01212018Headline:

Noi, bimbi dimenticati nella terra dei veleni: ecco la lettera consegnata a Napolitano


Ecco il testo della lettera che i bimbi della Terra dei Fuochi hanno consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

«Siamo stati piccoli cittadini di quella parte della Campania felix compresa tra Napoli nord e Caserta sud che purtroppo da vari anni ha meritato suo malgrado vari appellativi infausti come triangolo della morte, terra dei fuochi terra dei veleni, ma per noi era semplicemente il posto più bello al mondo in cui siamo nati, cresciuti e purtroppo morti. Saremmo sicuramente venuti al Quirinale in gita con i nostri compagni e parlando con gli insegnanti su cosa rappresenti questo Palazzo e la sua storia, sarebbe nato in noi un senso di fierezza e di identificazione nel nostro Stato e nella nostra Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, dove viene garantito il diritto alla salute, ad una giusta istruzione, insomma, da italiani ci saremmo sentiti protetti e tutelati da un “Papà Stato” che ci avrebbe garantito libertà e mezzi per crescere nel modo migliore.

Purtroppo non è andata così…noi non diventeremo mai grandi:

Riccardo Leucemia linfoblastica acuta; 22 mesi per sempre, con il mio sorriso e il mio coraggio sarei stato un buon cittadino, se me lo avessero concesso….

Mesia Neuroblastomasurrenale; 3 anni per sempre, ero allegrissima e solare,quanto ottimismo avrei dato al mondo se me lo avessero concesso…

Alice Rabdomiosarcoma; 3 anni per sempre, amavo ballare, che talento sarei stata se me lo avessero concesso…

Tonia Medulloblastoma; 6 anni per sempre, col mio coraggio e il mio istinto protettivo avrei contribuito a rendere il mondo più sicuro, se me lo avessero concesso…

Enrico Glioblastoma; tronco-celebrale 8 anni per sempre, amavo disegnare, nuotare e sciare, quanto avrei potuto realizzare da grande, se me lo avessero concesso…

Antonio Rabdiosarcoma nucleare; 9 anni per sempre, amavo la vita e la mia famiglia, volevo diventare un grande papà, lo sarei stato se me lo avessero concesso….

Martina Nefroblastoma; 9 anni per sempre,cantare la mia passione e amavo gli animali al punto da intraprendere vere lotte per difendere i loro diritti,avrei difeso la natura se me lo avessero concesso.

Alessia Glioma intrinseco tronco encefalico; 9 anni per sempre cantavo nel coro “Voci bianche”, ero bravissima, sarei diventata famosa se me lo avessero concesso….

Francesco Epatocalcinoma metastatico ai polmoni; 9 anni per sempre, ero una promessa del calcio, sarei entrato forse in nazionale se me lo avessero concesso…

Francesco Osteosarcoma metastatico polmonare; 9 anni per sempre, amavo nuotare e giocare a calcio, ero un portento, un giorno forse avrei portato a casa una medaglia olimpica se me lo avessero concesso…

Antonio Globlastoma intrinseco tronco encefalico; 9 anni per sempre, ero un talento con la batteria, la musica la mia passione, sarei stato un grande musicista se me lo avessero concesso…

Dalia Linfoma linfoblastico non hodking; 13 anni per sempre, 10 la mia media scolastica, volevo diventare un dottore, avrei dato un grande contributo alla scienza se me lo avessero concesso…

Francesco Rabdiosarcoma; 14 anni per sempre, ero un genio in matematica,quanto potenziale avrei messo a disposizione della società se me lo avessero concesso….

Quanti diritti negati, Presidente, quante individualità perse per sempre da una società che, se ci avesse protetti e lasciato crescere, sarebbe stata di certo migliore di quella che, per interessi biechi e meschini, ha firmato la condanna a morte nostra e del nostro popolo. Quanti bimbi come noi non cresceranno mai, quanti stanno lottando in ospedali oncologici, quanti si ammaleranno…

Per un quarto di secolo lungo le rotte dei traffici illeciti, è viaggiato di tutto: polveri di abbattimento dei fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, si parla addirittura di scarti nucleari (…). Nel complesso 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Il che vuol dire, visto che un tir trasporta in media 25 tonnellate, circa 411mila camion (…).

Visto l’enorme giro d’affari che vi è connesso, il cervello delle ecomafie non dorme mai e il sistema è sempre pronto ad adattarsi alla situazione politica, ambientale, economica e sociale del Paese e, se necessario, a reinventarsi pur di continuare ad operare e a generare profitto. La creatività criminale in questo settore sembra non avere limiti (…).

E la criminalità ambientale dei «colletti bianchi»: i consulenti tecnici, come il chimico di turno sempre a disposizione di chiunque abbia bisogno di un formulario di identificazione falso o di un certificato di analisi con i codici CER (il Catalogo Europeo dei Rifiuti) inventati; i produttori di rifiuti compiacenti, industriali, in alcuni casi anche di importanti società nazionali a prevalente capitale pubblico, che pur di risparmiare denaro sono disponibili a vedere i propri rifiuti smaltiti illegalmente nei luoghi più disparati (…)

Sa che mentre parliamo i roghi continuano e gli sversamenti pure? Ciò che ci spaventa da cittadini del mondo è che questo genio criminale a tre teste, ecomafia-industria criminale-colletti bianchi, starà progettando nuove rotte verso cui deviare i traffici illegali e noi questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo. Ci auguriamo che lei possa leggere nel cuore delle nostre mamme che oggi portano a lei il grido di dolore della nostra gente e che trovi la forza necessaria per imporre la sua autorità affinché si attui tutto ciò che è necessario affinché inizi “l’operazione verità” , ma subito. Trenta anni di ritardo e silenzi sono già stati sufficienti.

Da angeli quali siamo diventati noi forse troveremo un giorno il coraggio di perdonare chi ci ha tolto tutto facendoci passare per atroci e inimmaginabili sofferenze, ma i nostri cari no, gridano giustizia per noi e per tutte le vittime e anche questo uno stato di diritto e di fatto deve garantire. Con affetto e ancora fiducia I furono piccoli cittadini italiani»

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