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Presentazione «Prufessò, nu bacio» (Iuppiter Edizioni) di Vincenzo Santoro

Venerdì 28 aprile 2017, alle ore 18:30 presso l’Istituto M.C. Brando (via Diaz, 1 – Casoria), si terrà la presentazione del libro di Vincenzo Santoro “Prufessònu bacio – I miei ragazzi” (Iuppiter Edizioni). Insieme all’autore interverranno: Lidia Ronghi, direttrice della comunità per minori “Il Ponte” di Nisida; Ludovico Silvestri, vicepreside del Liceo Statale Gandhi e Carlo Panzetta, docente di Diritto ed Economia presso il Liceo Gandhi. Leggeranno alcuni brani del libro Luigi Del Gatto e Pietro Russiello.

Il libro

«Prufessò, nu bacio è stata una scommessa, un modo per mettermi in gioco, ancora, perché nella vita le sfide non finiscono mai. Potrei definirlo la mia vita perché il mio lavoro fondamentalmente lo è. Essere professore e non fare il professore, è stato sempre questo l’obiettivo che mi sono prefissato in tanti anni di insegnamento ed è questo che ho cercato di trasmettere in queste pagine. Salvatore, Gianluca, Emma, Alessia, Annamaria e tanti altri, non sono semplici nomi ma pezzi di cuore, emozioni, sorrisi, lacrime e vita. Ognuno con la propria storia da raccontarmi e qualcosa di meraviglioso da offrirmi. Tutti adolescenti con in tasca mille paure, insicurezze e domande, per le quali ho sempre cercato di trovare le giuste risposte e i migliori consigli per aiutarli nella loro crescita. Ma la verità è che loro hanno fatto crescere me».

L’autore

Vincenzo Santoro vive a Napoli, dove insegna Psicologia e Filosofia nei licei delle scienze umane. Ama definirsi un professore “atipico”, non sempre conforme agli “schemi scolastici”, peculiarità derivante dalla sua grande passione per il teatro che, da sempre, fa parte del suo stile d’insegnamento. La cattedra la pone in ripostiglio e, durante le lezioni, lascia libero spazio all’ilarità e alla spensieratezza che solo “i suoi ragazzi”, di nemmeno vent’anni, hanno. Ed è proprio per questo, forse, che ha scelto di essere un professore: per imparare dai suoi studenti a vivere con quella leggerezza che gli adulti hanno dimenticato come usare.

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