Nichi Iena ridens, il caso delle tefonate

Ideale E Realtà 1:04pm
NICHI, IENA RIDENS
Ridere ai funerali del nostro popolo è da sciacalli di quart’ordine. Si ride delle nostre disgrazie da Milano a Roma, da L’Aquila a Taranto. Ogni tragedia del Sud è squallida occasione di arricchimento. Ora anche Vendola, mascherato in abiti lussuosi e fluida oratoria, si scopre che, detto da lui, ha riso per un quarto d’ora con il suo capo di gabinetto, sui tumori dell’Ilva di Taranto. Le battute verrebbero facili, risate da gabinetto, il riso abbonda sulla bocca degli stolti. Ma la gravità dell’oggetto delle risate ci impedisce di unirci alle iene ridens.
“L’oratorio” è terminato, caro Nichi, ride bene chi ride ultimo, non ti resta che dare le dimissioni da governatore della Puglia e da segretario di un partito nomato sinistra, ecologia e libertà, che diventa, per noi meridionalisti: “sinistra egologia della libertà.”
Oggi più che mai si fa evidente l’impossibilità per i Meridionali di affidarsi ai partiti nazionali, destri, sinistri o ambidestri che siano, comunque funzionali al progetto di colonizzazione del Mezzogiorno. La classe politica meridionale, che si conferma asservita agli interessi dell’industria del nord, contribuisce alla devastazione della nostra terra.
Dalla Terra dei fuochi a Taranto, dalla Basilicata alla Sicilia, il genocidio della nostra gente chiama giustizia.
Mai più con questi partiti, spetta ai Meridionali darsi una rappresentanza politica autonoma, lontana, anzi lontanissima dai tristi figuri di questo Stato Italiano.
Domani, a Napoli, il popolo meridionale saprà dare prova di dignità partecipando alla più grande manifestazione a memoria della capitale del Sud. Una manifestazione senza partiti e senza speculatori, contro lo stato, la camorra e i pescecani del nord, responsabili del biocidio delle nostre meravigliose terre meridionali, che puzzano di nord e profumano di Mediterraneo.

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