01212018Headline:

Parlare con un operatore, l’utente preferisce il computer (?)

Parlare con un computer è meglio che parlare con gli uomini. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata da Kayak. Navigando su  internet ed accedendo ai diversi portali è ormai comune trovare un messaggio che ci chieda di inserire dei termini di ricerca. Ed in pochi secondi quello che cerchiamo è a portata di mano.

E’ il chatbot, un software in grado di rispondere ad ogni esigenza indicando il termine di ricerca nello spazio apposito. Dal prodotto di cui abbiamo bisogno sugli shop online ai più avanzati sistemi di assistenza, i chatbot sono in grado di rispondere ad ogni tipo di esigenza in maniera celere. Quante volte per parlare con un operatore siamo stati costretti ad aspettare anche trenta minuti. E la risposta? Le faremo sapere. Insomma non proprio il massimo.

Insomma se un operatore ”umano” non può essere preparato proprio su tutto, il risponditore virtuale, grazie all’infallibile memoria, spesso è in grado di fornire un livello di assistenza personalizzata senza dubbio migliore. E se credete che un operatore virtuale non sia in grado di migliorare con il tempo, vi sbagliate di grosso. Registrando le richieste che più spesso vengono formulate dagli utenti, il chatbot riesce ad affinare con il tempo le risposte fino a diventare il  problem solver perfetto.

Parlare con operatore virtuale: ci possiamo fidare?

Fino a quando possiamo mettere nelle mani di un operatore virtuale le nostre necessità? A rispondere a questo quesito è Kayak, il noto potale di prenotazione di viaggi online secondo il quale oltre il 54% dei soggetti preferisce il mezzo informatico “per la disponbilità 24 su 24 che è in grado di fornire.

Una percentuale di un utente su quattro, inoltre, preferisce parlare con un operatore virtuale perché considerati addirittura più validi rispetto all’operatore tradizionale.

Un fenomeno destinato a crescere

Quello degli operatori virtuali è un settore sempre più in crescita. I costi minori, rispetto alle classiche modalità di assistenza, porterà ad un continuo sviluppo del fenomeno nel nostro paese ed all’estero. Insomma gli operatori virtuali sono destinati a farci compagnia sempre di più nei prossimi anni.

Già da anni Apple ha mostrato di puntare molto sul settore realizzando il suo HomePot, un cilindro a cui  è possibile chiedere qualasiasi cosa. Si tratta di Siri, il programma in grado di rispondere ad ogni richiesta, dalle più semplici alle più elaborate, del tipo: “Come sarà il meteo oggi?” o “mi accendi il riscaldamento?”

Ma la concorrenza non ha perso tempo ed Amazon e Google hanno già messo in campo, per ora solo in  inglese, l’operatore virtuale, o meglio il chatbot già molto avanzati. Ma nonostante la tecnologia corra, una significativa ritrosia nel parlare addirittura con il proprio smartphone ricevendo le informazioni, figuriamoci con un software senza aspetto fisico.

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