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Puglia in Rosé – Il rosato pugliese scala le classifiche di gradimento

Concetta Colucci

Si è tenuta a Roma presso la suggestiva dimora ottocentesca di Palazzo Brancaccio la serata Bererosa 2017 dedicata ai rosati di qualità. La degustazione organizzata dalla rivista Cucina & Vini ha presentato i vini rosati dei più importanti produttori di Italia, confermando il successo delle passate edizioni.

La manifestazione che ha richiamato l’attenzione dei curiosi, appassionati, blogger ed esperti del settore, ha confermato l’incremento esponenziale di pubblico degli scorsi anni.

L’Italia con la sua produzione di 24 milioni di ettolitri si conferma il secondo esportatore al mondo, dopo la Francia, di vini rosati.

In questa edizione la parte del leone l’ha fatta senza dubbio la Puglia, che ha ottenuto una intera area dedicata all’interno della kermesse dell’estate romana e, con le sue 16 cantine, ha proposto a tutti il suo variegato pubblico un viaggio sensoriale che ha attraversato dal nord al sud tutto il vasto territorio della regione, proponendo i suoi principali vitigni come il Nero di Troia, il Bombino Nero, il Montepulciano, il Negroamaro, nonché due novità come il Susumaniello e l’Aglianico.

La Puglia dei rosati, vista a Roma, è la conferma del grande lavoro che si sta facendo nel settore dell’enologia proponendo la Regione come uno dei leader dell’Italia dei rosè.
Le iniziative dello scorso anno a partire da quelle tenutesi in contemporanea con il Festival internazionale del Cinema di Cannes, che hanno visto i vini rosati pugliesi a fianco dei grandi marchi storici francesi, fino a quest’anno a Rosèxpo, il salone internazionale dei vini rosati tenutosi a Lecce, con i produttori di Negroamaro, sono solo alcuni degli esempi dell’intenso lavoro che stanno facendo le associazioni del settore per ritagliare uno spazio di mercato più ampio nel competitivo mondo dei vini.
Sono foggiani i due vini rosati che Le Mondial Du Rosè, concorso internazionale i cui giudici appartengono all’Unione degli Enologi Francesi, ha indicato come i migliori del mondo tra le 6 medaglie d’oro selezionate e la Puglia conquista anche 6 argenti. I vini sono stati degustati alla cieca e scelti fra le produzioni rosé provenienti da 30 Paesi.

La conferma del successo che stanno avendo queste iniziative in cui i protagonisti sono i vini pugliesi, si è avuta in occasione del famoso “The amazing Italian wine journey”, l’aperitivo “interattivo” realizzato per Michelle e Barack Obama. L’organizzatore, il famoso wine consultant Filippo Bartolotta, ha immaginato per la coppia un viaggio “fantastico” nel vino italiano durante la cena nella tenuta dell’ambasciatore John Phillips in Toscana. Attraverso bottiglie di 10 annate fra le più ricercate e di successo, gli ospiti hanno percorso le tappe fondamentali e più significative della loro vita di coppia e politica, tra i vini degustati durante l’aperitivo Bartolotta ha inserito un rosè Salentino.

Anche New York è stata coinvolta da questo trend, il vino rosato pugliese è ormai di tendenza e nella città più cosmopolita del pianeta, patria della mescolanza continua di cibi e odori è stato subito chiaro il grande apprezzamento per la “Puglia in Rosè”. Una selezione di rosati pugliesi è stata scelta per i ristoranti newyorkesi di Joe Bastianich, l’annuncio è stato dato durante i giorni dell’Italian Wine Week da Jeff Porter, beverage director dei ristoranti Bastianich.
Durante la Wine Week il taglio dato alle presentazioni era decisamente commerciale, perché oltre ad un’azione di educazione e sensibilizzazione sul vino rosato, le energie sono state focalizzate sull’aspetto della distribuzione e della vendita.

I numeri parlano di successo per coloro che da anni lavorano su questo prodotto. Secondo i dati di Tannico, prima enoteca online leader nel settore, nella vendita del rosato sono sempre i francesi di Provenza ad occupare il primo posto con un 20%, e al secondo posto, in crescita rispetto agli anni precedenti, c’è la Puglia con il 17% e a seguire Sicilia (14%), Abruzzo (11%), Sardegna, Alto Adige (9%), Lombardia e Toscana.(8%) e Campania (4%).

E se dunque in Francia la Provenza è la patria del rosato d’oltralpe, in Italia è la Puglia a produrre rosato con circa il 40% della produzione nazionale, con un apprezzamento particolare da parte del pubblico giovanile.

“Il consumatore ama la sua freschezza – dichiara Porter – il suo gusto fruttato, la sua struttura e l’abilità di abbinarsi a diverse tradizioni culinarie. La diversità dei rosati italiani, e in particolar modo di quelli pugliesi, è una caratteristica unica che credo consacrerà definitivamente il successo di questi vini sul mercato americano”.

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