Napoli, mattone in rosso e il 70% degli edifici ha più di 40 anni. L’allarme dei costruttori

Un quarto degli edifici della città di Napoli risale a prima del 1919 e oltre il 70% dei fabbricati ha più di 40 anni. È quanto emerge dallo studio realizzato dal centro ricerche Cresme presentato oggi dall’Acen, l’associazione dei costruttori edili di Napoli. Lo studio evidenzia come il mercato dell’edilizia continua a scendere con un dato del 2013 che, raffrontato a quello pre-crisi del 2005 segna un -45%. Gli unici investimenti sono quelli sulla ristrutturazione del patrimonio esistente e sul contenimento dei consumi energetici, come dimostra il numero crescente di richieste di agevolazione fiscale in materia che in Campania sono salite dalle 2.100 del 2007 alle 5.800 del 2011. A peggiorare lo scenario è anche il calo delle opere pubbliche che nei primi dieci mesi del 2013 si sono ridotte del 14%. Ferma è poi la situazione degli immobili residenziali: in tutta la Campania oltre il 53% degli edifici ha oltre quaranta anni, ma la media si alza molto a Napoli, raggiungendo, appunto il 70%. Nel capoluogo, ma anche nella provincia, i fabbricati costruiti tra il 2002 e il 2012 costituiscono solo il 3% del totale. In questo scenario, Rudy Girardi, presidente dell’Acen sottolinea la necessità di una «tassazione sugli immobili chiara e meno pressante per le imprese e le famiglie. In una simulazione dell’Ance nel maggio scorso – ha spiegato – abbiamo verificato tutte le imposte che gravano su immobili e il risultato è che nel 2012 queste sono aumentate del 12% rispetto a 2011. Alla luce della Iuc, ora in discussione, si profila un ulteriore aumento». A fermare il mercato immobiliare, infatti, è anche, si legge nello studio, la difficoltà di accesso al credito, con i mutui la cui erogazione ha registrato dal 2007 una diminuzione del 57%. Un segnale sul fronte della riduzione della pressione fiscale è stato chiesto anche dal presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni. «La zavorra fiscale – ha detto – sulla casa oltre a generare effetti a catena sulla ingarbugliata filiera della tassazione, dall’Imu alla Trise, passando per le oscure Tasi e Tari, sta causando efetti reali, non solo psicologici su tutta l’economia di cui la casa è uno dei motori principali».(ANSA).

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