Napolitano prende tempo: spazio e serenità per il nuovo premier. Baricco si sfila dalla squadra di Renzi

Le consultazioni per la formazione del nuovo governo si sono svolte con la ”massima rapidità proprio perché poi ci sia spazio e serenità per chi riceverà l’incarico di formare il governo che avrà così tutto il tempo necessario per le intese”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conclude con queste parole la lunga giornata di faccia a faccia avuta con le forze politiche. “Queste consultazioni hanno avuto un ritmo intenso e non hanno avuto nulla di rituale o formale”, ha spiegato. “Tutte le delegazioni si sono impegnate indicando temi e priorità. Oggi e’ stata una giornata interessante, ricca di stimoli – ha concluso – che trasmettero’ a chi avra’ l’incarico”. Il segretario del Pd Matteo Renzi arriverà domani a Roma. Il capo dello Stato potrebbe già domani o molto più probabilmente lunedì affidare l’incarico al segretario del Pd per formare un nuovo esecutivo. In realtà è azzardato fare previsioni sui tempi: Ncd e altre forze politiche hanno chiesto una pausa più lunga per riflettere. Forza Italia avverte con Berlusconi che la sua sarà un’opposizione responsabile e assicura che verranno rispettati gli accordi presi su legge elettorale e riforme. Alfano chiede appunto più tempo e avverte Renzi: nessun appoggio qualora entrassero nuove forze di sinistra. Ma Nichi Vendola boccia l’ipotesi di un sostegno di Sel al governo come “fantapolitica”. Il Pd invece conferma “l’impegno forte per un governo che completi la legislatura fino al 2018″.

Con l’incontro tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la delegazione delle minoranze linguistiche dalla mattina sono riprese le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. Gli ultimi due a colloquio sono stati la delegazione di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi e quella del Pd. Napolitano ha potuto avviare venerdì le consultazioni: cominciate con i presidenti di Senato e Camera, Grasso e Boldrini e con i capi delegazione del Gruppo Misto a Palazzo Madama e Montecitorio. Ma le fibrillazioni politiche non sono mancate. Con la Lega e il Movimento 5 Stelle che hanno deciso di non salire al Colle. Il Capo dello Stato ha parlato di “stupore e rincrescimento” per la decisione del Carroccio.

NCD- Il Nuovo Centro Destra non dà per scontato il suo appoggio ad un esecutivo Renzi dopo il dibattito che si è aperto in Sel sul possibile appoggio al nuovo esecutivo. “Avendo compiuto una scelta coraggiosa a novembre vorremmo non venire meno a quella scelta proseguendo l’esperienza di governo. Ma il condizionale ‘vorremmo’ è legato a delle condizioni: abbiamo aderito ad un’anomala coalizione collaborando con il principale patito sinistra. Se ci si sposta a sinistra, con l’ingresso di nuove forze di sinistra, noi diremo di no alla nascita del nuovo governo”, ha detto il leader di Ncd, Angelino Alfano, parlando al Quirinale dopo le consultazioni con Napolitano, accompagnato dai capigruppo Maurizio Sacconi, Enrico Costa e da Renato Schifani. “No siamo pronti a un grande sforzo riformatore – ha aggiunto Alfano – ma bisogna mettere nero su bianco i punti programmatici, cosa che non è possibile in 24 ore”. “Abbiamo detto a Napolitano – ha concluso – che siamo animati da buona volonta’ ma che l’esito e’ incerto: non siamo in grado di assicurare il lieto fine, vogliamo vederci chiaro su una coalizione che non deve virare a sinistra e che deve avere programmi chiari”. SCELTA CIVICA – “Il Governo dovrà essere impegnato con coraggio e intenzione sulle misure per la crescita economica. Entro i prossimi giorni devono essere dati segnali molto forti di discontinuità rispetto a questa fase conclusiva che ha peccato di immobilismo”. Lo ha detto Stefania Giannini, segretaria di Scelta civica al termine delle consultazioni al Quirinale. “Il punto determinante e cruciale è il metodo di lavoro – ha sottolineato Giannini-: proponiamo al Presidente incaricato che ci possa essere un patto di coalizione in cui si condividano temi e tempi di realizzazione”. Le misure indicate da Scelta civica per l’economia sono la lotta alla disoccupazione, la riduzione delle tasse “attraverso soprattutto l’aggressione della spesa pubblica e risposte per il disagio socale”. “Auspichiamo che questa legislatura – ha aggiunto Giannini – possa veramente affrontare le riforme istituzionali che sono condizione necessaria perché l’Italia possa recuperare il proprio ruolo in Europa”.

