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Mezzogiorno, perchè la questione è ancora aperta

Nella collana dei “Quaderni SVIMEZ” è pubblicato il numero speciale 50 “Il Mezzogiorno nella storia economica d’Italia. Una questione aperta”, diffuso anche on line.
Il volume rappresenta il frutto di un impegno comune di confronto e di ricerca della SVIMEZ e dell’Archivio Centrale dello Stato, avviato da anni e culminato nel Convegno tenutosi a Roma presso la sede dell’Archivio di Stato.
Attraverso la manifestazione, di cui questo volume raccoglie gli interventi, l’Archivio di Stato e la SVIMEZ hanno inteso promuovere una giornata di riflessione e di studio sulle attuali opportunità di sviluppo economico del Mezzogiorno, nel quadro nazionale ed europeo.
La giornata si è tenuta in occasione della conclusione del «Progetto ASET – Archivi dello sviluppo economico e territoriale. Modelli innovativi di conservazione e riuso delle fonti per la storia degli interventi straordinari per lo sviluppo del Mezzogiorno» oggetto di una Convenzione SVIMEZ – Archivio Centrale dello Stato, finanziata nell’ambito del PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013.
La manifestazione si è strutturata in tre parti.
La prima, sul progetto ASET, è stata aperta dai Saluti del Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, prof. Antimo Cesaro e introdotta dal Sovrintendente dell’ACS, prof. Eugenio Lo Sardo.
Nella seconda sono stati presentati i risultati del progetto ASET. In particolare, la “Società AB-ArchiviBiblioteche” ha presentato l’inventariazione dell’Archivio Casmez/Agensud. La “Società Memoria” ha presentato il database della digitalizzazione dei verbali e delibere del Consiglio di Amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno. La “Società Regesta” ha presentato la realizzazione del portale aset.acs.beniculturali.it.
Sono state successivamente proiettate una serie di videointerviste e i documentari della Cassa per il Mezzogiorno, restaurati e digitalizzati a cura dell’Archivio audiovisivo, relativi al movimento operaio e democratico ed è stata presentata la biblioteca on-line della Cassa per il Mezzogiorno.
Si tratta di un patrimonio immenso venuto alla luce: oltre 50 mila interventi in opere pubbliche, più di 265 mila agevolazioni industriali, 27 mila programmi in agricoltura. Contiene, infatti, tutto questo, e anche molto altro, compresi i video originali, documentati dall’Istituto Luce, che testimoniano questi interventi, l’Archivio della Cassa del Mezzogiorno, che rischiava seriamente di essere dimenticato, disperso e di cadere nell’oblio, ed è stato invece salvato e reso oggi disponibile per gli studiosi e i cultori della materia.
La giornata di studio è proseguita con la Sessione intitolata “Attualità e storia delle strategie di sviluppo per il Mezzogiorno”.
Infine, nella terza e ultima Sessione, sono stati presentati due volumi, editi da “Il Mulino”: il primo, realizzato nell’ambito della Convenzione della SVIMEZ con l’ACS per la realizzazione della ricerca prevista dal progetto ASET, intitolato “La dinamica economica del Mezzogiorno. Dal secondo dopoguerra alla conclusione dell’intervento straordinario” (2015), a cura della SVIMEZ; e il secondo, intitolato “La convergenza possibile. Strategie e strumenti della Cassa del Mezzogiorno nel secondo Novecento” (2015), a cura di Emanuele Felice, Amedeo Lepore, Stefano Palermo, realizzato nell’ambito della Convenzione con l’ACS del Dipartimento di Economia della Seconda Università di Napoli.
Questo numero speciale dei “Quaderni SVIMEZ”, pubblicato in occasione del 70° anniversario dell’istituzione della Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, è quanto mai utile oggi per riconsiderare le attuali politiche per il Mezzogiorno e interrogarci sul che fare, partendo dal presupposto che il ritardo del Sud non è un destino cinico e baro della storia, ma dipende piuttosto da precise scelte politiche, compiute o mancate.
Con il recupero dell’Archivio della Cassa del Mezzogiorno si rende disponibile un prezioso materiale storico e si forniscono efficaci strumenti di ricerca per una più approfondita riflessione sullo storia, per molti aspetti controversa, della Cassa. Controversa perché il ruolo della Cassa è stato a lungo sminuito o negato da una vulgata, e anche da una letteratura, che la presentava come il simbolo dell’assistenzialismo più retrivo o, nei casi migliori, come un esempio di inefficienza e di sprechi. Un ruolo che, invece, si sta ampiamente rivalutando alla luce degli studi fondati sulle nuove fonti rese disponibili dalla Banca Mondiale e dall’Archivio storico della Cassa stessa.
Non a caso, il citato volume curato dalla SVIMEZ nell’ambito del progetto ASET, si apre proprio con l’importante riflessione retrospettiva che nel 1981 l’ex Presidente della Cassa, Gabriele Pescatore, dedicò a quella esperienza, su quel quarto di secolo del più intenso sviluppo del Sud e della più alta convergenza tra Nord e Mezzogiorno.
L’esperienza della Cassa di Pescatore, dal momento della costituzione fino alla metà degli anni Settanta, si iscrive, infatti, nella fase magica dello sviluppo italiano ed ebbe una funzione cruciale per efficacia e capacità realizzativa, nel venticinquennio in cui il Sud, per la prima volta nella storia unitaria, contribuì in misura decisiva alla crescita dell’intero Paese e a realizzare il “miracolo economico”.
Miracolo al quale, parimenti alla Cassa, contribuì anche l’altro grande braccio dell’intervento pubblico che fu il sistema delle imprese a partecipazione statale, IRI ed ENI in testa. Ma la Cassa, con la sua natura peculiare dal punto di vista istituzionale, seppe via via conquistarsi un ruolo centrale, divenendo l’elemento del più ampio complesso di iniziative pubbliche che prese il nome di «intervento straordinario» nel Mezzogiorno. Al successo della prima Cassa diede una forte spinta la natura tecnico – ingegneristica dello strumento, che la mise al riparo da quella deriva politico burocratica che nella fase successiva l’ha snaturata.
Non a caso, tra il ’50 e il ’74, il Pil meridionale crebbe più che nei precedenti 90 anni unitari. Grazie alla Cassa si affermò un sistema che fu baluardo di un’azione programmata affidata per la sua realizzazione a presidi di personale tecnico di prim’ordine. In definitiva, la Cassa fu un’agenzia esemplare per tutta la fase della presidenza Pescatore e quell’esperienza può essere oggi riconsiderata proprio perché il tema dello sviluppo – e quindi del persistente dualismo -, come problema fondamentale dell’Italia, torni ad avere piena cittadinanza, se si vuole veramente governare l’uscita dalla lunga fase recessiva degli ultimi anni. Partendo proprio dall’assunto che, come negli anni ’50, il Sud è un ingrediente fondamentale della costruzione di un Paese che voglia avere un ruolo in Europa.
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