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Una mitragliatrice di colpi sul povero Angelo

Una mitragliatrice”. Così il professor Vincenzo Di Martino ha definito la sequela di colpi dai quali è stato investito il cognato, Angelo Partenza, il 64enne di Modica trovato morto in casa il 3 febbraio, pochi giorni dopo essere stato picchiato con brutale veemenza da dei minorenni: al gravissimo episodio di “tanta stupida violenza ai danni di una persona che non aveva mai fatto male a nessuno”, per dirla con il conduttore, Giancarlo Magalli, oggi, 16 marzo, ha dedicato un servizio la trasmissione di Rai DueI Fatti Vostri”, che ha anche trattato in generale l’odioso fenomeno dei maltrattamenti nei confronti degli anziani.

In studio il professor Di Martino è stato accompagnato dal dott. Ermes Trovò, presidente di Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità, a tutela dei diritti dei cittadini, a cui i familiari di Partenza si sono rivolti per far luce sui fatti e ottenere giustizia, e, in collegamento, è intervenuto anche l’avvocato Gianluca Balli, legale di uno dei due minori che sono indagati per omicidio preterintenzionale in concorso.

Come confermato dal cognato, era da tempo che la vittima era nel mirino di questi giovani bulli. “Angelo ci ha detto, e l’ha dichiarato nella denuncia sporta presso i carabinieri, che era da cinque anni che questo gruppetto di adolescenti lo molestavano, lo importunavano e insultavano: uno era un quindicenne del luogo che abita a pochi passi da casa sua e che si accompagnava ad altri ragazzi, qualcuno anche più grandicello” ha raccontato.

Una persecuzione incomprensibile perché, ha aggiunto Di Martino, “Angelo era un uomo buono, mite, pacioso, tranquillo, nessuno nel vicinato si era mai lamentato: non ha mai reagito a queste provocazioni, non ne era capace. E forse proprio per questa ragione, per una sorta di riserbo e vergogna, non ha mai riferito alla sorella, mia moglie, che era perseguitato da questi ragazzi”. Si era arrivati al punto che, per evitare di incontrarli, come ha sottolineato Magalli, “il povero Angelo aveva cambiato abitudini di vita e non usciva di casa se i ragazzi erano per strada”.

Quel giorno, il 19 gennaio, era uscito verso mezzogiorno, anche per andare a fare la spesa: viveva da solo, non aveva famiglia. E purtroppo si è imbattuto in questo gruppetto di ragazzi: qualcuno ha parlato di banda, e non è la sola banda del luogo, anche di sera altri ragazzi di buona famiglia si vedono spesso accerchiati e molestati. Angelo era nella piazzetta antistante la chiesa di Santa Maria di Betlemme, nel centro storico di Modica, a due passi dal municipio. Si è avvicinato al ragazzo più piccolo, lo conosceva da quand’era bambino, e gli ha semplicemente chiesto conto del perché continuasse a importunarlo. E’ stato questo che ha scatenato la reazione dell’amico più grande, che si è scagliato contro di lui, l’ha spintonato e buttato per terra facendogli sbattere la schiena e la testa. E poi è stato come una mitragliatrice: colpi, pugni e pedate, uno dopo l’altro. E quando si ha la nuca sul selciato, i colpi ricevuti diventano come un martello che percuote sull’incudine il ferro” ha continuato nel suo agghiacciante racconto Vincenzo Di Martino, confermando anche la presenza di alcuni testimoni. “Angelo ha riferito che c’erano altre persone che hanno assistito. L’hanno soccorso, ha dichiarato nella denuncia, “quattro con la tuta arancione”, degli operatori ecologici, che sono intervenuti in sua difesa e hanno fatto smettere i ragazzi”.

Testimoni che sono stati rintracciati e ascoltati dai carabinieri, i quali infatti hanno identificato e tradotto in caserma i due responsabili (il quindicenne e il 16enne che era con lui), che, come detto, sono indagati dal Procura presso il Tribunale dei minori di Catania per omicidio preterintenzionale.

Il primo fatto indiscusso sono l’aggressione e le percosse – ha chiarito il dott. Trovò, Presidente di Studio 3A, entrando nell’aspetto giudiziario della vicenda – Successivamente il signor Partenza si è recato al Pronto Soccorso dove gli hanno riscontrato diverse fratture al volto e una prognosi di 30 giorni: lesioni decisamente gravi. Il secondo fatto è, purtroppo, il decesso. La Procura, collegando i due fatti, ha aperto un procedimento e sta indagando in tal senso, per verificare se vi sia un nesso tra i due eventi. Infatti, ha incaricato un medico legale che proprio oggi terminerà le operazioni peritali e che entro 90 giorni dall’assegnazione dell’incarico depositerà la sua perizia. Se la Procura, autonomamente, ha individuato che vi possa essere una correlazione tra il pestaggio e la morte, è un’ipotesi che va seguita”.

Il legale di uno degli indagati, Gianluca Balli, da parte sua, ha glissato sulla domanda rivoltagli dal conduttore sul perché questi ragazzi ce l’avessero con “una persona così ben voluta”, sul perché “si sia arrivati a tanto”. E, nonostante qualche tentativo in tal senso, non ha potuto disconoscere che “il pestaggio c’è stato, Angelo non si è certo ferito da solo” gli ha ricordato Giancarlo Magalli. “Oggettivamente – ha premesso l’avvocato – il fatto che è successo è grave dal punto di vista umano, è morta una persona, c’è solidarietà e a massima empatia”. “Altra cosa però – ha aggiunto – è l’accertamento nell’ambito del processo penale che ancora non ha dignità di processo perché siamo in una fase in cui non sono ancora terminate le indagini preliminari. Non ci si può basare su un sillogismo dove la querela anche legittimamente presentata dal signor Partenza debba equivalere già a una condanna”.

Il servizio si è chiuso con la vicinanza espressa da Magalli al professor Di Martino e la certezza che, ha concluso il conduttore,“ il dottor Trovò continuerà a esservi vicino, a sostenervi e ad aiutarvi in questa battaglia” per l’accertamento della verità e per dare giustizia ad Angelo Partenza .

Per vedere il servizio integrale:

http://www.studio3a.net/fatti-vostri-16032017/

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