Meno tasse per i dipendenti, no alla stangata sulle pensioni. Parte dal Sud la mobilitazione dei sindacati contro la Legge di Stabilità: oggi la Calabria in piazza

“E’ andata bene, e’ stata una bella manifestazione e c’e’ stata una grande adesione allo sciopero, considerando che non e’ mai facile scioperare per primi”. Cosi’ Michele Gravano, segretario generale della Cgil Calabria, commenta, con Labitalia, la manifestazione di oggi di Cgil, Cisl e Uil calabresi a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, con la quale ha preso il via la settimana di ‘fuoco’ di mobilitazione e di scioperi dei sindacati confederali in tutta Italia contro la legge di stabilita’. L’adesione allo sciopero nella provincia di Cosenza, secondo i sindacati, e’ stata altissima, “ben oltre il numero degli iscritti alle organizzazioni sindacali”. 

Cgil, Cisl e Uil soddisfatte

Alla manifestazione unitaria a Corigliano Calabro c’e’ stata una massiccia presenza dei forestali, dei lavoratori in mobilita’ e degli Lsu-Lpu, degli edili, dei lavoratori del pubblico impiego, del commercio, dei giovani e degli studenti. “E non finisce qui: domani saremo in 4-5mila a Reggio Calabria -attacca Gravano- fuori dal consiglio regionale, in occasione della riunione dell’organo legislativo, per sostenere la vertenza degli lsu”. In tutta la provincia cosentina, le adesioni hanno raggiunto punte del 100% nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura: chiusa la Dormiflex di Oriolo, la Europak Laterizi e la Carena Spa del Cantiere Sa-Rc di Laino, Azienda Agricola Bilotti di Altomonte. Alte anche le adesioni nei settori dei servizi e del commercio. Nel settore pubblico, l’astensione al lavoro e’ pari all’80% nelle comunita’ montane, al 70% nel trasporto pubblico locale e al 65% nella scuola. E mobilitazione dei sindacati continuera’ nei prossimi giorni. “Venerdi’ -conclude Gravano- sciopereranno anche le altre province, con mobilitazioni e presidi”.

La posizione del sindacati

In una nota le segreterie dei sindacali confederali evidenziano la necessità di misure di carattere fiscale, finanziario e previdenziale che dovranno essere inserite nella manovra del Governo nonché le urgenze che attengono in modo particolare il territorio cosentino. “Avevamo chiesto che la manovra di stabilità – si legge nella nota – contenesse un significativo intervento fiscale di sostegno ai redditi da lavoro dipendente e da pensione per rilanciare la domanda interna come condizione necessaria per far tornare a crescere la nostra economia anche grazie all’incremento della domanda interna dei consumi. Le misure presentate dal Governo, però – rilevano Cgil, Cisl e Uil – risentono dell’insufficiente intervento operato a beneficio del mondo del lavoro e del mancato aumento delle detrazioni per i pensionati,anche se per queste ultime si profilano detrazioni sensibili per i redditimedio- bassi. L’atteggiamento prudente del Governo sui risparmi conseguibili previsti a partire solo dal 2015 – osservano i dirigenti dei sindacati confederali – riduce l’ammontare complessivo delle risorse utili per agire sulla pressione fiscale e sembra evidenziare uno scetticismo di fondo da parte dello stesso Governo sugli obiettivi concreti da realizzare”. Dopo un accenno ai problema degli esodati, per i quali si chiede “una soluzione strutturale edefinitiva”, della copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali e inderoga, la nota prosegue sottolineando la necessità che gli interventi della manovra di stabilità incidano concretamente nel settore delle grandi infrastrutture e nella sanità. “Le risorse previste per il completamento dellaSalerno – Reggio non bastano, mentre – rileva la nota – non vediamo decisi interventi per le ferrovie e il completamento delle opere stradali della regione. Senza contare le difficoltà cui vanno incontro le popolazioni cosentine nel settore socio-sanitario e perfino in quello giudiziario. Tanto per esemplificare nella zona Corigliano – Rossano non si veda come non debba essere considerata incomprensibile la situazione dell’ospedale di Corigliano edel tribunale di Rossano, visto che i due presidii distano circa cento chilometri dal capoluogo. La nostra iniziativa, che avrà certamente il conforto solidale delle tre Confederazioni – conclude la nota – serve a sollecitare il Governo e il Parlamento a correggere la manovra per migliorarne l’equità e l’efficacia e per contribuire, attraverso il rilancio della crescita economica, a risolvere i problemi occupazionali e a ridurre l’area del disagio economico e sociale delle nostre popolazioni”. E’ importante che la legge di stabilità recepisca gli emendamenti per risolvere la questione Lsu Lpu aperta dal Sindacato con la grande mobilitazione di lunedì 4 che proseguirà giorno 12a Reggio Calabria sotto il Consiglio regionale.

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