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Terremoto in Piemonte, annullate le elezioni. Tutto da rifare per Cota

Il TAR del Piemonte ha annullato le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, perché la lista “Pensionati per Cota” del consigliere regionale di maggioranza Michele Giovine, che ottenne 27mila voti, presentò firme false per potersi presentare alle elezioni. Poiché Cota vinse le elezioni con uno scarto di poco più di 9000 voti sulla candidata del centrosinistra Mercedes Bresso, il TAR ha deciso che le elezioni non sono più valide (nelle elezioni regionali vince il candidato presidente che prende anche solo un voto in più rispetto agli altri). Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra circa dieci giorni.

Bresso depositò un ricorso al TAR il 7 maggio 2010, contestando la regolarità di alcune liste collegate a Cota, e in particolare della lista “Pensionati per Cota”. Il TAR accolse parzialmente il ricordo di Bresso e stabilì una procedura di riconteggio delle sole schede delle liste “lista Consumatori” e “Al centro con Scanderebech”. Cota si rivolse allora al Consiglio di Stato con un ricordo per bloccare il conteggio, che fu accolto il 20 ottobre del 2010.

Mercedes Bresso ha detto che «sia pure in ritardo, giustizia è fatta.» Il segretario regionale del PD del Piemonte, Franco Morgando, ha detto che adesso «bisogna solo capire se si vota il 25 maggio [data delle elezioni europee] o più avanti». Teoricamente,secondo il Corriere della Sera, Roberto Cota può ancora fare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza di oggi, sebbene non abbia ancora chiarito le proprie intenzioni. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha definito la sentenza del TAR «un attacco alla democrazia».

Per i Tribunale Amministrativo del Piemonte le elezioni regionali del 2010 sono nulle. La lista dei “Pensionati per Cota” presentata da Michele Giovine non era legittimata a partecipare alla competizione. Così ha deciso la prima sezione del Tar , accogliendo il ricorso numero 555 del 2010 presentato da Mercedes Bresso e Luigina Polacco, l’antagonista dei pensionati del centrosinistra che, con le sue denunce, aveva dato inizio alla battaglia contro la lista di Giovine.

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