01182018Headline:

Turchia, Il tentato golpe e la video-telefonata

Se avessimo assistito ad un film in cui ci si raccontava quel che è successo in Turchia nei giorni scorsi, avremmo esclamato ” ….ma che cavolo di trama è questa? Va bene la fiction, ma così no!” È invece tutto vero! Altro che fiction. Salvo scoprire in un futuro molto lontano che tutto questo sarebbe stato una fiction diretta dal più grande regista di tutti i tempi, una mente insuperabile.

All’improvviso, come accade in questi casi, nella sera del 16 luglio 2016, tutti i media interrompono le trasmissioni programmate per annunciarci quel che tutti avevano pensato che potesse accadere in Turchia negli ultimi dieci anni. Un golpe militare.

Ma, già allo scorrere dei primi minuti, si intuisce la sterilità dell’azione! Un fatto, però, fa pensare ad un epilogo drammatico per Erdogan; quella video telefonata del presidente fatta in diretta alla CNN turca in cui si invitava la popolazione a presidiare le piazze. Proprio quella video telefonata, invece, è stata la svolta che ha fatto fallire il golpe del secolo. Il resto è cronaca che abbiamo visto e letto su tutti mezzi di comunicazione in questi giorni.

Dare un giudizio o fare una valutazione oggi non è così scontato ne semplice! La Turchia storicamente è un paese complicato e quanto è successo i giorni passati rende la situazione molto più complicata. Tanti sono i possibili scenari che potrebbero essere più o meno veritieri ed altrettanti sono quelli virtuali che, invece, con molta dietrologia vengono dati per certi.

cosa-ho-visto-durante-tentato-golpe-turchia-reportage-1468766263Se prendessimo per buona l’opinione secondo la quale il tentato golpe è stato organizzato da una parte dell’esercito, potremmo stabilire che esso è fallito per due motivi: la reazione pronta ed efficace del popolo turco che rispondendo all’appello di Erdogan ha riempito le piazze e agitato le moschee. Il secondo motivo, non meno importante, è la modesta capacità organizzativa dei gruppi che hanno orchestrato il golpe.

Ora, però, il futuro è avvolto da tanti misteri. Mentre la reazione di Erdogan in questi giorni è del tutto naturale e non si può pensare ad un atto di clemenza verso chi ha appena provato a rovesciarti. Un altro discorso, invece, sono le leggi che saranno applicate per definire i giudizi dei diversi grado di responsabilità e colpevolezza. Un fatto è certo, il paese si scopre all’improvviso molto più fragile e diviso di quanto non si potesse immaginare fino ad una settimana fa.

C’è da capire quali saranno le mosse della Turchia verso Stati Uniti ed Europa. Le prime reazioni non promettono bene. Gli Stati Uniti vengono dipinti dai turchi come coloro che hanno tramato dietro le quinte e lo scontro sale di livello. La vera posta in gioco qui è la richiesta turca di estradizione del miliardario nonché predicatore islamico Gülen, maggior oppositore di Erdogan rifugiatosi in Stati Uniti nel 1999. D’altra parte, anche nella partita a scacchi che Erdogan dirige magistralmente nei confronti dell’Europa, c’è un obiettivo molto più alto di quelli che vengono dichiarati a seconda del caso. Oggi l’introduzione della pena di morte, ieri la questione migranti. Ma il nodo resta l’ingresso della Turchia in Europa.

È chiara però la volontà di Erdogan di sparigliare le carte e cambiare strategia. Qualche avvisaglia c’è stata nelle recenti settimane, dal siluramento in tronco dell’ex premier Davutoğlu , al riavvicinamento con Israele dopo che le relazioni si erano interrotte per i fatti legati alla striscia di Gaza nei Territori palestinesi. E L’ultimo atto di rottura col recente passato sono state le scuse avanzate alla Russia di Putin per l’abbattimento del jet russo sui cieli siriani.

Notizia di oggi è l’intenzione della Turchia di riavvicinarsi ai paesi vicini e confinanti. In particolare Iran, Iraq, Siria e Russia che formano esattamente il blocco anti-occidente nella guerra mondiale in atto in Siria, Iraq e Yemen.

Sarebbe corretto interpretare tutto ciò come cambio di rotta nelle strategie turche in politica estera? Se fosse così potremo parlare di cambio sostanziale della posizione finora assunta e conseguente

impatto drastico sulla situazione in tutta la regione. In questi casi, è buona norma essere prudenti ed attendere gli sviluppi i prossimi mesi.

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