Terme di Castellammare, la rabbia degli operai: minacce e insulti contro il sindaco che fuggono dal convegno


La protesta per il lavoro dei dipendenti delle Terme di Stabia ha indotto sindaco e amministrazione cittadina a disertare un incontro su legalita’ e antimafia in programma a Castellammare di Stabia (NAPOLI), e spaventato i bambini delle scuole elementari che partecipavano all’incontro. Le Terme saranno presto messe in liquidazione e, per questa ragione, da mesi, i circa duecento dipendenti sono in mobilitazione. Questa mattina, alla manifestazione dei lavoratori si sono anche uniti in corteo gli studenti dell’Istituto alberghiero. Alcuni manifestanti si sono vestiti di stracci e hanno dipinto il volto di fuliggine, per simboleggiare la poverta’ a cui sono destinati a causa del futuro fallimento delle Terme. Citta’ bloccata, tra urla e slogan, poi l’irruzione dentro il Palazzetto degli Sport del Mare, dove era programmato il convegno con la partecipazione del generale Mario Mori (ex comandante del Ros dei carabinieri). I lavoratori contavano di poter incontrare il sindaco, Nicola Cuomo, e l’amministrazione comunale, di cui era annunciata la presenza per portare il saluto della citta’ alle personalita’ riunite in convegno. Alla presenza dei bambini delle scuole elementari, ci sono stati momenti di grande tensione, che hanno messo in fuga i cittadini giunti per seguire il dibattito. Avvisati della protesta, che si e’ concretizzata anche in minacce e insulti, il sindaco e gli amministratori hanno deciso di disertare il convegno, iniziato con un forte ritardo, quando gli animi si sono calmati. I lavoratori delle Terme si sono quindi diretti alla sede del Pd, dove si stava svolgendo il congresso cittadino. Anche qui insulti e proteste, che hanno costretto i presenti a interrompere i lavori. Un rappresentante dei “termali” ha poi portato le proprie scuse al convegno antimafia spiegando le ragioni dell’irruzione. “Chiediamo scusa ai bambini che si sono spaventati. Noi siamo venuti a protestare qui questa mattina – ha spiegato Giovanni D’Elia – perche’ e’ inaccettabile che le Terme di Stabia, una societa’ partecipata dal Comune, finiscano in liquidazione senza che si tenti di dare una prospettiva al nostro futuro. Tutto questo si fonda perfettamente con gli sforzi che si fanno per la legalita’, in una citta’ come Castellammare di Stabia che rispetto alla criminalita’ e’ borderline”.

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