01172018Headline:

Riforma elettorale, via libera del Pd all’Italicum di Renzi, ma è guerra con Cuperlo

Sulla legge elettorale arriva il sì del Pd a Renzi: ok al sistema “Italicum” che prevede il doppio turno. La direzione Pd, infatti, ha approvato, con 111 voti a favore, 34 astenuti e nessun contrario, la proposta concreta, realizzabile e con tempi certi sulla riforma elettorale presentata dal segretario, frutto anche dell’accordo raggiunto sabato scorso con Silvio Berlusconi. Ma la proposta non piace alla minoranza interna. Gianni Cuperlo, il suo principale avversario alle primarie di dicembre, la bolla come “non convincente”, puntando il dito soprattutto contro la mancanza delle preferenze , che Berlusconi non vuole, e contro le soglie di sbarramento giudicate troppo elevate. “Non è accettabile che il tema sia usato in modo strumentale adesso e non accetto che venga usato da chi non è passato per le primarie ma è stato eletto nel listino”, ha attaccato Renzi. Parole rivolte al presidente del partito Gianni Cuperlo, seduto accanto a lui, che per protesta ha abbandonato la riunione. La proposta di Renzi prevede il superamento del bicameralismo perfetto con voto fiducia solo alla Camera, eliminazione dell’elezione diretta dei membri e di ogni indennità e contestuale riduzione dei parlamentari. E sul sistema di voto: premio di maggioranza per arrivare al 53 o al massimo al 55 per cento dei seggi alla coalizione che raggiunge almeno il 35 per cento. In caso contrario ballottaggio secco fra le due principali coalizioni: chi vince arriva al 53 per cento. Inoltre, collegi da mezzo milioni di elettori con 4-5 candidati da eleggere e soglie di sbarramento che Renzi definsice “vincolate”: 5 per cento per i partiti che si coalizzano, 8 per cento per chi va da solo, 12 per cento per le coalizioni e criteri contro le liste civetta. Quanto alle preferenze, ha spiegato il segretario, “non ho particolari problemi ma l’accordo politico raggiunto non le prevede”.

“Non è una riforma à la carte, è un complicato castello che sta su se tutti tasselli stanno insieme – ha avvertito il leader democratico -. Chi pensa in Parlamento di modificare qualcosa di fondamentale, sappia che manda all’aria tutto, anche quella costituzionale”. Ma Cuperlo non è convinto: “L’Italicum non risulta ancora convincente, temo abbia profili di dubbia costituzionalità che non possiamo ignorare. Il 35 per cento è una soglia troppo bassa che finisce per invalidare il secondo turno, perché verrà comunque superata”, ha attaccato Cuperlo, che chiede di alzare l’asticella “ad almeno il 40 per cento”. Controreplica di Renzi: “Chi ha detto che dal 40 per cento in poi va bene?”. Intanto il leader della minoranza interna si è riservato anche un affondo diretto al segretario: “Si dice che se non si vota questa proposta così com’è si vota contro tre milioni di italiani? Va bene, Ma allora è inutile convocare la direzione del partito fra 15 giorni. Rivediamoci direttamente alla direzione che convoca le primarie della prossima volta… Funziona così un partito? Io credo di no”.

Scintille anche sull’incontro con Silvio Berlusconi. “Scriviamo le regole con lui per evitare di doverci fare un governo insieme in futuro, le polemiche mi paiono strumentali – ha detto Renzi -. Con chi avrei dovuto parlare, con Dudù? Pensare di aver risuscitato Berlusconi fa a cozzi con realtà: è il capo del centrodestra, è un dato di fatto”. Cuperlo ha replicato piccato: “Un conto è il confronto, un altro è stringere un patto politico con un esponente interdetto ed espulso dal Parlamento che per la prima volta non era più egemone all’interno del suo campo. Dobbiamo comprendere lo smarrimento di una parte dei nostri elettori ed iscritti davanti a legittimazione politica del capo della destra”. Quindi il secondo intervento di Renzi, le polemiche sulle preferenze e il presidente che va via. A sancire plasticamente una divisione già evidente nelle rispettive posizioni. Dure le reazioni di M5S e Lega: Beppe Grillo ha ribattezzato il sistema elettorale che potrebbe sostituire il porcellum come un “Pregiudicatellum”, con riferimento alla condanna definitiva per Silvio Berlusconi; la Lega Nord , invece, parla di “legge truffa” e ha annunciato mobilitazioni.

What Next?

Recent Articles