01222018Headline:

Terra dei Fuochi, bonifiche a rischio infiltrazioni criminali: l’interrogazione della Capacchione

Ecco l’interrogazione sulle bonifiche in Campania presentata dalla senatrice Rosaria Capacchione sul problema delle bonifiche in Campania

al Ministro dell’ Ambiente
al Ministro dell’Interno
al Ministro dell’Agricoltura

Premesso che:

 il territorio della regione Campania, e inspecial modo l’area compresa tra il nord della provincia di Napoli e ilsud-ovest della provincia di Caserta, è interessato da oltre vent’anni da  un sistematico inquinamento dei suoli e delleacque in virtù dello scellerato e criminale smaltimento di rifiuti urbani,speciali, industriali, tossico-nocivi;

 risultanze investigative frutto di indaginitecniche e  di audizioni di collaboratoridi giustizia sin dal 1991 hanno evidenziato l’interesse dei clan camorristicinell’attività di smaltimento dei suddetti rifiuti;

la perizia del geologo Giovanni Balestri, commissionata dalla Direzione distrettualeantimafia nell’ambito del procedimento a carico di Chianese Cipriano+ altri,imputati di disastro ambientale con l’aggravante del metodo mafioso,  ha fissato nel 2064 la data presumibile dellacontaminazione irreversibile della falda profonda nella cosiddetta “area vasta”di Giugliano, Villaricca, Villa Literno, Parete;

 la messa in sicurezza e la bonifica dell’areavasta e della cosiddetta “terra dei fuochi” è diventata inderogabile non solo per impedire la compromissione ulteriore dello stato di salute dei terreni ad alta vocazione agricola ma anche e soprattutto per impedire ripercussioni inevitabili sulla salute dei cittadini di quelle zone;

inspiegabilmente, il valore dei  terreni dell’area vastasta subendo un incremento non giustificato dalle regole del mercato;

 il Commissario per le bonifiche per la RegioneCampania sta provvedendo all’indizione di gare d’appalto per l’espletamento deisuddetti servizi;

esiste la previsione di investimenti nello stesso comparto da parte dell’Unione europea;

 risulta che nell’ambito  di un procedimento (n. 48 del 2010 e fascicoli riuniti) trattato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezionedelle Misure di Prevenzione, nel corso dell’anno 2012 è stato individuato un preoccupante tentativo da parte di soggetti ritenuti vicini al noto clan de iCasalesi di infiltrarsi nel settore delle bonifiche ambientali del territoriocampano, tramite la costituzione (in data 24 settembre 2012) di una apposita società denominata Eco Art;

 detta società, ritenuta emanazione di tal Pasquale Pirolo – soggetto già processato e condannato per associazione mafiosanegli anni 80, nonché ritenuto prestanome del noto Antonio Bardellino – è statasottoposta a sequestro di prevenzione nel dicembre 2012 dal suddetto tribunale a seguito di indagini svolte dalla Questura di Caserta, dalla DIA di Napoli e dalla DIA di Milano;
nel corso di dette indagini si accertava l’esistenza di rapporti tra il suddetto Pasquale Pirolo, altre persone a lui collegate ed alcuni imprenditori e tecnicidell’area milanese aventi specifica competenza nel settore in questione, cui veniva chiesto di sperimentare tecnologie avanzate nel settore delle bonifiche ambientali nel territorio dell’agro aversano;
 in altri procedimenti trattati, nel frattempo,dalla Procura di Napoli emergevano collegamenti tra il suddetto Pirolo e Ferraro Nicola, politico regionale risultato essere contiguo al clan dei casalesi;

dagli attidell’inchiesta condotta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere risulta altresì che i tecnici contattati avevano ottenuto assicurazioni circa la buona riuscita delle operazioni in virtù di non meglio precisate “protezioni istituzionali” vantate dagli emissari campani del gruppo, che si riferivano espressamente a contatti con esponenti dei servizi di sicurezza nazionale;

al contempo risulta che uno di detti emissari era stato in precedenza oggetto di intercettazioni nel fascicolo relativo alla cattura di Basco Antonio, noto killer del clan dei Casalesi;

l’intervenuto sequestro della società Eco Art, che aveva chiesto l’accreditamento presso la Regione Campania, non consente di ritenere cessato il pericolo di infiltrazione del clan nel lucroso affare delle bonifiche ambientali, posto che non esclude la probabile esistenza di altre compagini societarie sorte al medesimo scopo e non ancora individuate dalla magistratura;
è attualmente in corso il censimento – da parte dell’ente Regione Campania –  delle aree da sottoporre a intervento di bonifica con impiego di finanziamentipubblici;

si chiede di sapere

qual iiniziative sono state adottate o si intenda adottare per impedire infiltrazioni della criminalità organizzata nel comparto della bonifica ambientale;

quali procedure sono state adottate o si intenda adottare per impedire che la classificazione delle aree da sottoporre a bonifica possa subire influenze da parte della camorra o da speculatori di altro genere al fine di intercettare indebitamente provvidenze pubbliche o ristori economici non dovuti;

quale esito hanno avuto le indagini sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi e sugli accordi tra la fazione Zagaria, apparati di sicurezza e funzionari del Commissariato per l’emergenza rifiuti all’epoca dell’emergenza rifiuti del2007/2008 e già oggetto, nel 2010, di due interrogazioni parlamentari ancora inattesa di risposta.

Rosaria Capacchione, Stefano Vaccari

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