SEL – Sulla decisione del Pd e la scelta di Renzi di dare lo sfratto all’inquilino di palazzo Chigi “il nostro giudizio è negativo sul modo oltre che sulla cosa, sulla forma e sul contenuto”. Lo ha detto Nichi Vendola, dopo le consultazioni al Quirinale. Vendola ha ribadito la “critica di fondo nei confronti dell’agenda politica di Renzi, sia pure molto genericamente evocata”. L’ipotesi di sostegno di Sel al governo Renzi “è stata fin dall’inizio fantapolitica. In Sel – ha concluso – c’è unanimità di giudizio sull’operazione messa in campo da Renzi”. FORZA ITALIA – “Abbiamo manifestato preoccupazione e stupore per la crisi aperta fuori dal parlamento senza che si sia sentita una sola parola sul programma del nuovo governo”. Lo ha detto Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni al Quirinale. “Forza Italia sarà all’opposizione – ha chiarito Berlusconi -, ma la nostra sarà un’opposizione responsabile, come è sempre stato da 20 anni a questa parte quando siamo stati all’opposizione”. “Manteniamo gli accordi intervenuti sulla legge elettorale e sulle riforme istituzionali”, ha poi assicurato Berlusconi. “Interverremo sul governo affinché si avvii sulla strada della riduzione dei mali che affliggono i cittadini: l’oppressione burocratica, fiscale e giudiziaria”. Infine, sull’Europa “inviteremo il governo perché assuma una posizione ferma per il cambiamento della politica di austerità e si imbocchi presto la strada della ripresa e dello sviluppo”. PD- Il Pd conferma “l’impegno forte per un governo che completi la legislatura fino al 2018”. Lo ha detto Luigi Zanda capogruppo Pd al Senato dopo le consultazioni al Quirinale insieme con Roberto Speranza e Lorenzo Guerini. “Il Pd pensa che per superare la difficile situazione – ha aggiunto Zanda – sia necessario mettere a disposizione tutta la forza politica di cui dispone, a partire dal segretario Matteo Renzi, il cui nome abbiamo indicato al presidente della Repubblica”.

Intanto Laura Boldrini ha chiesto che siano rispettate le prerogative del Parlamento nella crisi di governo. “A me, come presidente della Camera, stanno a cuore due cose. Innanzitutto, che dalle consultazioni si esca con un esecutivo capace di mettere al centro della sua azione le risposte alla pesantissima situazione economica e sociale del Paese», ha spiegato in un video sul suo blog. “E poi mi interessa che vengano rispettate le prerogative del Parlamento, perché le Camere sono il luogo dove governo e partiti motivano le loro scelte e assumono le loro responsabilità di fronte all’opinione pubblica”, ha sottolineato. Nelle more della crisi impazza intanto il toto-ministri per il nuovo esecutivo: oltre cinquanta i nomi circolati per una squadra che Renzi vuole snella. Intanto si sfila Alessandro Baricco: collaborerò, fa sapere, ma non da ministro. Si parla di cinque ministri democratici, uno di Scelta civica e dei Popolari per l’Italia, due del Nuovo centrodestra. Fra le ipotesi in campo: Alfano sempre vicepremier, senza deleghe. All’Economia al posto di Saccomanni è accreditata Lucrezia Reichlin, ma si fanno i nomi anche di Tito Boeri, Padoan, Barca, Bini Smaghi. Alla Giustizia potrebbe andare il presidente uscente del Csm Vietti o Giovanni Maria Flick. Per il Lavoro si parla di Epifani e di Marianna Madia, per i Trasporti in corsa il sindaco di Bari Emiliano. Dovrebbero essere riconfermati la Bonino agli Esteri, Orlando all’Ambiente. E poi, fra i tanti, circolano anche i nomi del numero uno di Vodafone Vittorio Colao, del papà di Italy Oscar Farinetti. Anche se non è un ruolo “istituzionale” c’è spazio anche per la nuova first lady, anche se Agnese Landini così non ci si sente proprio. “Non sono nulla – ha rimarcato la trentasettenne moglie del sindaco di Firenze -, non c’è nulla di formalizzato. E poi quell’appellativo non mi corrisponde”.

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