Stop per decreto al finanziamento pubblico ai partiti. Ma Grillo attacca: ora Letta restituisca i soldi che ha già preso


Il Consiglio vara per decreto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Lo preannuncia il presidente del Consiglio, Enrico Letta, tramite Twitter: “Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in Cdm manteniamo la promessa”. Poi, mentre la riunione a Palazzo Chigi è ancora in corso, il vicepremier Angelino Alfano conferma: “In CdM abbiamo appena abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Per decreto. Impegno mantenuto!”. Anche il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello twitta: “E una è andata: abolito finanziamento pubblico dei partiti! Ora avanti con la riduzione del numero dei parlamentari”. Poco dopo, in conferenza stampa, il premier spiega: “Il governo ha assunto un decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti, da oggi è legge dello Stato. Abbiamo mantenuto la promessa. Si tratta del testo della legge approvato dalla Camera”. Quanto ai contenuti il decreto “assegna tutto il potere a cittadini che possono dare il contributo attraverso il 2 per mille o attraverso la contribuzione volontaria”. Ma occorrerà “un decalage, un triennio di transizione, perché il sistema entri in funzione”.
Lo stop al finanziamento dei partiti consentirà di “recuperare consenso e fiducia da parte dei cittadini”, prevede il vicepremier Alfano. “Oltre al consenso e al voto dei cittadini , ora i partiti possono chiedere anche una ‘x’ attraverso il 2 per mille. La filosofia è proteggere la democrazia: se vuoi puoi finanziare la tua idea”, aggiunge Alfano. Sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti “abbiamo rispettato gli impegni e il Parlamento: il decreto riprende, anche nelle virgole, il testo approvato alla Camera”, sottolinea Quagliariello. Il ministro delle Riforme specifica che il decreto comincerà il suo iter parlamentare dal Senato. Il testo è “una scommessa sul ritorno alla partecipazione attiva dei cittadini che contribuiscono alla politica” e introduce una “novità storica”: il tema della democrazia interna dei partiti.  “Una vecchia battaglia che parte da lontano. Affinché la partecipazione riprenda – insiste Quagliariello – è necessario che i partiti scoprano, o ri-scoprano, la democrazia interna”.
Immediata, sempre via Twitter, la replica di Grillo: “Basta con le chiacchiere Enrico Letta. Restituisci ORA 45 mln € di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio”. Negli ultimi giorni, l’argomento era stato al centro anche di un botta e risposta tra Grillo e Matteo Renzi. Il leader M5S – sempre sul social dei cinguettii – aveva sfidato il neosegretario del Pd a rinunciare ai rimborsi elettorali che spettano al Nazareno già in questa legislatura. Il numero uno dei democrat non ha fatto mancare la sua ironia, e ha rilanciato: “…gli faccio una sorpresina e vediamo come va a finire…”. L’appuntamento è l’assemblea nazionale del Pd di domenica.

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