01222018Headline:

Terra dei Fuochi, il governo vara il decreto. Al via la mappatura delle aree a rischio. Corsia accelerata per le bonifiche. Reato bruciare rifiuti

Via libera al decreto per la Terra dei Fuochi. Il primo annuncio è arrivato su Twitter e porta la firma del ministro per le politiche agricole, Di Gerolamo:  “Non è un punto di arrivo ma un punto di inizio per la Campania”. Con il Decreto legge sulla Terra dei fuochi, messo a punto dal lavoro del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, approvato dal Cdm di oggi, si da’ il via alla mappatura delle aree interessate e si semplificano e accelerano le bonifiche.
Per la prima volta le istituzioni affrontano il tema della terra dei fuochi da tutti i punti di vista”, il Dl approvato oggi dal Cdm e’ “una risposta senza precedenti, forte e netta ad una emergenza che per troppi anni si e’ protratta senza interventi all’altezza. Ora bisogna recuperare il tempo perduto”. spiega il premier Enrico Letta.
“Ben venga la repressione, ma ora serve la mappatura delle terre inquinate”: e’ il commento di don Maurizio Patriciello, il prete diventato simbolo della ribellione dei cittadini della Terra dei Fuochi, all’ok nel Consiglio dei Ministri al decreto sulla Terra dei Fuochi. “Ora servono interventi a monte – continua don Patriciello – leggi in grado di bloccare il fenomeno degli sversamenti abusivi sulle nostre terre di rifiuti provenienti da tutto il territorio italiano”.  Secondo don Maurizio le attivita’ “in nero” – come quella venuta alla luce a Prato, dove sette operai cinesi sono morti in un incendio – producono anche “scarti in nero”, cioe’, sottolinea, “rifiuti che non possono essere smaltiti alla luce del sole e che finiscono per essere interrati nella Terra dei Fuochi”. “Il problema – dice ancora don Patriciello – lo risolveremo sicuramente con la repressione, che e’ il primo atto, ma poi anche andando a incidere seriamente sulla tassazione di queste fabbriche e sulla sistemazione delle loro attivita’”. “Se si continua a produrre ‘in nero’, e noi facciamo finta di non vedere – conclude don Maurizio – il problema non trovera’ mai una vera e definitiva soluzione”.

“Il cosiddetto decreto Terra dei Fuochi approvato oggi in Consiglio dei Ministri e’ un provvedimento importante, che potra’ essere ulteriormente migliorato nel suo passaggio alla Camera”. Lo afferma Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente della Camera. “Questo provvedimento – rileva Realacci – permettera’ di affrontare meglio l’emergenza bonifiche, di alzare l’asticella della legalita’ e di rafforzare l’azione di contrasto alle ecomafie e ai clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti. Come denunciato dal dossier Ecomafia di Legambiente, in Campania sono almeno quindici i clan che hanno tratto profitto da questo ‘traffico sporco’, praticamente due squadre di calciotto che si contendono il titolo di campioni dell’orrore di cui fanno parte: gli Alfieri, i Belforte, Bidognetti, Birra-Iacopino, i Casalesi, i Crimaldi, i Fabbrocino e i Galasso, e ancora i La Torre, i Mallardo, i Marfella, i Mazzacane, Moccia-Maione, i Nuvoletta e gli Schiavone”, conclude Realacci.

“Le misure decretate – sottolinea l’assessore all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano-  integrano e supportano il lavoro fin qui svolto silenziosamente da Palazzo Santa Lucia, a cominciare dalle risorse nazionali ed europee recuperate pari a complessivi 600 milioni di euro che abbiamo sbloccato o utilizzato per permettere le opere di compensazione ambientale, le bonifiche, il finanziamento con 5 milioni di euro dei progetti di sorveglianza e controllo dei territori dei comuni
firmatari del Patto, la messa in sicurezza di ex discariche con
l’impiego di 61 milioni di euro e l’intensa azione del commissario De Biase che ha portato, tra l’altro, allo spegnimento delle fumarole della ex Resit.
“Un impegno continuo e costante che necessita di un supporto nazionale, dell’impegno del governo, di norme importanti come l’introduzione nell’ordinamento italiano, prevista dal decreto legge,  del reato di combustione dei rifiuti. “Bene, dunque, il decreto: occorre agire subito con risorse adeguate”, conclude Romano.

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