Sardegna, il programma di Cappellacci per la riconferma


Il presidente della Regione Ugo Cappellacci durante il vertice di maggioranza a Villa Devoto ha consegnato agli alleati una bozza del programma per la prossima legislatura 2014-2019: spunti di riflessione, sono stati definiti, con temi cari al governatore come le entrate, la zona franca integrale, i trasporti e la continuita’ territoriale, la green economy, le politiche di sviluppo. Temi sui quali Cappellacci, ufficialmente ricandidato presidente venerdi’ scorso da Silvio Berlusconi, ha chiesto agli alleati di fornire qualunque integrazione e contributo ritengano utile per arrivare al miglior risultato possibile.
Altro tema emerso e’ la data delle elezioni regionali: si potrebbe infatti votare il 23 febbraio e non il 2 marzo, gli uffici tecnici stanno verificando quale sia la data da ufficializzare per chiamare al voto i sardi. Il clima dell’incontro, racconta chi c’era, era rilassato e costruttivo, anche se i Riformatori non si sono mossi di un millimetro dalla loro posizione: “Non parliamo di alleanze finche’ non saranno definitivamente cancellate le province – dice il capogruppo in Consiglio regionale Attilio Dedoni – Solo risolta la questione della riforma degli enti locali decideremo le alleanze e parleremo di candidati alle regionali”. Questione che, pero’, potrebbe essere gia’ sulla via della soluzione, grazie all’intervento del grande mediatore della coalizione, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Pietro Pittalis, che insieme ai Riformatori e con il beneplacito dell’Udc, sta lavorando alla legge di riforma che dovrebbe essere approvata in tempi brevi in commissione Autonomia. Alla fine del vertice, riunione ristretta di Forza Italia per fare il punto della situazione e iniziare informalmente a parlare di criteri e metodi per le prossime candidature. “E’ stato un vertice fuori dai rituali della politica, ci siamo soffermati molto sui programmi e sulle cose da fare – dice Pittalis – C’e’ una grande attenzione da parte nostra alla situazione di grande disagio che vive la Sardegna e l’impegno piu’ profondo a trovare soluzioni che rilancino subito l’economia e il tessuto sociale di un’isola che ha grandi potenzialita’ e deve sfruttarle nel miglior modo possibile”. Tappe irrinunciabili, da qui a fine legislatura, l’abolizione delle province e l’intensificazione della battaglia sulla zona franca

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