Retromarcia del governo, gli insegnati non dovranno restituire gli arretrati. Ecco che cosa succede in busta paga

 

Il governo ha comunicato che gli insegnanti non dovranno procedere alla restituzione degli aumenti percepiti nel 2013.
Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti.
Lo si è deciso nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza.
Martedì 7 gennaio il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha annunciato su Twitter di avere richiesto al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, di sospendere la procedura per il recupero degli “scatti” stipendiali degli insegnanti del 2013.

“Ho chiesto al Min Saccomanni di sospendere la procedura di recupero degli “scatti” stipendiali per il 2013. #openMIUR

— MariaChiara Carrozza (@MC_Carro) January 7, 2014

Il tema è stato molto discusso negli ultimi giorni e riguarda circa 80mila maestri e professori, che in mancanza di una sospensione del sistema di recupero riceveranno 150 euro in meno in busta paga al mese fino a quando non avranno restituito i soldi ricevuti in seguito al loro ultimo aumento di stipendio legato all’anzianità di servizio.

La restituzione si è resa necessaria perché a settembre il ministero ha deciso di estendere il blocco agli “scatti” anche al 2013, dopo averlo già applicato nei tre anni precedenti. E quindi chi aveva regolarmente ricevuto un aumento per l’anzianità di servizio ora lo dovrà restituire attraverso una riduzione temporanea dello stipendio. I sindacati minacciano di fare sciopero e diversi esponenti politici, compreso il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, hanno chiesto che sia rivista la procedura per evitare nuove umiliazioni agli insegnanti.

La procedura dovrebbe scattare, se non interverrà il governo, proprio nei prossimi giorni, quando verranno preparati i cedolini per lo stipendio di gennaio. Chi ha avuto lo scatto a gennaio 2013, già con un anno di ritardo (blocco 2012), si è visto riconoscere solo ad aprile 2013 gli scatti con arretrati: in questo caso a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell’anno 2013. Gli insegnanti che invece hanno avuto lo scatto da settembre 2013, sempre con differimento di un anno, a gennaio 2014 verranno «retrocessi» come posizione stipendiale e dovranno restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. In questo caso solo a settembre 2014 avranno lo scatto a causa del congelamento degli anni 2012 e 2013. In ogni caso, tutti i lavoratori interessati dovrebbero trovare nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito. Non è facile stimare la cifra complessiva dovuta da ciascun insegnante, perché lo scatto varia in base all’anzianità di servizio: ma dovrebbe trattarsi comunque di diverse centinaia di euro.

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