandi eventi come il live ‘A New Day’ di Celine Dion e lo spettacolo ‘Le Re’ve a Las Vegas’, ‘The House of Dancing Water’ e ‘Taboo’ a Macao, ma anche l’emozionante spettacolo urbano ‘De’crocher la lune’, la collaborazione artistica con il prestigioso Balletto Nazionale Spagnolo e la recente creazione sulla cultura beduina ‘Story of a Fort, Legacy of a Nation’ ad Abu D’habi.

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